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TESLA SEMI TRUCKPresentato il primo camion a marchio Tesla, che promette di essere spinto da un motore elettrico e dotat...
20/12/2017

TESLA SEMI TRUCK

Presentato il primo camion a marchio Tesla, che promette di essere spinto da un motore elettrico e dotato di autopilota. Un veicolo che “si può anche trasformare in un robot e combattere gli alieni”, ha scherzosamente twittato Elon Musk, capo supremo di Tesla, facendo riferimento al celebre film di fantascienza “Transformers”.

La presentazione dell’autocarro ad alto quoziente intellettivo è stata trasmessa in diretta streaming: il design si annuncia futuristico, coerentemente col suo cospicuo carico tecnologico. Secondo le intenzioni di Musk, il veicolo potrebbe ridurre drasticamente i costi di esercizio tradizionali, per via dell’alimentazione elettrica e dell’economica manutenzione dei propulsori a emissioni zero, e incrementare la sicurezza di marcia grazie alle tecnologie di guida autonoma, che in futuro permetteranno di fare a meno del conducente azzerando, di fatto, l’errore umano.

Il camion è uno dei progetti del “Master Plan, Part Deux”, il piano industriale svelato dalla marca di Palo Alto (California) la scorsa estate: inizialmente la presentazione del mezzo era prevista per settembre ed è stata ritardata per i problemi recentemente occorsi alla linea di montaggio della Model 3, la berlina elettrica “di massa” progettata per spingere la produzione del costruttore a oltre 500 mila unità l’anno. Il piano punta a rivoluzionare l’intero sistema dei trasporti, con un sistema di stoccaggio della corrente e mezzi pubblici totalmente elettrici.
Col progetto dell’autotreno Musk spera di incontrare il favore di pubblico e investitori: Tesla ha da poco chiuso il suo peggior trimestre di sempre, con una perdita netta di 619 milioni di dollari e nel corso della sua breve storia, è nata nel 2003, ha bruciato 10 miliardi di dollari. Un bilancio pesantissimo da portarsi appresso, anche quando si possiede un super camion.

DALLARA STRADALEL'ingegner Gian Piero Dallara, genio italiano dell'auto, in occasione dei suoi 81 anni si è regalato qua...
19/12/2017

DALLARA STRADALE

L'ingegner Gian Piero Dallara, genio italiano dell'auto, in occasione dei suoi 81 anni si è regalato qualcosa che aspettava da tempo: è uscito dal piazzale della sua azienda, fondata 45 anni fa a Varano Melegari, a bordo del primo esemplare di Dallara Stradale.

La visita di presentazione della vettura è stata l'occasione per scoprire da vicino i segreti della crescita di una realtà divenuta perno della motor valley emiliana insieme a Ferrari, Ducati, Lamborghini, Maserati.

Una fucina di innovazione dove ingegneri, disegnatori, progettisti ricercano e sviluppano telai e modelli per le più importanti case automobilistiche. Ogni week end circa 300 vetture made in Varano corrono sui circuiti di tutto il mondo e in varie formule e campionati dalla IndyCar alla Imsa.
A guidare la visita è l'ingegner Andrea Pontremoli, amministratore delegato, azionista e braccio destro di Dallara. Grazie a lui, un passato da top manager in Ibm, la casa automobilistica in dieci anni è entrata nel pieno dell'evoluzione informatica unita alla meccanica (compumotiv); un esempio del balzo verso il "mondo nuovo" è il cervellone passato da 0,5 a 75 teraflops.

Negli uffici, nelle sale di produzione, colpiscono le giovani facce: l'età media dei 620 dipendenti è di 34 anni. Ricerca e sviluppo sono la benzina che fa girare tutto, la fibra di carbonio come il cemento per i costruttori edili o il silicio per chi realizza smartphone.
E tra poco partirà, nella nuova accademia in corso di costruzione, la Dallara Motor Sport Academy, il corso di laurea in concordato con le università regionali e le eccellenze motoristiche. Una formazione in inglese per 150 iscritti che ha già fatto il giro del mondo tanto che i promotori hanno dovuto limitare le richieste di iscrizione dall'India.

