Maria Luisa Visione Consulente Patrimoniale

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L’amore incondizionato per il mattone degli Italiani non passa mai di moda. E addirittura il 51,4% sul totale delle comp...
19/05/2026

L’amore incondizionato per il mattone degli Italiani non passa mai di moda. E addirittura il 51,4% sul totale delle compravendite degli immobili, una parte consistente, viene acquistata senza ricorrere a finanziamenti.
È incredibile come molti appartamenti acquistati restino sfitti. È cronaca recente della città di Milano in cui gli appartamenti liberi superano di quasi un terzo quelli di Roma, posizionando la città subito dopo Parigi, dove l’attuale crisi abitativa è fonte di acceso dibattito politico.
Evidentemente, l’idea di acquistare l’immobile anche se non si utilizza, vince sempre. Viene da chiedersi quale sia la prospettiva, vista la denatalità in corso e l’aumento crescente delle persone sole, destinate entro il 2050 ad essere la tipologia di famiglia prevalente nel nostro Paese. Tendenze che, insieme il fenomeno della longevità, disegneranno modelli abitativi nuovi.
L’amore per gli immobili è talmente radicato che, sempre di più, si affaccia all’orizzonte l’idea di acquistare case all’estero ai fini di investimento.
Il parametro che può essere preso come base di confronto lo fornisce l’Irlanda, dove per una dimora storica, a Dún Laoghaire-Rathdown, il prezzo mediano ha raggiunto 681.500 euro (Fonte: Indice dei prezzi immobiliari residenziali del CSO-Central Statistics Office).
Budget che apre diverse opzioni anche in Italia e nel resto dell’Europa potendo scegliere zone gettonate o periferiche, appartamenti storici o moderni: a Roma, a Dublino, a Madrid, nella regione di Lisbona, a Londra. Tutte città ricche di storia e di cultura, in cui le case disponibili sono numerose.
Ma se un italiano vuole acquistare casa all’estero può accedere a un mutuo?
I dettagli nell'articolo su Siena News:

L’amore incondizionato per il mattone degli Italiani non passa mai di moda. E addirittura il 51,4% sul totale delle compravendite degli immobili, una parte consistente, viene acquistata senza ricorrere a finanziamenti (Fonte: Indagine Tecnocasa, primo semestre 2025). Amore che conferma l’utilizz...

12/05/2026

La prospettiva della BCE di orientare la politica monetaria verso l’obiettivo di stabilizzazione finanziaria di medio periodo del 2% per l’inflazione non cambia, ma non sapere quanto tempo durerà la situazione di conflitto in Medio Oriente che ha innescato la crisi energetica in corso, fa assumere un approccio di breve periodo, senza vincolarsi a un percorso delineato di andamento dei tassi.
È vero che ovunque si legge di un orientamento al rialzo dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, dato che la situazione è sistemica, ma la questione è davvero complicata.
Infatti, aumentare i tassi per stabilizzare l’inflazione comporta un chiaro pericolo alla crescita dell’economia reale. Nel primo trimestre 2026 l’accesso al credito delle imprese nell’Area Euro è diventato molto più caro.
Il rischio di una crescita rallentata dell’Italia è già nelle stime ufficiali che vedono soltanto un +0,5% nel 2026. Tra l’altro, è notizia fresca quella che stiamo per sorpassare la Grecia, diventando il Paese europeo con il più alto rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo.
Un aumento dei tassi di interesse per stabilizzare l’inflazione non favorirà i finanziamenti alle imprese, tantomeno la crescita economica.
L'analisi su Siena News:

I Generativi, interagendo con gli Umani, apprendono in ogni istante della comunicazione, identificano modelli e preferen...
08/05/2026

