Finanza a vela dritta

Finanza a vela dritta Cos'è finanza a vela dritta? Una realtà di educazione finanziaria, un progetto nato per passione e che ora coinvolge anche le scuole della città!

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05/04/2022

I primi 3 mesi: dove guardiamo?⛵⛵⛵⛵

Sono passati i primi 3 mesi dell’anno: è tempo di guardarci attorno. L’anno è iniziato come previsto: rialzo dei tassi in arrivo(poi confermato a febbraio dalla fed), un’inflazione in aumento e bilanci aziendali sani ma “sporcati” dall’aumento dei costi e delle materie prime.

Oggi però vogliamo porre l’attenzione all’orizzonte e alla meta, che ci siamo prefissati e alla grande differenza che abbiamo notato con il mondo bancario e della “promozione finanziaria”. I piu’, e questo denota scarsa educazione finanziaria anche tra gli addetti ai lavori, si sono focalizzati ai prossimi mesi, alle conseguenze di breve, addirittura abbiamo attuato consulenze su portafogli che venivano stravolti a causa della guerra in atto. Ma è questo l’obiettivo? Da parte nostra l’atteggiamento è stato totalmente diverso: preso atto di ciò che sta accadendo, la domanda posta non è stata: dove saremo tra 3-6 mesi, o 1 anno, ma viceversa “questa guerra come influirà sul mondo dei prossimi 5-10 anni?” Ecco che, cambiando la meta, cambiando l’orizzonte, abbiamo trovato 3 punti di cui sicuramente influiranno sui prossimi 5-10 anni del mondo

𝟭.𝗗𝗲𝗴𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: Già con l’avvento del covid le aziende US e UE avevano attuato il “trasloco” della produzione dai paesi asiatici all’Occidente. Questo per le difficoltà politiche e legislative in atto dal governo cinese. Oggi, col mondo spaccato tra Occidente-Oriente, il processo è stato accelerato, portando una grande e importante conseguenza: l’aumento dei costi.

𝟮.𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶: I costi di produzione, causati dalla deglobalizzazione, dai colli a bottiglia produttivi(soprattutto legati al mondo dei semiconduttori), e ora alla guerra Ucraina-Russia, sono lievitati. Cosa possiamo però, in maniera lucida, concludere: il processo di aumento costi rimarrà, anche se attualmente viviamo sul picco causato dalla guerra, e quindi ci possiamo aspettare un calo nel medio termine. Un altro tema, che molti si dimenticano, porterà invece al lievitare dei costi: la rivoluzione GREEN.

𝟯.𝗚𝗿𝗲𝗲𝗻 𝗗𝗲𝗮𝗹: La rivoluzione Green, già fondamentale prima della guerra, ora sarà ancora piu’ centrale nei programmi politici e aziendali: nel breve porterà a un aumento dei costi di produzione, per arrivare all’autonomia energetica tanto ricercata da US e UE.

Questi 3 punti ci portano a una finale conclusione: l’inflazione sarà strutturale.
Certamente i livelli attuali, causati come già detto anche da fattori esogeni, sono gonfiati, ma non sono destinati a tornare ai livelli pre-covid.
Attenzione però, ci dimentichiamo che negli ultimi anni l’inflazione era ricercata dalle banche centrali, perché sana. Ora viene vista come il maggiore dei mali: se l’inflazione tornerà a essere sotto controllo, cioè tra il 2,5-3% nel medio termine, non ci sarà da preoccuparsi, se non per i risparmi sui cc correnti.

Ricapitolando: nel breve non possiamo sapere dove andremo, ma certamente i punti sopra elencati saranno strutturali, e con essi un inflazione a livelli ben superiori all’ultimo decennio. Questo porterà a un ulteriore rialzo dei tassi( da quanto ne parliamo…) e a un calo degli investimenti obbligazionari degli italiani.

Un mondo sempre più complesso, dove non solo dobbiamo sforzarci di cambiare sguardo, ma come sempre concludere che “Non possiamo dirigere il vento, ma dobbiamo orientare al meglio la vela”⛵⛵⛵⛵

21/12/2021

𝙋𝙖𝙨𝙨𝙖𝙩𝙤, 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙛𝙪𝙩𝙪𝙧𝙤: 𝙞𝙡 𝙨𝙚𝙘𝙤𝙣𝙙𝙤 𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙙𝙞 𝙫𝙞𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤⛵⛵⛵

Finanza a vela dritta chiude con questo ultimo articolo il 2021. Proviamo a ti**re la cosiddetta “riga” di quello che è stato per noi, come realtà educativa, e per i mercati.

I mercati hanno vissuto un 2021 “anomalo” per i più, ma non possiamo che dirci soddisfatti di quanto seminato.
Definiamo anomalo il 2021 per un semplice motivo: per la prima volta dal 1977 i mercati azionari hanno visto performance positive, mentre la componente obbligazionaria performance negative.
Se analizziamo però quanto ci eravamo prefissati a gennaio, definendo la componente obbligazionaria “il più grande rischio per i risparmiatori”, possiamo confermare la nostra soddisfazione per aver controllato questo rischio con alcuni strumenti, anche questi più volte citati durante l’anno, come TIPS, convertibili, sustainable e rebimbi bond. Non per ultimo, avere mantenuto le proprie idee per quanto riguarda la copertura(e quindi il costo) del rischio dollaro, ha ripagato.

