SNA Sezione Provinciale di Verona

SNA Sezione Provinciale di Verona Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione - Sezione Provinciale di Verona

29/07/2026

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Antiriciclaggio, Ivass farà chiarezza sul Consigliere responsabile. Nessun obbligo può essere inventato
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MILANO - Finalmente arriva un importante chiarimento sulla delicata questione del Consigliere responsabile per l’antiriciclaggio, che nelle ultime settimane ha generato dubbi e preoccupazioni tra gli agenti di assicurazione. L’Ivass, interpellata dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative in merito al presunto obbligo di comunicare all’Autorità i requisiti e le informazioni relative al Consigliere responsabile per l’antiriciclaggio, si è impegnata a pubblicare quanto prima opportuni chiarimenti ufficiali.
Tali chiarimenti saranno attentamente esaminati e sottoposti al vaglio del Sindacato, al fine di fornire agli agenti indicazioni certe e fondate esclusivamente sulle effettive disposizioni normative e regolamentari.
La notizia assume particolare importanza perché, nel frattempo, da più parti erano state diffuse indicazioni circa presunti adempimenti a carico degli intermediari, presentati in alcuni casi come obbligatori e imminenti. Occorre quindi ribadire un principio fondamentale: gli obblighi a carico degli agenti devono trovare fondamento nella legge, nei regolamenti e nei provvedimenti dell’Autorità di vigilanza. Non possono nascere da interpretazioni, comunicazioni informali o iniziative autonome di singoli soggetti.
Alla luce dell’interlocuzione avviata con Ivass, le indicazioni diramate da vari soggetti e da associazioni minoritarie, relative a presunti obblighi di comunicazione all’Autorità, non risultano allo stato fondate su specifiche disposizioni normative o regolamentari che impongano tali adempimenti nei termini prospettati.
Analoga prudenza deve essere adottata rispetto alle indicazioni provenienti da alcune imprese di assicurazione, secondo le quali gli agenti avrebbero dovuto procedere autonomamente all’invio di notifiche o comunicazioni via PEC all’Ivass riguardanti il Consigliere responsabile per l’antiriciclaggio e i relativi requisiti. Anche in questo caso, non può essere una compagnia a introdurre unilateralmente un adempimento nei confronti dell’Autorità di vigilanza che non trovi un preciso fondamento nelle disposizioni applicabili agli intermediari.
È proprio per evitare interpretazioni difformi, adempimenti inutili e un ulteriore aggravio burocratico a carico delle agenzie che le associazioni maggiormente rappresentative degli Intermediari, come Sna, hanno ritenuto necessario rivolgersi direttamente e formalmente all’Ivass. La decisione dell’Autorità di intervenire con propri chiarimenti conferma l’opportunità di questa iniziativa. Il Sindacato continuerà pertanto a seguire con la massima attenzione la vicenda e, non appena Ivass renderà pubbliche le proprie indicazioni ufficiali, ne verificherà puntualmente contenuti, portata ed eventuali conseguenze operative per gli agenti.
Nel frattempo, l’invito è a non lasciarsi condizionare da interpretazioni allarmistiche o da presunti obblighi privi di un chiaro riferimento normativo. In materia di adempimenti regolamentari servono certezza delle regole e fonti ufficiali: non interpretazioni trasformate arbitrariamente in obblighi. Ancora una volta, l’azione sindacale si conferma essenziale per evitare che sugli agenti vengano scaricati nuovi oneri burocratici senza un preciso e verificato fondamento normativo.
La Redazione

