16/06/2026
📊 BTP Italia Sì: conviene davvero?
La domanda che in molti si stanno ponendo in queste ore. Ma forse quella giusta è un’altra: ha senso sottoscriverlo e perché?
A differenza di un BTP a tasso fisso — dove il rendimento è certo fino a scadenza — questo strumento introduce variabili soggettive legate alle aspettative di inflazione. E questo cambia tutto.
I punti chiave da considerare:
✅ Tasso minimo garantito dell’1,60% annuo, cui si aggiunge una componente variabile legata all’inflazione (indice FOI)
⚠️ In caso di deflazione — che non significa assenza di inflazione, ma inflazione in calo — si percepisce solo la cedola minima, senza recupero nei semestri successivi
⏳ Premio fedeltà: 0,60% in 5 anni, ovvero lo 0,12% annuo. Un incentivo all’illiquidità che forse premia più l’emittente che il sottoscrittore
📉 I BTP Italia già quotati (scadenze 2028 e 2030) mostrano prezzi in flessione: forse il mercato ha già finito di scommettere su questo strumento
Il confronto con il BTP a tasso fisso? Per il primo semestre il BTP Sì potrebbe offrire cedole più alte (stimato ~3,50% annuo vs ~3,15% del BTP pari scadenza), ma il rendimento del tasso fisso è certo, quello del BTP Sì dipende da scenari difficilmente prevedibili a 5 anni.
La vera domanda non è se conviene in assoluto, ma per chi e in quale contesto di portafoglio. Chi ha già una buona quota di bond indicizzati all’inflazione, probabilmente non ne ha bisogno. Per gli altri, molto dipenderà da dove andrà l’inflazione nei prossimi anni — e qui le certezze scarseggiano.
💬 Voi cosa ne pensate? Avete già valutato la sottoscrizione?
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