Per quanto riguarda la componente azionaria invece, la rotazione settoriale più volte citata ha portato settori dimenticati come REIT, finanziari e petroliferi al centro dell’attenzione, anche se, come ribadito tra aprile e maggio, mantenere tech e trend di cambiamento del mondo, ha comunque permesso di ottenere performance positive. La nota dolente, per quanto riguarda il mondo equity, quest’anno è stata stranamente la Cina: per motivi politici infatti legati alla normativa, ai policy maker e al mondo immobiliare, quest’anno la Cina risulta essere l’ultima ruota del carro, con performance negative anche a doppia cifra.

Se guardiamo al 2022, ribadiamo il rischio del mondo bond dei risparmiatori. Oggi questo tema è fondamentale da ribadire per noi in ogni sede e possibilità: l’obbligazionario è un rischio incredibile.
La sfida che ci si pone davanti infatti per i prossimi 12-18 mesi rimane la medesima degli ultimi 12 passati: riuscire a orientare al meglio la vela in un mondo di tassi al rialzo, senza però scordarci la cosa più importante e che guida sempre la nostra nave: la volatilità. Per questo sempre più siamo arrivati a dire che la componente obbligazionaria è il “costo” da pagare per poter abbassare la volatilità di portafoglio.

Questo, come molti altri aspetti come l’equity emergente, il tema di capitalizzazione azionaria degli indici, e alcuni più specifici rischi come duration, hedge di portafoglio e private equity, ci accompagneranno nel corso del 2022.

Certamente, i mercati finanziari e il mondo del risparmio hanno dimostrato anche quest’anno un trend che il prossimo anno sarà centrale: 𝙘𝙤𝙢𝙥𝙡𝙚𝙨𝙨𝙞𝙩𝙖̀.
Per questo: “non possiamo dirigere il vento, ma dobbiamo orientare al meglio la vela”, e per questo è ancora piu' urgente portare cultura finanziaria.

A presto

22/11/2021

L’educazione finanziaria e il ruolo del consulente: a cosa serve un consulente?👩‍🏫👩‍🏫👨‍💼👨‍💼

Negli ultimi due mesi abbiamo portato avanti negli istituti scolastici del territorio il nostro progetto di “Finanza a vela dritta per le scuole”, un incontro su due tappe che ha portato alla luce la poca chiarezza che “l’uomo della strada” ha della finanza e degli investimenti.

La scorsa settimana, tra l’altro, una riflessione di un primario quotidiano italiano, metteva in luce un grosso problema: gli istituti bancari vogliono fare educazione finanziaria?
Seguendo i vari progetti in atto da parte delle banche italiane, è risultato come dietro alla scusa di entrare nelle scuole e nelle università a parlare di educazione finanziaria, si cercasse in realtà di fare ben altro, cioè sollecitazione all’investimento.

Dal nostro canto, banale sarebbe semplicemente condannare certi atteggiamenti, ma riprendendo la riflessione principe del nostro progetto, poniamo la medesima domanda che abbiamo posto ai ragazzi: 𝙖 𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙨𝙚𝙧𝙫𝙚 𝙪𝙣 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙪𝙡𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙛𝙞𝙣𝙖𝙣𝙯𝙞𝙖𝙧𝙞𝙤/ 𝙪𝙣 𝙧𝙚𝙨𝙥𝙤𝙣𝙨𝙖𝙗𝙞𝙡𝙚 𝙩𝙞𝙩𝙤𝙡𝙞?

Nella mente, il responsabile titoli o il consulente finanziario, che esso sia a p.iva o dipendente, è quella persona che conosce dove mettere i tuoi soldi per farti guadagnare. Gli stessi ragazzi delle scuole, pensavano banalmente che il lavoro del consulente fosse questo. Ma siamo sicuri sia così?

In nostro avviso, e più volte l’abbiamo ribadito, sarebbe importante iniziarsi ad allontanarsi da questo concetto: nel momento in cui uno capisce che i risultati finanziari non provengono da una scelta del consulente, ma bensì dalla propria vita personale (che è l’elemento principe che definisce il rischio), si capisce che il consulente diventa “la persona che sa farmi avere il rischio che posso/devo avere al meglio, e gestisce al meglio il rischio per me”.
Rimane il concetto che è lavorando su 𝙧𝙞𝙨𝙘𝙝𝙞-𝙘𝙤𝙨𝙩𝙞-𝙘𝙤𝙢𝙥𝙤𝙧𝙩𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙞,si possono ottenere guadagni, e non viceversa. Un esempio pratico degli ultimi mesi: il rischio dollaro.

