Haras - Financial - Cessione del quinto dello stipendio

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Haras -  Financial - Cessione del quinto dello stipendio Cessione del quinto dello stipendio

02/06/2024

Ștefan Luchian - "Enfant au bain", 1897

08/05/2021
17/04/2021

Perché affidarsi a un consulente creditizio?
Il consulente del credito è un professionista esperto di diversi prodotti creditizi, dai
prestiti personali alle cessioni del quinto, dai mutui ai finanziamenti alle imprese e molto altro
ancora. Il suo obiettivo è di individuare le migliori soluzioni di credito per le famiglie. Svolgere
questo lavoro significa orientare il proprio comportamento non soltanto al proprio personale
tornaconto.
Infatti, il vero compito di un professionista del credito è studiare la reale situazione economico-
finanziaria di famiglie o imprese e offrire un prodotto che sia in linea con le sue reali possibilità.
Del resto, l’etica del consulente del credito gli impone, prima di tutto, di guardare alla sostenibilità
del finanziamento, evitando possibili casi di sovra indebitamento da parte delle famiglie.
Cosa fa il consulente
Il consulente si impegna a fare da tramite tra le banche o le società finanziarie ed il cliente finale.
Egli deve garantire la massima tutela al consumatore ed accertarsi che la banca rispetti le normative
in ambito creditizio e che applichi, all’interno del contratto di finanziamento, le condizioni pattuite
e concordate durante la scelta del prodotto creditizio.
Le competenze del consulente
In genere, un consulente del credito deve possedere conoscenze più o meno approfondite sui
principali prodotti del credito da proporre alla clientela. Esistono consulenti del credito specializzati
verticalmente, ossia in possesso di un know-how focalizzato principalmente su un prodotto (un
mutuo, per esempio) e consulenti con competenze orizzontali, cioè in grado di districarsi con più di
un prodotto del credito.
L'attività di "consulenza" connessa all'attività di mediazione nel credito
•Individuazione e la disamina del fabbisogno finanziario del cliente;
•Traduzione delle sue esigenze finanziarie nella forma di finanziamento più adeguata;
•Descrizione e valutazione delle caratteristiche dei prodotti offerti sul mercato;
•Tutte le altre attività che possano avere quale effetto la messa in contatto dell'utente con
l'intermediario erogante e la successiva conclusione del contratto di finanziamento.
Del resto, bisogna considerare la presenza di alcuni prodotti del credito affini. Ad esempio, la
cessione del quinto può essere definita una sotto categoria della macro categoria prestiti personali.
Quindi, non è da escludere che un consulente possa conoscere bene sia l’uno che l’altro mercato.
Il consulente Prestiti
Il consulente di Prestitiè un professionista che offre consulenza ai clienti per l’accesso ad un
prestito. Ricordiamo che sul mercato del credito esistono diverse tipologie di prestiti: prestito
finalizzato, prestito personale, prestito con cessione del quinto, prestito delega ecc.
Un consulente di prestiti deve, quindi, essere altamente specializzato su questo prodotto del credito,
così da distribuirlo nel migliore dei modi sul mercato.
Il consulente Mutui
Il consulente per i Mutuideve avere competenze ancora più dettagliate in quanto il mutuo è un
prodotto complesso. Oltre alle politiche del credito, Per offrire una buona consulenza sui mutui, il
consulente deve conoscere nel dettaglio aspetti relativi al tasso d’interesse, alla differenza tra le
diverse tipologie di tassi e tra le diverse tipologie di mutui.
