06/11/2024
La recente alluvione che ha colpito Valencia e altre città, ha evidenziato l'efficacia del modello assicurativo spagnolo di fronte alle calamità naturali. In Spagna, infatti, i risarcimenti per i danni causati da “rischi straordinari” arrivano in tempi estremamente rapidi: nel caso dell’alluvione, le vittime inizieranno a ricevere i rimborsi entro soli otto giorni dall’accaduto.
Ciò è possibile perché in Spagna le polizze assicurative includono un contributo al Consorcio de Compensación de Seguros (CCS), un ente pubblico che opera sotto il Ministero dell'Economia e che è responsabile dell’indennizzo per rischi straordinari come alluvioni, terremoti, tempeste o atti di violenza politica o sociale. Questo contributo può essere fisso, come nel caso delle polizze auto per cui è previsto un importo di circa 2,10 € per veicolo, oppure calcolato in percentuale sulla somma assicurata. Le percentuali non sono elevate e variano dallo 0,003% allo 0,18%, mentre per le polizze relative a opere civili possono arrivare fino all’1,63%.
L’efficacia del CCS si misura:
➡️ nella facilità con cui è possibile effettuare la richiesta di risarcimento, che può essere effettuata anche online e garantisce una perizia entro pochi giorni,
➡️ nella tempestività dei risarcimenti,
➡️ nell’entità degli aiuti economici forniti.
Nel caso dell’alluvione in Spagna, il CCS sta coprendo spese per milioni di euro (si stima che arriveranno intorno ai 3,5 miliardi), garantendo ai residenti non solo la riparazione degli immobili danneggiati, ma anche il sostegno per alloggi temporanei e il recupero delle perdite economiche per le attività commerciali interrotte.
❓ Come funziona il versamento del contributo al CCS?
Il contributo viene versato solo da chi decide di stipulare una polizza auto, per la proprietà, vita o infortuni, inserendo alcune garanzie indicate dallo stesso CCS. Nel caso in cui si verifichino rischi straordinari, quindi, saranno risarciti dal fondo solo coloro che hanno pagato il contributo.
Questa struttura permette di proteggere automaticamente i cittadini, distribuendo i rischi straordinari su larga scala ed evitando che le singole famiglie o aziende siano costrette a sostenere interamente il peso finanziario di coperture per eventi straordinari.
Per quanto riguarda il risarcimento di danni materiali, per esempio, il sito del CCS riporta che sarà risarcito il cittadino la cui polizza copre “almeno uno dei rischi più comuni: incendio, furto, rottura vetri, ecc., o modalità combinate”. Per le auto, invece, serve avere come copertura la responsabilità civile che già comprende il supplemento per i rischi straordinari.
💡 Un Modello per l’Italia e per l’Europa?
In un contesto europeo in cui i cambiamenti climatici aumentano la frequenza e l’intensità dei disastri naturali, il modello spagnolo rappresenta una soluzione pratica e solidale che potrebbe ispirare altre nazioni. L’obbligatorietà del contributo, inserito nelle polizze assicurative di base, permette di garantire una copertura per tutti e di alleggerire la pressione finanziaria sulle famiglie e sulle aziende in caso di disastri.
In conclusione, il CCS non è solo un esempio di gestione efficace del rischio, ma anche una dimostrazione di come la collaborazione tra pubblico e privato possa fornire risposte concrete e rapide a emergenze collettive. Di fronte a un panorama climatico sempre più incerto, la Spagna offre una lezione preziosa: un sistema di assicurazione obbligatoria non è solo un costo, ma un investimento nella sicurezza collettiva e nella resilienza sociale