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28/07/2016

Ecco le 10 auto più rubate: tutti i modelli. Appena comprata? Ti fregano così...

Se pensate che le automobili più recenti e tecnologicamente più sofisticate siano più sicure delle più attempate, vi sbagliate di grosso. Almeno stando ai dati dell'ultimo rapporto dell'Associazione sostenitori amici della polizia stradale che ha stilato la classifica delle auto più rubate a Roma nel 2015 e i tempi impiegati dai ladri per mettere a segno il furto.
Circa vent'anni fa, i ladri di auto impiegavano circa dieci minuti per aprire lo sportello e fuggire con il bottino. Oggi in media il tempo per un furto si aggira sui 14 secondi. Merito, secondo l'Asaps, della prevalenza di elettronica rispetto alla meccanica nei sistemi di antifurto, dettaglio che li rende più vulnerabili anche grazie all'evoluzione delle tecnologie che gli stessi ladri utilizzano.
Tra i modelli più facili da rubare svetta in classifica la Fiat Panda, sottratta ai legittimi proprietari nella Capitale in 11.598 casi. Per quanto bersagliata però, la Panda non sembra essere un ottimo bottino per i ladri, visto che nel 56% dei casi i proprietari sono riusciti a tornare in possesso del proprio veicolo. Segue nella graduatoria la Fiat Punto con 8.742 auto rubate, la Fiat Cinquecento, la Lancia Ypsilon e al quinto la Fiat Uno.
La classifica
1. Fiat Panda 11.598 (12%)
2. Fiat Punto 8.742 (9%)
3. Fiat 500 6.669 (7%)
4. Lancia Ypsilon 4.089 (4%)
5. Fiat Uno 3.476 (3%)
6. Ford Fiesta 3.205 (3%)
7. Volkswagen Golf 2.919 (3%)
8. Smart ForTwo 2.077 (2%)
9. Renault Clio 1.755 (2%)
10. Opel Astra 1.448 (1%)

Fonte Il Corriere

20/07/2016

POLIZZE RC AUTO GRATUITE


SE SI ACQUISTA UN’AUTOMOBILE: UN REGALO CHE PUO’ COSTARE CARO L’IVASS AVVERTE I CONSUMATORI Si sta diffondendo nel mercato la pratica da parte di diverse case automobilistiche di offrire in omaggio polizze assicurative r.c. auto a chi acquista un’automobile nuova. Ma attenzione: gli effetti possono essere dannosi per il consumatore. Al termine del periodo di gratuità, a causa delle modalità con cui le polizze vengono offerte e delle loro caratteristiche, gli assicurati possono perdere i benefici, per sé e per i propri familiari, della classe di merito acquisita prima dell’offerta, compresi i benefici riconosciuti dalla Legge n. 40/2007 (c.d. decreto Bersani), con notevole aumento dei premi successivi. L’IVASS ha avviato una indagine su questo fenomeno, ma nel frattempo ritiene utile dare qualche suggerimento ai consumatori.
PRIMA DI ACCETTARE INFORMATI: 3 SUGGERIMENTI
1) chiedi a chi ti offre la polizza gratis se la polizza sarà intestata a te e se è previsto il rilascio di un attestato di rischio a tuo nome alla scadenza del periodo di gratuità: se la polizza è a “libro matricola” (cioè non intestata a te, ma relativa ad un parco di veicoli) puoi andare incontro alla perdita della classe di merito
2) rivolgiti ad un intermediario di fiducia per un eventuale confronto: lui ti potrà aiutare a valutare attentamente gli effetti sulla classe di merito acquisita prima dell’accettazione della copertura assicurativa gratuita
3) chiedi di sapere se la polizza è bonus-malus o con formula “a franchigia” e leggi attentamente le condizioni di polizza della garanzia offerta. Se ci sono franchigie, puoi andare incontro alla perdita della classe di merito; inoltre una parte dell’eventuale sinistro è a tuo carico. GLI EFFETTI NEGATIVI CONSEGUENTI ALL’ACCETTAZIONE DELL’RC AUTO GRATUITA Se la polizza gratis è a libro matricola e/o con franchigia, una persona assicurata da più anni con formula tariffaria Bonus Malus, dopo anni di condotta meritevole per non aver commesso sinistri, per il solo fatto di aver accettato la polizza gratuita, si vede interrotta la storia assicurativa pregressa e, al termine del periodo promozionale, se vuole tornare ad una tariffa Bonus-Malus, il suo contratto viene inserito nuovamente in classe di ingresso (14 o addirittura 18). Si trova così a pagare, l’anno dopo, un premio molto più elevato rispetto a quello che avrebbe pagato se avesse rifiutato l’offerta della polizza gratuita ed avesse continuato ad essere assicurato per proprio conto. Per effetto della legge c.d. Bersani, un neopatentato ha il diritto di beneficiare della classe di merito di un familiare, ma solo se al momento in cui acquista la macchina, nuova o usata, stipula il primo contratto come proprietario di questa macchina. 2 Al termine del periodo di copertura gratuita invece il ragazzo sta assicurando per la seconda volta una macchina già di sua proprietà; egli quindi perde l’agevolazione della legge c.d. Bersani riservata esclusivamente ai nuovi acquisti di veicoli neo immatricolati o volturati e ad una prima assicurazione. Anche in questo caso si trova a pagare un premio molto più elevato rispetto a quello che avrebbe pagato se avesse rifiutato l’offerta della polizza gratuita e si fosse assicurato per proprio conto, sfruttando il decreto Bersani.
COSA PUOI FARE SE HAI GIA’ USUFRUITO DI UNA POLIZZA RC AUTO GRATUITA Se non sei stato adeguatamente informato sulla copertura assicurativa che ti è stata offerta al momento dell'acquisto del veicolo presenta un reclamo all’impresa di assicurazioni. Trovi i recapiti sul sito dell’impresa o sul sito dell’IVASS.