Da inizio anno il dollaro ha avuto un rafforzamento del 5%, ma di contro, la maggior parte dei clienti che vediamo presso terzi, presenta posizioni dove si paga un 1% di copertura, e che quindi è costata, solamente per quest’anno, il 6% al cliente di rendimento.
Ciò significa che aver parlato da ottobre novembre di dollaro( vedi podcast e articoli di quei mesi), dimostra che finanza a vela dritta “fa guadagnare”?.
La riflessione era e rimane tutt’ora che pagare l’1% (costo), per togliere il dollaro, che statisticamente risulta un bene rifugio in fase d’incertezza non aveva senso, soprattutto sul 100% del portafoglio. Quindi abbiamo comprato solo dollaro a tutti i clienti? No. Essendo migliaia le variabili, nell’interrogare le persone con relative posizioni, è stato valutato di togliersi un costo certo, per un guadagno incerto, in percentuale diverse in base al rischio. Oggi questo servizio, e questa “interrogazione” vale il 6% di rendimento su asset obbligazionari che viceversa vedrebbero performance negative.

La domanda da porsi rimane una quindi: a cosa mi serve un consulente, e ancora di piu’, che consulente voglio? 10 anni fa, ma spesso capita anche nel quotidiano, il termine più utilizzato era “promotore finanziario”, in quanto promuoveva. Oggi, in un mondo complesso, la ricerca che gli studenti ci hanno espresso, è di avere consulenza e aiuto, non promozione.
A questo concetto si sposa perfettamente il nostro:”𝙉𝙤𝙣 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙙𝙞𝙧𝙞𝙜𝙚𝙧𝙚 𝙞𝙡 𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤, 𝙢𝙖 𝙙𝙤𝙗𝙗𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙤𝙧𝙞𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙖𝙡 𝙢𝙚𝙜𝙡𝙞𝙤 𝙡𝙖 𝙫𝙚𝙡𝙖”⛵⛵⛵⛵

04/11/2021

𝙑𝙚𝙡𝙖 𝙙𝙧𝙞𝙩𝙩𝙖 𝙖 𝙨𝙘𝙪𝙤𝙡𝙖: 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙣𝙚𝙡 𝙢𝙚𝙨𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙚𝙙𝙪𝙘𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙛𝙞𝙣𝙖𝙣𝙯𝙞𝙖𝙧𝙞𝙖.⛵⛵⛵⛵⛵

Ottobre è stato il mese dell’educazione finanziaria, e noi, portando avanti le promesse fatte, siamo tornati nelle scuole per portare i temi finanziari ai ragazzi dei licei del territorio.

La grande soddisfazione è stata e continua a essere la grande gratitudine che i ragazzi, con le istituzioni, ci trasmettono nel portare avanti questo percorso, unico nel suo genere per la laicità e la libertà. Con questa libertà, complice anche il nostro continuo studio e percorso di crescita professionale, abbiamo aggiunto al percorso strutturato lo scorso anno, una nuova slide che vogliamo condividere con tutti, per riportare all’attenzione i bias comportamentali di ciascuno.

Siamo partiti da una chiara domanda: Su cosa ti concentri per i tuoi investimenti? La risposta, all’unisono, è stata una sola:𝙞𝙡 𝙜𝙪𝙖𝙙𝙖𝙜𝙣𝙤.

Come negarlo, ognuno di noi come investitore, e molto spesso anche come consulente, si concentra sul risultato quando, purtroppo o per fortuna, è l’unica componente negli investimenti che NON possiamo controllare. Su cosa invece, in maniera noiosa, ripetiamo di concentrarci: 𝙍𝙞𝙨𝙘𝙝𝙞, 𝙘𝙤𝙨𝙩𝙞, 𝙘𝙤𝙢𝙥𝙤𝙧𝙩𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙞.

Perché? Già solamente perché al contrario dei guadagni, le altre tre componenti le possiamo controllare, gestire, perché dipendono da noi. In più, perché studiando, e non “prevedendo”, si scopre che queste tre componenti sono quelle su cui dipendono la cosa su cui ci focalizziamo tutti.

E’ il motivo per cui, da più di un mese, ci siamo permessi di lanciare un servizio di “verifica”: ognuno di noi cerca il miglior risultato possibile, ma non ha la competenza di capire Rischi-Costi-Comportamenti, ed è lì che andiamo ad interve**re.

Dando qualche numero: nell’80% delle verifiche che abbiamo fatto i clienti NON conoscono quanto pagano, piu’ del 95% non conosce i “bias comportamentali” e il 70% ( più di due su tre), non hanno chiaro quali rischi hanno in portafoglio.
Ecco che queste 3 componenti impattano sulle cose piu’ importanti che abbiamo: lo stile di vita, i possibili hobby, una pensione adeguata, un percorso di studio ai figli.
I guadagni, il vento, non deve interessarci, viceversa, preoccupiamoci di costi, rischi e comportamenti, la nostra vela. Ed ecco che, in maniera meno laica, torna ancora una volta la nostra soluzione: “𝙉𝙤𝙣 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙙𝙞𝙧𝙞𝙜𝙚𝙧𝙚 𝙞𝙡 𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤, 𝙢𝙖 𝙙𝙤𝙗𝙗𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙤𝙧𝙞𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙖𝙡 𝙢𝙚𝙜𝙡𝙞𝙤 𝙡𝙖 𝙫𝙚𝙡𝙖”. ⛵⛵⛵⛵⛵

13/10/2021

𝙐𝙣 𝙘𝙞𝙘𝙡𝙤 𝙙𝙞𝙛𝙛𝙞𝙘𝙞𝙡𝙚 𝙚 𝙘𝙤𝙢𝙥𝙡𝙚𝙨𝙨𝙤: 𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙪𝙣𝙩𝙤 𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤?

