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11/10/2026

🌐 DAL TG5 AL NOSTRO CONVEGNO

🗣️ Lo abbiamo ascoltato al TG5… e il 5 novembre avremo il piacere di averlo con noi!

🎤 Marco Camisani Calzolari sarà tra i protagonisti del nostro Convegno nazionale “Intelligenza Artificiale & Agenti di Assicurazioni”! Una voce autorevole nel mondo dell’innovazione e della trasformazione digitale, capace di raccontare le sfide del presente e le opportunità del futuro.

📈 Un’occasione per esplorare come l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stiano trasformando il mondo del lavoro e il settore assicurativo, aprendo nuove prospettive e opportunità tutte da cogliere.

👀 E c’è una sorpresa: questa volta è proprio Marco Camisani Calzolari a invitarvi personalmente!

▶️ Guardate il suo videomessaggio e segnate subito la data!

📅 GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE (ore 11)
📍 VILLA MIANI – ROMA
🤖 Intelligenza Artificiale & Agenti di Assicurazioni

https://www.eventoai.it

👇 COME ISCRIVERSI:📍 Roma, Villa Miani📅 5 Novembre 2026⚠️ I posti in presenza sono limitati!▶️ Iscrizione nel link in bio...
10/10/2026

👇 COME ISCRIVERSI:

📍 Roma, Villa Miani
📅 5 Novembre 2026
⚠️ I posti in presenza sono limitati!

▶️ Iscrizione nel link in bio
👉🏼 AGI - AGENTI GENERALI ITALIA

💡 “I cambiamenti non si subiscono, si governano.”

Non restare a guardare mentre il mercato si evolve. Partecipa per scoprire in anteprima i nuovi scenari legati all'IA, le opportunità di business e gli strumenti che trasformeranno la professione dell'agente assicurativo.

I big dell’Intelligenza Artificiale riuniti a Roma“I cambiamenti non si subiscono, si governano”Roberto Salvi, president...
09/10/2026

I big dell’Intelligenza Artificiale riuniti a Roma
“I cambiamenti non si subiscono, si governano”

Roberto Salvi, presidente di GAAT Service e di UNI Agenti, racconta le ragioni del convegno nazionale con Aranzulla, Camisani Calzolari, Frontoni, Veltroni, Gomez sul tema “Intelligenza artificiale & Agenti di Assicurazione”, in programma il prossimo 5 novembre a Villa Miani

Presidente Salvi, perché avete deciso di dedicare un convegno nazionale all’intelligenza artificiale?
“Siamo davanti a una trasformazione che riguarda tutti e che coinvolge inevitabilmente anche il mondo assicurativo. L’intelligenza artificiale non è più qualcosa che appartiene al futuro: è già entrata nelle nostre vite, nelle imprese e nelle professioni, modificando processi. E credo che gli agenti di assicurazione non possano permettersi di osservare questo cambiamento da spettatori. Il mio lungo percorso professionale e sindacale mi ha insegnato una cosa molto semplice: i cambiamenti non si subiscono, si governano. Per riuscirci, però, bisogna prima comprenderli. Da qui nasce l’idea del convegno, per parlarne con autorevolezza creando un’occasione vera di conoscenza e confronto, senza semplificazioni e senza approcci superficiali”.

Che cosa l’ha spinta a organizzare questo appuntamento?
“La convinzione che il nostro settore debba essere protagonista del cambiamento. Sarebbe miope non vedere le enormi potenzialità dell’intelligenza artificiale, ma sarebbe altrettanto ingenuo ignorarne i rischi. L’IA può modificare profondamente la relazione tra imprese, intermediari e clienti; può accrescere enormemente la capacità delle grandi organizzazioni di conoscere, orientare e raggiungere direttamente il consumatore. Se un cambiamento di questa portata viene governato soltanto da chi possiede le tecnologie, i dati e le maggiori risorse economiche, il rischio di una progressiva disintermediazione esiste. Presiedo due realtà diverse, GAAT Service e UNI Agenti, ma da prospettive differenti entrambe mi portano alla stessa conclusione: gli agenti devono provare a leggere per tempo le trasformazioni che possono incidere sulla loro autonomia e sul loro futuro professionale. Farlo dopo quando il problema si è manifestato sarebbe inevitabilmente troppo tardi. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel rapporto tra compagnie, reti distributive e clientela dovrà trovare regole, trasparenza e forme di confronto. Non si tratta di mettere ostacoli all’innovazione: esattamente il contrario. Si tratta di fare in modo che l’innovazione sia condivisa e che la tecnologia resti al servizio delle persone, non che le persone diventino funzionali alla tecnologia e alla sola performance. Sentivo quindi la responsabilità di offrire agli agenti un’occasione di approfondimento di alto livello, e ringrazio anche AGI, Agenti Generali Italia e il suo presidente, Gianni Mezzalira, per aver condiviso e sostenuto questa iniziativa”.

