13/04/2025
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Negli ultimi giorni i mercati finanziari hanno vissuto momenti di forte turbolenza in risposta all'annuncio dei nuovi dazi americani. E’ d’obbligo fare alcune riflessioni per mettere questi eventi nella giusta prospettiva.
Ho scelto di focalizzarmi sull'S&P 500, considerato universalmente il mercato più efficiente al mondo, proprio perché rappresenta il miglior benchmark per comprendere i cicli di volatilità e recupero. Essendo composto dalle 500 maggiori aziende americane, offre un quadro affidabile di come i mercati reagiscono e si riprendono dalle turbolenze.
Ecco alcuni esempi significativi: 📊
𝐂𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟎𝟖: l'S&P 500 p***e circa il 57% del suo valore tra ottobre 2007 e marzo 2009, scendendo da 1,565 punti a 676 punti. Sembrava un disastro irreversibile, con molti investitori che abbandonarono il mercato nel momento peggiore. Chi continuò a investire durante la discesa, praticando il dollar-cost averaging, ottenne rendimenti con un guadagno del 401% dai minimi fino a fine 2021.
𝐏𝐚𝐧𝐝𝐞𝐦𝐢𝐚 𝐂𝐎𝐕𝐈𝐃-𝟏𝟗: nel marzo 2020, l'S&P 500 subì un crollo del 34% in appena 23 giorni di negoziazione - passando da 3,386 a 2,237 punti. Fu uno dei ribassi più rapidi della storia, con circuit breaker che scattarono ripetutamente. Sorprendentemente, nonostante le previsioni apocalittiche di molti analisti, l'indice recuperò completamente in soli 5 mesi, raggiungendo nuovi massimi storici entro agosto 2020. Chi investì al punto più basso avrebbe ottenuto un rendimento del 114% nei due anni successivi.
𝐂𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐨𝐭-𝐜𝐨𝐦: tra il 2000 e il 2002, l'S&P 500 p***e circa il 49%, crollando da 1,527 a 776 punti mentre la bolla tecnologica scoppiava. Il Nasdaq, ancora più esposto alle aziende tech, p***e quasi l'80%. Il recupero completo dell'S&P 500 richiese circa 7 anni, ma gli investitori che continuarono a investire regolarmente durante questo periodo di debolezza accumularono quote a prezzi vantaggiosi. Chi mantenne una strategia di acquisto costante nonostante la paura diffusa si ritrovò in forte attivo già nei primi anni post-crisi.
𝐁𝐥𝐚𝐜𝐤 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐚𝐲 𝟏𝟗𝟖𝟕: il 19 ottobre 1987, l'S&P 500 crollò del 20,5% in un solo giorno, il peggior calo giornaliero della sua storia. L'indice passò da 282 a 224 punti in poche ore di trading. Nonostante l'intensità dello shock, che fece temere l'arrivo di una nuova Grande Depressione, il mercato recuperò completamente in meno di 2 anni, e addirittura chiuse in positivo l'intero anno 1988.
𝐂𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐞𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨 (𝟐𝟎𝟏𝟏): l'S&P 500 subì una correzione del 19,4% tra aprile e ottobre 2011, scendendo da 1,363 a 1,099 punti, a causa dei timori di contagio dalla crisi dell'Eurozona. Nonostante le preoccupazioni globali, l'indice recuperò completamente in soli 5 mesi, e chi mantenne i propri investimenti vide un guadagno del 16% già nell'anno successivo.
𝐂𝐨𝐫𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟖: nell'ultimo trimestre del 2018, l'S&P 500 subì un calo del 19,8%, sfiorando la definizione tecnica di bear market, a causa dei timori per la guerra commerciale USA-Cina e l'inasprimento della politica monetaria. L'indice scese da 2,930 a 2,351 punti in soli tre mesi. Eppure, già nel giugno 2019 aveva recuperato completamente le perdite, impiegando appena sei mesi, e chiuse l'anno 2019 con un rendimento superiore al 28%.
𝑰𝒍 𝒎𝒆𝒓𝒄𝒂𝒕𝒐 𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒓𝒊𝒐 è 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒖𝒏 𝒂𝒍𝒃𝒆𝒓𝒐 𝒓𝒐𝒃𝒖𝒔𝒕𝒐: l'S&P 500, con la sua efficienza e ampia diversificazione, cresce nel tempo nonostante il vento occasionale possa scuotere i suoi rami. Se vi concentrate solo sulle foglie che cadono oggi, rischiate di non vedere la foresta che continua a crescere.
🇻🇮 🇮🇳🇻🇮🇹🇴 a considerare questa fase di volatilità come una normale tappa del viaggio d'investimento. La storia dell'S&P 500, il mercato più efficiente al mondo, ci insegna che chi mantiene una visione di lungo periodo e una strategia coerente tende a essere premiato.
Sono a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento o per rivedere insieme la vostra strategia d'investimento in questo periodo di mercato.