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  ...   ..La scorsa settimana, l'apparato non eletto europeo ha scavalcato il proprio Parlamento due volte in una sola m...
11/07/2026


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La scorsa settimana, l'apparato non eletto europeo ha scavalcato il proprio Parlamento due volte in una sola mattinata.

L'Europa continua a mostrarci che aspetto ha la democrazia quando vincono i burocrati.

Di Musa Alexander
11 luglio 2026
Immaginate che il Congresso voti una legge.
I contrari vincono, 314 a 276.
Ora immaginate che il Presidente della Camera annunci che in realtà i contrari hanno perso, perché, in base a una regola poco nota, non era necessaria la maggioranza dei voti espressi, bensì la maggioranza di tutti i seggi in aula, compresi quelli dei membri che quel giorno si erano astenuti. La legge sopravvive.
Diventa legge nonostante l'opposizione dei rappresentanti eletti dal popolo.
Gli americani la chiamerebbero una crisi costituzionale.

A Bruxelles, il 9 luglio, l'hanno chiamata una giornata come tante altre.

Il provvedimento in questione è un
che i suoi critici chiamano Chat Control.
Permette alle aziende tecnologiche di eseguire software di scansione automatizzata sui messaggi privati ​​di normali cittadini europei, centinaia di milioni di persone innocenti, alla ricerca di materiale illegale.
Lo scopo dichiarato, la protezione dei minori,
è indubbiamente importante.
Ma la questione non riguarda tanto la sorveglianza in sé, quanto piuttosto il modo in cui l'Unione Europea governa, e dovrebbe allarmare chiunque creda che l'Europa sia ancora un insieme di democrazie.
Quanto accaduto questo mese è la dimostrazione più evidente degli ultimi anni che l'UE ha costruito un meccanismo capace di sopraffare i propri elettori, e questo meccanismo ha appena dimostrato di funzionare.

Per seguire la vicenda, un cittadino americano deve sapere solo tre cose sul funzionamento di Bruxelles, e nessuna di queste ha a che vedere con la nostra Costituzione.
Primo, le leggi dell'UE sono scritte e proposte dalla Commissione europea, un organo composto da funzionari nominati che nessun cittadino europeo ha mai eletto.
Immaginate che la legislazione federale possa nascere solo all'interno degli organi esecutivi,
con il Congresso impossibilitato a redigere leggi proprie.
Secondo, i governi nazionali intervengono attraverso il Consiglio, che funziona come una sessione negoziale permanente di ministri e diplomatici dei 27 Stati membri, riunendosi per lo più a porte chiuse.
Terzo, c'è il Parlamento europeo, l'unica istituzione dell'UE i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini.
Se la democrazia esiste in qualche ambito di questo sistema, risiede proprio lì.
Restate sintonizzati per scoprire quale di questi tre organi vincerà la battaglia che seguirà.

Il programma di sorveglianza è iniziato nel 2021 come misura temporanea, un ponte d'emergenza in attesa che l'Europa elaborasse norme definitive. "Temporaneo" è un aggettivo molto significativo in questa frase. È stato prorogato nel 2024.
Nel dicembre 2025, la Commissione, nominata per l'occasione, ha proposto un'ulteriore proroga fino al 2028. Ed ecco un dettaglio su cui vale la pena soffermarsi, perché dice tutto sulla mentalità di chi gestisce questo sistema. Prima di proporre la continuazione di un programma che scansiona le comunicazioni private di un intero continente, la stessa documentazione della Commissione attestava di non aver consultato alcun soggetto esterno, di non aver raccolto alcuna perizia indipendente e di non aver condotto alcuna valutazione d'impatto. La motivazione addotta era che non esistevano altre opzioni degne di essere confrontate.
L'organismo non eletto che da solo decide su cosa il Parlamento europeo può votare ha esaminato la scansione di massa dei messaggi privati, ha concluso che l'unica scelta concepibile fosse quella di intensificarla, e poi ha usato questa decisione come scusa per non chiedere il parere di nessun altro. Questo non è il comportamento di un governo che crede di dover rispondere agli elettori. È il comportamento di un'amministrazione che sa di non doverlo fare.

