17/04/2023
Ritorna, nella sua terza edizione, l’Osservatorio Groupama sviluppato con Doxa che quest’anno ha avuto come tema “Gli italiani e la casa del futuro: green, indipendente, tecnologica e cybersicura”.
Com’è cambiato il rapporto degli italiani con la propria casa? E quali sono i cambiamenti che probabilmente ci saranno nei prossimi 10 anni, fra le mura domestiche?
A tal proposito Diego Thomas, endorser del progetto ha dichiarato “L’indagine mostra che gli italiani desiderano una casa che dia un senso di benessere, che faccia sorridere ogni volta che se ne varchi la soglia, da soli e in compagnia…anche ‘virtuale’, da veri “tecno-entusiasti”. Una cornice per la vita che rappresenti chi sono o chi vorrebbero essere. Ed ecco perché l’interior design diventa strumento cognitivo. Gli italiani sognano abitazioni flessibili, trasformabili, cangianti, con spazi fluidi e modificabili all’occorrenza. Insomma, se una volta in cucina si cucinava, in sala da pranzo si mangiava, in camera da letto si dormiva, ora queste rigide distinzioni suonano dispotiche: in cucina oggi si mangia, si lavora al computer, si legge, i figli fanno i compiti, si chiacchiera e molto di più
👉 www.panoloreni.it
Ritorna, nella sua terza edizione, l’Osservatorio Groupama sviluppato con Doxa che quest’anno ha avuto come tema “Gli italiani e la casa del futuro: green, indipendente, tecnologica e cybersicura”.
Com’è cambiato il rapporto degli italiani con la propria casa? E quali sono i cambiamenti che probabilmente ci saranno nei prossimi 10 anni, fra le mura domestiche?
A tal proposito Diego Thomas, endorser del progetto ha dichiarato “L’indagine mostra che gli italiani desiderano una casa che dia un senso di benessere, che faccia sorridere ogni volta che se ne varchi la soglia, da soli e in compagnia…anche ‘virtuale’, da veri “tecno-entusiasti”. Una cornice per la vita che rappresenti chi sono o chi vorrebbero essere. Ed ecco perché l’interior design diventa strumento cognitivo. Gli italiani sognano abitazioni flessibili, trasformabili, cangianti, con spazi fluidi e modificabili all’occorrenza. Insomma, se una volta in cucina si cucinava, in sala da pranzo si mangiava, in camera da letto si dormiva, ora queste rigide distinzioni suonano dispotiche: in cucina oggi si mangia, si lavora al computer, si legge, i figli fanno i compiti, si chiacchiera e molto di più”
👉 https://bit.ly/Osservatorio2023