Avete scelto relatori di grande prestigio.
“Era uno degli elementi sui quali non volevamo scendere a compromessi. Abbiamo cercato competenze autorevoli. I relatori che saranno con noi sono tra le figure di maggiore esperienza e riconoscibilità nei rispettivi ambiti legati all’intelligenza artificiale, alla tecnologia, all’innovazione e alla comunicazione. Penso a Salvatore Aranzulla, Marco Camisani Calzolari, Emanuele Frontoni, ma anche a una personalità come Walter Veltroni. E avere Peter Gomez a condurre la giornata e a moderare la tavola rotonda rappresenta un elemento di spessore e qualità. Non volevamo una passerella di nomi, ma professionisti che avessero qualcosa da dirci e, possibilmente, anche opinioni diverse tra loro. L’obiettivo non è uscire da Villa Miani pensando tutti la stessa cosa. È uscirne sapendo qualcosa in più e ponendoci domande migliori”.

Quindi non un convegno esclusivamente tecnico?
“Assolutamente no. Volevamo evitare che l’IA venisse raccontata soltanto attraverso algoritmi e tecnologia. Vogliamo ragionare su qualcosa di molto più grande: che cosa accade alle persone, alle professioni, alle imprese, alle relazioni e perfino alla nostra libertà di scelta quando strumenti capaci di elaborare enormi quantità di informazioni entrano stabilmente nei processi. Per questo abbiamo costruito un programma capace di mettere insieme competenze differenti e punti di vista complementari”.

Anche la scelta della location non sembra casuale: Roma e Villa Miani.
“Roma ci è sembrata la sede ideale per un appuntamento che vuole parlare all’intero mondo degli agenti. Villa Miani? Abbiamo cercato un contesto nel quale ci fosse non soltanto ascolto, ma anche incontro e relazione. E questo conta. Perché possiamo parlare per ore di Intelligenza Artificiale, ma continuo a pensare che una parte fondamentale della nostra professione resti fatta di persone che incontrano persone, di colleghi che incontrano colleghi. Credo molto nella centralità delle persone”.

Perché considera così importante il tema della centralità delle persone anche parlando di intelligenza artificiale?
“Da giovane agente fui presto affascinato dall’impegno sindacale. Facevamo, e facciamo ancora, un mestiere impegnativo, che spesso porta a lavorare e a ragionare individualmente. Io ho sempre trovato nella forza dello stare insieme una qualità e una dignità diverse del nostro lavoro. Poi ho avuto il privilegio e la responsabilità di guidare per venticinque anni un Gruppo Agenti che aveva già scritto pagine importanti della storia della Categoria. Ho attraversato battaglie sindacali, passaggi difficili e profonde trasformazioni. E ogni volta ho ritrovato lo stesso punto fermo: la persona, la sua libertà e la sua dignità professionale. L’Intelligenza Artificiale cambia la dimensione della sfida, non quel principio”.

Vi aspettate una partecipazione importante.
“L’interesse che stiamo registrando è significativo. Abbiamo scelto una sala capace di accogliere oltre 400 persone. Ma, al di là dei numeri, ciò che mi colpisce è il significato di questa partecipazione: gli agenti hanno voglia di capire, di interrogarsi e di confrontarsi con ciò che sta cambiando il loro lavoro. È un segnale importante, perché dimostra che la nostra non è una Categoria ripiegata sul passato. Il futuro riguarda tutti, qualunque sia il tratto di strada professionale che ciascuno di noi ha ancora davanti”.