07/07/2026

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L’interpretazione fantasiosa fornita da Anapa alla sentenza del TAR di Trento: vediamo cosa dice davvero
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MILANO - In questi giorni è stato diffuso un comunicato che presenta le sentenze n. 106 e 107 del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento come una conferma della rappresentatività nazionale del Ccnl Anapa. Una lettura che, tuttavia, merita alcune precisazioni per evitare interpretazioni che esulano totalmente dal reale contenuto della decisione.
Anzitutto, è fondamentale ricordare che la sentenza riguarda esclusivamente una specifica disciplina provinciale relativa ai requisiti necessari per accedere agli incentivi pubblici destinati alle imprese e riferita esclusivamente alla Provincia Autonoma di Trento. Il giudizio nasce dalla legge provinciale n. 6/2023 e dalle deliberazioni con cui la Provincia trentina ha individuato i contratti collettivi ritenuti idonei ai fini dell’erogazione dei contributi.
Non si tratta quindi di una pronuncia destinata a stabilire, in via generale e per tutto il territorio nazionale, quale sia il contratto collettivo maggiormente rappresentativo.
Il TAR, infatti, non afferma affatto che il Ccnl Sna non sia rappresentativo, né sostiene che il contratto Anapa sia il contratto “più rappresentativo d’Italia”. Al contrario, nella stessa sentenza vengono richiamati i dati Cnel prodotti dai ricorrenti, dai quali emerge che il Ccnl Sna (J154) risulta applicato da 4.686 aziende e 17.216 lavoratori, mentre il Ccnl Anapa (J153) è applicato da 4.454 aziende e 16.117 lavoratori.
Il Tribunale non smentisce questi dati. Semplicemente ritiene che, nell’ambito della normativa provinciale trentina, la Provincia e la valutazione è circoscritta soltanto ad essa, potesse utilizzare anche ulteriori criteri di valutazione, come la rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori firmatarie del contratto, in coerenza, ancora una volta, con le finalità della legge provinciale.
Inoltre, una parte significativa della decisione riguarda questioni di carattere procedurale, poiché la Provincia e Anapa avevano eccepito la tardività del ricorso, sostenendo che avrebbe dovuto essere proposto contro le deliberazioni adottate nel 2024 e non contro il loro aggiornamento del 2026.
Infine, è opportuno ricordare che in tutta Italia numerosi Tribunali del lavoro hanno già riconosciuto l’efficacia del Ccnl Sna, assumendolo quale contratto di riferimento del settore per la disciplina dei rapporti di lavoro. La stessa sentenza richiama le pronunce dei Tribunali di Arezzo, Siena, Pavia e Firenze invocate dai ricorrenti a sostegno della rappresentatività del Ccnl Sna, senza però affrontarne il merito perché non decisive ai fini della controversia fattispecie amministrativa in esame.
Le sentenze meritano sempre rispetto, a patto che siano lette per ciò che realmente affermano.
La decisione del Tar di Trento non attribuisce alcun riconoscimento generale della rappresentatività nazionale di una sigla rispetto a un’altra. Stabilisce esclusivamente che, nell’ambito della propria autonomia amministrativa, la Provincia Autonoma di Trento ha legittimamente adottato determinati criteri per concedere incentivi pubblici.
Tutto il resto è una pura distorsione della realtà volta ad attribuire alla sentenza di natura amministrativa un contenuto che semplicemente non contiene. Si tratta probabilmente di una proiezione emotiva la cui origine va ricercata nel tentativo di distorcere la lettura del verdetto affinché soddisfi i propri desiderata. E questo, visti i risultati delle decine di sentenze favorevoli a Sna, è tutto sommato comprensibile, anche se comunque non accettabile.
Massimiliano Pro

