26/02/2022
Con questo Post non voglio dare giudizi politici ne opinioni di alcun genere, vorrei solo parlare di quello che mi compete, cercando, per quel che è possibile, di calmierare i sentiment negativi che fisiologicamente in un momento come questo ci pervadono e ci fanno fare sempre scelte sbagliate.
Partendo dalla considerazione che il conflitto russo-ucraino è un evento di natura geopolitica e, come tale, difficile da prevedere, ritengo importante fare qualche riflessione in merito all'andamento dei mercati e delle considerazioni sulla gestione del rischio.
Secondo alcuni analisti, questo evento potrebbe trasformarsi in quello che viene chiamato cigno nero, ossia un evento che difficilmente si realizza, ma se succede ha delle conseguenze rilevanti, come successe nel 2020 per il Covid. Storicamente i conflitti e le guerre non sono mai stati origine di crisi finanziarie, come evidenziato nei grafici allegati e nell’articolo tratto dal Wall Street Italia;
https://www.wallstreetitalia.com/mercati-finanziari-come-hanno-reagito-alle-guerre-e-ai-conflitti-geopolitici/
Per tentare di capire se tale conflitto possa risolversi, occorre chiedersi quale sia l’obiettivo effettivo del presidente Putin con questa mossa di invasione dell’Ucraina. Il motivo principale ,direi, sia ribadire il ruolo della Russia rispetto al dominio di Stati Uniti e Cina.
Altro tema, tema storico, è il presidio della frontiera occidentale e meridionale del confine russo, Putin vorrebbe una frontiera demilitarizzata come era negli accordi dopo la fine della guerra fredda.
Sono giorni in cui le cose cambiano repentinamente, in queste ore abbiamo, prima vissuto un’escalation del conflitto russo-ucraino nella regione del Donbass ed ieri Putin ha lanciato la prima offensiva militare diretta alla “demilitarization” dell’Ucraina.
In questi giorni i mercati potrebbero esprimere due rischi: il primo è quello sistemico associato all’evento bellico, come evidenziano anche i grafici; il secondo è che questa guerra ha per attore principale la Russia, uno dei principali produttori ed esportatori di energia sotto forma di petrolio, gas, alluminio (4.5% della produzione mondiale) e di Nichel (5% della produzione mo