Dott. Pasquale Frese Consulente Finanziario Agropoli

Dott. Pasquale Frese Consulente Finanziario Agropoli Consulente Finanziario Certificato - Banca Widiba SpA

I Promotori Finanziari di Banca Monte dei Paschi di Siena operano in una logica di consulenza personalizzata, supportando con professionalità il Cliente nell’analisi della sua situazione finanziaria, delle sue esigenze e dei suoi obiettivi, nella conoscenza dei prodotti e delle opportunità offerte dai mercati. La stretta interazione funzionale con gli altri canali fisici e online della Banca perme

tte ai promotori finanziari di gestire a 360 gradi le esigenze del cliente, che può contare su un’ampia gamma multimarca di soluzioni d’investimento, assicurative e previdenziali, e sul ricco ventaglio di prodotti bancari e servizi specializzati del Gruppo Montepaschi.

Le Borse salgono e gli investitori stanno a guardare.
28/02/2019

Le Borse salgono e gli investitori stanno a guardare.

Le Borse salgono e gli investitori stanno a guardare. I listini azionari di Europa ed Usa hanno recuperato il terreno perso lo scorso autunno

Se il mercato è volatile, allora sta bene.Cercare di prevedere le fluttuazioni degli indici, dicono i gestori di MIM, è ...
14/11/2018

Se il mercato è volatile, allora sta bene.
Cercare di prevedere le fluttuazioni degli indici, dicono i gestori di MIM, è un esercizio inutile. Le fasi di ribasso devono essere considerate un’opportunità e non devono distrarre dagli obiettivi di lungo periodo.

Valutazioni alte, preoccupazioni riguardo alla crescita globale, strette sui tassi di interesse in vista, Cina zoppicante, tensioni politiche. Gli elementi per far preoccupare i mercati e dare una spinta alla volatilità ci sono tutti. E gli investitori reagiscono di conseguenza. Nel solo mese di ottobre sia i mercati sviluppati che quelli emergenti hanno registrato un calo, in euro, vicino al 7%.

Dati in euro aggiornati al 13 novembre 2018
Fonte: Morningstar Direct

“E’ sicuramente una situazione spiacevole”, spiega Cyrique Bourbon, multi-asset portfolio manager di Morningstar Investment Management (MIM) Emea. “Tuttavia, alla luce della situazione non è sorprendente. Va anche detto che si tratta di un ritracciamento contenuto, se guardiamo l’andamento degli ultimi tre, cinque e 10 anni”.
Osservando la performance dei mercati più in profondità si notano delle divergenze. Tutti i settori sono scesi nel mese, ma con modalità diverse. Quelli che avevano le valutazioni più ricche come la tecnologia e i material sono stati colpiti duramente, mentre quelli cheap (come telecom, utility e beni di consumo) sono scesi meno del 5% “Valori simili in termini di dispersione si sono visti anche a livello geografico”, dice il gestore di MIM. “Le aree più costose, come gli Stati Uniti, sono crollate rispetto a quelle meno care (Regno Unito e alcune parti dell’Europa)”.
I mercati obbligazionari, da parte loro hanno tenuto, soprattutto grazie allo stato di forma di alcuni governativi di buona qualità. “Questo, tuttavia, non è bastato per ottenere una sufficiente diversificazione contro le perdite”, dice Bourbon. Meglio, da questo punto di vista, si sono comportate le valute: gli investitori hanno mostrato una decisa preferenza per il dollaro Usa e lo yen. “E’ in momenti come questi che gli operatori apprezzano il ruolo che l’esposizione alle divise può giocare”, dice il gestore.

Cosa fare?
Il consiglio generale, in situazioni come queste, è quello di restare fedeli ai tre principi cardine attorno ai quali si muove l’investimento di lungo periodo: guardare tutto sempre in prospettiva, basarsi sui fatti lasciando perdere le emozioni e considerare le fasi di ribasso come delle opportunità. “Vale la pena ricordare che i periodi negativi sono segnali che indicano un mercato in salute”, dice il manager. “Il futuro è pieno di incertezze. Avendo in mente questo ci si rende conto che prevedere gli andamenti degli indici o cercare di cogliere il momento giusto di salita e discesa sono esercizi inutili”.

Cercare di prevedere le fluttuazioni degli indici, dicono i gestori di MIM, è un esercizio inutile. Le fasi di ribasso devono essere considerate un’opportunità e non devono distrarre dagli obiettivi di lungo periodo. 