Quale messaggio vorrebbe lasciare ai partecipanti?
“Vorrei che nessuno venisse a Roma aspettandosi di ricevere una risposta definitiva sull’Intelligenza Artificiale che non va considerata soltanto come una tecnologia che arriva dall’esterno. Può diventare uno strumento attraverso il quale ripensare il nostro lavoro. La relazione con il cliente, la professionalità dell’agente, la capacità di interpretare i bisogni continueranno ad avere un valore centrale, ma cambieranno gli strumenti con cui tutto questo verrà fatto. Prepararsi significa quindi non avere paura del futuro, ma conoscerlo per scegliere e capire per governare, cambiare nel rispetto del nostro passato e del ruolo sociale che abbiamo. Vorrei che tornassimo a casa con maggiore consapevolezza e con una convinzione: non dobbiamo avere paura del futuro, ma neppure consegnarlo ad altri. Dobbiamo avere il coraggio di partecipare alla sua costruzione. Se penso a chi verrà dopo di noi, vorrei che non gli consegnassimo soltanto ciò che siamo riusciti a conquistare. Vorrei consegnargli qualcosa di ancora più importante: il coraggio di conquistare ciò che ancora non esiste”.

In definitiva, che cosa rappresenta questo appuntamento per GAAT Service e UNI Agenti, realtà da lei presiedute?
“GAAT Service nacque molti anni fa da un’intuizione. Sul nostro sito c’è ancora una frase alla quale sono molto legato: un progetto pensato da uno, concretizzato con l’impegno e la passione di pochi e poi seguito e sostenuto da tanti. Potrei essere tentato di fermarmi alla prima parte di quella frase che da anni racconta GAAT Service: “un progetto pensato da uno”. E potrei persino concedermi un momento di orgoglio personale per l’intuizione iniziale. Ma sarebbe raccontare soltanto una piccola parte della verità. Perché le intuizioni, da sole, non costruiscono nulla. Occorrono persone disposte a crederci, a rischiare, a lavorare, a condividere. È per questo che la parte più importante di quella nostra vecchia frase viene dopo: “realizzato con l’impegno e la passione di pochi, seguito e sostenuto dalla grande maggioranza. GAAT Service è stata questo. Abbiamo messo insieme risorse, idee, regole, tecnologia, formazione e soprattutto fiducia. Abbiamo costruito strumenti che allora non esistevano per affrontare i cambiamenti di allora. Oggi ci troviamo davanti a un cambiamento diverso e probabilmente ancora più profondo. Sarebbe stato contrario alla nostra storia non occuparcene. GAAT Service è uno strumento di intermediazione ma ha accompagnato gli agenti su temi come la gestione dei dati, la tecnologia, il modello distributivo, la redditività e il servizio al cliente. Non sappiamo ancora fino in fondo come l’Intelligenza Artificiale cambierà il nostro mondo. Ma proprio per questo dobbiamo esserci adesso. Le organizzazioni vive non difendono soltanto ciò che hanno costruito: sanno interrogarsi continuamente sulla propria ragione d’essere. E qualche volta scoprono che un cambiamento offre loro una missione ancora più importante di quella per cui erano nate. Per UNI Agenti rappresenta innanzitutto un atto di responsabilità sindacale. L’Intelligenza Artificiale non è soltanto una questione tecnologica: può incidere, in prospettiva, sul ruolo stesso dell’intermediazione. Proprio recentemente il rinnovo del contratto collettivo dei dipendenti delle Compagnie con ANIA, l’associazione delle imprese assicurative, ha posto con forza il tema della necessità di governare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, prevedendo tutele affinché rappresenti un supporto e non una sostituzione del lavoro umano. È un principio che condivido pienamente. Ma allora credo sia legittimo porre una domanda: perché la stessa disponibilità al confronto non dovrebbe riguardare anche gli Agenti? Da tempo alcune Rappresentanze agenziali, tra cui AGI, Agenti Generali Italia, hanno sollecitato un confronto con le Compagnie per definire regole condivise sull’utilizzo dell’IA nei rapporti con le reti distributive. Nel caso di Generali, questa disponibilità alla sottoscrizione di un accordo finora non c’è stata. E qui vedo una contraddizione che prima o poi dovrà essere affrontata. Se riconosciamo che l’Intelligenza Artificiale è abbastanza importante da richiedere regole e garanzie per chi lavora dentro le Compagnie, non possiamo pensare che diventi improvvisamente irrilevante quando riguarda migliaia di agenti che ogni giorno presidiano il territorio e mantengono la relazione con milioni di clienti. Non abbiamo alcuna intenzione di combattere l’innovazione. Al contrario: vogliamo conoscerla, utilizzarla e contribuire a governarla. Ma innovazione non può significare assenza di regole, né può tradursi in un progressivo svuotamento dell’autonomia dell’agente, della consulenza professionale e del valore umano della relazione con il cliente. Per UNI Agenti, quindi, questo convegno è il modo per affermare un principio: il futuro della distribuzione assicurativa non può essere deciso e governato sopra la testa degli Agenti. Gli Agenti devono sedersi al tavolo nel quale quel futuro viene costruito per cambiare senza rinunciare a ciò che siamo e alle libertà che ci siamo conquistati”.