Il Parlamento eletto, a suo merito, ha reagito con forza. Nel marzo 2026 ha richiesto un programma più ristretto con limiti reali, ottenendo una schiacciante maggioranza di 458 voti contro 103.
I negoziati con il Consiglio dei governi degli Stati membri non hanno portato a nulla.
Così, il 26 marzo, il Parlamento ha fatto ciò per cui esistono le assemblee legislative: ha bocciato la proroga. Il 3 aprile, la legge è scaduta. Morta.
In America, la questione si sarebbe conclusa lì.
I rappresentanti del popolo hanno detto no e il tempo è scaduto.

Osservate cosa ha fatto Bruxelles in seguito, perché è questa la parte che dovrebbe tenere svegli la notte gli amici dell'Europa preoccupati.
A fine giugno, un comitato di diplomatici di carriera, i rappresentanti permanenti che compongono il Consiglio e di cui nessun elettore ha mai sentito parlare, ha concordato in silenzio di accelerare la procedura di riattivazione.

Il 2 luglio, il Consiglio ha pubblicato la sua soluzione a un problema legale spinoso.
Una legge scaduta, ha ammesso, non può essere prorogata, perché non c'è più nulla da prorogare. Quindi il Consiglio ha semplicemente copiato l'intero testo della legge decaduta, parola per parola, in un regolamento nuovo di zecca con date aggiornate, e lo ha rimandato al Parlamento. Non hanno convinto nessuno. Non hanno negoziato. Hanno fatto passare il ca****re attraverso una fotocopiatrice e gli hanno dato un nuovo nome.

E la fotocopia conteneva una trappola.
A causa della fase del processo in cui il testo rivisitato è arrivato, le regole del gioco sono cambiate. In una prima lettura, il Parlamento può bocciare un provvedimento con la maggioranza semplice dei votanti. Ma quando il Parlamento si confronta con una posizione del Consiglio in una seconda lettura, per bocciarlo è necessaria la maggioranza assoluta di tutti i membri, ovvero di tutti i 719 seggi, indipendentemente dalla presenza dei membri. Quel numero fisso era 360. Ogni membro assente, ogni astensione, ogni sedia vuota ora contava, di fatto, per il programma di sorveglianza. Poi, il 7 luglio, una mozione d'urgenza è passata per un soffio, 331 voti contro 304, comprimendo l'intera questione in una sola settimana e saltando il normale processo deliberativo. Una parlamentare che si opponeva al provvedimento, la deputata ceca Markéta Gregorová, ha detto ad alta voce ciò che tutti potevano leggere: "Questo è senza precedenti. Non si tratta più solo di proteggere la privacy, si tratta di proteggere la nostra democrazia. No significa no".
Ha accusato il blocco politico più grande di aver riportato in auge una proposta già respinta, violando le stesse regole del Parlamento eutopeo.

Due giorni dopo si è tenuta la votazione.
I membri favorevoli al rifiuto erano 314, mentre quelli contrari 276.
Tra coloro che hanno espresso un voto, il 53,2% si è espresso a favore dell'abolizione del programma. Gli oppositori di Chat Control hanno vinto per 38 voti, ma hanno perso perché 314 non bastavano per raggiungere i 360.
I 112 membri che non hanno votato hanno di fatto deciso l'esito senza lasciare traccia. Patrick Breyer, ex membro del Parlamento europeo e uno dei più strenui difensori della privacy in Europa, ha colto perfettamente nel segno: "Il fatto che Chat Control stia andando avanti contro la volontà della maggioranza degli eurodeputati votanti è una farsa e danneggia la democrazia".

È successo due volte quella mattina, ed è proprio questo che rende impossibile liquidare l'episodio come una semplice coincidenza.
Un emendamento separato avrebbe limitato la scansione alle persone effettivamente identificate come sospette da un giudice, quel tipo di sospetto individualizzato che gli americani riconoscerebbero come il minimo indispensabile richiesto dal Quarto Emendamento.
Tale emendamento è stato approvato con 322 voti a favore e 255 contrari.
Una netta maggioranza dei rappresentanti eletti in Europa voleva che la sorveglianza fosse legata a sospetti reali piuttosto che rivolta a tutti.
Anche questo emendamento è stato bocciato,
per la stessa ragione, con 38 voti in meno rispetto al numero magico. Per ben due volte in una sola seduta, l'unica istituzione elettiva dell'Unione Europea ha espresso la propria volontà con una chiara maggioranza, e per due volte il meccanismo ha registrato il risultato opposto.

