20/11/2025
E' uscito il mio secondo libro, dopo tre anni ho trovato nuove fonti di ispirazione.
Ho affidato la prefazione al Prof. Roberto Grattacaso, presidente della Federazione Italiana Risk Manager Aziendali, di cui mi onoro di far parte e dove sto seguendo un percorso professionale per acquisire la qualifica di Risk Manager.
Il libro nasce per dare una risposta in chiave interpretativa ai principi normativi della legge Gelli e relativi regolamenti attuativi che hanno segnato una svolta nel settore sanitario e che lasciano ampi margini di manovra ai Risk Manager che vogliano interpretare in chiave lavorativa queste innovazioni.
Vado particolarmente orgoglioso dell'introduzione del libro che rende giustizia ai sentimenti con cui in questi anni della mia vita professionale ho trovato fonte di ispirazione e inteso dare un senso a questo lavoro che dà tante soddisfazioni, ma che al tempo stesso richiede grande impegno e fatica.
Trovate anche una breve presentazione ed un link per chi volesse acquistarlo:
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Introduzione
C’è un’immagine che mi accompagna da tempo. Racconta di un bambino sulla spiaggia, dopo una tempesta. Migliaia di stelle marine giacciono sul bagnasciuga, destinate a morire sotto il sole. Una dopo l’altra, il bambino le raccoglie e le ributta in mare. Un uomo lo osserva e gli dice che è inutile: ce ne sono troppe, non può fare la differenza. Il bambino si china, ne afferra un’altra, la lancia tra le onde e risponde:
“Per questa, sì.”
Questa storia, narrata da Loren Eiseley nel racconto The Star Thrower, è rimasta con me.
Per molto tempo ho vissuto il mio lavoro proprio così. Un caso alla volta, un rischio alla volta, una soluzione alla volta. Senza illusioni di onnipotenza, ma con la convinzione che ogni gesto tecnico potesse contenere una responsabilità etica. In ogni consulenza, in ogni polizza strutturata bene, in ogni sinistro gestito con attenzione, vedevo la possibilità di evitare un danno, di proteggere una persona, di sostenere una struttura. E questo mi bastava. Mi dava senso. Mi dava forza.
Poi, col tempo, qualcosa è cambiato. Come spesso accade, non c’è stato un momento solo, ma una serie di eventi, incontri, fatiche e rivelazioni che hanno aperto uno sguardo nuovo.
Ho capito che c’è una montagna più alta da scalare, come racconta David Brooks: la seconda montagna, quella che non ha a che fare con l’affermazione di sé, ma con il superamento dell’io.
È la montagna del servizio. Del mettere le proprie competenze a disposizione degli altri. Di lavorare non per accumulare, ma per restituire.
In cima a questa montagna non ci sono applausi né medaglie, ma qualcosa di più grande e silenzioso: la consapevolezza di essere parte di un disegno che ha senso solo nella misura in cui si condivide.
Scrivere questo libro è stato parte di questo cammino. Non nasce dalla presunzione di avere tutte le risposte, ma dal desiderio di offrire una visione, un metodo, un contributo.
Il sole del futuro è un richiamo a ciò che possiamo costruire insieme: un sistema sanitario più sicuro, più umano, più giusto. Un orizzonte possibile se impariamo a vedere ogni rischio non solo come una minaccia, ma come un’occasione di cura, di prevenzione, di responsabilità.
Ogni volta che evitiamo un evento avverso, che costruiamo un sistema di protezione efficace, che aiutiamo una struttura a lavorare meglio, quella stella marina torna in mare. E ogni volta che lo facciamo non per dovere, ma per vocazione, scaliamo la nostra seconda montagna.
Questo è, oggi, il senso del mio lavoro. E il motivo per cui questo libro esiste.
Piero Stancampiano
“Il sole del futuro” propone una visione innovativa della gestione del rischio in sanità, fondata su tre pilastri complementari: risk management, risk financing e Legge Gelli-Bianco. L’opera accompagna il lettore in un percorso strutturato, che unisce teoria, norma e pratica operativa, con l....