La storia dell'ingenere è quella di un mito dell'automobile: laureato a 23 anni al Politecnico di Milano (primo record in carriera tuttora imbattuto) nel 1959 viene chiamato in Ferrari dal Drake per lavorare all'aerodinamica e realizzare la prima galleria del vento del Cavallino.
Un compito affascinante ma il sogno è la pista, le vetture da competizione. E così, dopo vari tentativi con Maserati, Lamborghini (dove firma la mitica Miura) e De Tomaso, ecco la decisione di fondare una propria realtà: e così nel 1972, dove oggi viene assemblata la Dallara Stradale, nasce la Dallara Automobili da Competizione.

Prima alchimia di tre pionieri è una Sport prototipi 1000 cc; in assenza di collaudatori è lo stesso ingegnere a testarla. I mezzi all'inizio non sono molti ma il concetto di base è e resterà sempre lo stesso: "Realizzare auto veloci e sicure".

Nel 1988 l'esordio in Formula Uno con Alex Caffi alla guida. Riprende la collaborazione con Maranello: la Ferrari 333 è tuttora la più vincente nel rappporto gare - trofei vinti.

Nel 1997 il debutto in Indy Car, 11 anni dopo apre la Dallara IndyCar Factory.
Il continuo investimento in nuove tecnologie raggiunge l'apice nella costruzione nel 2011 del primo e unico simulatore di guida professionale di tipo F1 disponibile in commercio. Un grande "videogame" dove sono possibili fino a 50 sessioni giornaliere sui circuiti più importanti per testare qualcosa che ancora non c'è, perché il concetto è rovesciato: l'auto che andrà in strada o in pista dovrà avere i parametri proiettati nel simulatore. Tre anni prima era nata la galleria del vento Dallara.

A Varano, la vallata dove la disoccupazione ha tassi tedeschi, uno dei segreti è la formazione in sinergia con la scuola: dal 2015 quasi il 10% dei tecnici che approdano in Dallara escono dal polo tecnico di Fornovo.

L'azienda (90 milioni di fatturato) negli ultimi tre anni ha investito 43 milioni di euro in ricerca: "Nella competizione o vinci o impari. Le nostre massime competenze sono la progettazione utilizzando materiali compositi in fibra di carbonio, dinamica e aerodinamica del veicolo" ricorda Pontremoli. Il giro d'affari cresce del 20% all'anno, il 96% arriva dall'estero.

Una lunga corsa che oggi taglia un traguardo speciale: questa mattina uscirà a bordo della Dallara Stradale gialla, la numero uno. La due è blu ed è "targata" Andrea Pontremoli. Fra chi ne ha prenotata una anche Sergio Marchionne e Jean Alesi.

"E' successo qualcosa di incredibile perché non abbiamo fatto marketing, è scattato un passaparola tra appassionati e addetti ai lavori e c'è stato addirittura chi ha prenotato l'auto e versato l'acconto senza neppure sapere cosa avrebbe acquistato. Abbiamo venduto un sogno, il sogno dell'ingegnere" racconta l'ad."

Quattro cilindri, 2300 cc, 16 valvole, 400 cavalli, telaio monoscocca in carbonio, frames in alluminio, motore di base Ford, velocità massima 280 km, da 0 a 100 in 3,25 sec, prezzo nella configurazione di base 155 mila che arriva a quasi 190mila nella versione roadster.

Il gruppo di lavoro, 20 ingegneri e 5 meccanici con direttore tecnico Dallara, si è avvalso della colaborazione di Bosch per i pricipali sistemi di controllo elettronici della vettura e del motore, di Pirelli che ha permesso di sviluppare lo pneumatico interamente al simulatore mentre lo stile è di Granstudio di Lowie Vermeersch il collaudo è stato affidato ai piloti Marco Apicella e Loris Bicocchi. Telaio esce dalla Camattini Meccanica di Collecchio, ditta rilevata dal Gruppo nel 2014.

Il gruppo di lavoro, 20 ingegneri e 5 meccanici con direttore tecnico Dallara, si è avvalso della colaborazione di Bosch per i pricipali sistemi di controllo elettronici della vettura e del motore, di Pirelli che ha permesso di sviluppare lo pneumatico interamente al simulatore mentre lo stile è di Granstudio di Lowie Vermeersch, il collaudo è stato affidato ai piloti Marco Apicella e Loris Bicocchi. Il telaio esce dalla Camattini Meccanica di Collecchio, ditta rilevata dal Gruppo nel 2014.