I difensori di Bruxelles affermeranno che ogni passo è stato legale, e hanno ragione.
L'elevata soglia di tolleranza è prevista dai trattati da decenni. Nessuno ha truccato le urne.
Ma la legalità non è la stessa cosa della democrazia, e questa distinzione è di fondamentale importanza, perché ciò che le istituzioni hanno fatto è stato manovrare una politica morta e sconfitta in una posizione procedurale in cui le carte erano già truccate,
dopo che la Commissione l'aveva proposta
senza consultare nessuno, dopo che i diplomatici l'avevano rilanciata in privato, dopo che il voto d'urgenza aveva troncato il dibattito e dopo che la regola del conteggio aveva trasformato gli assenti in sostenitori, e alla fine di tutte queste manovre perfettamente legali un programma respinto dalle maggioranze elette si avvia comunque verso il 2028. Persino l'organismo di controllo interno dell'UE sulla privacy ha concluso quest'anno che il programma non dispone di garanzie efficaci contro quello che ha definito un monitoraggio generale e indiscriminato.
Persino la Commissione stessa, nella sua relazione di attuazione, ha ammesso che le prove disponibili erano insufficienti per stabilire se l'intrusione nei diritti dei cittadini fosse proporzionata al beneficio.
Non sono stati in grado di dimostrare che il programma fosse giustificato.
Lo hanno comunque prorogato, con una maggioranza risicata, per ben due volte.

I politologi Andreas Follesdal e Simon Hix hanno diagnosticato questa malattia 20 anni fa.

La vera democrazia, sostenevano, richiede che gli elettori siano in grado di identificare chi li governa e di destituirlo, una caratteristica che definivano essenziale anche per le teorie più esili di democrazia, "eppure è vistosamente assente nell'UE".
Mettete alla prova la loro affermazione con questo episodio. Supponiamo che siate un europeo furioso per quanto appena accaduto.
Contro chi votereste? La Commissione che ha proposto la proroga è nominata, non eletta.
I diplomatici che hanno accelerato la ripresa sono funzionari pubblici. Il Consiglio è composto da 27 governi che si puntano il dito a vicenda.
E il vostro Parlamento, l'unico organo che effettivamente eleggete, ha votato a vostro favore ed è stato scavalcato da un calcolo aritmetico. Non c'è nessuno da licenziare.
La responsabilità è stata estromessa dal sistema, distribuita tra così tanti organi interconnessi che la rendicontazione svanisce al primo contatto.
Non è un caso fortuito. È il sistema stesso.

Gli americani dovrebbero preoccuparsi di questo per una semplice ragione. L'Unione Europea si presenta come la sede centrale della democrazia, l'adulto responsabile, il metro di paragone con cui il populismo americano indisciplinato viene misurato e giudicato inadeguato. I suoi funzionari impartiscono lezioni a Washington, rimproverano la Silicon Valley e valutano le elezioni in tutto il mondo. Eppure, quando la sua stessa camera eletta ha detto no, per ben due volte, alla scansione dei messaggi privati ​​di 450 milioni di persone, il sistema ha trattato quei voti come un inconveniente da aggirare.

Un governo che può resuscitare leggi respinte, approvarle in fretta e furia senza un'adeguata discussione e contare le sedie vuote come consenso non ha difeso la democrazia dall'autoritarismo.

Ha silenziosamente costruito la versione amministrativa di essa, una procedura alla volta, rivestendola con gli abiti della democrazia.

Il futuro dell'Europa dipende dal fatto che i suoi cittadini se ne accorgano prima che il travestimento diventi la costituzione.

03/04/2026

!🕊🕊💖💖🕊🕊
Desidero porgere i miei migliori Auguri di Buona Pasqua di serenità e PACE,
a Voi Tutte e Tutti, alle Vs Famiglie e semplicemente ai Vs Cari,
alle persone sole, alle persone fragili e malate, agli Anziani ed ai Bambini,
a chi lavora e che permette la continuità di servizi pubblici essenziali e sociali,
agli operatori del comparto turistico ricettivo, alberghiero, ristoratori, bar,
al Personale Medico, Infermieristico alle Forze dell'Ordine, ai Vigili del Fuoco e a tutti coloro che dedicano la loro Vita, all'ascolto ed alla cura degli uni verso gli altri.
Che sia una PSQUA DI PACE,
CHE SIA DI PRESENZA E MAI ASSENZA, CHE SIA UNA PASQUA RESPONSABILE E CONTRI OGNI GUERRA E VIOLENZA.
CHE SIA BENE ED AMORE SU QUESTA TORMENTATA TERRA.
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BUONA PASQUA ...
DAL PROFONDO DEL MIO CUORE.💖🕊💖

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21/02/2026

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Ed ora...Buona Lettura!!!