20/07/2016

DONNE....UN MONDO DA TUTELARE

Vediamo come e da chi...
una Polizza dedicata alle donne, pensata per valorizzare e proteggere con garanzie reali il loro ruolo e impegno nell'ambito sociale e lavorativo.

La Polizza prevede l'ASSISTENZA LEGALE in sede civile e penale per fatti della vita privata (ANCHE CONTRO REATI DI STALKING), professionale (CONTRO IL
MOBBING) e della circolazione.

Garantendo anche un INDENNIZZO FORFETTARIO in caso di scippo rapina e perdita del posto di lavoro.
Per maggiori informazioni contattateci.

20/07/2016

Veicoli non assicurati, non basta pagare la multa

Chi viene trovato alla guida di un veicolo senza copertura assicurativa può beneficiare dello sconto del 30% sulla multa, pagandola entro 5 giorni. Ma per riprendere possesso del veicolo sarà necessario anche dimostrare la riattivazione di una polizza rc auto. Diversamente il mezzo resterà sequestrato a tempo indeterminato e per sbloccare la situazione sarà necessaria un’ordinanza del prefetto che intima al trasgressore l’obbligo di riattivare la polizza per evitare la confisca del mezzo con conseguente annullamento anche dello sconto già utilizzato sul verbale. Lo ha evidenziato il Ministero dell’interno, dipartimento per gli affari interni e territoriali, con la circolare n. 300/a/3196/16/101/20/21/1 del 5 maggio 2016. La questione dei conducenti dei veicoli non assicurati che possono essere ammessi al beneficio del pagamento scontato della multa ha evidenziato una zona grigia della normativa. Ovvero il caso frequente in cui il trasgressore paga tempestivamente la multa ma non riattiva la polizza rc auto in tempi celeri. In questo caso letteralmente non è possibile effettuare la confisca del veicolo che resta sequestrato a tempo indeterminato. Non essendo infatti possibile la restituzione del mezzo, ai sensi dell’art. 193/4° cds si crea una situazione di blocco poco opportuna. La soluzione individuata dal Viminale poggia sull’art. 21 della legge 689/1981. Il comando di polizia, specifica la circolare, trascorsi 60 giorni dalla contestazione della violazione dell’art. 193 cds, invia il verbale alla prefettura. Il rappresentante governativo, sulla base degli atti ricevuti, emette un’ordinanza ingiunzione ai sensi della legge 689/1981 nella quale fisserà il termine «entro il quale l’interessato dovrà procedere alla riattivazione della polizza con l’indicazione che la stessa, nel medesimo termine, dovrà essere portata in visione all’ufficio di polizia».
L’ordinanza ingiunzione del prefetto, conclude l’organo di coordinamento dei servizi di polizia stradale, per semplificare ulteriormente le procedure, potrà già contenere anche il provvedimento di confisca conseguente al mancato adempimento degli obblighi indicati.
Fonte: Italia Oggi