Semestrali, Widiba sfonda il breakeven.I risultati vanno oltre le previsioni del piano industrialeBuone notizie per Widi...
02/08/2018

Semestrali, Widiba sfonda il breakeven.

I risultati vanno oltre le previsioni del piano industriale

Buone notizie per Widiba che, nel primo semestre 2018, conferma l’andamento positivo dei primi tre mesi raggiungendo risultati oltre il breakeven e i target di Piano, grazie alla costante crescita di tutti gli indicatori di business e a un brand sempre più conosciuto a livello locale, nazionale e internazionale.

Il modello di business della banca – la cui sintesi è nel binomio relazione e tecnologia – continua a essere un fattore distintivo in grado di attrarre nuova clientela, fidelizzare la customer-base esistente e ingaggiare i consulenti nel perimetro dell’evoluzione dell’offerta.

I principali risultati dell’H1:
– +42% ricavi netti (vs H1 2017)
– Ebitda pari a 5,9 mio di Euro in crescita del 200% (vs H1 2017)
– Risultato Operativo lordo in utile pari a 1,1mio (+10mio vs H1 2017)
– Volumi intermediati 8,3 mld di Euro
– 320 mil di Euro di finanziamenti erogati
– CET1 pari al 32,82%
– 20 nuovi consulenti entrati nella Rete
– 300.000 follower, prima community bancaria
– 4,81 su 5 l’indice di soddisfazione dei clienti
– oltre 10 mln di righe di codice proprietario, 2.000 funzioni disponibili e un livello di servizio del 99,6%

Rilevante nel primo semestre è la progettualità a supporto dell’attività della consulenza finanziaria, l’unica certificata in Italia secondo la normativa UNI ISO 2222:2008 e UNI TS 11348:2010. I sistemi esperti di consulenza a 360°, erogati tramite la piattaforma WISE, sono stati rafforzati con nuove funzionalità e attraverso l’utilizzo dei Personal Advisor restituiscono tempo e qualità alla relazione con i clienti. Gli upgrade, coerentemente con il dna di Widiba, sono nati proprio dall’ascolto della Rete e dalla condivisione con le strutture manageriali con l’obiettivo di creare sinergie e realizzare soluzioni in linea con i bisogni del mercato.

Anche la nomina del nuovo Head Of Advisors, professionista della rete Widiba, va nella direzione di valorizzare ulteriormente la consulenza finanziaria, al centro della strategia e del modello di servizio della banca. Nel primo semestre 2018, inoltre, Banca Widiba ha proseguito il suo percorso di consolidamento dell’offerta commerciale con nuovi prodotti e servizi su tutti i comparti. I risultati sono indice di una value proposition sempre più attrattiva per la customer-base che oggi ha un rapporto “quotidiano” con la piattaforma, come testimoniano l’aumento del 56% degli accessi al sito e gli oltre 500.000 giudizi espressi dai clienti con un valore medio pari al 4,81/5. La Banca ha consolidato anche il trend di crescita sul comparto Mutui e Prestiti superando i target pianificati: gli stock di finanziamenti erogati dal lancio dei prodotti sul mercato, hanno toccato quota 320 milioni di euro. I risultati rappresentano una base solida per continuare, nella seconda metà dell’anno, ad ampliare la gamma di offerta che ad oggi è tra le più complete del mercato: nuovi servizi digitali, dagli investimenti ai pagamenti, dal credito alla protezione andranno ad arricchire entro il 2018 il catalogo prodotti, con soluzioni da first mover per confermare la leadership di innovazione nel settore.Buone notizie per Widiba che, nel primo semestre 2018, conferma l’andamento positivo dei primi tre mesi raggiungendo risultati oltre il breakeven e i target di Piano, grazie alla costante crescita di tutti gli indicatori di business e a un brand sempre più conosciuto a livello locale, nazionale e internazionale.

I risultati vanno oltre le previsioni del piano industriale

22/06/2018
27/03/2018

Morgan Stanley, dopo la correzione Wall Street ripartirà con le trimestrali.

La combinazione di una Fed più aggressiva, nuovi dazi da parte dell'amministrazione Trump e lo scandalo Facebook hanno portato a una correzione dell'S&P 500 la scorsa settimana che venerdì scorso ha chiuso a 2755 punti. Secondo gli strategist di Morgan Stanley guidati da Michael Wilson questa correzione ha aperto nuovi spazi di acquisto.