L’apertura della Partita IVA è fondamentale per avviare un’attività professionale in proprio e compiere i primi passi nel mondo dell’imprenditoria: ecco una panoramica degli aiuti e delle agevolazioni attivi nel 2026 che possono sostenere concretamente le fasi iniziali.

Sono quasi 93 mila le Partite IVA aperte nel terzo trimestre del 2025 secondo quanto rilevato dall’osservatorio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, una scelta condivisa da chi decide di lavorare come libero professionista o di muovere i primi passi nel mondo dell’imprenditoria.

L’apertura della Partita IVA è fondamentale per avviare un’attività in proprio, che sia abituale e continuativa, optando per una specifica forma giuridica e adempiendo a tutti gli obblighi previsti dalla normativa. Uno step determinante è la scelta del regime fiscale, che può essere ordinario, semplificato o forfettario: quest’ultimo, sempre stando ai dati del MEF, nel terzo trimestre del 2025 ha rappresentato il 50% del totale delle nuove aperture, segnando un incremento del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Anche per il 2026 sono previsti diversi aiuti per sostenere chi sceglie di aprire la Partita IVA, che può contare su bonus, incentivi e contributi concessi con l’obiettivo di supportare la fase di avvio e i primi anni di attività. Le nuove aperture, inoltre, possono anche accedere a specifiche agevolazioni fiscali previste, ad esempio, per chi aderisce al regime forfettario.

Indice:
Agevolazioni fiscali per le nuove Partite IVA
Più Impresa ISMEA per le nuove attività agricole.

Smart&Start Italia per l’avvio di startup innovative.

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero
Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord.

Nuove imprese nelle filiere culturali e creative.

Agevolazioni a confronto:
Agevolazioni fiscali per le nuove Partite IVA
Le Partite IVA che scelgono di aderire al regime forfettario hanno l’opportunità di beneficiare di un’aliquota ridotta per i primi cinque anni di attività: l’imposta sostitutiva utilizzata in sostituzione delle imposte sui redditi ordinarie, tra cui IRPEF, delle addizionali regionali e comunali e IRAP, scende infatti dal 15% al 5%.

È possibile sfruttare questa agevolazione fiscale se nei tre anni precedenti non si ha esercitato attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare. È anche necessario che l’attività non costituisca una prosecuzione di altra svolta in precedenza come lavoro dipendente o autonomo, fatta eccezione per l’eventuale periodo di pratica obbligatoria.

In caso di prosecuzione di un’attività svolta da altro soggetto, infine, l’ammontare dei ricavi e dei compensi maturati nel periodo d’imposta precedente non deve superare il limite di accesso al regime forfettario, pari a 85 mila euro.

Più Impresa ISMEA per le nuove attività agricole
ISMEA promuove la misura “Più Impresa” dedicata ai giovani under 41 e alle donne, imprenditori e imprenditrici da meno di sei mesi, che subentrano nella conduzione di una micro, piccola media impresa in agricoltura.

Per l’invio delle domande c’è tempo fino al 27 febbraio 2026 ed è possibile accedere a un mutuo agevolato, con tasso zero fino al 60% della spesa ammissibile, ma anche a un contributo a fondo perduto che copre fino al 35% della spesa.

Smart&Start Italia per l’avvio di startup innovative
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy promuove l’incentivo “Smart&Start Italia”, nato al fine di sostenere la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico. Gestita da Invitalia, la misura si rivolge alle piccole startup innovative costituite da non più di 60 mesi, iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese.

Si tratta di una procedura a sportello, priva di graduatorie e di scadenze, basata sulla valutazione delle domande entro 60 giorni dalla presentazione e in base all’ordine di arrivo. Le agevolazioni consistono in un finanziamento a tasso zero dell’80% delle spese ammissibili.

La percentuale, tuttavia, può raggiungere il 90% se la startup è costituita solo da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se nel team è presente un dottore di ricerca impegnato all’estero. A favore delle startup con sede nel Centro-Sud Italia, inoltre, è previsto un contributo a fondo perduto del 30%.

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero
È sempre Invitalia a gestire l’incentivo “ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero” volto a favorire la creazione e lo sviluppo di imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile, attraverso un finanziamento a tasso zero e un contributo a fondo perduto.