I Generativi, interagendo con gli Umani, apprendono in ogni istante della comunicazione, identificano modelli e preferenze, anticipando le richieste e suggerendo come continuare l’esplorazione. Hanno la capacità di estrarre moltitudini di dati e informazioni, rispondendo a ogni quesito, dal più semplice al più complesso. Sono precisi ed efficaci quanto più l’interazione e le richieste lo sono. Non significa che non sbagliano, ma se a guidarli c’è una persona competente che sa di cosa ha bisogno, risolvono molte questioni, diventando pertinenti e tempestivi. Possono essere orientati al compito, alla conversazione e anche alla decisione.
Un futuro che è già presente e che non possiamo certo fermare, soprattutto se per molti significa risparmiare tempo e denaro.
Allora, se prima mi chiedevo quanti lavori sostituirà l’IA e, ad oggi, possiamo solo avere un’idea rispetto alle funzioni che in ogni parte del mondo ha già sostituito, oggi mi chiedo: “Ma quanta energia elettrica consuma l’IA? E quanto ci costa a livello energetico?”. Perché i Generativi richiedono server, chip specializzati e sistemi di raffreddamento.
Provo a fare il punto con le informazioni che ho trovato. Nel 2024 i data center hanno consumato circa l’1,5% dell’elettricità mondiale. Ma dal 2024 ad oggi il consumo è da considerare in forte crescita e potrebbe raddoppiare da qui al 2030.
L'approfondimento nell'articolo su Siena News:

Probabilmente in un prossimo futuro, più vicino che lontano, ci relazioneremo sempre di più con assistenti AI, applicazioni software in grado di comprendere le nostre esigenze e supportarci nella vita quotidiana, in ambito lavorativo e nel contesto aziendale. Li chiamerò i “Generativi”. I Gen...

In Italia gli stipendi reali crescono meno dell’inflazione, ed è noto.Ma quanto meno? Rispetto al 2019, a fine 2025 sono...
29/04/2026

In Italia gli stipendi reali crescono meno dell’inflazione, ed è noto.
Ma quanto meno? Rispetto al 2019, a fine 2025 sono al di sotto. Non è così in altri Paesi, tanto che, all’interno dell’Ocse sulla crescita delle retribuzioni ci troviamo in fondo alla classifica.
Lo stato dell’arte risulta ancora più grave per i giovani: per loro i salari del 2025 sono rimasti in media, addirittura, al di sotto dei livelli del 1990, in termini reali.
I due eventi sfavorevoli che si sono susseguiti, ovvero la pandemia nel 2020 e lo shock inflazionistico nel periodo 2021-2023 non hanno di certo aiutato. Tuttavia, il problema di fondo rimane che l’effetto recupero potere di acquisto dell’Italia non è paragonabile a quello di altri Paesi come Francia, Germania, Paesi Bassi, Irlanda e Spagna, che di fatto hanno ripreso brillantemente la crescita salariale, dopo la caduta.
È evidente che la crisi energetica in corso non favorirà la ripresa del potere di acquisto dei salari e degli stipendi.
La Regione Lombardia per evitare che medici e infermieri che operano ai confini si trasferissero in Svizzera ha deciso di applicare un aumento di stipendio del 20%. Se guardiamo in Europa esistono significative differenze di retribuzione per i medici del settore pubblico.
Ma la situazione non migliora per le altre categorie del settore pubblico.
Il problema è sistemico e non è affrontabile se non si assume un occhiale sistemico.
Il tema delle retribuzioni medie in Italia, come più volte ho sottolineato, non è più rimandabile.
Se si riporta sempre tutto al fatto che mancano i soldi, così i soldi non si possono neanche generare. Anzi, saranno sempre meno.
I dettagli su Siena News:

In Italia gli stipendi reali crescono meno dell’inflazione, ed è noto. Ma quanto meno? Rispetto al 2019, a fine 2025 sono al di sotto. Non è così in altri Paesi, tanto che, all’interno dell’Ocse sulla crescita delle retribuzioni ci troviamo in fondo alla classifica. Lo stato dell’arte ris...

Il tema del carovita e della recessione rimangono sul tavolo.Lo affronto in maniera semplice sulla rubrica settimanale d...
21/04/2026