26/06/2026

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Le compagnie dirette chiudono. E adesso chi aveva ragione?
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MILANO - Muoiono come mosche. L’anno scorso è stata chiusa la compagnia telefonica del Gruppo Zurich. In questi giorni arriva la notizia della cessazione di attività della compagnia diretta del Gruppo Axa. Due colossi europei che avevano investito risorse, uomini e capitali nella vendita diretta, convinti di poter disintermediare il mercato assicurativo, oggi sono costretti a fare marcia indietro.
La memoria è importante. Perché noi ricordiamo bene quando queste realtà sono nate. Ricordiamo gli amministratori delegati che, con entusiasmo e sicurezza, spiegavano agli agenti che quello era il futuro. Ci dicevano che il modello tradizionale era destinato a scomparire, che bisognava adeguarsi o cambiare mestiere. Il futuro, sostenevano, era rappresentato dalle compagnie dirette, dall’online, dalla vendita senza intermediazione.
Ricordiamo anche un’altra cosa: quelle compagnie sono state costruite grazie agli utili prodotti dagli agenti. Per anni ci siamo sentiti ripetere che gli utili non bastavano mai, che bisognava aumentare la produttività, migliorare le performance, comprimere i costi. Ma a cosa servivano quegli utili? Certamente a remunerare gli azionisti, legittimamente. Ma anche a finanziare progetti che avevano un obiettivo preciso: fare concorrenza agli stessi agenti che li avevano generati.
Per creare quelle strutture furono distaccati dirigenti provenienti dalle compagnie tradizionali, furono utilizzati sistemi, competenze e organizzazioni costruite negli anni grazie al lavoro delle reti agenziali. Si tentò ogni strada possibile per abbassare i costi e rendere sostenibile quel modello.
Non solo. In alcuni casi si arrivò persino a proporre agli agenti il mandato della compagnia diretta accanto a quello della compagnia tradizionale. Una situazione paradossale: da una parte si chiedeva agli agenti di difendere il portafoglio, dall’altra si offriva loro un prodotto concorrente, spesso con prezzi più bassi e provvigioni inferiori. Qualcuno, magari in un momento di difficoltà o per timore di perdere clienti, pensò che potesse essere una soluzione. Ma era evidente la contraddizione di fondo.
Ricordiamo anche i cosiddetti tecnici della tariffa perfetta. Gli esperti che assicuravano di aver trovato la formula matematica capace di sostituire la relazione umana, la consulenza e la professionalità. Bastava il prezzo giusto, sostenevano. Bastava l’algoritmo. Bastava la tecnologia.
Oggi quel mondo che ci veniva presentato come inevitabile si sta sgretolando. E forse perché, in realtà, non è mai esistito davvero. Era l’avatar di una visione teorica, costruita più nei consigli di amministrazione che nel rapporto quotidiano con i clienti.
Chi lavora ogni giorno sul territorio lo aveva capito da tempo. Chi incontra le persone, ascolta i loro problemi, gestisce i sinistri e costruisce relazioni di fiducia sapeva che il mercato non può essere ridotto a una semplice guerra di prezzi.
Eppure, per anni, abbiamo subito pressioni commerciali, confronti impietosi, richieste sempre più aggressive di risultati e marginalità. Ci veniva chiesto di produrre utili per alimentare centri di costo che spesso lavoravano contro di noi. Oggi molti di quei progetti vengono chiusi, ridimensionati o abbandonati.
Questa vicenda deve essere un monito. Non soltanto per chi ha creduto ciecamente nel mito della disintermediazione, ma anche per chi continua a presentare come rivoluzionari modelli che, nella sostanza, inseguono la stessa logica: abbassare il prezzo, comprimere i margini e ridurre il valore della consulenza.
Nel mercato Rcauto liberalizzato il cliente che cerca esclusivamente l’online cerca quasi sempre il prezzo più basso. Ma il prezzo più basso significa meno margini, meno servizio e meno consulenza. È una corsa al ribasso che impoverisce tutti.
Per fortuna i segnali che arrivano dal mercato raccontano una storia diversa. I dati Ivass confermano che gli agenti continuano a rappresentare il canale preferito dagli assicurati. Molti clienti stanno tornando a cercare il rapporto umano, la competenza, la presenza sul territorio. Stanno abbandonando la logica del click per ritrovare il valore della consulenza. Questa è la nostra forza. È il patrimonio che abbiamo costruito negli anni e che nessuna piattaforma digitale è riuscita a sostituire. Dobbiamo esserne consapevoli e orgogliosi. Dobbiamo ricordarci ciò che è accaduto ogni volta che qualcuno proverà a raccontarci, ancora una volta, che l’intermediazione è destinata a scomparire.
Perché la prima categoria che deve credere nel valore degli agenti è quella degli agenti stessi. Solo così potremo essere forti quando ci confronteremo con gli altri. Solo così eviteremo di cadere nuovamente negli stessi trabocchetti.
La storia, ancora una volta, ha dato il suo verdetto.
Massimiliano Pro

22/06/2026

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Roberta Startari eletta Presidente del GAZ
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MILANO - Il Sindacato nazionale agenti esprime le proprie congratulazioni a Roberta Startari, eletta nuova Presidente del GAZ con 281 voti.
Storica e attiva iscritta allo Sna, Roberta Startari ha sempre partecipato con impegno alla vita associativa e sindacale, distinguendosi per competenza, disponibilità e costante attenzione alle esigenze della categoria. La sua elezione rappresenta un importante riconoscimento del percorso svolto negli anni e dei valori di rappresentanza e servizio che da sempre caratterizzano il suo operato.
A Roberta Startari e a tutta la nuova squadra dirigente vanno gli auguri di buon lavoro da parte dello Sna, con la certezza che sapranno svolgere il proprio mandato con determinazione e spirito di collaborazione nell'interesse degli agenti e della categoria.
La Redazione