Il mercato dei mutui è ricco di prodotti che presentano anche profonde differenze l’un l’altro. Un
mutuo per consolidamento è un prodotto totalmente differente da una surroga del mutuo o una
sostituzione. Stesso discorso vale per i mutui acquisto casa i quali hanno pochi aspetti in comune
con, ad esempio, un mutuo pe r liquidità.​
Il consulente Cessione del Quinto
Scegliere un consulente sulla cessione del quinto significa avvalersi del supporto di una persona che
sa tutto di un prodotto ormai molto in voga in Italia. Non si può svolgere una consulenza sulla
cessione del quinto senza conoscere le differenze tra cessione del quinto dello stipendio e cessione
del quinto della pensione.
Anche la documentazione richiesta ad un cliente per l’accesso al prestito varia a seconda del profilo
del richiedente. Inoltre, lavorare nel mercato della cessione del quinto comporta, spesso, la necessità
di interfacciarsi con enti previdenziali ma anche con enti pubblici e aziende private.
Il ruolo del consulente dopo la crisi economico-finanziaria
In seguito alla crisi economico-finanziaria, il ruolo del consulente creditizio è, in parte, cambiato. In
passato, le politiche di erogazione del credito da parte di banche e società finanziarie erano molto
più flessibili. Oggi, invece, prevale una maggiore rigidità. Di conseguenza, le condizioni richieste
dalle banche ai fini dell’erogazione di un finanziamento sono tante.
Negli ultimi anni, inoltre, è cresciuta enormemente l’attenzione nei confronti del consumatore, visto
come la parte più debole dell’intero processo e quella sulla quale possono ricadere eventuali
conseguenze negative.
Di conseguenza, nella fase della consulenza, l’attenzione del consulente rispetto alle esigenze e alle
possibilità del potenziale cliente deve essere altissima. Oggi più che mai, è importante poter contare
sul supporto di un professionista che abbia competenze non soltanto in materia creditizia ma che sia
dotato di empatia e che abbia a cuore prima di tutto il cliente. Soddisfare il consumatore non sempre
può e deve coincidere con la sottoscrizione di un contratto di finanziamento.
Infatti, un consulente etico e altamente professionale deve saper convincere il cliente anche nel caso
in cui la soluzione migliore sia rinunciare, quantomeno nell’immediato, a portare avanti la pratica di
finanziamento. Ciò soprattutto quando si intravedono possibili conseguenze negative o di sovra
indebitamento derivanti dall’erogazione del credito.
Vantaggi
Affidarsi ad un Mediatore Creditizio piuttosto che recarsi autonomamente in banca ha sicuramente
dei vantaggi:
•Indipendenza : il collaboratore di una Società di Mediazione Creditizia non può intrattenere
rapporti privilegiati con un istituto di credito pertanto la scelta del prodotto avviene esclusivamente
per un discorso di convenienza economica e/o di fattibilità (cosa che non è sempre detta quando ci
si rivolge al dipendente di una banca)
•Risparmio di tempo : il collaboratore di una Società di Mediazione Creditizia è un libero
professionista per cui non presenta rigidi orari di sportello; oltretutto c’è spesso la disponibilità di
fissare gli appuntamenti direttamente presso il domicilio del cliente. Questo vi permetterà di poter
portare avanti la richiesta senza dover richiedere permessi sul lavoro e/o dover cercare qualcuno che
badi ai vostri figli
•Univocità del rapporto : avere a che fare con una sola persona a vostra completa disposizione per
qualsiasi aspetto della richiesta rende il processo molto più fluido e tranquillizzante