C’è grande attesa per l’evento del 5 novembre.
“Tutti gli ospiti hanno accettato con entusiasmo il nostro invito. Ovviamente il risultato che otterremo è frutto anche del lavoro del team che da mesi segue questo convegno: li ringrazio tutti, uno a uno”.

Partecipa all’evento “Intelligenza Artificiale & Agenti di Assicurazioni” 🤖Clicca sul link qui sotto e iscriviti all’eve...
05/10/2026

Partecipa all’evento “Intelligenza Artificiale & Agenti di Assicurazioni” 🤖
Clicca sul link qui sotto e iscriviti all’evento 👇

https://www.eventoai.it/

02/10/2026

L'Onu: "Intervengano gli Stati".

L’AI corre più veloce delle regole.Il 5 novembre, a Villa Miani, il confronto dell’anno sull’Intelligenza Artificiale e ...
01/10/2026

L’AI corre più veloce delle regole.
Il 5 novembre, a Villa Miani, il confronto dell’anno sull’Intelligenza Artificiale e sul futuro degli Agenti di assicurazione.

27 luglio 2026.
La Presidenza di AGENTI GENERALI ITALIA scrive alla Compagnia:
“... prima di chiedere alla Rete di utilizzare strumenti di Intelligenza Artificiale nei rapporti con la clientela è indispensabile definire regole chiare e formalizzarle in uno specifico accordo con le Rappresentanze degli Agenti, a tutela della professionalità, delle responsabilità e del ruolo dell’ Intermediario."

La risposta:

“... la Compagnia non ravvisa la necessità di definire uno specifico accordo finalizzato a ridefinire la ripartizione delle responsabilità tra Compagnia e Agenzie in relazione all'utilizzo dello strumento".

30 settembre 2026.

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha richiamato l’attenzione su una tecnologia che corre più velocemente della politica e di un sistema di regole che si deve adeguare a un mondo che cambia, ponendo al centro una questione ancora aperta e decisiva: quella della responsabilità "che mi pare non si stia adeguatamente affrontando nell’approccio con l’intelligenza artificiale", afferma il Presidente Meloni.

Non è questione di rivendicare primogeniture né di essere favorevoli o contrari all’Intelligenza Artificiale.
È questione di responsabilità.
Quando a una Rete di Agenti viene chiesto di utilizzare strumenti di IA nei rapporti con la clientela, sapere chi risponde, di cosa risponde e secondo quali regole non può essere considerato un dettaglio.
Noi crediamo nell’innovazione. Proprio per questo pensiamo che debba essere governata.
Innovare sì. Ma con regole chiare, responsabilità definite e senza lasciare l’Agente solo davanti alle conseguenze di strumenti e processi che non controlla interamente.
Era il senso della nostra richiesta del 27 luglio.
E continuiamo a ritenerla una richiesta ragionevole, attuale e necessaria.