Possono accedere all’agevolazione le imprese avviate da non più di 60 mesi ma anche le persone fisiche che vogliono costituire una nuova impresa, purché la compagine sia composta per oltre la metà dei soci da persone di età compresa tra 18 e 35 anni oppure da donne di qualsiasi età.

Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord
Le nuove Partite IVA nate sul territorio nazionale possono beneficiare delle risorse messe a disposizione da due bandi specifici che coinvolgono diverse aree territoriali, vale a dire “Resto al Sud” 2.0 e “Autoimpiego Centro-Nord”.

Entrambe le misure sono rivolte ai giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti inattivi, inoccupati o disoccupati, oppure disoccupati del Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori). È possibile avviare nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo in tutti i settori economici, ad eccezione del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura:

Resto al Sud 2.0: coinvolge Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le agevolazioni consistono in un voucher a fondo perduto fino a un importo di 40.000 euro (elevabile a 50.000 euro), in un contributo del 75% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo massimo di 120.000 euro e in un contributo del 70% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo compreso tra 120.000 euro e 200.000 euro
Autoimpiego Centro-Nord: coinvolge Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche. Le agevolazioni prevedono un voucher a fondo perduto fino a un importo di 30.000 euro (elevabile a 40.000 euro), un contributo del 65% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo massimo di 120.000 euro e un contributo del 60% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo compreso tra 120.000 euro e 200.000 euro.
Nuove imprese nelle filiere culturali e creative
Per chi apre una nuova Partita IVA avviando iniziative imprenditoriali nelle filiere culturali e creative, anche non profit, in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia può aderire alla misura “Cultura Cresce”, finanziata dal Ministero della Cultura e gestita da Invitalia.

Possono accedervi le imprese da costituire o costituite da non oltre 5 anni, così come le imprese sociali e i soggetti del Terzo Settore costituiti da almeno 2 anni. Sono previsti servizi di tutoring, contributi a fondo perduto e un finanziamento a tasso zero per la creazione o introduzione di prodotti o servizi innovativi, per la produzione, sviluppo o diffusione di prodotti o iniziative culturali, per la promozione, conservazione, ricerca, valorizzazione e gestione di beni, attività e prodotti culturali.

Agevolazioni a confronto:
Qui di seguito una tabella riassuntiva con tutti gli aiuti e le agevolazioni citati sopra.

AGEVOLAZIONE DESTINATARI IN COSA CONSISTE - SCADENZA DOMANDE.

Imposta sostitutiva forfettari con aliquota ridotta Partite IVA in regime forfettario Calcolo dell’imposta sostitutiva con aliquota ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività. Nessuna scadenza (regime naturale)
Più Impresa ISMEA Giovani under 41 e donne che subentrano in micro, piccole o medie imprese agricole. Mutuo agevolato a tasso zero (fino al 60%) e contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa. 27 febbraio 2026
Smart&Start Italia Startup innovative costituite da non più di 60 mesi. Finanziamento a tasso zero (80-90% spese ammissibili) e fondo perduto del 30% per il Centro-Sud. Procedura a sportello
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero Nuove imprese (under 35 o donne) costituite da non oltre 60 mesi. Finanziamento a tasso zero (10 anni) e contributo a fondo perduto. Procedura a sportello
Resto al Sud 2.0 Giovani under 35 (Sud e Isole) inoccupati o disoccupati (Programma GOL). Voucher fondo perduto (fino a 50mila euro) e contributi fino al 75% per investimenti fino a 200mila euro. Procedura a sportello
Autoimpiego Centro-Nord Giovani under 35 (Centro-Nord) inattivi o disoccupati (Programma GOL). Voucher fondo perduto (fino a 40mila euro) e contributi fino al 65% per investimenti fino a 200mila euro. Procedura a sportello
Cultura Cresce Partite IVA culturali/creative (filiera no profit e Terzo Settore) costituite da almeno 2 anni. Servizi di tutoring, contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero per progetti culturali. Procedura a sportello
Fatture in Cloud: il software di fatturazione per le Partite IVA
Per tutte le Partite IVA, dai liberi professionisti alle piccole e medie imprese compresi i contribuenti forfettari, poter contare su un software di fatturazione completo per la gestione di ogni aspetto contabile e fiscale può fare realmente la differenza, contribuendo a tenere sotto controllo il business già dalle prime fasi di avvio della nuova attività.

arrivo. Le agevolazioni consistono in un finanziamento a tasso zero dell’80% delle spese ammissibili.