EAST MARKET GARAGEC’è uno spazio a Milano in zona Lambrate dove il mondo hipster (e non solo) si è dato appuntamento per...
18/12/2017

EAST MARKET GARAGE

C’è uno spazio a Milano in zona Lambrate dove il mondo hipster (e non solo) si è dato appuntamento per la seconda edizione del market vintage, un mercato per auto e moto vintage, dove tutti possono comprare, vendere e... scambiare

Torna East Market Garage, il primo market vintage per auto e moto dedicato ai privati, dove tutti possono comprare, vendere e scambiare. Dopo la prima edizione di maggio 2017, al via la seconda puntata della kermesse che sta conquistando gli appassionati e non solo. Sono stati presenti espositori con auto, moto e accessori che presenteranno centinaia di pezzi unici per appassionati, curiosi e per chi mette i motori davanti a tutto.

Protagonisti assoluti di questa edizione è stato il Rumblers Car Club - Milano, nato nel 1996 a New York con l'intento di tramandare la tradizione delle auto custom. Il club ha portato più di 30 auto "hot rod" da tutta Europa, restaurate a mano nella maniera tradizionale.

SPAZIO AL MONDO DEL VINILE E DEI VIDEOGIOCHI ANNI 80
Ad accompagnare la speciale manifestazione, una sezione dedicata ai dischi in vinile, con le colonne sonore di film che hanno reso celebri auto e moto, come per esempio Giorni di Tuono oppure Easy Rider. Simone Borsacchi da Pisa è uno degli espositori di dischi presenti più stimato e con la collezione più varia. E poi poster, gadget e molti altri articoli sempre incentrati sul mito dei motori. East Market, che non ha lasciato nulla al caso, ha anche selezionato i migliori espositori del vintage che potessero arricchire la manifestazione con capi d'abbigliamento del mondo garage. Non sono mancati così gli stand, dove trovare giacche e guanti di pelle, caschi, occhiali da sole e tutti i capi per guidare nel modo più cool. Tra i presenti anche Danny Ru Vintage da Bergamo e Level ### Clothing, celebre per gli articoli in denim.

UN RISTORANTE SEMPRE APERTO
Sempre aperto anche l'East Market Diner: lo spazio food e beverage interno firmato e gestito dallo staff di East Market. Il Diner propone un'offerta culinaria internazionale: dai dumpling cinesi e giapponesi al vapore, ai tacos di pollo, dall'hawaiian sashimi all'East Burger, l'Avocado Burger e il tipico "jerk chicken" jamaicano.
Dal pomeriggio anche dj set a cura di DJ Henry con le musiche e le colonne sonore dei film cult dedicati ai motori e ancora barber shop a cura di Bullfrog Modern Electric Barber. Area videogame a tema motori a cura della collezionista Liza Sartorello, che ha selezionato le cartucce per console con i migliori giochi Anni '80 e '90 come Super Sprint, Need For Speed o Pole Position.

YAMAHA X-MAX 125Dopo aver rinnovato i maxi e midi della famiglia MAX, ora tocca al più piccolo, l'X-MAX 125. Uno scooter...
15/12/2017

YAMAHA X-MAX 125

Dopo aver rinnovato i maxi e midi della famiglia MAX, ora tocca al più piccolo, l'X-MAX 125. Uno scooter che in Europa è sempre stato molto apprezzato, soprattutto nei Paesi, come la Francia, dove si può circolare in autostrada anche con un centoventicinque.

La prima versione dell'X-MAX 125 risale al 2006. Ruote da 15" anteriore e posteriore da 14", look sportivo, tanta praticità: questo innovativo scooter era pensato per coloro che cercavano un mezzo con un design sportivo, ma comodo da usare tutti i giorni; una decina d'anni dopo, il nuovo X-MAX 125 si è evoluto, mantenendo però il suo DNA e condivide gran parte degli aggiornamenti visti sui fratelli maggiori X-MAX 300 e X-MAX 400.

Tutta la carrozzeria è infatti nuova, come anche il triplo faro a led anteriore che gli dona uno sguardo cattivo. Il sottosella è rimasto identico nel volume, ma lo spazio è organizzato in modo più razionale: ora ci stanno, ancor più agevolmente, due caschi integrali e c'è anche la luce di cortesia. Nel retroscudo sono ricavati due vani: quello di sinistra, dotato di serratura, è il più profondo e ospita una tradizionale presa a 12 V.