20/07/2016

CID ISTRUZIONI PER L'USO

Quando si verifica un incidente stradale il modulo cid è fondamentale, così come è molto importante compilarlo in maniera corretta. Questo ovviamente solo nel caso in cui non ci fossero feriti, perché viceversa si dovranno chiamare sempre le forze dell’ordine e l’ambulanza. Nel riempire il modulo cid, detto anche cai, costatazione amichevole di incidente, si possono incontrare delle difficoltà, perché non sempre è chiaro come bisogna riempire i vari campi presenti. Le spiegazioni non sono disponibili sul foglio e se compilato male si rischia di non essere risarciti.
I due fogli, dopo la compilazione, vanno staccati per essere consegnati alle rispettive assicurazioni. Importante è che i fogli siano perfettamente identici. Qualora dopo la compilazione dovessero esserci segni o cose simili si rischierebbe di invalidarli. Quando invece l’incidente coinvolge più vetture è necessario compilare più moduli di questo tipo. Se entrambi i conducenti sono d’accordo con quanto scritto, si procede alla constatazione amichevole, il rimborso da parte delle assicurazioni in questo modo sarà più rapido. Se uno dei due conducenti non è d’accordo può evitare di firmare, ma deve compilare il modulo con i propri dati. Nella parte relativa alle altre informazioni bisogna indicare un eventuale intervento delle autorità, la targa dei veicoli, i dati dei testimoni e del proprietario dell’automobile.
Come compilare un Modulo CidMa veniamo alla parte più complicata: come riempire un Modulo Cid? Seguite queste istruzioni. Nella parte superiore del foglio, nel primo riquadro in alto a sinistra si devono scrivere data e ora dell’incidente. Poi nelle nelle sezioni 1, 2, 3, 4 e 5 bisogna indicare il luogo dove è avvenuto l’incidente, la presenza eventuale di feriti, di danni e di testimoni. La compilazione della parte relativa ai veicoli è indifferente, ognuno dei può compilare quella blu o la gialla. Nella sezione 6 vanno inseriti tutti i dati dell’assicurato. Nella sezione 7 il tipo di veicolo, specificando anche i dati del rimorchio se presente. Nella sezione 8 vanno i dati dell’assicurazione che si trovano sul proprio certificato. Bisogna inserire anche il numero di polizza, il periodo di validità, il nome e l’indirizzo dell’agenzia. Inoltre si deve barrare la casella del tipo di copertura della polizza assicurativa. Nella sezione 9 si inseriscono i dati del conducente e quelli della patente di guida. Il conducente può anche non coincidere con l’assicurato. Nella sezione 10 i tre veicoli disegnati indicano il punto in cui la propria auto ha subito l’urto. Nella sezione 11 si scrivono i danni subiti. Nella sezione 12 ci sono delle caselle vuote con delle definizioni che aiutano a capire come è accaduto l’incidente. Ogni conducente può segnare una o più caselle. Nella sezione 13 si spiega la dinamica disegnando la direzione dei veicoli sulla strada, la posizione al momento dell’urto, la presenza di segnaletica e i nomi delle strade. La sezione 14 è dedicata alle osservazioni oggettive e la sezione 15 è quella per la firma dei conducenti.