Il rimbalzo ieri a Wall Street si è visto con il Dow Jones che è balzato del 2,84%, l'S&P 500 del 2,72% e il Nasdaq Composite del 3,26%. Restano, però, in campo tutti gli elementi che devono invitare gli investitori alla cautela, perché la concentrazione delle posizioni è a livelli alti. E come spiegano gli strategist di Morgan Stanley: "la concentrazione di per sé non è un segnale di allarme, ma quando questa cambia lo fa così rapidamente che i vincitori di ieri possono essere i perdenti di oggi e questo rende difficile aggiustare le posizioni, facendo male ai portafogli".

Daltronde Michael Wilson, capo strategist sull'azionario Usa e cio di Mogan Stanley institutional securities e wealth management, avverte che "molte degli eventi che temevamo per quest'anno si stanno verificando, una maggiore volatilità sui tassi, sui cambi, sull'azionario, condizioni finanziarie meno accomodanti, una sottoperformance relativa del credito corretto per il rischio rispetto all'equity, una contrazione delle valutazioni dell'azionario Usa e un culmine delle possibilità di sorprese positive in termini di indicatori economici e dati".

Secondo Wilson nel resto dell'anno altri aspetti negativi sono destinati a manifestarsi come un raggiungimento dei massimi nei margini operativi e della crescita tendenziale degli utili per azione negli Stati Uniti e forse anche in altre aree. "I segni premonitori che questo accadrà ci sono tutti e si riveleranno a tutti entro la fine del terzo o al massimo alla fine del quarto trimestre 2018", dice Wilson, usando l'espressione anglosassone "è scritto sui muri".

Nel frattempo, però, stare fuori dai mercati non è la via giusta da percorrere perché dopo l'ultima correzione e con i dati macroeconomici che continuano a creare un mix ideale per i mercati (bassa inflazione ed elevata occupazione) conviene tenere le munizioni pronte per fruttare le ultime occasioni. E secondo Wilson spunti potrebbero arrivare con la pubblicazione dei risultati trimestrali del primo trimestre del 2018.

Intanto il rischio di una vera e propria guerra commerciale resta basso secondo lo strategist di Morgan Stanley. "Sottolineiamo che finora le dimensioni dei dazi annunciati, pari al 25% su un volume di importazioni pari 50-60 miliardi di dollari, ammontano a soli 12,5-15 miliardi di dazi effettivi. Ancora più importante, l'Europa è stata esentata, così come Canada e Messico".

Tutto questo suggerisce che questi colpi vengano usati più come tattiche di negoziazione e la risposta della Cina finora è stata tiepida con tariffe che riguardano solo il controvalore di 3 miliardi di scambi con gli Usa. Inoltre Wilson ricorda come questo evento sia stato rapidamente prezzato dai mercati e "così come i mercati raggiungono un tetto nel rialzo in occasione di buone notizie, esiste anche un fondo nel caso di cattive notizie", dice Wilson.

"Quindi per ora c'è ancora di spazioni di crescere per le azioni Usa, ma in un sentiero che sarà sempre più stretto e con un approccio che sarà sempre più difensivo quando ci saranno aspettative meno ottimistiche su un'ulteriore crescita degli utili e sul mercato del credito le condizioni saranno più restrittive", conclude l'esperto.

di Roberta Castellarin

Milano Finanza

20/03/2018

Pir, Intermonte: 500 nuove matricole attese nel medio periodo
Un target di 500 nuove quotazioni in Borsa nel medio periodo (7/8 anni). È questa la stima fornita da Intemonte Sim durante la presentazione a Milano dello studio "I Piani individuali di risparmio (Pir): gli effetti su domanda e offerta di capitale nel mercato borsistico italiano" a un anno dalla loro introduzione. La maggior parte delle quotazioni dovrebbe avvenire sull'Aim Italia, il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese.

09/03/2018

Bce, fine QE: acquisti asset ridotti a 10 miliardi al mese in ultimo trimestre 2018.

Stando alle indiscrezioni di Bloomberg, in base ai "calcoli dello staff della Bce sul futuro percorso della politica monetaria", la Banca centrale europea prevede che gli acquisti di asset ammonteranno a 30 miliardi di euro nell'intero quarto trimestre del 2018. Ciò significa che la Bce ridurrà gli acquisti mensili di asset che effettua nell'ambito del programma di Quantitative easing per 30 miliardi di euro al mese, a 10 miliardi di euro al mese, a partire dal mese di ottobre fino a dicembre, per poi porre fine al programma.