Il tema del carovita e della recessione rimangono sul tavolo.
Lo affronto in maniera semplice sulla rubrica settimanale di Siena News.
Sul fronte UE arriva il piano anticrisi “Accelerate Eu”, il cui orientamento guarda allo smart working, alla riduzione del costo sostenuto per viaggiare con i mezzi pubblici, a tagli sul riscaldamento e ad aiuti per le famiglie più vulnerabili. Guarda a riduzione, in genere, dei consumi privati e di quelli degli edifici pubblici.
Intanto, il capo del Dipartimento Europeo del Fondo Monetario Internazionale, Alfred Kammer, in un’analisi sull’IMF Blog scrive che l’Unione Europea potrebbe “sfiorare la recessione, con l’inflazione in avvicinamento alla soglia del 5%. Nessun Paese europeo ne è immune”.
Cosa possiamo augurarci?
Schemi già noti di aiuti di Stato adottati in passato tendono a favorire i Paesi che dispongono di maggiori margini di bilancio, ma questa è una questione contabile legata a regole europee quantitative basate sui conti pubblici. A mio avviso, invece, il sostegno ai Paesi è imprescindibile proprio per costruire una maggiore rete di sicurezza con azioni mirate sui bisogni concreti e per contrastare l’attuale quadro economico, che appare complesso.
Le misure che verranno adottate saranno strategiche per evitare che si re-inneschi una spirale fatta di carovita e bassa crescita economica, dalla quale è sempre l’economia reale a pagare il prezzo più alto.
Se il passato insegna, evitiamolo.

Arrivano i primi effetti degli aumenti del carburante sul prezzo dei prodotti alimentari freschi trasportati su gomma. In uno studio di Assoutenti basato su dati Istat si legge che il prezzo delle melanzane ha registrato addirittura una crescita media su base annua del + 21,5%. Non è l’unico rinc...

I negoziati tra Usa e Iran sono falliti e, aldilà delle motivazioni dell’uno o dell’altro, il quadro geopolitico di ince...
14/04/2026

I negoziati tra Usa e Iran sono falliti e, aldilà delle motivazioni dell’uno o dell’altro, il quadro geopolitico di incertezza permane, aprendo scenari che non escludono ancora definitivamente l’ipotesi di un lockdown energetico per l’Italia.
Lo strumento che viene richiamato dallo stesso Governo per affrontare la criticità del momento è il Patto di stabilità, o meglio, la necessità di sospenderlo.
Il Patto di stabilità e Crescita è un insieme di regole adottate all’interno dell’UE che prevede il rispetto per i Paesi come l’Italia che lo hanno adottato di due condizioni: la prima, che il deficit pubblico non superi il 3% del PIL; la seconda, che il debito pubblico rimanga al di sotto del 60% del Pil. Rappresenta, quindi, un limite di spesa pubblica per i Paesi che non rispettano le due condizioni, i quali vengono sottoposti a procedura di infrazione – pena sanzioni – cioè alla richiesta di adottare politiche economiche di risanamento dei conti pubblici, che, di fatto, si traducono in tagli alla spesa pubblica e in maggiore tassazione per i cittadini. L’ultima riforma del Patto di Stabilità e Crescita, in vigore dal 2024, ha previsto piani di rientro più graduali per i Paesi ad alto debito. Tuttavia, il problema permane ed è una ruota che gira su sé stessa nel momento in cui si entra in recessione, perché impedendo l’aumento della spesa pubblica impedisce la ripresa economica, non potendo attuare politiche economiche e fiscali mirate a favore del Paese. Come, ad esempio, nel caso dei carburanti, la riduzione dell’IVA.
La richiesta di sospenderlo, prevista in caso di grave recessione, diventa, però, necessaria prima che si verifichi tale evento sfavorevole, non dopo, per avere margini di manovra e attuare misure di emergenza che proteggano cittadini e imprese, e che possano sostenerli nei momenti di difficoltà economica come quello che si continua a prospettare all’orizzonte. Tutelare l’interesse di cittadini e imprese deve prevalere, non possono esserci dubbi.
L'articolo completo su Siena News:

I negoziati tra Usa e Iran sono falliti e, aldilà delle motivazioni dell’uno o dell’altro, il quadro geopolitico di incertezza permane, aprendo scenari che non escludono ancora definitivamente l’ipotesi di un lockdown energetico per l’Italia. Come risposta al fallimento dei negoziati, il pr...