La sella ben sagomata è ancora più confortevole e dotata di schienalino. Completano la dotazione il parabrezza e il manubrio regolabili. Il primo in altezza, utilizzando la chiave a brugola, il secondo nella distanza dal busto, su due posizioni; ma questa è un'operazione che deve fare il concessionario Yamaha.

Il nuovo stile dell'X-MAX passa anche dalla strumentazione riprogettata: in mezzo ai due classici quadranti analogici c'è un bel display digitale; per navigare fra le sue informazioni si usa il pulsante sul manubrio destro.

Niente chiavi, c'è la Smart Key, quindi basta tenere il telecomando in tasca e girare il pomello per accendere il quadro, far sollevare lo sportellino del carburante o inserire il bloccasterzo. Per sbloccare la sella e aprire il vano sinistro, sotto al commutatore ci sono due pulsantini. Il motore è un collaudato monocilindrico 125 cc raffreddato a liquido, in regola con la normativa Euro4. È combinato all'inedito Traction Control System, disinseribile tramite un pulsante sul manubrio. La ciclistica dell'X-MAX 125 non ha subito grossi cambiamenti: il telaio è rimasto un doppia culla in acciaio, ma la forcella è stata rivista nel setting e ora è stretta da due piastre (prima una). Le ruote rimangono da 15" all'anteriore e da 14" posteriore, ma il disco freno posteriore ha un diametro maggiore: 245 mm contro i precedenti 240 mm (davanti invece è rimasto un singolo disco da 267 mm). I freni lavorano assieme all'ABS di serie. La luce a terra aumenta, ora 130 mm (prima 125 mm), il peso sale (da 173 kg a 175 kg in ordine di marcia con il pieno di benzina) ma la larghezza diminuisce: 775 mm contro i precedenti 790 mm, per sgusciare meglio nel traffico.

Parcheggiato sul cavalletto centrale, il nuovo X-MAX 125 fa un figurone. Ed è la dimostrazione di come un mezzo, anche di piccola cilindrata, possa fare la sua figura. Le dimensioni non sono da scooter piccolo, che significa tanto spazio per pilota e passeggero e un sottosella degno di una piccola city car. Le finiture sono sopra la media: c'è una cura quasi maniacale per tutto ciò che si può toccare. Gli accoppiamenti sono ben realizzati, le plastiche sono di qualità, tutto è solido. Basta chiudere il piccolo vano destro nel retroscudo: il click che emette è preciso e sinonimo di qualità. Chiara e luminosa la strumentazione, semplici da capire i comandi al manubrio e il sistema Smart Key. Mancano solo due cose: una regolazione più rapida del parabrezza e il freno di stazionamento, disponibile solo sull'X-MAX 400.

Trovare la posizione di guida corretta è immediato: la sella è alta 795 mm, il tunnel si scavalca con facilità e il manubrio non intralcia mai le ginocchia, nemmeno a chi supera i 180 cm di altezza. Il motore si avvia in un lampo, gira regolare e risponde al comando del gas molto dolcemente, senza trasmettere vibrazioni. L'attacco del variatore non è particolarmente aggressivo, ma se spremuto il 125 Yamaha permette di giocarsela bene al classico sparo del semaforo. Ha un'erogazione piatta e lineare e predilige l'allungo: oltre i 40 km/h la risposta si fa più decisa, sotto tale velocità bisogna attendere qualche istante per avere la giusta prontezza. Ecco perché vedere all'opera il TCS è molto raro, a meno di mettere le ruote sulla ghiaia o su asfalti rovinati. Lanciato su una strada a scorrimento veloce il piccolo monocilindrico dà il meglio di sé: tenere medie sopra i 95 km/h non è un problema, anche perché le vibrazioni che arrivano al pilota sono quasi nulle. I

Il periodo d'apprendistato non esiste perché con l'X-MAX è tutto facile: agile e maneggevole, fa sgusciare nel traffico come saette (anche se gli specchietti sono un po' troppo affusolati per vederci dentro bene), permette di affrontare le rotonde disinvolti, sicuri di un assetto composto e rigoroso. Piace soprattutto la forcella, capace di assorbire le buche più marcate e di non affondare troppo nelle frenate più decise. Meno convincenti, invece, i due ammortizzatori posteriori che sul pavé hanno una risposta secca che riduce il comfort. La frenata potrebbe avere un comando anteriore meno spugnoso e più deciso, ma lavora bene con l'ABS, evoluto e mai invasivo nel suo intervento.