15/07/2016

IL PILOTA AUTOMATICO SBAGLIA E L'AUTO SI SCHIANTA CONTRO UN CAMION:PRIMO INCIDENTE MORTALE PER TESLA Il fatto è avvenuto il 7 maggio. Aperta un'indagine a Washington Tweet La google car ha un vizio tutto umano: sorpassa a destra e va a sb****re contro un bus Oliver Stone, Tesla, robot umanoidi e il mondo intorno all'advertising Arriva una sorpresa da Tesla, ma non sarà un'auto 01 luglio 2016 È stata aperta un'indagine sul primo incidente mortale che ha coinvolto un'auto Tesla Model S che stava utilizzando il sistema Autopilot di pilota automatico. Lo schianto, secondo quanto riferiscono le autorità della Florida, è avvenuto lo scorso 7 maggio, quando il 40enne Joshua Brown viaggiava sull'auto nei pressi di Williston su una strada non trafficata. Un episodio che non potrà che causare polemiche e dibattito sul sistema e la sicurezza. L'Nhtsa (l'ente Usa che si occupa della sicurezza nazionale del traffico autostradale) ha aperto un'indagine preliminare per un controllo sui 25mila veicoli Model S dotate dell'Autopilot. Si tratta del primo passo per emanare un eventale ordine di richiamo in caso emergesse che i veicoli non sono sicuri. L'incidente, spiega l'ente, "richiede un esame della progettazione e delle performance di ogni aiuto alla guida in uso al momento dello schianto". Impatto con un camion Secondo le prime ricostruzioni, l'incidente sarebbe avvenuto dopo che un mezzo con rimorchio ha svoltato a sinistra proprio davanti alla Tesla nei pressi di un incrocio. Ieri il produttore comunicava che "né l'Autopilot, né il conducente hanno notato il lato bianco del rimorchio" a causa del riflesso della luce nel cielo e "il freno non si è attivato". L'incidente ha provocato un'immediata caduta del titolo di Tesla in Borsa, con una perdita di oltre il 3%. La compagnia ha provato a concentrarsi sulla insolita natura dello schianto, sottolineando che si tratta del primo episodio mortale in oltre 130 milioni di miglia percorse dalle auto. Un'auto Tesla dotata del sistema viene venduta a partire da 66mila dollari. In una nota l'azienda ribadisce che ai clienti è richiesto di dare "un consenso esplicito" in cui indicano di essere a conoscenza del fatto che l'Autopilot è una nuova tecnologia ancora in sviluppo, in caso contrario il sistema non viene attivato. - See more at:

Il fatto è avvenuto il 7 maggio. Aperta un'indagine a Washington

15/07/2016

Come saranno le auto del futuro?

