27/03/2025
Tumori: la differenza (in giorni) tra chi paga e chi va con il SSN
Ecco i risultati di un'inchiesta condotta da Dataroom di Milena Gabanelli
Un’inchiesta condotta da Dataroom di Milena Gabanelli ha esplorato la realtà vissuta da chi riceve una diagnosi di tumore. Il report analizza il desiderio immediato di affrontare la malattia e sottoporsi a un intervento chirurgico il prima possibile. È risaputo che il tempo che intercorre tra la diagnosi e l'operazione è cruciale per migliorare le probabilità di successo del trattamento, rendendo essenziale un rapido accesso a visite ed esami preoperatori. Tuttavia, la disparità tra chi può permettersi di pagare e chi deve affidarsi esclusivamente al Servizio Sanitario Nazionale è evidente.
L'opzione a pagamento
Ogni anno in Italia oltre 55.000 donne si sottopongono a un intervento per tumore al seno, sia nelle strutture pubbliche sia in quelle private accreditate. Solo a Milano, tra il 2022 e il 2023, sono state 11.368 le pazienti operate, di cui il 15% (1.788 donne) ha scelto di affrontare tutto il percorso diagnostico e chirurgico privatamente, con una spesa media di almeno 16.790 euro.
Il costo è stato stimato sulle tariffe di un importante istituto oncologico milanese riconosciuto a livello nazionale: ecografia (130 euro), mammografia (150 euro), biopsia (460 euro), visita oncologica (250 euro), visita anestesiologica (250 euro), visita chirurgica (250 euro), PET (1.300 euro), intervento chirurgico (minimo 14.000 euro, ma può raddoppiare in base al chirurgo)
Il percorso con il Sistema Sanitario Nazionale: tempi più lunghi
Però solo una minoranza benestante può seguire questa strada che assicura l’ingresso in sala operatoria in meno di un mese. Chi non può permettersi la sanità privata si affida al SSN, con tempi di attesa decisamente più lunghi. Uno studio dell'Agenzia per la Tutela della Salute (ATS) di Milano ha analizzato i percorsi di 4.863 pazienti residenti nel territorio. Ecco i risultati: Il 3% delle pazienti ha effettuato tutti gli esami e le visite privatamente, accedendo alla sala operatoria in 32 giorni. Il 25% ha seguito interamente il percorso pubblico, con un'attesa media di 52 giorni prima dell'intervento. Il restante 72% ha optato per una soluzione mista: chi ha pagato più della metà degli esami è stato operato dopo 49 giorni, chi ne ha pagati meno della metà ha atteso 54 giorni.
Questi dati mostrano che l’unico modo per ridurre significativamente i tempi di attesa è sostenere l’intero percorso privatamente. Il tentativo di velocizzare il processo pagando solo alcuni esami non porta a grandi benefici.
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