12/04/2021

Perchè affidarsi ad un consulente finanziario
La ragione è che molte persone non capiscono cosa faccia un buon Consulente Finanziario. Molte
persone pensano che un Consulente Finanziario sia un selezionatore di titoli o qualcuno che vende
prodotti di investimento senza curarsi se avviene nell’interesse del cliente.I veri Consulenti
Finanziari che superano gli standard fiduciari, mettendo al primo posto gli interessi del cliente,
svolgono un ruolo molto più trasparente, olistico e incentrato sul cliente.
Che cosa fa un vero consulente finanziario
Di seguito ti riporto alcuni esempi di come una buona pianificazione in collaborazione con un
Consulente Finanziario può farti guadagnare più soldi:
Un vero consulente finanziario ti aiuta a :
– Realizzare e monitorare un piano di investimenti per evitare il panico ed evitare di vendere nei
ribassi e acquistare ai massimi del mercato. Sono queste le scelte che incidono sulla tua ricchezza a
lungo termine molto più di quanto possa incidere il costo di un Consulente. Vanguard stima che solo
due o tre decisioni importanti su un rapporto della durata di 30 anni, possano compensare le
commissioni annuali.
– Monitorare i versamenti e i prelievi dai tuoi conti per confrontarli con i tuoi obiettivi,
aiutandoti a raggiungere o superare tali obiettivi.
– Regola la tua strategia di investimento per tener conto dei principali cambiamenti della vita,
come acquistare una casa o iniziare un nuovo lavoro.
– Determina quando e come richiedere i benefici fiscali .
– Determina quante assicurazioni sulla vita dovresti avere .
– Utilizza la pianificazione fiscale per determinare su quali prodotti investire durante gli anni
lavorativi finalizzati alla pensione.
– Assegna risorse su tutti i tuoi conti e riorganizza regolarmente il tuo portafoglio.
– Ti aiuta a mantenere la calma nei momenti turbolenti dei mercati.
– Ti aiuta nell’acquisto di una nuova o seconda casa.
– Riduce al minimo le tasse di successione , prima con una corretta pianificazione del passaggio generazionale poi
assistendo i beneficiari.
– Rivede le dichiarazioni dei redditi per massimizzare i tuoi risparmi attraverso crediti d’imposta e detrazioni.
Uno dei miei detti preferiti è: “Chi più spende, meno spende”. Potrei provare a redigere il mio testamento da solo
o con uno strumento trovato in rete ma vale la pena risparmiare questi soldi rischiando potenziali ripercussioni
sulla mia famiglia del non avere disposto nel giusto modo le mie volontà?
Ognuno di noi paga per l’assicurazione medica o infortuni in caso di emergenza ma molti non considerano l’utilità di pagare una Consulenza Finanziaria, anche se prendere decisioni finanziarie sbagliate può comunque
portare a un’emergenza “finanziaria”.
Se avessi bisogno di un intervento chirurgico importante, ti affideresti al dottore più a buon mercato?
Come trovare qualcuno di cui fidarsi
Mentre esamini la tua situazione finanziaria, chiediti se riusciresti ad affrontare e risolvere gli articoli elencati in
precedenza senza l’aiuto di un professionista di fiducia.​
I consulenti finanziari devono valutare in modo dettagliato la situazione finanziaria personale dei
clienti focalizzando l’attenzione sugli obiettivi d’investimento e il grado di avversione al rischio, in
modo da offrire un prodotto adatto alle loro esigenze. Grazie alla consulenza finanziaria è
possibile avere accesso ad un’ampia scelta di prodotti finanziari, diversamente poco conosciuti tra i
non addetti, che garantiscono maggiore protezione e affidabilità.
Quanto costa affidarsi a un consulente finanziario?
Il mondo della consulenza finanziaria è in continua evoluzione e ora, grazie all’apporto di nuove
realtà come i robo-advisor, espressione di efficienza e precisione tecnologica, i costi del servizio
sono accessibili a chiunque.
Tuttavia, piuttosto che il costo, è importante valutare professionalità ed completezza del servizio,
pertanto occorre:
• capire se si va incontro al giusto grado di assistenza (se il consulente dedicato è facilmente
raggiungibile, via chat, mail, telefono etc)
• richiedere un costante monitoring dello stato dell’investimento e di conseguenza
i ribilanciamenti periodici per allineare l’investimento all’andamento del mercato
• pretendere chiarezza sui costi
Quando è necessario avvalersi della consulenza di esperti?
Dipende in parte dal tipo di prodotto, oltre che da fattori quali le proprie conoscenze in ambito
finanziario e il tempo da dedicare all’investimento. Tuttavia la finanza comportamentale ha
dimostrato quanto sia difficile approcciarsi in maniera del tutto fredda e razionale agli investimenti,
per questo quando si parla di risparmi, è meglio affidarsi a figure esperte, al di fuori da
condizionamenti emotivi che possono condizionare negativamente l’investimento.
Conti deposito:
• sono offerti da diversi istituti
• è possibile scegliere il più adatto tramite una semplice comparazione senza l’aiuto di un
consulente
• bisogna sempre fare attenzione alla situazione della banca
Azioni, obbligazioni, Fondi comuni, ETF:
• se si vuole investire in azioni, obbligazioni, fondi comuni o ETF è preferibile richiedere
la consulenza di un esperto, data la complessità dei mercati finanziari e la difficile
interpretazione del contesto
• si rischia di perdere grosse quantità di denaro, scegliendo dei prodotti non adatti, per questo
un consulente può essere utile a scegliere l’investimento adatto
• è importante valutare il costo delle fee dei consulenti
Assicurazioni o mutui:
• è possibile fare una comparazione dei costi senza l’aiuto di un consulente
• ci si può affidare a broker specializzati che offrono diverse opzioni, a volte con la possibilità
di ottenere accordi migliori e più vantaggiosi
Pensioni:
• è possibile incrementare la pensione usufruendo di diversi prodotti, in questo caso è meglio
avvalersi della consulenza di esperti che aiutano a capire i rischi e a valutare il piano più adatto.