15/06/2026

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La Corte d'Appello di Roma rigetta le istanze di Anapa e Vincenzo Cirasola: Snachannel non ha diffamato nessuno
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ROMA - E' arrivata la sentenza di secondo grado. La Corte d'Appello di Roma si è pronunciata in ordine alla vicenda che vedeva contrapposti Anapa e Vincenzo Cirasola a Snachannel. Come si ricorderà, i primi avevano viste respinte dal Tribunale di primo grado le istanze volte ad accertare la natura diffamatoria di alcuni articoli del nostro giornale. Di conseguenza, erano state rigettate anche le richieste di risarcimento danni, di provvedimenti inibitori e ripristinatori.
Il Tribunale di prime cure nel 2022, dopo aver analiticamente esaminato le espressioni e le comunicazioni contestate, aveva ritenuto infatti che le stesse rientrassero nell'alveo del legittimo esercizio del diritto di critica sindacale, giudicando soddisfatti i requisiti della verità dei fatti posti a base della critica e della continenza espositiva, pur a fronte di toni aspri e polemici, tipici della dialettica tra organizzazioni sindacali concorrenti. Da qui il rigetto della domanda e la condanna degli attori (Anapa e Cirasola, in solido) al pagamento delle spese di lite.
La Corte d'Appello di Roma ha confermato integralmente la sentenza di primo grado, condannando gli appellanti alla rifusione delle spese di giudizio in favore degli appellati (Snachannel, SnaS Srl e Sna) pari a 4.500 euro per compensi professionali, oltre al rimborso forfettario per spese generali.
Inoltre, i giudici di secondo grado hanno dato atto della sussistenza dei presupposti di cui all'art. 13, comma 1-quater, del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, condannando gli appellanti al pagamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l'appello. Si tratta - per i non addetti ai lavori - di una misura a carattere sanzionatorio introdotta dal Legislatore per scoraggiare i contenziosi temerari e l'abuso del processo.
Ogni commento appare superfluo.
Luigi Giorgetti

13/06/2026
11/06/2026

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La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sul tema della Rcauto
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ROMA - Arriva un’ordinanza destinata a fare discutere. Con il provvedimento n. 13834 del 12 maggio scorso, la Suprema Corte ha chiarito un punto cruciale: la clausola di esclusione della garanzia per guida da parte di conducente "non abilitato" non si applica automaticamente al neopatentato che guida un veicolo di potenza superiore a quella consentita dalle norme vigenti. Si tratta, secondo i giudici di legittimità, di una mera irregolarità nella guida, non di una vera e propria mancanza di abilitazione.
La distinzione, apparentemente sottile, ha conseguenze pratiche di assoluto rilievo. Un neopatentato che provoca un sinistro alla guida di un'auto vietatagli per eccesso di potenza non fa scattare, per ciò solo, la clausola di non operatività della polizza. La compagnia è quindi tenuta a risarcire il danneggiato e potrà solo successivamente rivalersi sull'assicurato, come previsto dall'art. 144 del Codice delle assicurazioni.
La Cassazione distingue con nettezza tra chi guida senza aver mai conseguito la patente - o con patente scaduta o revocata, caso in cui si configura autentica "mancanza di abilitazione" - e chi invece è abilitato, ma ha violato le limitazioni di potenza previste per legge per i neopatentati, trattandosi in questo caso di conducente abilitato, seppure irregolare.
Penso che per gli operatori del settore il messaggio sia chiaro: le clausole di esclusione per mancanza di abilitazione vanno interpretate in senso stretto. Chi ha la patente in tasca, anche se guida un veicolo che non avrebbe dovuto guidare, rimane un conducente abilitato. Il sinistro è coperto.
Tiziano Salerno

