15/12/2017
YAMAHA X-MAX 125
Dopo aver rinnovato i maxi e midi della famiglia MAX, ora tocca al più piccolo, l'X-MAX 125. Uno scooter che in Europa è sempre stato molto apprezzato, soprattutto nei Paesi, come la Francia, dove si può circolare in autostrada anche con un centoventicinque.
La prima versione dell'X-MAX 125 risale al 2006. Ruote da 15" anteriore e posteriore da 14", look sportivo, tanta praticità: questo innovativo scooter era pensato per coloro che cercavano un mezzo con un design sportivo, ma comodo da usare tutti i giorni; una decina d'anni dopo, il nuovo X-MAX 125 si è evoluto, mantenendo però il suo DNA e condivide gran parte degli aggiornamenti visti sui fratelli maggiori X-MAX 300 e X-MAX 400.
Tutta la carrozzeria è infatti nuova, come anche il triplo faro a led anteriore che gli dona uno sguardo cattivo. Il sottosella è rimasto identico nel volume, ma lo spazio è organizzato in modo più razionale: ora ci stanno, ancor più agevolmente, due caschi integrali e c'è anche la luce di cortesia. Nel retroscudo sono ricavati due vani: quello di sinistra, dotato di serratura, è il più profondo e ospita una tradizionale presa a 12 V.
La sella ben sagomata è ancora più confortevole e dotata di schienalino. Completano la dotazione il parabrezza e il manubrio regolabili. Il primo in altezza, utilizzando la chiave a brugola, il secondo nella distanza dal busto, su due posizioni; ma questa è un'operazione che deve fare il concessionario Yamaha.
Il nuovo stile dell'X-MAX passa anche dalla strumentazione riprogettata: in mezzo ai due classici quadranti analogici c'è un bel display digitale; per navigare fra le sue informazioni si usa il pulsante sul manubrio destro.
Niente chiavi, c'è la Smart Key, quindi basta tenere il telecomando in tasca e girare il pomello per accendere il quadro, far sollevare lo sportellino del carburante o inserire il bloccasterzo. Per sbloccare la sella e aprire il vano sinistro, sotto al commutatore ci sono due pulsantini. Il motore è un collaudato monocilindrico 125 cc raffreddato a liquido, in regola con la normativa Euro4. È combinato all'inedito Traction Control System, disinseribile tramite un pulsante sul manubrio. La ciclistica dell'X-MAX 125 non ha subito grossi cambiamenti: il telaio è rimasto un doppia culla in acciaio, ma la forcella è stata rivista nel setting e ora è stretta da due piastre (prima una). Le ruote rimangono da 15" all'anteriore e da 14" posteriore, ma il disco freno posteriore ha un diametro maggiore: 245 mm contro i precedenti 240 mm (davanti invece è rimasto un singolo disco da 267 mm). I freni lavorano assieme all'ABS di serie. La luce a terra aumenta, ora 130 mm (prima 125 mm), il peso sale (da 173 kg a 175 kg in ordine di marcia con il pieno di benzina) ma la larghezza diminuisce: 775 mm contro i precedenti 790 mm, per sgusciare meglio nel traffico.
Parcheggiato sul cavalletto centrale, il nuovo X-MAX 125 fa un figurone. Ed è la dimostrazione di come un mezzo, anche di piccola cilindrata, possa fare la sua figura. Le dimensioni non sono da scooter piccolo, che significa tanto spazio per pilota e passeggero e un sottosella degno di una piccola city car. Le finiture sono sopra la media: c'è una cura quasi maniacale per tutto ciò che si può toccare. Gli accoppiamenti sono ben realizzati, le plastiche sono di qualità, tutto è solido. Basta chiudere il piccolo vano destro nel retroscudo: il click che emette è preciso e sinonimo di qualità. Chiara e luminosa la strumentazione, semplici da capire i comandi al manubrio e il sistema Smart Key. Mancano solo due cose: una regolazione più rapida del parabrezza e il freno di stazionamento, disponibile solo sull'X-MAX 400.
Trovare la posizione di guida corretta è immediato: la sella è alta 795 mm, il tunnel si scavalca con facilità e il manubrio non intralcia mai le ginocchia, nemmeno a chi supera i 180 cm di altezza. Il motore si avvia in un lampo, gira regolare e risponde al comando del gas molto dolcemente, senza trasmettere vibrazioni. L'attacco del variatore non è particolarmente aggressivo, ma se spremuto il 125 Yamaha permette di giocarsela bene al classico sparo del semaforo. Ha un'erogazione piatta e lineare e predilige l'allungo: oltre i 40 km/h la risposta si fa più decisa, sotto tale velocità bisogna attendere qualche istante per avere la giusta prontezza. Ecco perché vedere all'opera il TCS è molto raro, a meno di mettere le ruote sulla ghiaia o su asfalti rovinati. Lanciato su una strada a scorrimento veloce il piccolo monocilindrico dà il meglio di sé: tenere medie sopra i 95 km/h non è un problema, anche perché le vibrazioni che arrivano al pilota sono quasi nulle. I
Il periodo d'apprendistato non esiste perché con l'X-MAX è tutto facile: agile e maneggevole, fa sgusciare nel traffico come saette (anche se gli specchietti sono un po' troppo affusolati per vederci dentro bene), permette di affrontare le rotonde disinvolti, sicuri di un assetto composto e rigoroso. Piace soprattutto la forcella, capace di assorbire le buche più marcate e di non affondare troppo nelle frenate più decise. Meno convincenti, invece, i due ammortizzatori posteriori che sul pavé hanno una risposta secca che riduce il comfort. La frenata potrebbe avere un comando anteriore meno spugnoso e più deciso, ma lavora bene con l'ABS, evoluto e mai invasivo nel suo intervento.
In vendita a 5.050 euro chiavi in mano, l'X-MAX 125 è disponibile in quattro colorazioni (nero,blu, grigio,rosso). Tanti gli accessori per personalizzarlo, tra cui un top case da 39 litri e le manopole riscaldabili. Pratico, elegante, tecnologico, rappresenta la porta d'ingresso al mondo dei MAX. Non costa poco, è vero, ma è il meglio equipaggiato della sua categoria.