Nelle ultime settimane siamo tornati a interrogarci sui dati macro economici e su quello che ciò potesse comportare per l’economia mondiale.

Partiamo da una semplice ma non scontata affermazione: “L’economia mondiale è sana e procede bene”. Certo, se guardiamo all’ultimo trimestre, possiamo utilizzare banalmente un confronto tra il “very well”, e il “good”. I problemi di approvvigionamento legati al mondo delle materie prime sono ancora attuali e resteranno in essere almeno fino al primo trimestre del 2022, auspicando di un aiuto da parte dei governi nel sopperire questo aumento dei costi.

Allo stesso modo, l’inflazione che attualmente corre, non risulta essere strutturale in quanto manca il cardine principale che possa far preoccupare l’economia: l’aumento dei salari. Su questo tema però, possiamo certamente affermare che questo avverrà, con tempi e modi diversi rispetto alle varie aree geografiche.

Con questi 2 temi strutturali, inflazione, materie prime, a cui aggiungiamo il fortissimo tema del debito governativo e della svolta green, non possiamo che affermare che i vela dritta di gennaio erano corretti: di questo parlavamo e su questo abbiamo concentrato le nostre attenzioni.

Oggi, dopo oltre 6 mesi, l’affermazione che ci sentiamo di dire è ancora una volta semplice, ma lapidaria: “adesso diventa dura”.

Diventa dura perché e soprattutto per chi? Diventa dura perché negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a un ribasso dei tassi vertiginoso, che ha favorito tutte le asset class senza alcun tipo di selezione, e perché anche il mondo bond ha visto rendimenti positivi, a volte addirittura in doppia cifra.
Oggi la situazione si è capovolta, e diventa dura per chi, oggi, ma già da 1 anno a questa parte, non ha una strategia e un allocazione di portafoglio sensata, consapevole, e attenta. Diventa dura perché da inizio anno, chi ha comprato bond perde oltre il 2% se non ha fatto valutazioni di valute, hedge, costi e duration. Stiamo andando incontro a una fase in cui pesantemente troveremo vinti e vincitori: temi come il capital key, come i rendimenti reali, torneranno sul tavolo delle banche centrali, soprattutto quella europea, e, perdonatemi il termine, per chi non pianifica saranno dolori e legnate.

Stancante, a volte fin troppo ripetitivo, ma ancora una volta assolutamente necessario se non vogliamo perdere soldi, risulterà pianificare, o come ripetiamo sempre “Orientare la vela”.

05/10/2021

𝘼𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙪𝙣 𝙤𝙧𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙤 𝙧𝙤𝙩𝙩𝙤 𝙨𝙚𝙜𝙣𝙖 𝙡’𝙤𝙧𝙖 𝙘𝙤𝙧𝙧𝙚𝙩𝙩𝙖: 𝟮 𝙫𝙤𝙡𝙩𝙚 𝙖𝙡 𝙜𝙞𝙤𝙧𝙣𝙤⛵

Il mese di settembre si è concluso per la prima volta con una performance negativa per la maggior parte degli indici azionari mondiali, con conseguenti paure, timori e analisi da parte sia di gestori istituzionali che di collegi consulenti.

In queste ultime due settimane, nel leggere le più svariate previsioni e nel prendere atto dei fattori macro economici che sono stati rilasciati, la frase che piu’ ci è rimasta in mente, ripresa da un articolo di un analista è: “Anche un orologio rotto segna l’ora corretta: 2 volte al giorno”

Cosa significa per noi questa frase? Partiamo da un dato, che molti sottovalutano ma che è 𝙁𝙊𝙉𝘿𝘼𝙈𝙀𝙉𝙏𝘼𝙇𝙀: l’80-85% di una performance finanziaria è data dall’asset allocation, solo il restante 15-20% dal market timing.
Quanti di noi nell’ultimo mese sono stati scaraventati invece in quel 20%? Siamo passati dallo story-telling del “vendiamo perché si guadagna troppo” all’attuale “compriamo perché è scesa troppo”.

Ecco allora l’orologio rotto che segna per 2 volte al giorno l’ora corretta: parlare di market timing, sfruttare i bias comportamentali di ognuno di noi piuttosto che controllare i comportamenti. Segna l’orario corretto, ma rimane un orologio rotto, vecchio, obsoleto.

Cosa possiamo imparare dal fatto che gli ultimi Nobel per l’economia sono stati vinti da due psicologi? L’orologio rotto è l’atteggiamento, tutto fuorché consulenziale, di vivere e puntare tutto su bias e market timing. I dati ce lo dimostrano: il 90% dei clienti al dettaglio non è consapevole dell’asset allocation che ha costruito e ancora di più non ha chiaro che cosa implica questo per lui, per la sua famiglia e per il suo tenore di vita. Eppure da quello dipende oltre l’80% della performance annua.