11/04/2021

Mutui e Prestiti: cosa può fare la finanziaria al debitore che non paga una o più rate o è semplicemente
in ritardo nei pagamenti. Dal pignoramento alle soluzioni per il saldo e stralcio.
Sono ancora numerosi gli italiani che spendono più di quanto guadagnano. Che la colpa sia di uno stile di
vita che non sa rinunciare a determinate comodità, o dei prezzi troppo alti rispetto agli stipendi (specie nelle
grandi città), o dell’imposizione fiscale, fatto sta che non tutti riescono ad arrivare a fine mese. Per le spese
di ordinaria amministrazione familiare ci si finanzia ricorrendo agli aiuti dei genitori o ai pochi risparmi
messi da parte. Ma nella straordinaria amministrazione è spesso necessario far ricorso all’anticipo del Tfr
(che tuttavia può essere concesso solo per specifiche esigenze) o al prestito. E siccome le banche hanno
maglie molto strette nella concessione dei mutui, si ricorre spesso alle finanziarie. Queste ultime sono
caratterizzate infatti da istruttorie più veloci e da una maggiore elasticità nel riconoscere piccoli prestiti.
Dall’altro lato sono anche più costose.
Non sono pochi i consumatori che si sono trovati a non poter più pagare. Quali sono le conseguenze? Cosa
succede se non si paga un finanziamento? È quanto scopriremo a breve.
Scopo di questo articolo è spiegarti tutti i rischi a cui va incontro una persona che, dopo aver ottenuto un
prestito, non riesce a stare più dietro alla rata. Ti diremo quali sono i poteri della finanziaria, quali tipi di
azioni giudiziarie può intraprendere, quali rischi ci sono se viene avviato un pignoramento e se è possibile
perdere la prima casa. Le finanziarie che oggi esistono sul mercato e che, comunque, a prescindere dal nome,
hanno gli stessi poteri. Poteri che derivano dalla legge e dal riconoscimento a ogni creditore di aggredire i
beni di chi non paga il debito. In questo caso però ci troviamo dinanzi a un intermediario finanziario il quale,
a tutela del credito, ha anche la possibilità di fare una segnalazione alla Centrale Rischi Interbacaria della
Banca d’Italia. Le conseguenze non sono affatto piacevoli per chi lavora con gli istituti di credito e gli
assegni. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di comprendere cosa succede a chi non paga un
finanziamento .
Segnalazione nelle liste dei cattivi pagatori
Avrai di certo sentito parlare di Crif e di banche dati dei cattivi pagatori. Si tratta di un archivio telematico a
cui hanno accesso solo gli istituti di credito e che è volto a salvaguardare proprio il sistema creditizio contro
le morosità. Ci sono due tipologie di banche dati:
• le Sic, ossia i Sistemi di informazioni creditizie (come Crif, Expedian, ecc.) che rilevano non solo le
morosità ma anche l’esistenza di prestiti in capo a un soggetto, il regolare pagamento delle rate,
l’entità del debito residuo e così via. Dunque le informazioni raccolte sono sia quelle positive al
debitore che quelle negative. Pertanto già nel momento in cui chiedi e ottieni un prestito vieni, solo
per questo, segnalato in Crif e nelle altre Sic;
• la Cai ossia la Centrale Rischi Interbancaria. A differenza delle Sic (che sono gestite da società
private), si tratta di una banca dati pubblica controllata da Banca d’Italia. In questa si viene inseriti
solo se non si paga, previo avviso al debitore e comunque solo per casi di conclamato
inadempimento (è esclusa la segnalazione per lievi ritardi o piccole morosità). La conseguenza è