27/09/2026

BANCASSURANCE, RISIKO E AGENTI: PIÙ CHE DIFENDERE I CONFINI, SERVE UNA LINEA CHIARA PER GLI AGENTI

Il risiko bancario che coinvolge Generali sta riportando al centro una questione che va ben oltre gli assetti azionari: quale sarà il ruolo dell’ Agente in un mercato nel quale assicurazione, banca, risparmio, tecnologia e distribuzione sono sempre più intrecciati ?
Le recenti prese di posizione di alcuni Gruppi Agenti di Generali offrono spunti differenti e meritano attenzione.
UNI Agenti non intende entrare nelle dinamiche interne dei Gruppi Agenti, né stabilire chi abbia ragione.
Ci interessa qualcosa di diverso: capire quali principi debbano guidare la rappresentanza degli Agenti quando cambiano i modelli distributivi.
Ed è proprio osservando l’evoluzione del dibattito degli ultimi mesi che emerge, a nostro avviso, la necessità di maggiore chiarezza.
Nel febbraio scorso il GA-GI, illustrando l’accordo con Carass International, ha ribadito di considerare il monomandato il modello distributivo predominante dei propri associati, riconoscendo contemporaneamente il plurimandato come una conquista fondamentale della Categoria, che deve rimanere una scelta e non diventare un dogma. Le collaborazioni orizzontali venivano definite uno strumento complementare, da utilizzare selettivamente.
A marzo, durante la Convention GA-GI, il confronto con i vertici Generali si è sviluppato apertamente anche sui temi della multicanalità e dell’insurbanking, interrogandosi su quali modelli potessero funzionare per imprenditori autonomi con mandato.
A maggio la posizione si è ulteriormente articolata. Il GA-GI ha chiesto che i prodotti Generali restassero distinti ed esclusivi rispetto a quelli eventualmente distribuiti attraverso accordi bancari e che la Rete agenziale partecipasse al valore generato dalla bancassurance. Parallelamente, sull’insurbanking è stata manifestata apertura, chiedendo però reciprocità: i clienti bancari dovrebbero poter accedere alle competenze assicurative attraverso gli Agenti e non attraverso altri canali.
Il 15 giugno il presidente Federico Serrao comunicava invece l’intenzione di proseguire le attività di "contrasto alla bancassurance in Generali Italia".
A settembre la posizione viene nuovamente precisata: "la questione non è la crescita della bancassicurazione in sé", ma la sovrapposizione tra canali. Il modello, sostiene Serrao, può funzionare se i canali fanno cose diverse, mentre diventa problematico quando fanno la stessa cosa sullo stesso cliente. Nello stesso intervento viene richiamato anche il plurimandato come uno strumento che la Rete possiede e può utilizzare.
È proprio questa successione di posizioni a suggerire una riflessione.
Non spetta a UNI Agenti stabilire se si tratti di un’evoluzione della strategia, di differenti fasi negoziali o di una progressiva precisazione del pensiero.
E non intendiamo attribuire incoerenze o intenzioni a nessuno.
Riteniamo però legittimo chiedere, nell’interesse della Categoria:
qual è il principio stabile che vogliamo difendere ?
La separazione dei canali ?
L’ esclusività dei prodotti ?
La reciprocità fra bancassurance e insurbanking ?
La partecipazione economica dell’ Agente al valore prodotto dagli altri canali ?
Oppure l’autonomia imprenditoriale dell’ Agente ?
Non è una questione terminologica.
Sono impostazioni diverse, che possono condurre a modelli distributivi molto differenti e che, in alcuni casi, possono anche entrare in tensione tra loro.
Da questa risposta dipende il modo in cui affronteremo trasformazioni che sono già in corso.
ANAGINA, inoltre, dà una lettura diversa dello stesso cambiamento: guarda allo sviluppo bancario nelle Agenzie come a una possibile opportunità. Gli Agenti hanno già iniziato a distribuire conti correnti di Banca Generali e il Presidente Nicolao immagina un ampliamento del modello, fino alla possibilità di creare corner finanziari all’interno delle agenzie, con personale coordinato dall’Agente, per accompagnare clienti e imprenditori anche nelle esigenze patrimoniali e finanziarie.
Nello stesso tempo ANAGINA pone una propria linea di tutela: un eventuale nuovo azionista bancario di Generali non dovrebbe utilizzare il marchio della compagnia nelle proprie filiali, perché ciò, secondo Nicolao, rischierebbe di snaturare la Rete.
È una visione diversa.
Non necessariamente migliore o peggiore.
Ma contribuisce a rendere evidente il vero problema.
Se consideriamo positiva l’apertura dell’ Agenzia verso banca e finanza, dobbiamo anche definire secondo quale principio debba essere regolato il movimento nella direzione opposta.