Megaschermi e musica.....
L’auto sempre collegata
Secondo le statistiche gli italiani stanno al volante 87 minuti ogni giorno e neppure
in quel momento intendono rinunciare alla connessione. Così le case automobilistiche con Google e Apple hanno studiato sistemi di intrattenimento che non lasciano scampo
Siamo tutti collegati. Merito — o colpa, per qualcuno — degli smartphone. Ma che cosa succede in quegli 87 minuti che, statistiche alla mano, noi italiani trascorriamo ogni giorno, in media, alla guida dell’auto? Per qualcuno, assillato da notifiche, trilli e vibrazioni del telefono, è una zona franca benedetta. Per la maggioranza però è un momento di vuoto inaccettabile. Tanto che ci si lancia in comportamenti vietati e altamente pericolosi: non solo telefonate senza vivavoce, ma sempre più spesso digitazioni compulsive di sms, messaggi WhatsApp e Facebook. Essere connessi investe una sfera sempre più ampia del quotidiano: anche l’intrattenimento passa da un dispositivo mobile. A partire dalla musica, che dal download si sposta rapidamente verso lo streaming su servizi come Spotify o Deezer. L’industria automobilistica ormai è consapevole di quanto sia importante il sistema di entertainment digitale nel momento in cui si va scegliere un nuovo mezzo. E alcune dinamiche si apprestano a replicare — con gli opportuni distinguo — quelle già viste nel mondo smartphone e tablet. Anche nei sistemi da auto andiamo infatti verso un duopolio: Google da una parte, con il suo Android Auto, Apple dall’altra con CarPlay.
Le rispettive soluzioni non differiscono molto nella filosofia di fondo. Si collega il telefono all’impianto di intrattenimento digitale (oggi con un cavo, in futuro sarà tutto wireless) e lo smartphone «prende possesso» dello schermo dell’auto. L’interfaccia grafica decisa dal produttore viene di fatto temporaneamente rimpiazzata dalle familiari icone delle nostre app. Non tutte ovviamente, ma soltanto quelle abilitate a funzionare su Android Auto ed Apple CarPlay. Quante sono? Non moltissime, anche perché gli sviluppatori devono rispettare rigide regole imposte dalle case automobilistiche. Criteri grafici e di usabilità, ma soprattutto legati alla sicurezza. Evitare il più possibile la «driver distraction» resta il faro. Ecco perché ci sono le app musicali ma non Netflix.
Entrambi i sistemi sono disponibili oggi su circa un centinaio di veicoli, una lista che si amplia rapidamente dopo che ormai quasi tutti i marchi hanno abbracciato il duopolio digitale o annunciato che lo faranno (l’unica grossa eccezione resta Toyota, che per ora procede su una strada indipendente dalle big della Silicon Valley). Le app disponibili sono alcune decine, concentrate, al di là delle mappe, su musica e intrattenimento «non visivo». Una bella infornata di servizi musicali, radio digitali, podcast e anche audiolibri (Audible, di proprietà Amazon, è arrivato da poco in Italia). Non mancano servizi di messaggistica come Telegram, Hangout, iMessage. Quali sono le app più utilizzate? «A oggi il servizio più richiesto è in primo luogo la navigazione, che comprende anche servizi accessori e funzioni evolute. Tipo dire “Ho fame” e trovare ristoranti con la cucina preferita nei dintorni o vicino alla destinazione. Poi intrattenimento digitale, musica soprattutto» spiega Marco Alù Saffi, responsabile comunicazione e relazioni esterne di Ford Italia, uno dei marchi che più ha punto sull’infotainment digitale con il suo sistema Sync, arrivato alla terza versione.
Benché il tutto sia comandabile attraverso il touchscreen e anche con pulsanti e manopole, una parte importante dello sforzo dei Google e Apple si è concentrata sull’interazione vocale. L’azienda di Cupertino può contare su Siri, l’assistente vocale nato su iPhone e poi arrivato su altre piattaforme: la più recente sono i computer Mac. Rispetto al rivale Google, Siri ha un comportamento più «umano», è una soluzione in grado di gestire conversazioni e dotata persino di ironia. Alla recente conferenza per gli sviluppatori Wwdc, Apple ha annunciato che entro fine anno, con l’arrivo del sistema iOS 10, Siri sarà aperta anche ad app di terze parti e guadagnerà il supporto a messaggi WhatsApp e chiamate con app quali Skype o Spark. Android Auto invece può puntare sull’efficacia della ricerca Google: il sistema otterrà l’attivazione vocale con la frase «Ok Google», svincolando i guidatori dall’uso di tasti e pulsanti. Android Auto diventerà poi un’app indipendente: anche chi non avrà un sistema di infotainment compatibile potrà così utilizzare, sul suo smartphone, le stesse funzioni e app ottimizzate per l’uso a bordo.
Il vantaggio principale di Google rimane nell’ambito delle mappe: Google Maps resta superiore alla concorrenza e Android Auto potrà contare anche su Waze, il navigatore «comunitario» (traffico, incidenti e problemi sulla strada sono aggiornato in tempo in tempo reale da una community di milioni di utenti). Apple, per restringere il gap, ha annunciato novità per le sue Maps: con iOS 10 gli utenti avranno facile accesso a servizi (ristoranti, distributori) lungo il percorso impostato, oltre a un’interfaccia più chiara e traffico in tempo reale. I nuovi modelli di auto sono pensati per supportare sia Android che CarPlay: a seconda del telefono che si collega il sistema adotta un’interfaccia oppure un’altra. All’industria dell’auto, la partnership con la Silicon Valley non dispiace perché permette di ridurre tempi e costi sulle app: prima gli sviluppatori dovevano lavorare su piattaforme proprietarie, limitate a un solo marchio o addirittura a pochi veicoli. Ora possono attingere a una comunità di programmatori enorme e rodata. La difficoltà più grossa resta nel ritmo dei diversi settori: un’app può nascere e avere successo in un mese, uno smartphone richiede 12-18 mesi per lo sviluppo, l’automotive ha invece tempi più lunghi. Ma le sfere si vanno allineando e la strada sembra tracciata. Anche perché non ci sono grosse alternative. Un terzo incomodo era Microsoft, ma sotto la guida del nuovo numero 1 Satya Nadella, si sta concentrando su altri settori: servizi e cloud per le aziende. Ad esempio Bmw e Toyota useranno per i propri sistemi connessi la «nuvola» Microsoft Azure. Un’area in cui si muove anche un’altro colosso come Amazon.