Come comportarsi allora? I mercati, in quanto tali, si muovono, e come stiamo ribadendo anche negli istituti scolastici dove partecipiamo: ci preoccuperemmo se fossero fermi. Che atteggiamento favorire allora all’orologio rotto: con l’aumentare della volatilità, aumenta la necessità di ri-bilanciare il portafoglio, e soprattutto si rende necessario un ulteriore analisi dei bisogni e dell’asset allocation.
Ogni ribasso, grande o piccolo che sia, porta a vinti e vincitori nel successivo anno e nel riprendersi dei listini: se durante il covid l’economia era malata e i mercati hanno corso, oggi i mercati si stanno riassestando con un economia forte e rampante. L’unico vero e reale rischio oggi è di non aver scelto, ma ancora di più chiaro, l’asset allocation e ciò che ho costruito con il mio consulente. Molto meno tecnico ma più comprensibile: 𝙡’𝙪𝙣𝙞𝙘𝙤 𝙫𝙚𝙧𝙤 𝙧𝙞𝙨𝙘𝙝𝙞𝙤 𝙚̀ 𝙖𝙫𝙚𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙨𝙪𝙥𝙚𝙧𝙗𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙘𝙚𝙧𝙘𝙖𝙧𝙚 𝙙𝙞 𝙙𝙞𝙧𝙞𝙜𝙚𝙧𝙚 𝙞𝙡 𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤, 𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙘𝙤𝙣𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙧𝙘𝙞 𝙨𝙪𝙡𝙡’𝙤𝙧𝙞𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙫𝙚𝙡𝙖.

21/09/2021

𝙀𝙫𝙚𝙧𝙜𝙧𝙖𝙣𝙙𝙚 𝙚 𝙘𝙞𝙣𝙖: “𝙐𝙘𝙘𝙞𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙪𝙣 𝙥𝙤𝙡𝙡𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙨𝙥𝙖𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙚 𝙨𝙘𝙞𝙢𝙢𝙞𝙚”

Nelle ultime due settimane i giornali e i media sia nazionali che internazionali hanno dato grande attenzione al fenomeno “Evergrande” e alle ripercussioni macro economiche che questo tema può avere sui mercati finanziari, proviamo così a fare chiarezza.

Evergrande è tra i 3 maggiori player cinesi sul mercato immobiliare e, in data 28 settembre, dovrebbe rimborsare parte del proprio debito agli investitori che l’hanno sottoscritto. I rumors degli ultimi mesi, hanno mostrato una debolezza nel proprio business model causato principalmente da un forte effetto leva, e il mercato sta “prezzando” mancato rimborso agli investitori.

Quali sono i settori maggiormente esposti a un possibile default di Evergrande è abbastanza noto: il credito bancario e il settore assicurativo. Se andiamo ad analizzare però il peso specifico che ha il settore immobiliare sugli indici cinesi, vediamo che rappresenta solamente il 4% dell’indice e, tra i principali analisti internazionali, il consenso è che, anche in caso di possibile default dell’emittente, il famoso “effetto domino” non dovrebbe verificarsi.

L’economia cinese rimane certamente solida, e soprattutto è da notare come lo stesso governo sia pienamente consapevole di dover regolamentare sempre più il mercato per favorire una crescita sostenibile, sia in termini ambientali, che di debito, che di suddivisione pro capite della ricchezza.

La volatilità vista nella scorsa giornata proviene anche da motivi tecnici: i mercati cinese vivranno da qui alla seconda settimana di ottobre giornate di chiusura a causa delle festività autunnali, e quindi gli investitori preferiscono limitare e liquidare il piu’ possibile i rischi specifici come un possibile default.

E’ da notare come sia fondamentale, in mercati complessi e ancora di più su mercati asiatici e quindi spesso meno liquidi( ad esempio l’A Share China), prendere posizioni attraverso gestori consapevoli e con track record di lungo periodo. Dal caso Evergrande, comunque esso possa finire, la lezione da portarsi a casa è che Xi Jinping non ha alcuna intenzione di terminare il proprio percorso di “crescita sana” anche accettando volatilità nel breve periodo. Mai più azzeccato può essere il famoso detto cinese: “Uccidere un pollo per spaventare le scimmie”: colpire Evergrande per frenare l’effetto leva intrinseco del mercato e aumentare ancora di piu’ la velocità e il raggiungimento della crescita sostenibile e pro-capite tanto ricercata dal governo cinese.

Allontanando ancora una volta l’atteggiamento del “prevedere”, ribadiamo nuovamente il nostro: 𝓝𝓸𝓷 𝓹𝓸𝓼𝓼𝓲𝓪𝓶𝓸 𝓭𝓲𝓻𝓲𝓰𝓮𝓻𝓮 𝓲𝓵 𝓿𝓮𝓷𝓽𝓸, 𝓶𝓪 𝓭𝓸𝓫𝓫𝓲𝓪𝓶𝓸 𝓸𝓻𝓲𝓮𝓷𝓽𝓪𝓻𝓮 𝓵𝓪 𝓶𝓮𝓰𝓵𝓲𝓸 𝓵𝓪 𝓿𝓮𝓵𝓪”⛵⛵⛵⛵

14/09/2021

𝓑𝓬𝓮 𝓮 𝓲𝓵 𝓽𝓪𝓹𝓮𝓻𝓲𝓷𝓰: 𝓲 𝓽𝓮𝓶𝓲 𝓭𝓮𝓵𝓵𝓪 𝓼𝓮𝓽𝓽𝓲𝓶𝓪𝓷𝓪⛵⛵⛵⛵⛵

Durante l’ultima settimana il tema fondamentale è stato certamente l’intervento, giovedì, da parte di Cristine Lagarde. Come previsto la BCE ha mantenuto i tassi di interesse e sui depositi invariati, annunciando però una riduzione del PEPP, iniziando come temuto da alcuni il famoso “tapering”.

