25/09/2026
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Competenza, potere e visione: il manifesto della Scuola Sindacale Quadri Nazionale Sna
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MILANO - Si è chiusa con l’intervento di Claudio Demozzi la giornata inaugurale della Scuola Sindacale Quadri Nazionale Sna, ospitata il 16 settembre nell’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano. Un intervento che ha ripercorso alcuni dei temi affrontati durante la giornata ma soprattutto ha posto l’accento sul significato della formazione sindacale e sulla responsabilità di chi assume un ruolo di rappresentanza.
Partendo dal tema delle relazioni industriali, Demozzi ha sottolineato come il conflitto tra le parti non debba essere negato, deve essere piuttosto gestito attraverso regole e confronto democratico. "La relazione industriale non è lo scontro sotto il tappeto", ha osservato, evidenziando come il confronto tra rappresentanza degli agenti e compagnie debba essere interpretato come una negoziazione tra soggetti caratterizzati da un evidente squilibrio di forza contrattuale. Da qui anche la riflessione sull'identità sindacale dello Sna.
Demozzi ha ribadito l'importanza di continuare a utilizzare il termine “sindacato”, ricordando che esso identifica una funzione di tutela nei confronti di soggetti che, pur essendo imprenditori e lavoratori autonomi, possano trovarsi in una condizione di forte dipendenza economica dalla propria mandante. "Non ci racconteremo mica che il confronto tra una nostra rappresentanza aziendale e la mandante è un confronto tra imprenditori liberi", ha affermato, richiamando la realtà di agenzie nelle quali la maggior parte dei ricavi dipende da un unico committente. In questo contesto, la rappresentanza collettiva assume un ruolo essenziale nel riequilibrare il rapporto negoziale. Ampio spazio è stato dedicato anche alla contrattazione collettiva e all'importanza dell'Accordo Nazionale Agenti 2003. Il Presidente nazionale Sna ha insistito sulla necessità di mantenerne vivo il richiamo negli accordi integrativi, nelle appendici di mandato e nelle diverse forme di contrattazione aziendale. "Non è uno sfizio, non è estetica, è sostanza", ha sottolineato, spiegando che l'ultrattività di un accordo deve essere concretamente tutelata e “coltivata” attraverso il suo costante richiamo.
Altro punto centrale è stato il rapporto tra contrattazione nazionale e secondo livello. Ha messo in guardia dal rischio che la contrattazione aziendale possa trasformarsi in uno strumento di peggioramento delle condizioni definite a livello nazionale, ribadendo che il secondo livello dovrebbe avere una funzione realmente integrativa e migliorativa. La parte conclusiva dell'intervento ha assunto un carattere più identitario e prospettico. La Scuola, non nasce semplicemente per trasferire conoscenze, ha il fine di "costruire una cultura comune della rappresentanza".
Chi assume una responsabilità sindacale deve essere preparato: "Non basta più la passione personale. Non basta conoscere bene i problemi della propria agenzia, della propria compagnia o del proprio territorio". Rappresentare significa conoscere il mercato, le dinamiche della categoria, le istituzioni e le regole dei diversi tavoli di confronto, senza dimenticare di comprendere le conseguenze economiche, giuridiche, sociali e umane delle decisioni. "La formazione non deve creare dirigenti più forti, singolarmente. Ha il compito di contribuire a creare una struttura di rappresentanza più forte, collettivamente nel suo insieme". È questo il senso più profondo della Scuola Sindacale Quadri Nazionale: trasformare la competenza individuale in patrimonio comune e costruire una classe dirigente Sna sempre più consapevole, preparata e capace di affrontare il cambiamento, anticiparlo e, quando possibile, determinarlo.
Tiziano Salerno