In vendita a 5.050 euro chiavi in mano, l'X-MAX 125 è disponibile in quattro colorazioni (nero,blu, grigio,rosso). Tanti gli accessori per personalizzarlo, tra cui un top case da 39 litri e le manopole riscaldabili. Pratico, elegante, tecnologico, rappresenta la porta d'ingresso al mondo dei MAX. Non costa poco, è vero, ma è il meglio equipaggiato della sua categoria.

NUOVO LOOK DACIA DUSTERLa Dacia Duster si rinnova: il costruttore romeno di proprietà Renault è pronto a esporre il suo ...
14/12/2017

NUOVO LOOK DACIA DUSTER

La Dacia Duster si rinnova: il costruttore romeno di proprietà Renault è pronto a esporre il suo Suv “low-cost”.
Di fatto l’impostazione (e le lamiere della carrozzeria) della seconda generazione della Duster rimane praticamente identica al modello attualmente a listino, nato nel 2010, una ricetta che commercialmente funziona alla grande e che è valsa fino a oggi oltre un milione di unità vendute.
Svelata nella sgargiante tinta “Atacama Orange”, la Duster si distingue per gruppi ottici e calandra anteriore ammodernati. Inalterati i tocchi che rendono omaggio al mondo delle fuoristrada, come gli elementi in plastica grezza del fondo vettura, esaltati da scivoli satinati posizionati all’anteriore e al posteriore.
Come si legge nella nota ufficiale diramata dalla casa, il parabrezza è stato “avanzato di 10 centimetri rispetto all’attuale Duster e più inclinato” per allungare la cabina e offrire una sensazione di maggior volume interno.
Dacia non ha diramato alcun dettaglio tecnico su piattaforma costruttiva e motori: giova ricordare che attualmente l’offerta motoristica del modello si basa su 2 propulsori a benzina - un aspirato da 1,6 litri di cilindrata e 115 CV e un turbo di 1,2 litri da 125 CV - e un turbodiesel di 1,5 litri di cubatura da 90 o 110 CV di potenza massima. In opzione la trazione integrale permanente (4 ruote motrici). Per saperne di più sulla Duster di seconda generazione bisognerà attendere ancora un paio di settimane.

LAND ROVER DISCOVERY KITCHENChe si tratti di un pranzo gustoso ma ipocalorico, o di una cena da dieci portate gourmet, n...
13/12/2017

LAND ROVER DISCOVERY KITCHEN

Che si tratti di un pranzo gustoso ma ipocalorico, o di una cena da dieci portate gourmet, non c’è nulla che lo chef inglese Jamie Oliver non sia in grado di preparare con gli strumenti giusti. Stavolta però, il cuoco diventato scrittore e conduttore televisivo ha voluto andare oltre, facendosi costruire una cucina perfettamente attrezzata… su quattro ruote.
La sfida lanciata da Oliver è stata raccolta da Jaguar Land Rover, che per lui ha progettato una Discovery degna di una cucina da ristorante stellato: una pentola per la cottura lenta sotto il cofano e un tostapane nel bracciolo sono solo alcuni dei gadget da cucina di cui il team della Divisione Veicoli Speciali ha dotato il Suv, insieme con un girarrosto, una gelatiera, un dispenser per l’olio, scomparti nascosti per i barattoli di spezie e condimenti e persino una zangola per fare il b***o durante il viaggio, sfruttando il movimento delle ruote.
I finestrini posteriori hanno inoltre la possibilità di ospitare un piccolo “giardino pensile” in cui tenere le erbe aromatiche, e ovviamente, vista la passione dello chef britannico per la cucina italiana, non poteva mancare una macchina per la pasta, un piano di cottura a gas e un grande tavolo componibile (che si trasforma anche in piano di lavoro) dove i sette membri della famiglia Oliver, papà, mamma e 5 figli, possono consumare i pasti in ogni luogo in cui desiderano fare una sosta.
Un’auto costruita su misura, la Discovery ospita sino a 7 persone, il bagagliaio ha una capacità di 2.500 litri e la possibilità di stivare tutto ciò di cui una famiglia numerosa ha bisogno. Tra le altre “feature” ci sono un lavabo di alluminio, una tv a schermo piatto, pestello e mortaio e un barbecue targato Land Rover.
“Ho affidato a Land Rover un’impresa difficilissima, costruire la miglior cucina su ruote possibile. Ho sognato in grande, e ho chiesto molto, e quello che hanno fatto è incredibile - è stato il commento entusiasta di Oliver -. Non avrei mai creduto che sarebbero riusciti a mettere una slow-cooker vicino al motore o un contenitore per l’olio nel bagagliaio, ma ce l’hanno fatta. E questa macchina è perfetta per me e per la mia famiglia, una creazione unica che ci permette di affrontare nuove sfide culinarie”.
Soddisfatti, e parecchio divertiti dal risultato, anche i membri della Divisione Veicoli Speciali, capitanati da David Fairbairn.
L’impresa è stata talmente degna di nota che Oliver ha deciso di trasformare le sue “ricette itineranti” in un format che ha debuttato il 5 ottobre sul suo Food Tube Channel, e che lo mostra all’opera con l’attrezzatura della Discovery: il primo dei tre episodi ha già totalizzato oltre 100mila visualizzazioni.