19/02/2018

Criptovalute: potrebbero crollare in ogni momento. Parla il fondatore di Ethereum.

Money.it
2018/02/19 11:23

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Le criptovalute sono un fenomeno estremamente volatile e potrebbero crollare da un momento all'altro, fino a valere zero.

Ad esprimersi in tal senso è stato il fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin. Le sue, tuttavia, non sono risultate delle funeste previsioni sull'andamento del comparto, ma delle mere precisazioni, veri e propri consigli utili a chi sceglie di investire sul settore.

Il fondatore di Ethereum ha definito le monete digitali come elementi estremamente volatili sui quali non bisognerebbe investire somme eccessive di fronte a disponibilità economiche limitate.

“Le criptovalute sono ancora un'assett class iper-volatile e potrebbero crollare all'improvviso fino a valere zero. Non bisogna investirci più di quanto si è disposti a perdere.”

Dal Bitcoin, fino al Ripple e allo stesso Ethereum, nel 2018 le monete digitali hanno cancellato parte degli straordinari guadagni messi a segno nel corso dell'anno precedente. A pesare sono state soprattutto le preoccupazioni su quella stretta normativa minacciata da più parti del mondo.

Ad oggi, però, il settore è tornato a respirare ottimismo e le quotazioni dei principali player sul mercato hanno iniziato a guadagnare nuovo terreno. Il prezzo del Bitcoin, solo per fare un esempio, è riuscito a riportarsi sopra l'agognata soglia dei 10.000 dollari.

A dicembre, Buterin ha paragonato i selvaggi investimenti in criptovalute alla vendita record del dipinto più costoso di Leonardo da Vinci, il Salvator Mundi.

“Se state cercando dove investire i risparmi di una vita, gli asset tradizionali rappresentano certamente la scommessa più sicura”,

ha consigliato il fondatore di Ethereum.

Come già accennato, il suo non è certamente un invito ad abbandonare il mondo delle criptovalute - una mossa che andrebbe a discapito suo e di Ethereum - ma un più semplice consiglio ad agire ed investire in modo prudente su un settore ancora in fase di sviluppo.

Articolo pubblicato da Cristiana Gagliarducci, Money.it

14/02/2018

Indagine sul Vix: l’ipotesi è che l’indice della paura sia stato manipolato
di Marco Valsania
14 Febbraio 2018

New York - Non c’è nulla da temere se non la paura stessa. Franklin Delano Roosevelt non pensava di certo al Vix , l'indice della volatilità di Borsa, mentre pronunciava la sua celebre frase durante l'inaugurazione presidenziale del 1933. Ma quelle parole non potrebbero oggi essere più attuali a Wall Street: il Vix, più che misurare la paura, incute lui stesso terrore. Il terrore di essere l'ultimo, influente indicatore a finire al centro di manipolazioni e scandali.

La Finra, l'associazione di autoregolamentazione del settore finanziario, ha aperto un'indagine sul Volatility Index del Cboe, che nelle scorse sedute ha conosciuto brusche impennate e oscillazioni costate ingenti perdite a numerosi investitori. Sotto esame sono finite puntate di trader su opzioni sull'indice Standard & Poor's 500, che potrebbero essere state effettuate ad arte per condizionare in modo scorretto i prezzi dei future sul Vix, che viene appunto calcolato con una formula basata su questi contratti.

Uno studio legale di Washington, lo Zuckerman Law, in rappresentanza di un anonimo cliente ha da parte sua alzato ancor piu' la pressione: ha inviato una lettera a tutte le autorita' di regolamentazione dei mercati - a cominciare dalla Sec e dalla Cftc - per chiedere di far luce su potenziali irregolarita' e truffe. Nella missiva denuncia perdite del suo cliente e di altre vittime per centinaia di milioni di dollari al mese.

La scoperta di manipolazioni macchierebbe non solo la reputazione del Vix ma anche del Cboe Global Markets, il grande exchange del quale l'indicatore e' uno dei prodotti di piu' alto profilo e popolari. Un'inchiesta potrebbe tradursi sia in accuse civili che penali, oltre a mettere nuovamente in discussione l'integrita' di piazze finanziarie che speravano di essersi lasciate alle spalle gravi “macchie” del recente passato quali la manipolazione del Libor e delle valute e gli scandali sui derivati.