𝘾𝙤𝙨𝙖 𝙨𝙞𝙜𝙣𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖? Dall’inizio della pandemia le banche centrali hanno sostenuto i mercati iniettando miliardi di liquidità, comprando a “mani basse” titoli di stato governativi. Questo ha comportato infatti a un ulteriore riduzione dei tassi di interesse. Oggi però, coi tassi di rendimento obbligazionari sotto zero, e con un’inflazione in rialzo, le banche centrali hanno ragionato sul diminuire, per poi gradualmente terminare, questo meccanismo di acquisti. Come hanno reagito i mercati? Le performance settimanali sono state negative intorno allo 0,50%-1% per i mercati occidentali, ma non hanno vissuto quello spavento che magari i “falchi” si aspettavano. Il motivo è semplice: certamente la BCE ridurrà gli acquisti, ma ha ribadito di volerlo fare gradualmente e mantenendo una forte attenzione al recupero dell’economia. I dati si sono dimostrati molto buoni, con una ripresa che toccherà i livelli pre- covid già a fine anno. Allo stesso modo però, l’inflazione ritoccata al rialzo non può che essere un tema fondamentale.

Per i portafogli che conseguenze? Vedendo gli eventi degli ultimi mesi, non rimaniamo stupiti che le indicazioni portate avanti da gennaio abbiano poi avuto risultati sperati: tema inflattivo, materie prime e attenzione alle scadenze rimangono ancora oggi i punti fondamentali su cui ragionare. La preoccupazione, che vediamo mantenendo l’attenzione sulla situazione dei risparmi degli italiani, è che la maggior parte ha portafogli con gran parte di titoli di stato a lunga scadenza, e tracciamo una semplice, ma tombale, conclusione: è finita.🙅‍♂️🙅‍♂️🙅‍♂️🙅‍♂️

E’ finita perché i governativi, tra tapering e rischio inflattivo, potranno vivere solo fasi di ribasso, e più nello specifico, è finita perché allocare i risparmio senza idee strategiche e tattiche, che finora ha portato solamente a delle sotto-performance rispetto ai mercati che corrono, porterà nei prossimi 3-5 anni a quelle che definiamo posizioni “inchiodate”. I mercati, verso fine anno, tendono ad aumentare la volatilità, e soprattutto, allungando lo sguardo verso il 2022, temiamo che rimanere fermi, oggi, significa condannare i propri risparmi a rimanere fermi, per i prossimi anni. Soluzione rimane sempre la stessa:⛵⛵⛵⛵⛵
"𝓒𝓮𝓻𝓬𝓪𝓻𝓮 𝓭𝓲 𝓸𝓻𝓲𝓮𝓷𝓽𝓪𝓻𝓮 𝓵𝓪 𝓿𝓮𝓵𝓪, 𝓹𝓮𝓻 𝓪𝓭𝓪𝓽𝓽𝓪𝓻𝓼𝓲 𝓪 𝓾𝓷 𝓶𝓸𝓷𝓭𝓸, 𝓮 𝓾𝓷 𝓶𝓮𝓻𝓬𝓪𝓽𝓸, 𝓼𝓮𝓶𝓹𝓻𝓮 𝓹𝓲𝓾’ 𝓬𝓸𝓶𝓹𝓵𝓮𝓼𝓼𝓸"

08/09/2021

⛵⛵𝐔𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐞𝐫𝐚⛵⛵

Dalla nascita di finanza a vela dritta, la canzone di jovanotti " nuova era", ci ha accompagnato nei nostri podcast e articoli.

Come molti di voi avranno notato, i mesi estivi hanno mandato in vacanza "finanza a vela dritta", ma siamo tornati!

Ci siamo presi il tempo necessario per studiare i feedback che ci avete lasciato in questo primo anno di percorso, che sicuramente si è dimostrato ricco di emozioni e soddisfazioni.
Ecco che siamo pronti ad annunciare *2 grosse novità*, con una pianificazione più completa di uscita per rispondere alle necessità, varie, di tutti coloro che ci seguono.

Partiamo dai punti fermi: come sempre ogni lunedì andremo a toccare i cosiddetti temi fondamentali: educazione finanziaria, asset allocation, riflessioni sul rischio.
Per i più curiosi abbiamo aggiunto ogni venerdì un breve flash, solamente per la piattaforma telegram🎧:li affronteremo i flussi settimanali, i temi salienti della settimana, e daremo un bilancio di quello che è successo.