L’ Agente che offre un conto corrente entra legittimamente in un ambito storicamente bancario.
La banca che offre un prodotto assicurativo entra in un ambito storicamente presidiato dagli intermediari assicurativi.
Il digitale attraversa entrambi.
E il cliente sempre meno ragiona secondo i confini organizzativi che il mercato ha conosciuto in passato.
Per UNI Agenti, quindi, il problema non può essere semplicemente costruire muri fra i canali.
Il problema è stabilire regole chiare quando quei canali inevitabilmente si incontrano.
Chi governa la relazione con il cliente ?
Chi può utilizzare i dati prodotti e sviluppati dall’agenzia ?
Che cosa accade quando un cliente acquisito, seguito e valorizzato dall’Agente viene successivamente intercettato da un altro canale dello stesso gruppo ?
Come viene remunerato il valore commerciale generato ?
Quali garanzie esistono affinché informazioni e relazioni costruite dall’Agenzia non diventino lo strumento per disintermediarla ?
A queste domande se ne aggiunge oggi un’altra, forse ancora più decisiva: quella sull’Intelligenza Artificiale.
L’AI è destinata a incidere profondamente sulla distribuzione assicurativa, sulla relazione con il cliente, sulla profilazione commerciale, sull’organizzazione delle Agenzie e sulla stessa autonomia dell’intermediario.
Eppure, mentre discutiamo di bancassurance, multicanalità e confini distributivi, per la Rete agenziale manca ancora un Accordo specifico che disciplini l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel rapporto tra Impresa e Agenti.
Il tema assume un rilievo ancora maggiore perché, a fronte di una richiesta avanzata dalla Presidenza di AGI – Agenti Generali Italia, il Gruppo Agenti ha ricevuto, in data 11 settembre 2026, la seguente risposta: "... la Compagnia non ravvisa la necessità di definire uno specifico accordo finalizzato a ridefinire la ripartizione delle responsabilità tra Compagnia e Agenzie in relazione all’utilizzo dello strumento".
È una posizione chiara, che apre però una questione altrettanto chiara: se non si ritiene necessario ridefinire contrattualmente le responsabilità, come verranno gestite quelle derivanti dall’utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale messi a disposizione o governati dalla Compagnia ?
Un tema che, secondo UNI Agenti, dovrebbe interessare e preoccupare tutti i Gruppi Agenti.
Perché se parliamo di centralità dell’Agente non possiamo limitarci a discutere chi venderà una polizza o quale canale accederà a un cliente.
Dobbiamo anche chiederci chi controllerà i processi automatizzati, come saranno generate le opportunità commerciali, quale trasparenza avrà l’Agente sui sistemi che incidono sulla propria attività e quali limiti dovranno esistere nell’utilizzo del patrimonio informativo costruito dalle Agenzie.
E soprattutto: chi sarà responsabile quando una proposta commerciale, una consulenza, una profilazione o un’indicazione operativa sarà determinata, anche solo in parte, da un sistema di Intelligenza Artificiale ?
Se l’AI utilizzata nei sistemi di compagnia genera o contribuisce a generare un’informazione errata, orienta una campagna commerciale, classifica un cliente o condiziona una decisione che poi produce un danno o una contestazione, la responsabilità ricadrà sull’ Agente, sulla Compagnia, sul fornitore del sistema o sarà condivisa ?
Non sarebbe accettabile che, laddove strumenti, algoritmi e logiche decisionali fossero definiti o messi a disposizione dalla mandante, le conseguenze operative, reputazionali o giuridiche ricadessero poi esclusivamente sull’Agente.
Un accordo sull’AI dovrebbe quindi disciplinare non soltanto l’utilizzo ma anche la ripartizione delle responsabilità, i controlli umani sulle decisioni automatizzate, la tracciabilità delle indicazioni generate dai sistemi, le procedure di contestazione e le tutele dell’Agente quando opera sulla base di strumenti messi a disposizione dall’Impresa.
Innovazione e responsabilità devono procedere insieme. Chi governa lo strumento deve assumersi anche la propria parte di responsabilità sugli effetti che quello strumento produce.
La tutela della relazione con il cliente, nell’era dell’AI, passa anche da qui.
UNI Agenti ritiene quindi che l’Intelligenza Artificiale debba diventare oggetto di una vera disciplina negoziale tra Impresa e rappresentanze degli Agenti.
Non per ostacolare l’innovazione, ma per stabilire prima le regole con cui quell’innovazione entrerà nelle nostre imprese.
Perché discutere oggi soltanto di bancassurance rischia di significare difendere il confine di ieri mentre quello di domani viene già ridisegnato.