Dimostrare manipolazione non e' facile: richiede chiare prove che individui o societa' sono in grado di muovere i mercati e l'hanno fatto intenzionalmente. Nel caso del Vix, il meccanismo di manipolazione potrebbe essere stato il seguente: chi volesse alterare i prezzi di fiutare e opzioni targati Vix puo' cercare di intervenire ad una speciale asta che avviene ogni mese e calcola e stabilisce i valori. I volumi tendono a salire durante la “settlement auction” sulle opzione legate all'S&P 500, che hanno un particolare peso sul livello assegnato del Vix. Secondo lo studio legale Zuckerman, piu precisamente, il suo cliente avrebbe trovato che “societa' di trading con sofisticati algoritmi” riescono a “muovere il Vix in rialzo e in ribasso semplicemente inserendo quotazioni sulle opzioni dell'S&P e senza doversi impegnare fisicamente in alcuna operazione, ne' impiegare alcun capitale”.

Il j'accuse stima che una simile “manipolazione del mercato abbia generato miliardi di dollari di profitti, sottratti a investitori istituzionali e retail e rastrellati da immorali market maker del mercato elettronico delle opzioni”. Il Vix, di sicuro, e' stato al centro di numerose strategie di investimento imperniate su scommesse ribassiste sulla volatilita', finite ora in grave e improvvisa crisi. Una dozzina di operatori interpellati dal Wall Street Journal ha confermato che manipolazioni del Vix sono tecnicamente fattibili.

13/02/2018

Critpovalute: autorità UE vedono altissimi rischi di perdere tutto, permane buco normativo.

Nuova presa di posizione contro gli acquisti non consapevoli di bitcoin. "I consumatori che acquistano valute virtuali devono essere consapevoli che esiste un alto rischio di perdere una grande quantità, o addirittura tutto, il denaro investito", è l'allarme lanciato congiuntamente dalle agenzie europee responsabili per le banche (Eba), le assicurazioni e le pensioni (Eiopa) e mercati mobiliari (Esma). Le tre autorità di vigilanza europee sottolineano come le valute virtuali come il Bitcoin sono soggette a un'estrema volatilità dei prezzi e hanno mostrato recentemente chiari segni di una bolla dei prezzi.

Scambi non regolamentati da diritto UE
Gli scambi delle criptovalute non sono regolamentati dal diritto dell'Unione Europea, il che significa che i consumatori che acquistano queste valute non beneficiano di alcuna protezione associata ai servizi finanziari regolamentati. Ad esempio, se uno scambio di Bitcoin fallisce o se i consumatori hanno il denaro rubato perché il loro account è soggetto a un attacco informatico; non esiste una legge dell'UE che copra le loro perdite.

Eba, Esma e Eiopa sottolineano poi come alcuni scambi di criptovalute sono stati sottoposti a gravi problemi operativi in passato. Durante queste interruzioni, i consumatori non sono stati in grado di acquistare e vendere le valute virtuali quando volevano e hanno subito perdite a causa delle fluttuazioni dei prezzi durante il periodo di interruzione.

Tra i fenomeni che si sono diffusi notevolmente negli ultimi mesi è quello del la produzione abusiva di criptomonete da parte di hacker che sfruttano la potenza di calcolo di una rete di computer all'insaputa della vittime. Questo fenomeno, chiamato criptomining, nel periodo luglio-dicembre 2017 ha visto nel mondo un'azienda su cinque colpita da un virus per la produzione di criptovalute (dati del rapporto Check Point Software Technologies).

06/02/2018

Sell-off mercati: don’t worry, alla fine prevarranno i fondamentali (commento analista).

La seduta disastrosa di ieri a Wall Street ha lasciato il segno, ma per Andrew Milligan, head of global strategy di Aberdeen Standard Investments, non è il caso di lasciarsi intimorire da allarmismi e catastrofismi. “Alla fine torneranno a prevalere i fondamentali”, ha detto Milligan in una nota stampa diffusa dalla società. Come spiegare allora la fiammata di volatilità che ha colpito Wall Street e a catena anche i mercati azionari asiatici ed europei? “Stiamo assistendo a una presa di profitto trainata da valutazioni tirate e dai timori circa l’aumento dell’inflazione che sta prendendo piede negli Stati Uniti”, ha chiosato Milligan. Cosa potrebbe arginare il sell off in atto? Secondo Milligan “gli investitori dovrebbero essere rassicurati nei prossimi giorni e settimane dalla forza dei profitti societari, dai dividendi e dai riacquisti di azioni che gli elevati livelli di liquidità aziendale consentono”.

Indirizzo

Corso Matarazzo, 173
Santa Maria Di Castellabate
84048

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