06/06/2026
Il tema centrale è la copertura assicurativa RC Auto nel caso in cui un neopatentato provochi un incidente alla guida di un'auto che supera i limiti di potenza consentiti dalla legge.
La Cassazione ha stabilito che l'assicurazione deve coprire i danni anche se nel contratto è presente una clausola di esclusione della garanzia per i conducenti "non abilitati alla guida".
I giudici fanno una distinzione netta:
Mancanza di abilitazione: Chi guida senza patente, con patente scaduta o revocata. In questo caso l'esclusione della copertura è valida.
Guida irregolare: Il neopatentato ha una patente valida, ma ha violato una regola di circolazione temporanea (il limite di potenza). Pertanto, non si può parlare di "mancanza di abilitazione".
La parte più interessante dell'articolo è la critica che i due autori muovono alla Cassazione. Secondo Hazan e Piccolo, i giudici si sono spinti "forse un po' troppo in là", creando un potenziale precedente pericoloso.
Gli autori notano una contraddizione (un "corto circuito"):
La Cassazione stessa ammette che guidare un veicolo di una categoria diversa da quella della propria patente (es. guidare un camion con la patente B) configuri una reale "non abilitazione".
Tuttavia, per il neopatentato vale lo stesso principio logico: in quel preciso momento, per legge, quel veicolo di alta cilindrata non poteva affatto condurlo.
Escludendo la limitazione del neopatentato dal concetto di "idoneità alla guida", si rischia di svuotare di significato la clausola stessa. Seguendo questa logica all'estremo – ironizza il sottotitolo – si potrebbe quasi arrivare a ritenere "abilitato" persino un automobilista che si mette alla guida di un mezzo pesante.
Considerazioni finali
La sentenza commentata è un'ottima notizia per le famiglie e i giovani conducenti, poiché evita il dramma economico di una possibile "rivalsa" da parte dell'assicurazione (la quale, dopo aver pagato il terzo danneggiato, avrebbe potuto chiedere i soldi indietro al neopatentato).
Dall'altro lato, la critica dei giuristi nell'articolo è condivisibile sotto il profilo della coerenza del diritto: se la legge vieta tassativamente a un soggetto di guidare un determinato mezzo, considerare quel soggetto "abilitato" ai fini assicurativi appare come una forzatura logica, nata più dal desiderio sociale di proteggere l'assicurato che da una lineare interpretazione delle norme.
L'articolo è uscito il 5 giugno 2026.
È stato pubblicato sulle pagine del quotidiano Il Sole 24 Ore a meno di un mese di distanza dal deposito dell'ordinanza della Corte di Cassazione (la n. 13834 del 12 maggio 2026) che ha dato origine al commento.
Studio Assicurativo Melorio