Una terza via esiste e si chiama MirrorLink: una soluzione appoggiata da un consorzio di aziende di elettronica e automotive. Potenzialmente era la più versatile perché non legata a un singolo marchio ma sembra perdere terreno sul mercato, probabilmente in maniera decisiva. Tutti i discorsi su app e infotainment non possono essere svincolati da quelli su auto connesse e guida automatica o semi-automatica. Le analisi sono concordi nel dire che, per il 2024 si venderanno solo «connected car». Oggi in Europa siamo più o meno al 25% ma il grosso salto si farà dal 2018 con l’obbligo (dal 31 marzo) per le nuove omologazioni di avere un sistema di bordo che gestisca l’eCall, la chiamata di emergenza. Ci sarà dunque una Sim sempre attiva su ogni veicolo, anche se al momento la strada maestra per offrire connettività al mezzo passa attraverso lo smartphone, che «regala» la sua connettività 4G al sistema di bordo. Nel 2024 parleremo già di reti 5G e sarà cosa comune l’aggiornabilità dei sistemi da remoto, senza bisogno di mettere le mani sul veicolo. Come spiega Santo Ficili, responsabile di Mopar (Fca) per la regione Emea, «grazie all’evoluzione tecnologica, sia per le tecnologie di smartphone mirroring come CarPlay e Android Auto — presenti sulla quarta generazione di sistemi Uconnect — sia con scatole telematiche integrate, i clienti Fca potranno arricchire l’esperienza d’utilizzo del veicolo, stipulando ad esempio assicurazioni con prezzo basato sullo stile di guida o usufruendo della chiamata di emergenza automatica in caso di incidente». Inoltre, aggiunge Ficili «la mole di dati generati dal veicolo e dall’ambiente circostante permetterà la creazione di un marketplace aperto alla comunità di sviluppatori che, interagendo con i produttori di auto, potranno sfruttare le opportunità dei big data per creare nuovi servizi e nuovi modelli di business. Conoscere lo stile di guida del cliente o le sue abitudini significa come Mopar poterlo servire al meglio, abbattendo i costi di gestione veicolo e semplificando la vita del cliente». Nel prossimo decennio saremo entrati a tutti gli effetti anche nell’era dell’auto a guida autonoma o semi-autonoma. In quel contesto i sistemi di intrattenimento di bordo diventeranno qualcosa di diverso, consentendo cose oggi vietate o impossibile. Non a caso Microsoft ragiona sull’utilizzo dei suoi software Office in auto. Un’idea che oggi pare bizzarra ma che su un «salottino» guidato da un computer potrebbe avere molto più senso.

Fonte Corriere della Sera

15/07/2016

ConFido di AXA protegge gli amici a quattro zampe

Per proteggere adeguatamente gli animali domestici, Axa ha ideato ConFido, la polizza pet che offre il rimborso delle cure veterinarie nel caso l’animale subisca un intervento chirurgico e tutela anche per i danni causati ad altri. La polizza protegge il cane anche se appartiene ad una razza ritenuta pericolosa (come dobermann, mastino napoletano, etc).
Inoltre AXA, in collaborazione con Userfarm, ha lanciato “Amori e disastri a 4 zampe”contest dedicato ai video makers di tutto il mondo che hanno raccontato, attraverso un video, il rapporto speciale che li lega ai loro animali domestici. In palio un totale compensi di 12.000 euro. Gli utenti della rete sono chiamati, da oggi, a votare il loro video preferito tramite un sito dedicato accessibile anche dalla pagina Facebook di AXA Italia.

