07/04/2025
Copio e incollo uno dei migliori interventi di queste ore.
L’autore è Andrea Rocco.
Non cadiamo nella solita trappola mentale
CORSI E RICORSI
Mentre scrivo, i mercati europei scendono del 5% circa.
Stamattina l'Hang Seng ha fatto un tonfo del 13%, amplificando il -6% con cui Wall Street ha chiuso venerdì scorso.
Il Vix, l'indice di volatilità, è schizzato sopra 50, ai massimi degli ultimi 5 anni.
Questi numeri mi fanno ve**re in mente un pensiero.
Fino a questo momento, la correzione sta assumendo caratteristiche molto simili a quelle che si sono verificate durante la crisi pandemica, quando è scattato il lockdown.
Oggi come allora, c'è una sequenza di sedute estremamente pesanti, dettate dalla presenza del peggior virus possibile per i mercati finanziari: l'incertezza.
Oggi come allora, il mercato vende quasi qualsiasi asset perché non ha idea dello scenario che si sta per aprire, e si mette in modalità Risk Off piena.
Nel 2020 non sapevamo quanto a lungo l'economia globale potesse essere colpita dal Covid, né in che modo ne saremmo usciti.
Nel 2025 non sappiamo quanto a lungo l'economia globale possa essere colpita dalla guerra commerciale, né in che modo ne usciremo.
Quando vede buio pesto, il mercato scarica il rischio e lo fa nella maniera più violenta, cruenta, esagerata e nervosa possibile.
E' prevedibile, nella sua imprevedibilità.
Ora, pensate a cosa è accaduto proprio 5 anni fa, di questi tempi.
Ad aprile 2020 la pandemia era solo all'inizio: le famiglie dovevano ancora capire la nuova normalità e le aziende dovevano ancora capire in che modo sopravvivere prima, riprendersi ed espandersi poi.
Eppure, proprio in quel momento, ha creato le basi per ripartire.
Non perché ci fosse già il vaccino, non perché si vedesse già la fine di una situazione estrema.
La ripartenza è iniziata quando l'incertezza ha iniziato a dissolversi perché, tutto intorno, sono iniziate ad arrivare delle risposte.
L'Europa (ma l'hanno fatto anche altrove) ha messo a disposizione nuove misure per supportare famiglie e imprese.
La BCE ha preparato un bazooka senza precedenti.
La ripartenza non l'ha fatta l'uscita dalla crisi, ma l'aspettativa che ci fossero gli strumenti per uscire dalla crisi.
Questo è il punto fondamentale.
Credo che questa situazione possa tranquillamente essere replicata.
Oggi i mercati scontano lo scenario peggiore: una recessione certa e una serie di ritorsioni (la Cina ha appena iniziato) capaci di mandare al tappeto l'economia globale.
Se accadrà davvero, non lo sappiamo.
Così come non sappiamo se Trump farà un passo indietro (cosa che, come ho scritto la settimana scorsa, è possibile per due motivi: primo, la totale imprevedibilità del soggetto e secondo, la forza con cui i mercati sono capaci di far cambiare idea a chiunque).
Però sappiamo una cosa.
La più importante.
Il Mondo si sta preparando a nuovi paradigmi economici globali.
Molte economie si stanno preparando a soluzioni nuove e a mercati diversi.
Esattamente come il Covid ha aperto la strada a nuovi modi di vivere, lavorare e fare business.
Esattamente come l'invasione russa ha aperto la strada a nuove strade per l'approvvigionamento energetico.
Esattamente come sempre, in passato, ogni crisi ha messo l'Uomo sotto stress spingendolo a dare il meglio di sé in situazioni estreme.
Situazioni che quasi sempre presentano un prezzo da pagare che purtroppo non si ferma al contesto economico e finanziario, ma si estende a molto altro.
Anche oggi, esattamente come in passato, ci sono nuove sfide che sembrano insuperabili nel momento in cui si vivono.
Ma che poi, a posteriori, scopriamo che non solo erano superabili.
Erano anche necessarie per generare più progresso, più ricchezza, più benessere.