l’impossibilità di aprire conti correnti e di emettere assegni. Non conseguono però sanzioni.
Detto ciò possiamo dire che, chi non paga un finanziamento viene subito iscritto nelle liste dei cattivi
pagatori , sia quelle della Crif e delle altre Sic, sia quelle della Centrale Rischi Interbancaria (o CAI) gestita
dalla banca d’Italia (in quest’ultimo caso, non se si tratta di una piccola inadempienza). La conseguenza è
che non si può più ottenere finanziamenti, emettere assegni e si perde l’uso della carta di credito.
Per quanto tempo si rimane segnalati nella lista dei cattivi pagatori?
Nell’elenco dei cattivi pagatori non si rimane in eterno: ci sono dei tempi tecnici oltre i quali si viene
cancellati in automatico, senza bisogno di richieste. Non è dall’altro lato possibile chiedere di essere
cancellati prima (per cui occhio a non dare soldi a chi promette cose impossibili). Il tempo in cui si rimane
dentro la blacklist è di:
• 12 mesi per il ritardo di una o due rate
• 24 mesi per il ritardo da tre a più rate, anche se il debito viene poi pagato.
In entrambi i casi il termine decorre dall’avvenuto pagamento o, in caso contrario, dalla scadenza o dallo
scioglimento del contratto (cosiddetta risoluzione) che evidentemente attuerà la finanziaria.​
Pagamento degli interessi di mora
La seconda conseguenza di chi non paga un finanziamento è che, al posto degli interessi “corrispettivi”,
quelli cioè che si pagano su ogni singola rata secondo la percentuale indicata in contratto, scatta l’obbligo di
pagare i più cari interessi moratori : si tratta cioè di una sorta di sanzione per il ritardo. L’entità degli
interessi moratori deve essere indicata per iscritto nel contratto stesso, altrimenti seguirà il saggio legale
fissato annualmente con decreto ministeriale.
Risoluzione del contratto
Il contratto di finanziamento ha un funzionamento a tutti noto: la finanziaria eroga immediatamente una
somma a titolo di prestito prestito; a fronte di ciò il consumatore si impegna a restituirla nell’arco di un
periodo più o meno lungo, con gli interessi concordati e secondo un piano rateale. Ebbene, tutti i contratti
contengono una clausola che dà, all’istituto finanziante, il diritto di sciogliersi dal vincolo ed esigere la
restituzione immediata di tutta la somma – senza quindi aspettare la scadenza delle singole rate – qualora il
cliente dovesse essere inadempiente agli impegni. In buona sostanza, la finanziaria, verificando il mancato
rispetto dei pagamenti, potrà dichiarare unilateralmente cessato l’accordo e pretendere subito il versamento
delle residue mensilità in un’unica volta. Si tratta di una soluzione estrema che viene attuata solo nei casi più
gravi, quando cioè l’inadempienza è conclamata e non sanabile. Quando invece c’è un semplice ritardo o la
morosità interessa solo una o due rate, il creditore preferisce concedere al debitore un margine di tempo
adeguato per rientrare nei pagamenti.
Recupero crediti
La finanziaria che non ha ottenuto il pagamento di una rata avvia le procedure di recupero che di solito,
specie per piccoli importi, si valgono di comunicazioni informali: lettere, telefonate di società esterne di
recupero crediti, email o anche sms. Questa è una fase collaborativa, volta a recuperare “con le buone” il
dovuto. Se l’inadempienza però dovesse protrarsi, prima di procedere al pignoramento la finanziaria dovrà
chiedere un decreto ingiuntivo in tribunale e notificarlo al debitore. Questi avrà 40 giorni di tempo per fare
opposizi