Per non fermarci però, grazie alla amicizia e stima che ci lega con coloro che i mercati li navigano non con semplici barche a vela, ma più con le barche volanti che abbiamo visto in americas cup: Ogni terzo mercoledì del mese raccoglieremo le suggestioni che alcuni dei nostri gestori ci lasceranno, focalizzandoci principalmente sui loro metodi di lavoro.

Per ultima, ma non meno importante novità, abbiamo lanciato una newsletter📩, per raggiungere anche tutto coloro che vogliono poterci seguire al di fuori delle piattaforme di social network tradizionali.

𝗢𝗴𝗻𝗶 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱ì 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟰.𝟬𝟬 : temi di portafoglio 🎯

𝗢𝗴𝗻𝗶 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱ì 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴.𝟬𝟬 : flash mercati🚀: i flussi e le riflessioni della settimana🎧

𝗧𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱ì 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗲𝘀𝗲: parola al gestore📣

L'invito ancora una volta è di seguirci, rimanendo fedeli a ciò che ci rappresenta: 𝓝𝓸𝓷 𝓹𝓸𝓼𝓼𝓲𝓪𝓶𝓸 𝓭𝓲𝓻𝓲𝓰𝓮𝓻𝓮 𝓲𝓵 𝓿𝓮𝓷𝓽𝓸, 𝓶𝓪 𝓭𝓸𝓫𝓫𝓲𝓪𝓶𝓸 𝓸𝓻𝓲𝓮𝓷𝓽𝓪𝓻𝓮 𝓪𝓵 𝓶𝓮𝓰𝓵𝓲𝓸 𝓵𝓪 𝓿𝓮𝓵𝓪

03/08/2021

𝟖 𝒎𝒆𝒔𝒊 𝒅𝒊 𝒓𝒆𝒏𝒅𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊: 𝒑𝒆𝒓 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊?

"𝑪𝒉𝒊 𝒔𝒊 𝒆̀ 𝒂𝒕𝒕𝒆𝒏𝒖𝒕𝒐 𝒂𝒍 𝒕𝒆𝒎𝒂 𝒎𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐𝒓𝒆, 𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒑𝒓𝒆𝒔𝒂, 𝒉𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒓𝒂𝒕𝒐 𝒆𝒅 𝒉𝒂 𝒂𝒔𝒔𝒖𝒏𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒂𝒍 𝒓𝒊𝒂𝒍𝒛𝒐 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒆 𝒎𝒂𝒕𝒆𝒓𝒊𝒆 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒆, 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒆𝒔𝒂𝒈𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆. 𝑸𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒂𝒊 𝒃𝒐𝒏𝒅, 𝒔𝒊 𝒆̀ 𝒍𝒊𝒎𝒊𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒂𝒅 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒓𝒄𝒊𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒅𝒖𝒓𝒂𝒕𝒊𝒐𝒏 𝒆 𝒂 𝒑𝒓𝒊𝒗𝒊𝒍𝒆𝒈𝒊𝒂𝒓𝒆 𝒊 𝒄𝒓𝒆𝒅𝒊𝒕𝒊 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒂𝒊 𝒈𝒐𝒗𝒆𝒓𝒏𝒂𝒕𝒊𝒗𝒊. 𝑪𝒉𝒊 𝒉𝒂 𝒔𝒆𝒈𝒖𝒊𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒑𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒄𝒐𝒍𝒍𝒂𝒖𝒅𝒂𝒕𝒐 𝒉𝒂 𝒂𝒗𝒖𝒕𝒐 𝒇𝒊𝒏𝒐 𝒂 𝒐𝒈𝒈𝒊 𝒈𝒓𝒂𝒏𝒅𝒊 𝒔𝒐𝒅𝒅𝒊𝒔𝒇𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒉𝒂 𝒗𝒊𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒗𝒂𝒍𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒖𝒐 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒇𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐, 𝒎𝒂 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒉𝒂 𝒑𝒐𝒕𝒖𝒕𝒐 𝒅𝒐𝒓𝒎𝒊𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒏𝒐𝒕𝒕𝒆 𝒂𝒃𝒃𝒂𝒔𝒕𝒂𝒏𝒛𝒂 𝒕𝒓𝒂𝒏𝒒𝒖𝒊𝒍𝒍𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒊 𝒎𝒆𝒔𝒊. 𝑨𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒊𝒏𝒆 𝒉𝒂 𝒈𝒖𝒂𝒅𝒂𝒈𝒏𝒂𝒕𝒐 𝒔𝒖 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒆 𝒍𝒂 𝒗𝒐𝒍𝒂𝒕𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒔𝒖𝒊 𝒃𝒐𝒏𝒅 𝒆 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒆 𝒎𝒂𝒕𝒆𝒓𝒊𝒆 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒍𝒐 𝒉𝒂 𝒅𝒂𝒏𝒏𝒆𝒈𝒈𝒊𝒂𝒕𝒐, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒒𝒖𝒆 𝒊 𝒃𝒐𝒏𝒅 𝒈𝒐𝒗𝒆𝒓𝒏𝒂𝒕𝒊𝒗𝒊 𝒔𝒊 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒐𝒈𝒈𝒊 (𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒑𝒓𝒆𝒛𝒛𝒐) 𝒔𝒐𝒕𝒕𝒐 𝒊 𝒍𝒊𝒗𝒆𝒍𝒍𝒊 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒇𝒂, 𝒎𝒆𝒏𝒕𝒓𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒆 𝒍𝒆 𝒎𝒂𝒕𝒆𝒓𝒊𝒆 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒆 𝒔𝒊 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂"



Con queste parole, Alessandro Fugnoli, famoso Strategist italiano per Kairos, descrive l’andamento degli ultimi sei mesi dei mercati, soprattutto tracciando a posteriori quella che poi si è dimostrata la strategia più redditizia, non solamente in termini di performance, ma anche e soprattutto in termini di volatilità e rischio.