12/12/2017

A moment with our system testers, the delicious Avatars Alice and Elena, and the CEO Fulvio Dominici.

They are doing a great job in the field, bringing tech and beauty to telepresence

12/12/2017

Louise (Asako) tests the Ubiatar technology, working as Avatar in Hong Kong

12/12/2017

Allenarsi alla perfezione con Ubiatar.

Quanti di noi hanno un abbonamento in palestra? Sicuramente molti ed andarci con regolarità da enormi benefici al corpo ed alla mente. Non sempre però allenarsi da soli è sufficiente e per non rischiare di farci male e per poter ottenere il massimo da noi stessi ricorriamo all’ausilio di personal trainer che ci guidano nella nostra evoluzione.

Non vi è mai capitato però di voler usufruire del servizio di un pt non disponibile nella vostra palestra? Oppure a causa dei molteplici viaggi di lavoro, che vi tengono lontano da casa, siete costretti ad allenarvi in altre strutture e vi piacerebbe poter essere ugualmente seguiti dal vostro istruttore di fiducia? E ancora caro personal trainer non sarebbe fantastico poter allenare tutti i clienti che desideri, ovunque essi siano, dando loro la sicurezza di fare un ottimo lavoro?

Tutto ciò oggi è realizzabile grazie alla tecnologia della telepresenza di Ubiatar. Attraverso il pc collegati a ubiatarplay.io e affitta il tuo personal trainer per un allenamento efficace.

Lui ti guiderà passo dopo passo come se fosse con te. Al termine pagherai il suo servizio attraverso il wallet elettronico e potrai vedere la registrazione del tuo allenamento tutte le volte che vorrai.

No excuses, play Ubiatar.

12/12/2017

Come scegliere le tue vacanze? Con Ubiatar!

Amate vacanze! Le sognamo, le studiamo a tavolino nei minimi dettagli, le attendiamo con tanta ansia e poi..disastro! L’appartamento affittato non era come ce lo aspettavamo, l’hotel ha le stanze troppo piccole oppure la spiaggia non era certo come nelle foto.

Purtroppo i siti web tradizionali che utilizziamo per prenotare le strutture non sempre offrono immagini sufficienti o addirittura veritiere. Probabilmente potremmo trovare alcune fotografie utili, ma di certo non tutte quelle che vorremmo per renderci veramente conto se optare per una scelta piuttosto che per un altra.

Come fare allora per prenotare in tutta sicurezza, senza trovarsi una spiacevole sorpresa al proprio arrivo?
Semplice! Oggi con la tecnologia di Ubiatar le tue vacanze non saranno solo un sogno ad occhi aperti, ma diventeranno realtà.

Collegati da tuo pc ad Ubiatarplay.io, consulta la mappa interattiva del marketplace e cerca la persona (l’Avatar) più vicino alla struttura che ti interessa. Attraverso la sua presenza in loco potrai visitare nei minimi dettagli la dimora della tua prossima villeggiatura, guidandolo a distanza.

Quando potrai dirti soddisfatto, basterà versare dal tuo wallet elettronico un compenso all’Avatar per il lavoro eseguito, e la transazione si concluderà.

D’ora in poi le tue vacanze saranno un successo.
Non avere dubbi , scegli Ubiatar.