L’espressione “lockdown energetico” comincia ad aleggiare nell’aria, timidamente, e serpeggia l’idea che si potrebbe tra...
07/04/2026

L’espressione “lockdown energetico” comincia ad aleggiare nell’aria, timidamente, e serpeggia l’idea che si potrebbe trasformare in realtà, limitando la mobilità e dunque la libertà, oltre che la produzione di beni e servizi. Non sappiamo quanto sia davvero concreta questa idea, e soprattutto quali settori e persone potrebbero essere danneggiati, più di altri.
L’unico precedente nella storia è la crisi petrolifera del 1973, quando scattò una fase di emergenza a causa della riduzione delle esportazioni verso l’occidente di petrolio da parte dei Paesi arabi, con conseguente scarsità di energia, divieto di circolazione delle auto, riduzione dell’illuminazione pubblica e limiti al riscaldamento. Deve esserci, dunque, uno stato estremo di pericolo, che giustifichi interventi governativi che obbligano a ridurre i consumi di energia.

E allora, la preoccupazione sale, dato che il commissario all’energia dell’UE Dan Jørgensen in un’intervista al Financial Times ha dichiarato che per alcuni prodotti “critici”, come carburante per aerei o diesel, “le cose potrebbero peggiorare nelle prossime settimane”.
Cosa possiamo fare sapendo che è già accaduto di vedere l’impossibile diventare possibile durante la pandemia?
Migliorare l’utilizzo dell’energia riducendo sprechi e ottimizzando i consumi domestici, esigenza che si è già palesata, visto il repentino rialzo dei prezzi.
Si legge di restrizioni già adottate in Egitto con l’imposizione del coprifuoco alle 21.00 per locali e ristoranti, e riduzione dell’illuminazione pubblica; di emergenza nazionale in Zambia per l’aumento del prezzo del cherosene; di riduzione di quattro giorni della settimana lavorativa nelle Filippine; di limiti all’uso delle auto ai dipendenti pubblici in Corea del Sud. Tutte raccontano un’unica storia, e cioè che ci sono prove tecniche in giro. E ciò sta iniziando a spaventare anche quest’altra parte del mondo che si chiede perché ci sia sempre all’orizzonte qualche nuova crisi da affrontare.
Per adesso, però, ci auguriamo che “lockdown energetico” rimanga solo il titolo di un film da vedere al cinema e non da vivere.
L'articolo completo su Siena News:

Lockdown: una parola che abbiamo cercato di dimenticare, che pensavamo di non dover vivere ancora nella nostra quotidianità. Invece è tornata, questa volta nella versione energetica. Se ne sta parlando, tra allarmismi e suggestioni, ma cosa significa e quali scenari economici hanno riportato quest...

Quali benefici concreti ottiene il risparmiatore grazie alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 aderendo all...
01/04/2026

Quali benefici concreti ottiene il risparmiatore grazie alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 aderendo alla previdenza complementare? E quali tutele?
Perché è importante per il risparmiatore avere consapevolezza di queste norme?
Quali maggiori benefici fiscali introduce il nuovo impianto normativo per il risparmiatore?
Le risposte le trovate nell'articolo su Siena News.
Tramite le nuove misure legislative, il lavoratore aderisce in maniera automatica. Per questo non lasciare la decisione ad altri, ma intervenire direttamente su quale forma e su quale contenuto dare al proprio futuro pensionistico diventa un atto di responsabilizzazione e una decisione consapevole.
La valutazione della convenienza fiscale, sia nella fase di accumulo che in quella di erogazione della prestazione, richiede consulenza per ottimizzare l’utilizzo delle risorse economiche in funzione di tutti gli obiettivi del ciclo di vita economico.
Le prestazioni saranno più flessibili, e, quindi, ancora una volta l’approccio consulenziale diventa determinante per il risultato finale.
L’adesione alla previdenza complementare rafforzerà le tutele pensionistiche allargando le opzioni tramite la portabilità del contributo datoriale su fondi pensione aperti e su previdenze individuali pensionistiche. Da questo punto di vita la ricognizione degli strumenti previdenziali in essere è un fattore decisivo.
Infine, una volta per tutte, è ancora più chiaro che il legislatore ha rafforzato il secondo pilastro della previdenza complementare. Sollevando, a mio avviso, il punto focale, ovvero che, senza, il sistema pubblico non potrà certo bastare.

Quali benefici concreti ottiene il risparmiatore grazie alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 aderendo alla previdenza complementare? E quali tutele? Il primo aspetto, centrale, riguarda la maggiore libertà di scelta che il nuovo impianto normativo consente al lavoratore dipendente d...

