01/09/2026
C'è un palazzo, nel centro storico di Torino, che negli anni è diventato una galleria a cielo aperto. 🎨
Domus Lascaris ospita da tempo un dialogo continuo tra architettura e arte contemporanea. Tra le mostre che si sono succedute nei suoi spazi, "Oxidum" di Roberta Bertazzini ha esplorato la trasformazione della materia attraverso ossidazioni e patine dorate. La stessa artista è tornata poi con "ANITYA", una riflessione sulle geometrie dell'impermanenza e sulla natura effimera di ogni cosa.
Daniela Balbiano ha portato "Oltre le Gabbie: Libertà Immaginata", sei dipinti sospesi tra oppressione e libertà, mentre Aurélien Boussin ha esposto sei sculture in marmo dedicate alla geometria della natura in "Forme Vitali". Matteo Tampone, con "Percorsi Temporali", ha raccontato i processi di ossidazione dei metalli attraverso venti opere. Simone Benedetto, con "Animal Soul", ha indagato la metamorfosi della psicologia umana attraverso sette sculture.
Domus Lascaris ha ospitato anche "Wrapped" di Daniele Accossato, con le sue sculture-container che interrogano il rapporto tra arte e merce, e "HOT Vol. 1", la mostra in cui otto street artist torinesi hanno reinterpretato liberamente l'iconica opera TOH di Nicola Russo, omaggio al toret simbolo di Torino, esposta nella galleria open air del palazzo. E persino un bus sospeso a venti metri d'altezza: "Hang On A Minute Lads..." di Richard Wilson, presentato con Artissima.
Ogni mostra aggiunge un livello alla stessa narrazione: quella di un luogo che vive di architettura, ma respira attraverso l'arte.