La percentuale, tuttavia, può raggiungere il 90% se la startup è costituita solo da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, oppure se nel team è presente un dottore di ricerca impegnato all’estero. A favore delle startup con sede nel Centro-Sud Italia, inoltre, è previsto un contributo a fondo perduto del 30%.

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero
È sempre Invitalia a gestire l’incentivo “ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero” volto a favorire la creazione e lo sviluppo di imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile, attraverso un finanziamento a tasso zero e un contributo a fondo perduto.

Possono accedere all’agevolazione le imprese avviate da non più di 60 mesi ma anche le persone fisiche che vogliono costituire una nuova impresa, purché la compagine sia composta per oltre la metà dei soci da persone di età compresa tra 18 e 35 anni oppure da donne di qualsiasi età.

Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord
Le nuove Partite IVA nate sul territorio nazionale possono beneficiare delle risorse messe a disposizione da due bandi specifici che coinvolgono diverse aree territoriali, vale a dire “Resto al Sud” 2.0 e “Autoimpiego Centro-Nord”.

Entrambe le misure sono rivolte ai giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti inattivi, inoccupati o disoccupati, oppure disoccupati del Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori). È possibile avviare nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo in tutti i settori economici, ad eccezione del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura:

Resto al Sud 2.0: coinvolge Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le agevolazioni consistono in un voucher a fondo perduto fino a un importo di 40.000 euro (elevabile a 50.000 euro), in un contributo del 75% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo massimo di 120.000 euro e in un contributo del 70% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo compreso tra 120.000 euro e 200.000 euro
Autoimpiego Centro-Nord: coinvolge Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche. Le agevolazioni prevedono un voucher a fondo perduto fino a un importo di 30.000 euro (elevabile a 40.000 euro), un contributo del 65% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo massimo di 120.000 euro e un contributo del 60% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo compreso tra 120.000 euro e 200.000 euro.
Nuove imprese nelle filiere culturali e creative
Per chi apre una nuova Partita IVA avviando iniziative imprenditoriali nelle filiere culturali e creative, anche non profit, in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia può aderire alla misura “Cultura Cresce”, finanziata dal Ministero della Cultura e gestita da Invitalia.

Possono accedervi le imprese da costituire o costituite da non oltre 5 anni, così come le imprese sociali e i soggetti del Terzo Settore costituiti da almeno 2 anni. Sono previsti servizi di tutoring, contributi a fondo perduto e un finanziamento a tasso zero per la creazione o introduzione di prodotti o servizi innovativi, per la produzione, sviluppo o diffusione di prodotti o iniziative culturali, per la promozione, conservazione, ricerca, valorizzazione e gestione di beni, attività e prodotti culturali.

Agevolazioni a confronto
Qui di seguito una tabella riassuntiva con tutti gli aiuti e le agevolazioni citati sopra.

AGEVOLAZIONE DESTINATARI :
IN COSA CONSISTE.
SCADENZA DOMANDE.

Imposta sostitutiva forfettari con aliquota ridotta Partite IVA in regime forfettario Calcolo dell’imposta sostitutiva con aliquota ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività. Nessuna scadenza (regime naturale).

Più Impresa ISMEA Giovani under 41 e donne che subentrano in micro, piccole o medie imprese agricole. Mutuo agevolato a tasso zero (fino al 60%) e contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa. 27 febbraio 2026.

Smart&Start Italia Startup innovative costituite da non più di 60 mesi. Finanziamento a tasso zero (80-90% spese ammissibili) e fondo perduto del 30% per il Centro-Sud. Procedura a sportello.

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero Nuove imprese (under 35 o donne) costituite da non oltre 60 mesi. Finanziamento a tasso zero (10 anni) e contributo a fondo perduto. Procedura a sportello.

Resto al Sud 2.0 Giovani under 35 (Sud e Isole) inoccupati o disoccupati (Programma GOL). Voucher fondo perduto (fino a 50mila euro) e contributi fino al 75% per investimenti fino a 200mila euro. Procedura a sportello.

Autoimpiego Centro-Nord Giovani under 35 (Centro-Nord) inattivi o disoccupati (Programma GOL). Voucher fondo perduto (fino a 40mila euro) e contributi fino al 65% per investimenti fino a 200mila euro. Procedura a sportello.

Cultura Cresce Partite IVA imprese culturali/creative (filiera no profit e Terzo Settore) costituite da almeno 2 anni. Servizi di tutoring, contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero per progetti culturali. Procedura a sportello.org
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