Ormai siamo esposti giornalmente a tentativi di truffe finanziarie e a tecniche manipolatorie di hacker esperti che, con...
25/03/2026

Ormai siamo esposti giornalmente a tentativi di truffe finanziarie e a tecniche manipolatorie di hacker esperti che, con l’inganno, cercano di entrare nei nostri cellulari, sui nostri siti personali e sui nostri pc.
Così accade a gran parte di noi di non rispondere più ai numeri di telefono sconosciuti. Ma i truffatori si organizzano, riescono addirittura a far apparire il numero di telefono della nostra Banca, piuttosto che a proporsi con e-mail e lettere in cui appaiono loghi istituzionali apparentemente veri.
Qual è, però, l’effetto del continuo tartassamento e delle sollecitazioni ripetute che riceviamo sui nostri smartphone, sui social, sulla posta elettronica?
Purtroppo, ancora capita che alcune persone cadano nella trappola. Ma, soprattutto, siamo diventati diffidenti e prevenuti. La Consob ha oscurato ben 1608 siti abusivi dall’inizio di tale attività di controllo, e sono tantissimi; significa che molte persone hanno creduto di operare lecitamente, investendo denaro su piattaforme inesistenti e vedendo bruciare i loro soldi, ma non perché è crollata la Borsa.
Ed è proprio in momenti di incertezza economica come quello attuale che i truffatori intensificano i loro giochi. Ignoti che si presentano abusivamente come esponenti di Consob, Banca d’Italia, Inps e così via, telefonando e sollecitando pagamenti in denaro o in criptovalute, oppure, in alternativa, inviando messaggi dall’intestazione falsificata per simularne la provenienza istituzionale.
Prestare attenzione a non diffondere le proprie informazioni sensibili sul web deve essere un monito, perché in rete i truffatori pescano, e più informazioni hanno, meglio organizzano l’inganno.
Proprio sui social e sulle app di messaggistica state in guardia dagli schemi di tipo “Pump & Dump” .
Siamo in una fase di volatilità dei mercati finanziari, agiamo con prudenza e utilizziamo il buon senso. I facili guadagni senza rischi non esistono.
Facciamo attenzione alle facili e sedicenti promesse. La fiducia va verificata sempre, prima di investire.
L'articolo completo su Siena News:

Ormai siamo esposti giornalmente a tentativi di truffe finanziarie e a tecniche manipolatorie di hacker esperti che, con l’inganno, cercano di entrare nei nostri cellulari, sui nostri siti personali e sui nostri pc. Le finalità rimangono sempre le stesse: furto di identità digitale, appropriazio...

In Italia il costo del finanziamento casa è superiore a Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Belgio, Finlandia e Paesi ...
17/03/2026

In Italia il costo del finanziamento casa è superiore a Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Belgio, Finlandia e Paesi Bassi. Lo attesta l’ultimo Rapporto Fabi, evidenziando differenze che variano da 49 punti base rispetto alla Francia, 21 punti base rispetto al Portogallo, e, addirittura, 106 punti base nei confronti della Spagna.
Cosa succederà a tale anomalia con uno scenario di rialzo dei tassi?
Dipenderà da come gli effetti della politica monetaria della Bce verranno inglobati nella nostra economia reale.
Anche sul credito al consumo le famiglie italiane pagano di più rispetto al resto d’Europa. Divario che raggiunge nel 2025 i 117 punti base e che detta preoccupazione in questo momento di incertezza per l’impatto sul consumatore finale.
Quali sono le Regioni che, in valore assoluto, hanno richiesto più mutui nel 2025?
Il credito al consumo cresce anche al Nord?
Se dai dati dei mutui casa possiamo rilevare una propensione all’investimento nel mattone, per i prestiti personali possiamo rintracciare una mancata crescita dei redditi.
Non sono solo dati. Dietro ogni numero ci sono storie di vita.
Tutti i dettagli su Siena News:

Il tasso medio dei mutui casa si posiziona su valori superiori rispetto agli altri Paesi Europei: 3,55% a inizio 2026, contro una media europea del 3,23%, con la Spagna, più virtuosa al 2,49%. Mutui casa, dunque, più cari in Italia. Costo del finanziamento casa superiore a Francia, Spagna, Portoga...

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