15/02/2026
👉 La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto, tra le altre novità, importanti modifiche anche sulla devoluzione del TFR alla previdenza complementare.
📌 1. Il TFR prima della legge di Bilancio 2026
Prima dell’entrata in vigore della legge:
✔ Un lavoratore poteva scegliere se destinare il proprio TFR alla previdenza complementare (come un fondo pensione) oppure lasciare il TFR in azienda. 
✔ Se non si esprimeva alcuna scelta entro sei mesi dall’assunzione, scattava un meccanismo di “silenzio-assenso” per destinare il TFR solo alla previdenza complementare. 
✔ In alternativa, se l’azienda aveva più di 50 dipendenti e non veniva fatta una scelta, il TFR poteva andare al Fondo di Tesoreria INPS (senza restare in azienda). 
➡ In sostanza, senza scelta espressa, la destinazione del TFR non era sempre collegata a un vero piano pensionistico privato con contributi. 
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📌 2. Novità: adesione automatica e destinazione del TFR
Dal 1° luglio 2026 la legge introduce un sistema nuovo e più strutturato per i lavoratori del settore privato assunti per la prima volta:
🔹 2.1 Iscrizione automatica alla previdenza complementare
📌 Se un lavoratore entra nel primo rapporto di lavoro (ovvero è nuovo occupato) e non comunica una scelta diversa entro 60 giorni dalla data di assunzione, viene considerato **automaticamente iscritto **a una forma di previdenza complementare. 
👉 Non è più necessario compilare moduli o manifestare tutte le scelte: l’adesione è presunta, a meno di opposizione esplicita nel termine previsto. 
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📌 3. Cosa confluisce nel fondo pensione
Con l’iscrizione automatica, non solo il TFR viene versato al fondo, ma anche:
✔ La quota di TFR maturando fin dalla data di assunzione; 
✔ Contributi a carico del lavoratore (nella misura minima prevista dal contratto collettivo applicato); 
✔ Contributi a carico del datore di lavoro (se previsti da CCNL o accordi aziendali). 
➡ Questo significa che il TFR non è più un mero “accantonamento da liquidare alla fine del rapporto di lavoro”, ma diventa parte integrante di un piano previdenziale strutturato, con contribuzione attiva. 
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📌 4. Termini e tempistiche
📅 60 giorni
È il tempo massimo entro cui il nuovo assunto può:
🔹 confermare l’iscrizione automatica (lasciare tutto così com’è);
🔹 scegliere un fondo diverso da quello proposto;
🔹 rinunciare all’adesione automatica e lasciare il TFR in azienda (se previsto). 
👉 Dopo i 60 giorni, se non interviene alcuna scelta, il TFR (e tutti i contributi) confluiranno automaticamente nel fondo pensione prescelto dalla legge / CCNL. 
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📌 5. Perché queste modifiche sono rilevanti
➡ Più adesioni alla previdenza complementare
La norma punta ad aumentare la percentuale di lavoratori che accumulano risorse per la pensione integrativa attraverso fondi pensione, perché molte persone in passato non sceglievano nulla per inerzia. 
➡ TFR diventa parte attiva del risparmio previdenziale
L’inclusione automatica del TFR e dei contributi nei fondi pensione consente di beneficiare di una gestione finanziaria professionale e potenzialmente più redditizia nel lungo periodo rispetto al mantenimento in azienda. 
➡ Contribuzione strutturata fin dall’inizio
La combinazione di TFR + contributi lavoratore + contributi datore rende l’accumulo previdenziale più solido fin dai primi anni di carriera. 
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📌 6. La posizione del lavoratore nel tempo
Anche dopo l’adesione automatica:
✔ Il lavoratore può cambiare fondo pensione successivamente; 
✔ Può modificare scelte contributive o di investimento nel tempo; 
✔ La decisione di lasciare il TFR in azienda deve essere esplicita entro i 60 giorni (dopo, resta valida l’iscrizione automatica). 
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📌 7. Conclusione: impatto nella pratica
Le modifiche al TFR e all’integrazione con i fondi pensione introdotte dalla Legge di Bilancio 2026:
🔹 spostano la scelta previdenziale da opzionale a “default” per i neoassunti; 
🔹 rafforzano la costruzione della pensione integrativa fin dall’inizio della carriera; 
🔹 assicurano che il TFR non venga disperso come semplice liquidazione, ma operi in favore di una rendita futura; 
🔹 danno al lavoratore 60 giorni di tempo per prendere una decisione attiva.