05/04/2022
I primi 3 mesi: dove guardiamo?⛵⛵⛵⛵
Sono passati i primi 3 mesi dell’anno: è tempo di guardarci attorno. L’anno è iniziato come previsto: rialzo dei tassi in arrivo(poi confermato a febbraio dalla fed), un’inflazione in aumento e bilanci aziendali sani ma “sporcati” dall’aumento dei costi e delle materie prime.
Oggi però vogliamo porre l’attenzione all’orizzonte e alla meta, che ci siamo prefissati e alla grande differenza che abbiamo notato con il mondo bancario e della “promozione finanziaria”. I piu’, e questo denota scarsa educazione finanziaria anche tra gli addetti ai lavori, si sono focalizzati ai prossimi mesi, alle conseguenze di breve, addirittura abbiamo attuato consulenze su portafogli che venivano stravolti a causa della guerra in atto. Ma è questo l’obiettivo? Da parte nostra l’atteggiamento è stato totalmente diverso: preso atto di ciò che sta accadendo, la domanda posta non è stata: dove saremo tra 3-6 mesi, o 1 anno, ma viceversa “questa guerra come influirà sul mondo dei prossimi 5-10 anni?” Ecco che, cambiando la meta, cambiando l’orizzonte, abbiamo trovato 3 punti di cui sicuramente influiranno sui prossimi 5-10 anni del mondo
𝟭.𝗗𝗲𝗴𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: Già con l’avvento del covid le aziende US e UE avevano attuato il “trasloco” della produzione dai paesi asiatici all’Occidente. Questo per le difficoltà politiche e legislative in atto dal governo cinese. Oggi, col mondo spaccato tra Occidente-Oriente, il processo è stato accelerato, portando una grande e importante conseguenza: l’aumento dei costi.
𝟮.𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶: I costi di produzione, causati dalla deglobalizzazione, dai colli a bottiglia produttivi(soprattutto legati al mondo dei semiconduttori), e ora alla guerra Ucraina-Russia, sono lievitati. Cosa possiamo però, in maniera lucida, concludere: il processo di aumento costi rimarrà, anche se attualmente viviamo sul picco causato dalla guerra, e quindi ci possiamo aspettare un calo nel medio termine. Un altro tema, che molti si dimenticano, porterà invece al lievitare dei costi: la rivoluzione GREEN.
𝟯.𝗚𝗿𝗲𝗲𝗻 𝗗𝗲𝗮𝗹: La rivoluzione Green, già fondamentale prima della guerra, ora sarà ancora piu’ centrale nei programmi politici e aziendali: nel breve porterà a un aumento dei costi di produzione, per arrivare all’autonomia energetica tanto ricercata da US e UE.
Questi 3 punti ci portano a una finale conclusione: l’inflazione sarà strutturale.
Certamente i livelli attuali, causati come già detto anche da fattori esogeni, sono gonfiati, ma non sono destinati a tornare ai livelli pre-covid.
Attenzione però, ci dimentichiamo che negli ultimi anni l’inflazione era ricercata dalle banche centrali, perché sana. Ora viene vista come il maggiore dei mali: se l’inflazione tornerà a essere sotto controllo, cioè tra il 2,5-3% nel medio termine, non ci sarà da preoccuparsi, se non per i risparmi sui cc correnti.
Ricapitolando: nel breve non possiamo sapere dove andremo, ma certamente i punti sopra elencati saranno strutturali, e con essi un inflazione a livelli ben superiori all’ultimo decennio. Questo porterà a un ulteriore rialzo dei tassi( da quanto ne parliamo…) e a un calo degli investimenti obbligazionari degli italiani.
Un mondo sempre più complesso, dove non solo dobbiamo sforzarci di cambiare sguardo, ma come sempre concludere che “Non possiamo dirigere il vento, ma dobbiamo orientare al meglio la vela”⛵⛵⛵⛵