12/09/2018
Gli investimenti sostenibili prendono sempre più piede tra gli operatori di mercato e gli investitori iniziano a strizzare l’occhio con maggiore interesse a questo nuovo modo di concepire la finanza. Ma cosa è l’investimento sostenibile o ESG?
L’acronimo ESG è composto da tre parole (Enviromental, Social and Governance) che a loro volta racchiudono tre distinti universi di sensibilità sociale. Il primo è quello dell’ambiente, che comprende rischi quali i cambiamenti climatici, le emissioni di CO2 (biossido di carbonio), l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, gli sprechi e la deforestazione. Il secondo include le politiche di genere, i diritti umani, gli standard lavorativi e i rapporti con la comunità civile. Il terzo universo è relativo alle pratiche di governo societarie, comprese le politiche di retribuzione dei manager, la composizione del consiglio di amministrazione, le procedure di controllo, i comportamenti dei vertici e dell’azienda in termini di rispetto delle leggi e della deontologia.
Praticamente, significa muovere il processo di costruzione dei portafogli da un approccio di esclusione di determinati titoli, ad esempio i produttori di armi, a un impegno attivo su temi come l’ambiente, la società e la corporate governance.
Gli investitori che hanno a cuore l’attenzione all’ESG sono aumentati ma restano ancora una nicchia. È tuttavia in corso un profondo mutamento. I risparmiatori sensibili all’ambiente, alle tematiche sociali e alla governance sono aumentati portando una crescita degli investimenti di 7 volte in 10 anni.
A livello internazionale è aumentata la consapevolezza dell’urgenza di accrescere l’impegno dei governi a riformare il sistema economico globale verso una maggiore sostenibilità, in primis climatica e poi ambientale e sociale.
Ugo Bassi il direttore della sezione Financial Markets nella Direzione Finanziaria della Commissione Europea ha dichiarato
“L’Europa ha deciso consapevolmente di accreditarsi come leader nella lotta ai cambiamenti climatici e ha deciso di fare da traino per un’economia più verde e sostenibile. Una scelta cosciente, fatta in maniera decisa.”
La commissione intende fare in modo che la finanza contribuisca in maniera significativa al raggiungimento degli obbiettivi di sostenibilità. L’obiettivo del piano della finanza sostenibile è quello di canalizzare gli investimenti privati verso i target di lungo termine: in primis protezione ambientale, e poi a seguire gli altri con le tematiche sociali. Il risparmiatore sarà sempre libero di scegliere se investire in prodotti sostenibili, però la commissione ha introdotto un quadro normativo che, utilizzando lo strumento della trasparenza, consente alle persone di fare le scelte più consone alle loro esigenze e che obbliga gli operatori finanziari a dare le informazioni necessarie affinché ciò avvenga.
Quindi ognuno sarà sempre libero di scegliere in base alla propria coscienza, anche se gli investimenti sostenibili risultano sempre più vincenti, anche in termini di rendimento.
Fonte (www.mornignstar.it; FocusRisparmio)