Questa analisi di Fugnoli non può che dimostrare ancora la correttezza del metodo portato avanti: materie prime, azionario tematico e attenzione sulla duration sono stati i macro trend che siamo andati più volte a ribadire: e ora?

I temi di questi mesi risultano ancora vincenti, con però attenzione a un ulteriore trend di lavoro:𝒅𝒆𝒄𝒐𝒓𝒓𝒆𝒍𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒇𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐.

Le crisi degli ultimi anni ci hanno dimostrato che la credenza di molti "azioni salgono/obbligazioni scendono" non è veritiera.
E' per questo necessario trovare asset e forme di investimento che possano risolvere l'unico problema reale dei mercati: la volatilità.

Analizzando le costruzioni di portafoglio(se tali si possono chiamare) eseguite da SGR italiane risultano però essere sottoperformanti il 4% rispetto al mercato, motivo? I costi.
A questo tema va aggiunto il sempre più pericoloso meccanismo per cui la manutenzione di portafoglio non viene eseguita, se non raramente e su richiesta del cliente.
Ecco che bisogna guardarsi intorno, cercare soluzioni tattiche di de correlazione e strategiche di rendimento.

Nuovamente, visti gli ultimi 8 mesi di soddisfazione, bisogna ribadire che è fondamentale orientare la vela, e non concentrarsi sulla direzione che prenderà il vento.

23/07/2021

Mare agitato? Orientare la vela!⛵⛵⛵



Il tema ricorrente da febbraio 2021 è rimasto per i nostri articoli, seguendo ciò che ci trasmettono i mercati, l’inflazione.
Ancora oggi non vi è una risposta certa sulla direzione che avrà, dato le varianti Covid, il problema No-Vax, e soprattutto la stagnazione del mercato del lavoro. Da fare da padroni, ancora una volta, le banche centrali, che hanno messo da parte la paura di una inflazione CORE troppo elevata, per ribadire che non smetteranno di sostenere l’economia reale fino a raggiungere un obiettivo nel medio termine del 2%. I rendimenti dei titoli di stato, d’altro canto, hanno subito un rialzo inizialmente importante, per poi ve**re assorbito: questo è il vero campanello d’allarme per il cliente finale. Negli ultimi mesi, con la riapertura, sempre piu’ ci viene richiesto di visionare portafogli, e non nascondiamo la grande preoccupazione nel vedere duration di portafoglio a 6-8 anni.

Se tracciamo una riga sul percorso e sui temi che da ormai 1 anno portiamo avanti, invece, non possiamo che essere contenti: le idee strategiche su ambiente, sanità e utilizzo di strumenti come i PAC si sono dimostrate vincenti e continuano a esserlo; in più, le ultime osservazioni su materie prime, inflation linked e temi de-correlanti, hanno portato a ottenere quello che è l’obiettivo comune di ogni investitore italiano: resilienza.
Questo termine, tanto usato anche in finanza, è ciò a cui bisogna ambire oggi: far fronte con positività nei momenti difficili(volatilità) e ottenere le opportunità che si creano.

La domanda da porsi è infatti: cosa voglio ottenere veramente? O meglio ancora, c’è qualcosa che voglio ottenere? Oppure banalmente l’obiettivo è: guadagnare tanto e rischiare poco? Perché la verità, che purtroppo si scopre analizzando storie e casi più variegati, è che chi ha banalizzato il proprio obiettivo, si trova con rendimenti nulli o addirittura negativi, viceversa, chi lo ha personalizzato e ragionato, oggi vede risultati importanti, e spesso addirittura sopra le aspettative.

𝓞𝓫𝓲𝓮𝓽𝓽𝓲𝓿𝓲, 𝓭𝓸𝓶𝓪𝓷𝓭𝓮 𝓮 𝓻𝓮𝓼𝓲𝓵𝓲𝓮𝓷𝔃𝓪: 𝓪𝓷𝓬𝓸𝓻𝓪 𝓾𝓷𝓪 𝓿𝓸𝓵𝓽𝓪 𝓯𝓸𝓷𝓭𝓪𝓶𝓮𝓷𝓽𝓪𝓵𝓮 𝓷𝓸𝓷 𝓬𝓮𝓻𝓬𝓪𝓻𝓮 𝓭𝓲 𝓭𝓲𝓻𝓲𝓰𝓮𝓻𝓮 𝓲𝓵 𝓿𝓮𝓷𝓽𝓸, 𝓶𝓪 𝓸𝓻𝓲𝓮𝓷𝓽𝓪𝓻𝓮 𝓵𝓪 𝓿𝓮𝓵𝓪.⛵⛵

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