Sono queste, secondo UNI Agenti, alcune delle questioni che meritano di diventare oggetto di confronto sindacale.
Perché c’è un rischio che riguarda tutti noi: considerare la multicanalità un’ opportunità quando amplia lo spazio dell’Agente e una minaccia quando amplia quello degli altri canali.
Così come sarebbe difficile rivendicare la libertà distributiva dell’Agente e contemporaneamente sostenere, in termini assoluti, che la compagnia non possa sviluppare differenti forme di distribuzione.
Occorre un principio che valga in entrambe le direzioni.
Ed è qui che UNI Agenti ritiene necessario distinguere due concetti spesso utilizzati come sinonimi:
centralità e autonomia.
La centralità dell’Agente può essere riconosciuta da una compagnia all’interno del proprio modello distributivo.
L’autonomia, invece, riguarda la capacità dell’impresa agenziale di scegliere, competere, collaborare, diversificare e difendere il valore che produce.
Sono due cose diverse.
Un Agente può essere dichiarato “centrale” e rimanere fortemente dipendente dalle scelte della propria mandante o delle proprie mandanti.
Un Agente più autonomo dispone invece di maggiore forza contrattuale proprio perché possiede alternative reali e strumenti di crescita propri.
Per questo abbiamo letto positivamente la richiesta avanzata dal GA-GI a Generali di arrivare a impegni verificabili sulla gestione della clientela e sugli investimenti destinati alle agenzie. È un passaggio concreto e importante.
Ma crediamo che occorra andare oltre.
Non chiedere soltanto:
"Quale ruolo ci riserverete ?"
Chiedere anche:
"Quali diritti avrà l’agente ?"
Per UNI Agenti questa è la questione decisiva.
Non vogliamo contrapporre GA-GI ad ANAGINA o ad AGI.
Non vogliamo contrapporre un Gruppo Agenti a un altro.
Al contrario.
Auspichiamo che, sui temi destinati a determinare il futuro della professione, le diverse sensibilità riescano a trovare una sintesi e, dove possibile, una posizione comune.
La pluralità delle opinioni è una ricchezza. La frammentazione della rappresentanza, quando sono in gioco diritti fondamentali degli Agenti, rischia invece di trasformarsi in debolezza contrattuale.
Di fronte a trasformazioni che riguardano bancassurance, multicanalità, Intelligenza Artificiale, dati, clientela, responsabilità e autonomia imprenditoriale, Agenti divisi rischiano inevitabilmente di avere meno forza.
Non significa cancellare le differenze tra Gruppi Agenti o organizzazioni sindacali. Significa provare a costruire, sui grandi temi comuni, una piattaforma condivisa di diritti e tutele che venga prima delle appartenenze.
Perché possono essere diversi i modelli distributivi, le storie e le sensibilità. Ma quando si parla di autonomia dell’Agente, tutela della clientela, utilizzo dei dati, AI e responsabilità, l’interesse della Categoria dovrebbe riuscire a trovare una voce il più possibile unitaria.
Il fatto che all’interno della stessa grande compagnia emergano sensibilità e strategie differenti dimostra quanto sia urgente aprire una riflessione più ampia, che coinvolga i Gruppi Agenti e tutte le organizzazioni sindacali di Categoria, comprese ANAPA, SNA e UNI Agenti.
Una riflessione nella quale le posizioni possano naturalmente evolvere, ma nella quale i principi debbano essere riconoscibili e coerenti.
Per noi uno di questi principi è chiaro: la risposta alla multicanalità non può essere soltanto più protezione dell’Agente. Deve essere più autonomia dell’Agente.
Autonomia contrattuale.
Autonomia imprenditoriale.
Tutela della relazione con il cliente.
Libertà.
Riconoscimento economico del valore prodotto.
Accesso agli strumenti necessari per competere.
Perché il futuro della professione non si difende soltanto delimitando il territorio degli altri.
Si costruisce aumentando la forza e la libertà dell’Agente nel proprio.
Su questo terreno pensiamo che la Categoria abbia molto da discutere.
Senza contrapposizioni.
Senza personalismi.
Ma anche senza ambiguità.

08/07/2026

Il presidente di UniAgenti: «Per troppo tempo la categoria ha giocato in difesa. È arrivato il momento di tornare a costruire, proporre, crescere e governare il cambiamento, non subirlo»

05/07/2026
03/07/2026

Attenzione: potrebbero esserci dei problemi di visualizzazione che stiamo cercando di risolvere. Il video è comunque accessibile sul nostro canale YouTube a questo link 3 Luglio 2026 – Abbiam…

Indirizzo

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Turin
10121

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