26/03/2021

Dichiarazione di valore

La ”Dichiarazione di Valore” è un documento che attesta il valore di un titolo di studio conseguito in un
sistema di istruzione diverso da quello italiano. E’ redatta in lingua italiana e rilasciata dalle Rappresentanze
Diplomatiche italiane all’estero (Ambasciate/Consolati) ”competenti per zona”, vale a dire le più vicine alla
citta in cui si trova l’istituzione che ha rilasciato il titolo straniero.
Se il Paese in cui è stato rilasciato il titolo ha firmato la Convenzione dell’Aja (5 ottobre 1961), sul titolo
bisognerà apporre la cosiddetta ”Postilla dell’Aja” prima di richiedere la Dichiarazione di Valore. I fini per i
quali puo essere richiesta la Dichiarazione di valore sono i seguenti:
a) proseguimento degli studi scolastici e universitari;
b) iscrizione presso le Università;
c) omologazione di un titolo universitario per il proseguimento degli studi post lauream (master, dottorato,
etc.);
d) equipollenza.
I Titoli di studio o professionali conseguiti all’estero non sono automaticamente riconosciuti in Italia, vale a
dire che non hanno alcun valore legale. Pertanto, la Dichiarazione di Valore ha l’unico scopo di descrivere il
valore acquisito dal Titolo di studio nel Paese di origine e, ai fini del riconoscimento o dell’equipollenza dei
titoli o affinché si intenda spendere i titoli nei rapporti con le pubbliche Amministrazioni o per l’esercizio di
professioni regolamentate, essa deve essere presentata alle competenti Autorità italiane, vale a dire:
-le istituzioni scolastiche (nel caso in cui gli studi scolastici obbligatori debbano essere ancora ultimati);
-gli Ambiti Territoriali (ex Uffici scolastici provinciali) per i diplomi di livello pre-universitario;
-gli Atenei, per ottenere l’equipollenza delle Lauree estere;
-il Ministero dell’istruzione, Università e Ricerca per l’equipollenza accademica dei dottorati (Ph.D.) esteri;
-i vari Ministeri per quanto concerne i riconoscimenti professionali (ai fini dell’esercizio di professioni
regolamentate).
In tal senso si è pronunciato anche il Consiglio di Stato (sentenza n. 4613 del 4/9/07), rilevando come ”[...]
per quel che riguarda i titoli di studio conseguiti nell’ambito dell’U.E., alla Dichiarazione di Valore non puo
essere riconosciuto un ruolo decisivo e discriminante. Infatti, la P.A. ha l’obbligo di motivare le sue decisioni
con riguardo ai contenuti formativi del diploma, non semplicemente in relazione ad aspetti estrinseci rispetto
alle competenze ed alle abilità professionali attestate dal titolo, quale formalmente è la Dichiarazione di
Valore, ma sulla base di una valutazione sostanziale, mediante l’impiego (da valutarsi caso per caso da parte
del responsabile del procedimento) di tutti gli strumenti istruttori normalmente disponibili (inclusa la
corrispondenza diretta e/o diplomatica, considerata tuttavia nel suo aspetto ordinario di fonte di informazioni
non aventi carattere esclusivo o infungibile).
Nella Dichiarazione di Valore sono riportati i dati seguenti:
- cognome, nome, data e luogo di nascita del titolare
-istituzione sotto la cui autorità e stato rilasciato il titolo
-data di rilascio del titolo
-numero di registrazione
-istituto di istruzione presso il quale sono stati ultimati o frequentati i corsi
-campo, specializzazione, indirizzo
-durata del ciclo di studio
-media generale dell’esame finale
-sistema di votazione vigente
-professione abilitante all’esercizio, in seguito al compimento degli studi
-brevi descrizioni dell’ordinamento scolastico nazionale a norma della Legge dell’Insegnamento del 24
luglio 1995 n.84.
Apostille
E’ in vigore tra i Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 e sostituisce, solo tra
essi, la legalizzazione. Ogni Paese aderente indica quali sono le autorità competenti a rilasciare l’Apostille.
La “Apostille” non è necessaria quando il Paese da cui proviene l’atto straniero ha aderito ad una
convenzione internazionale, bi- o pluri-laterale che la esclude.

Come ottenere l’equipollenzaPer ottenere l'equipollenza occorre presentare la domanda compilando l'apposito modello La d...
20/03/2021