- HYUNDAI SANTAFE 2.0 CRD 4X4 -IMMATRICOLATA : 12/2004ALIMENTAZIONE : DIESELCOLORE ESTERNO : NEROALLESTIMENTO INTERNO : ...
12/12/2017

- HYUNDAI SANTAFE 2.0 CRD 4X4 -

IMMATRICOLATA : 12/2004

ALIMENTAZIONE : DIESEL

COLORE ESTERNO : NERO

ALLESTIMENTO INTERNO : ALCANTARA BEIGE

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BRACCIOLO

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CD/MP3

SCADENZA BOLLO : 08/2018

VISTA E PIACIUTA

KM : 294.936

PREZZO : € 1.900,00

N.B. : gli optional e le informazioni indicate nella presente scheda potrebbero non coincidere con l'effettivo equipaggiamento del veicolo, a causa della non uniformita' dei dati pubblicati dai differenti portali. I prezzi esposti si intendono sempre con oneri di trapasso esclusi.
Ci scusiamo in anticipo per l'eventuale inconveniente e ti invitiamo sempre a contattarci per verificare le caratteristiche dello specifico veicolo.
La EFFE ERRE SRL declina ogni responsabilita' per eventuali involontarie inesattezze, ricordando che dalla presente scheda e dai dati in essa contenuti non scaturisce alcun obbligo contrattuale.

VISIBILE SOLO SU APPUNTAMENTO.
PER APPUNTAMENTI CONTATTARE IL SIG. FERRERO GIACOMO AL 335/5430527.

STELVIO QUADRIFOGLIOServono 95.000 euro per mettersi in garage il Suv più veloce del Nürburgring: è questo il prezzo di ...
11/12/2017

STELVIO QUADRIFOGLIO

Servono 95.000 euro per mettersi in garage il Suv più veloce del Nürburgring: è questo il prezzo di listino dell’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio. Sotto al cofano c’è un motore V6 Bi-Turbo di 2.9 litri, capace di 510 CV di potenza massima e di una coppia motrice di 600 Nm. La trasmissione della vettura è affidata alle 4 ruote motrici, con un differenziale che trasferisce fino al 50% della coppia all’assale anteriore, e al cambio automatico a 8 marce.
Le prestazioni sono da sportiva vera: Stelvio Quadrifoglio è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 3,8 secondi con una velocità massima di 283 km/h.

Numeri che lo rendono il Suv più veloce della sua categoria, quelli sui 4,7 metri di lunghezza: la concorrente più vicina per impostazione e prezzo è la Porsche Macan Turbo Performance (costa oltre 98 mila euro), spinta da un V6 3.6 turbo che eroga 70 CV di potenza in meno dell’Alfa, è più lenta d 6 decimi sullo zero-cento e si ferma a 272 orari.
Schede tecniche alla mano, la concorrente più simile per potenza della Stelvio Quadrifoglio è la Mercedes GLC 63 4Matic AMG: rispetto all’italiana paga 34 CV in meno ma vanta 50 Nm di coppia in più, erogati dal suo V8 biturbo da 4 litri; tuttavia la proposta della Stella è più pesante e costosa (il listino parte da poco meno di 102 mila euro).

Lo sport utility più estrema del biscione vanta inoltre diverse impostazioni di guida che agiscono sul comportamento della trazione integrale, del cambio, dell’erogazione del motore e della risposta dello sterzo. A questo si aggiunge il sofisticato sistema di Torque Vectoring: due frizioni a controllo elettronico contenute nel differenziale posteriore ottimizzano la motricità in curva ripartendo di continuo la coppia motrice fra le 2 ruote del retrotreno.
Secondo il costruttore “Stelvio Quadrifoglio, detiene due primati nella categoria che ne fanno il Suv più prestazionale del segmento: con un peso a secco di 1.830 kg, il modello vanta il miglior rapporto peso/potenza della categoria (3,6 kg/CV) e la migliore potenza specifica (176 CV/l)”. Caratteristiche che confermano l’indole sportiva del modello.

La Stelvio si può avere pure con l’impianto frenante carboceramico: studiato per l’uso in pista, assicura una consistente riduzione del peso (17 kg in meno rispetto ai dischi standard) e una maggiore resistenza di utilizzo al crescere delle temperature generate dall’attrito meccanico durante la guida su tracciato.

Indirizzo

Turin
10133

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