11/07/2016

Guida con le infradito: con l'assicurazione si rischia...

Occhio alla guida senza ciabatte d'estate o con le infradito. Sul fronte assicurativo la questione non è ancora chiara: cosa si rischia
In caso di incidente, qualora nel verbale venisse specificato che il conducente guidava scalzo (per esempio), la compagnia assicurativa potrebbe considerare il sinistro provocato da una "negligenza grave" ed intentare una causa prima di pagare. Insomma molto dipende dal verbale che potrebbe essere redatto in caso di incidente.
La questione, come ricorda laleggepertutti.it andrà contestata poi nelle opportune sedi giudiziarie, ma di certo, almeno in prima battuta, potrebbe costituire un ostacolo. Se sul fronte assicurativo dunque permangono alcuni problemi, sul fronte del codice della strada la situazione è abbastanza chiara. Come avevamo già ricordato lo scorso anno di fatto la guida a piedi nudi non viene più sanzionata. l nuovo codice della strada stabilisce che "il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo, per poter compiere tutte le manovre necessarie, in condizioni di sicurezza e garantire una frenata tempestiva davanti a qualsiasi ostacolo prevedibile". Una norma ampia che ha dato vita a numerose interpretazioni. Sul sito della polizia, dove è espressamente chiarito che il divieto di guidare senza scarpe chiuse è ufficialmente abrogato, c'è scritto però che l'automobilista deve "autodisciplinarsi" nell'abbigliamento, in modo da garantire un'efficace azione di guida con i piedi". Insomma per evitare incidenti e qualche spiacevole episodio con la stradale o con al polizia municipale basta solo un po' d'attenzione nel look prima di mettersi alla guida...

Fonte Il Giornale.it

08/07/2016

Per professionisti e imprese sempre più cyber risk

Cybercrime: Soro, minaccia reale, pesa 500 mld l'anno....

"La criminalità informatica ha assunto dimensioni inquietanti" e, "con lo sviluppo dell'Internet delle cose", potrà arrivare a compromettere "la sicurezza fisica delle persone". E' l'allarme del Garante privacy, Antonello Soro, che nella Relazione al Parlamento definisce il cybercrime una "minaccia reale", con un peso sull'economia mondiale "stimato in 500 miliardi di euro all'anno, poco al di sotto del narcotraffico nella classifica dei guadagni illeciti".
"L'Italia nel 2015 - ricorda il Garante - ha subito un incremento del 30% dei crimini informatici (+50% phishing, +135% ransomware) particolarmente rilevanti nel settore delle imprese". "Le tecniche di attacco - aggiunge - sfruttando una generale inadeguatezza delle misure di sicurezza adottate, a conferma di quanto denunciamo da tempo: la consapevolezza dei rischi crescenti non si accompagna ad una maggiore attenzione verso serie politiche di protezione dei dati e dei sistemi". Per questo "risulta davvero inspiegabile la refrattarietà di molte imprese a proteggere il loro patrimonio informativo, inserendo la sicurezza digitale tra gli asset strategici, assumendo la protezione dei dati quale nuovo fattore di vantaggio competitivo".

Fonte ANSA

08/07/2016

POLIZZE SANITARIE NON PIU' UN LUSSO PER POCHI....