Come ottenere l’equipollenza
Per ottenere l'equipollenza occorre presentare la domanda compilando l'apposito modello
La domanda va presentata:
• in carta semplice per i diplomi di scuola primaria (scuole elementari) e secondaria di primo grado (scuole
medie)
• con marca da bollo del valore di € 16,00 per i diplomi di scuola secondaria di secondo grado (scuole
superiori)
• Quali documenti allegare alla domanda
Per il riconoscimento di titoli di studio di scuola secondaria di I grado (scuola media inferiore)
A. titolo di studio in originale o in copia autenticata con traduzione del diploma in lingua italiana certificata
conforme al testo straniero dall'autorità diplomatica o consolare italiana del paese di provenienza o da un traduttore
ufficiale o dalla rappresentanza diplomatica o consolare del paese dove il documento è stato formato, operante in
Italia;
B. legalizzazione della firma del capo d'Istituto che ha rilasciato il titolo di studio (da parte dell'autorità diplomatica
o consolare italiana operante nel paese straniero dove il documento è stato formato);
C. dichiarazione di valore del Consolato italiano dalla quale risulti:
• la posizione giuridica della scuola frequentata all'estero (se statale, legalmente riconosciuta o privata, con
chiara indicazione del gestore della scuola stessa);
• il valore degli studi compiuti all'estero (durata, ordine e grado degli studi ai quali il titolo si riferisce);
• la validità ai fini della prosecuzione degli studi, dell'assunzione a posti di lavoro o di impiego;
• il sistema di valutazione (minima e massima) usato nelle scuole estere dove si sono svolti gli studi superiori
e la votazione media conseguita con il titolo di studio;
D. curriculum degli studi, distinto per anni scolatici, possibilmente con l’indicazione delle materie con la relativa
valutazione ottenuta, per ciascuna delle classi frequentate, tradotte in lingua italiana certificata conforme al punto
a);
E. atti e documenti che dimostrino la conoscenza della lingua Italiana ai fini dell’esenzione della prova integrativa
di lingua Italiana (per es. attestazioni di frequenza a corsi di lingua italiana, attestazione della lingua italiana tra le
materie classificate nel curriculum scolastico, prestazioni lavorative presso Istituzioni o Aziende italiane che
dichiarano l’uso l’espressione della lingua italiana durante il lavoro);
F. documento (carta d’identità, passaporto, altro) dal quale si rilevi di essere:
• cittadino italiano o di Stato membro dell’Unione europea;
• oppure cittadino di Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo;
• oppure cittadino della Confederazione elvetica;
• oppure titolare di status di rifugiato o di protezione sussidiaria.
Va inoltre compilato e consegnato, in duplice copia, un elenco di tutti i documenti allegati alla domanda, come
previsto da specifica nota del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (Nota prot. n. 2787 del 20
aprile 2011 e allegati) .
Per il riconoscimento di titoli di studio di scuola secondaria di II grado (scuola media superiore)
A. titolo di studio in originale o in copia autenticata con traduzione del diploma in lingua italiana certificata
conforme al testo straniero dall'autorità diplomatica o consolare italiana del paese di provenienza o da un traduttore
ufficiale o dalla rappresentanza diplomatica o consolare del paese dove il documento è stato formato, operante in
Italia);
B. legalizzazione della firma del capo d'Istituto che ha rilasciato il titolo di studio (da parte dell'autorità diplomatica
o consolare italiana operante nel paese straniero dove il documento è stato formato);
C. dichiarazione di valore del Consolato italiano dalla quale risulti:
• la posizione giuridica della scuola frequentata all'estero (se statale, legalmente riconosciuta o privata, con
chiara indicazione del gestore della scuola stessa);
• il valoredegli studi compiuti all'estero (durata, ordine e grado degli studi ai quali il titolo si riferisce);
• la validità ai fini della prosecuzione degli studi, dell'assunzione a posti di lavoro o di impiego; ​
• il sistema di valutazione (minima e massima) usato nelle scuole estere dove si sono svolti gli studi superiori
e la votazione media conseguita con il titolo di studio;
D. curriculum degli studi,distinto per anni scolatici, possibilmente con l’indicazione delle materie con la relativa
valutazione ottenuta, per ciascuna delle classi frequentate, tradotte in lingua italiana certificata conforme al punto
a);
E. programma delle materie oggetto del corso stesso, rilasciato dalla scuola di provenienza all’estero, accompagnato
dalla relativa traduzione ufficiale in lingua italiana. Qualora le autorità scolastiche non dovessero rilasciare un tale
attestato, la Rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente potrà desumere il programma in questione
dalle pubblicazioni locali;
F. ogni altro titolo o documento (anche in fotocopia) che l’interessato ritiene utile a provare i dati portati nel
curriculum, deve essere corredato da relativa traduzione ufficiale in lingua italiana;
G. eventuali atti (anche in fotocopia) ritenuti idonei a provare la conoscenza della lingua italiana (per es.
attestazioni di frequenza a corsi di lingua italiana, attestazione della lingua italiana tra le materie classificate nel
curriculum scolastico, prestazioni lavorative presso Istituzioni o Aziende italiane che dichiarano l’uso l’espressione
della lingua italiana durante il lavoro);
H. documento (carta d’identità, passaporto, altro) dal quale si rilevi di essere:
• cittadino italiano o di Stato membro dell’Unione europea;
• oppure cittadino di Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo;
• oppure cittadino della Confederazione elvetica;
• oppure titolare di status di rifugiato o di protezione sussidiaria.
Va inoltre compilato e consegnato, in duplice copia, un elenco di tutti i documenti allegati alla domanda, come
previsto da specifica nota del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca

Cessione del quinto dello stipendio

Indirizzo

Via Principe Tommaso 52/c
Turin
10125

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