09/06/2026

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La Commissione Accordi e Mandati Sna incontra la Commissione Accordo Integrativo dell'Unione Agenti Axa
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MILANO - Prosegue l'attività di confronto istituzionale della Commissione Accordi e Mandati dello Sna con i Gaa aderenti al Sindacato nazionale agenti. Nei giorni scorsi Mario Miotto e Giacomo Castoldi, componenti della Commissione, hanno
incontrato presso la sede dell'Unione Agenti Axa la Commissione incaricata della predisposizione del nuovo Accordo Integrativo destinato alla rete agenziale della compagnia.
L'incontro si è svolto in un clima di cordialità. I rappresentanti dell'Unione Agenti Axa hanno illustrato le principali caratteristiche del progetto di Accordo Integrativo attualmente in fase di elaborazione, precisando che si tratta ancora di una bozza su cui il confronto è aperto e le valutazioni in corso. Durante della riunione sono stati approfonditi diversi aspetti tecnici e contrattuali, con uno scambio di esperienze e punti di vista sulle tematiche di maggiore interesse per gli agenti professionisti.
“Questi incontri rappresentano un'utile occasione di confronto reciproco", ha dichiarato Mario Miotto. "La Commissione Accordi e Mandati ritiene importante favorire il dialogo tra i diversi Gruppi aziendali aderenti allo Sna, creando momenti di condivisione su esperienze, criticità e soluzioni. La circolazione delle idee - ha aggiunto - e delle buone pratiche può contribuire a rafforzare la capacità negoziale e progettuale dei Gaa”.
Giacomo Castoldi ha sottolineato come “il confronto tra realtà diverse, ma accomunate dalla volontà di valorizzare la figura dell'agente professionista, rappresenti uno strumento utile per favorire l'evoluzione della rappresentanza e la crescita del sistema associativo”.
La Commissione Accordi e Mandati precisa che la propria attività non è finalizzata a condizionare o interferire con l'autonomia negoziale dei singoli Gruppi aziendali, né con le trattative di secondo livello intraprese dagli stessi con le rispettive compagnie. Il ruolo della Commissione è quello di mettere a disposizione dei Gruppi che lo desiderino competenze, esperienze e strumenti utili ad affrontare con maggiore consapevolezza le dinamiche della contrattazione integrativa. Lo Sna dispone di consulenti e professionisti specializzati nelle materie legali, fiscali, previdenziali e contrattuali, il cui contributo può rappresentare un supporto per l'analisi di specifiche problematiche o per l'approfondimento di quesiti che i Gruppi agenti ritengano opportuno sottoporre all'attenzione del Sindacato.
“Il nostro obiettivo - ha concluso Mario Miotto - non è quello di creare vincoli o sovrapposizioni rispetto all'attività dei Gruppi Aziendali, ma piuttosto quello di offrire un contributo concreto e qualificato a favore di chi ritenga utile avvalersi dell'esperienza e delle competenze che il Sindacato nazionale agenti ha maturato negli anni”.
La Commissione Accordi e Mandati ringrazia i colleghi dell'Unione Agenti Axa per la disponibilità dimostrata nel condividere il percorso di costruzione del nuovo Accordo Integrativo, auspicando che il confronto possa proseguire nelle prossime fasi del lavoro.
La Redazione