Assicurazioni, la lobby delle compagnie: “Se gli italiani avessero polizze sanitarie non dovrebbero rimandare le cure”
Il ramo salute “finalmente si muove”, ma “in maniera ancora del tutto insufficiente”. Ora “è tempo di pensare insieme, tutte le forze in gioco, a un sistema pubblico-privato che si faccia carico del bisogno crescente dei cittadini: abbiamo letto di molti che hanno dovuto ritardare o rinunciare alle cure, se avessero scoperto il valore delle assicurazioni non si sarebbero trovati in quella situazione”. A un mese dalla presentazione del rapporto sull’accesso degli italiani alle cure mediche commissionato al Censis dalla compagnia Rbm, la lobby delle compagnie assicurative torna alla carica sulla necessità di far crescere il cosiddetto “secondo pilastro” o sanità integrativa. Cioè convincere gli italiani che senza unapolizza pagata di tasca propria sarà sempre più difficile avere accesso a prestazioni specialistiche e accertamenti clinici.
A tornare sull’argomento è stata la presidente dell’associazione nazionale tra le imprese assicuratrici (Ania) Maria Bianca Farina, in occasione della presentazione del rapporto annuale. “Il 2015 per le assicurazioni è andato bene, abbiamo incassato 145 miliardi di premi ma cosa ancora più importante abbiamo erogato prestazioni agli assicurati tra i rami vita e danni per 150 miliardi: il 9% per del nostro pil”, ha esordito Farina. Ma non si arresta il calo dei proventi dall’Rc auto, tradizionale gallina dalle uova d’oro per le compagnie: lo scorso anno i premi raccolti da tutte quelle che operano in Italia attraverso le polizze sottoscritte dagli automobilisti sono ammontati a 15 miliardi di euro, il 6,5% in meno rispetto al 2014. Secondo Farina “il prezzo medio della polizza, pari a 439 euro nell’ultimo trimestre del 2015, è diminuito di quasi il 20% rispetto a tre anni fa”, ma il Codacons ha contestato il dato facendo notare che “mentre si assottiglia la differenza tra i costi delle polizze italiane e costi medi dell’rc auto nei principali paesi europei, continua a rimanere enorme il divario tariffario tra nord e sud Italia: gli assicurati residenti in regioni come Campania, Puglia e Calabria proseguono ad essere tartassati, nonostante la diminuzione dei sinistri e delle truffe, le nuove norme sul colpo di frusta e l’installazione della scatola nera“. Per assicurare una automobile “a Napoli si spende mediamente poco più di 1.000 euro, ma si possono raggiungere anche i 2.800 euro, in Valle D’Aosta bastano 310 euro, e circa 360 euro è il costo medio dell’rc auto in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia”.
Resta il fatto che per le compagnie i ricavi calano. Di qui l’urgenza di diversificare. “Non siamo più solo auto. Non lo siamo mai stati”, ha detto non a caso Farina. “E’ necessario che il mondo si renda conto del valore della copertura assicurativa e mai come in questo momento le sfide che il Paese ha davanti presuppongono proprio l’intervento di questo strumento che è il migliore per proteggere i cittadini e il Paese da tanti cambiamenti e da tanti bisogni emergenti“. Come quelli legati alle “calamità naturali“: l’Italia, ha ricordato la numero uno di Poste Vita, “non ha ancora un sistema pubblico-privato per la gestione del rischio catastrofale, in particolare per le abitazioni”, per cui è stato finora “sostanzialmente il settore pubblico a coprire i grandi danni avvenuti nel Paese, danni che ammontano ogni anno, in media, a circa 3 miliardi di euro”. Di conseguenza “sarà una priorità delle imprese e quindi dell’Ania contribuire al disegno e alla realizzazione di un modello sostenibile che, come accade nel resto del mondo, metta il nostro Paese in sicurezza e si faccia carico degli ormai indilazionabili interventi di prevenzione”.
E poi, appunto, c’è il ramo salute. “Occorre fare in modo che tutti abbiano la possibilità di essere più tutelati, più protetti di fronte a un insieme di rischi che è in costante evoluzione”, si legge nella relazione. “In caso contrario, il divario tra l’entità dei danni economici e le risorse disponibili per farvi fronte è destinato ad ampliarsi, con effetti negativi sulla stabilità economica e sulla coesione sociale. L’assicurazione è lo strumento che può colmare questo divario, ancor più in Italia, ove la diffusione delle soluzioni di protezione e di welfare è decisamente inferiore rispetto alla media europea”.

Fonte Il Fatto Quotidiano

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