09/06/2026

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IL PUNTO SINDACALE DI MASSIMILIANO PRO
La vera cultura assicurativa? Smettere di credere nel fai-da-te
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♦ Da anni, forse da decenni, sentiamo ripetere sempre la stessa litania: in Italia manca la cultura assicurativa. Lo dicono le istituzioni, lo sostengono le compagnie, lo ribadiscono associazioni di categoria, osservatori e centri studi. E ogni volta si annunciano convegni, campagne informative, incontri nelle scuole, giornate dedicate all’educazione assicurativa.
Tutto molto bello. Tutto molto nobile. Eppure, c’è un piccolo problema: non ha funzionato.
Se davvero la strada fosse quella giusta, dopo tanti anni dovremmo registrare un cambiamento profondo. Invece siamo ancora qui a discutere della stessa identica questione. Segno evidente che il problema è stato affrontato dal punto di vista sbagliato. Forse è arrivato il momento di dirlo senza ipocrisie. L’assicurazione non è una materia semplice. Non è un argomento che può essere spiegato in un’ora di lezione o assimilato attraverso una campagna pubblicitaria. È una disciplina complessa, tecnica, in continua evoluzione.
Basta prendere una normale polizza auto per rendersene conto. Oggi le condizioni contrattuali possono superare tranquillamente le duecento pagine. Pensiamo davvero che il cittadino medio possa comprenderne ogni clausola, ogni esclusione, ogni garanzia accessoria, ogni implicazione giuridica e patrimoniale?
La risposta è no.
E non c’è nulla di offensivo nel dirlo. Nessuno pretende che un cittadino sappia progettare un ponte. Nessuno immagina che una persona possa operarsi da sola al cuore dopo aver letto qualche articolo online. Nessuno pensa di potersi difendere in un processo penale studiando qualche pagina su internet o di redigere un bilancio societario senza il supporto di un commercialista. Per tutte queste attività esistono professionisti. Persone che hanno studiato, che si aggiornano continuamente e che si assumono responsabilità precise.
Perché allora nel settore assicurativo dovrebbe essere diverso?
La vera domanda non è come insegnare agli italiani ogni dettaglio delle polizze. La vera domanda è come insegnare agli italiani a scegliere il professionista giusto. Ecco il punto che spesso sfugge a chi parla di cultura assicurativa. La cultura non consiste nel trasformare ogni cittadino in un esperto di assicurazioni. Sarebbe impossibile. La vera cultura consiste nel comprendere quando è necessario affidarsi a chi possiede competenze specifiche. Le risorse oggi investite in decine di iniziative sparse e frammentate potrebbero essere concentrate su un messaggio semplice, chiaro e comprensibile da tutti: se vuoi proteggere davvero te stesso, la tua famiglia e il tuo patrimonio, evita il fai-da-te e affidati a un professionista assicurativo.
Un professionista qualificato, preparato, responsabile. Ancora meglio se appartenente a organizzazioni che impongono regole deontologiche rigorose e standard professionali elevati, come gli agenti iscritti allo Sna, chiamati a rispondere non soltanto alla legge, ma anche a un preciso Codice etico e a una coraggiosa Carta dei valori a tutela del consumatore. È questo il messaggio che dovrebbe arrivare nelle scuole, nelle famiglie e nelle imprese. Non l’illusione che basti qualche ora di formazione per comprendere una materia complessa, ma la consapevolezza che per tutelarsi occorre rivolgersi a chi lo fa di mestiere.
Il paradosso è che, mentre si parla continuamente di cultura assicurativa, una parte del mercato sembra andare nella direzione opposta. Alcune campagne pubblicitarie recenti premiano economicamente il cliente che rinuncia alla consulenza, che evita il confronto con un professionista, che sceglie di fare tutto da solo. In alcuni casi vengono persino offerti incentivi economici per scoraggiare il ricorso all’assistenza.
È una contraddizione evidente.
Da una parte si sostiene che gli italiani abbiano bisogno di maggiore consapevolezza assicurativa. Dall’altra si incentiva un modello che riduce il valore della consulenza professionale.
Tra il dire e il fare, come spesso accade in Italia, c’è di mezzo il mare.
Per questo sarebbe utile che tutti gli attori del settore — compagnie, intermediari, associazioni e istituzioni — trovassero almeno un punto comune. Uno soltanto, ma fondamentale. Insegniamo ai cittadini che le assicurazioni non sono un acquisto qualsiasi. Insegniamo alle nuove generazioni che la protezione dei propri beni, del proprio reddito e della propria serenità merita la stessa attenzione che riserviamo alla salute, alla giustizia o alla sicurezza. Insegniamo loro una cosa semplice: quando si tratta di assicurazioni, rivolgersi a un professionista non è un costo. È la prima garanzia.
Massimiliano Pro

30/05/2026

A Conegliano martedì 9 giugno importante sessione formativa a cura della sezione Provinciale Sna “Sinistra Piave” in collaborazione con le omologhe di Treviso e Belluno

SNA Sinistra Piave organizza a Conegliano il 9/6/2026 un evento formativo Ivass: 4 ore su temi legali, fiscali e consulenza assicurativa.

Leggi l’articolo completo su Snachannel:
https://www.snachannel.it/index.php/all-categories/formazione-sna/a-conegliano-veneto-martedi-9-giugno-importante-sessione-formativa-a-cura-della-sezione-provinciale-sna-sinistra-piave-in-collaborazione-con-le-omologhe-treviso-e-belluno

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