08/07/2016
Rating e garanzie, le assicurazioni promuovono il nuovo Codice appalti. «Ma fate presto»
Massimiliano Carbonaro
Convegno a Milano: «Il rating può abbasare i costi alle imprese virtuose». Più rigore per le fideiussioni. «Ma acceleriamo la fase attuativa, si rischia il blocco»
L'impatto dell'introduzione del rating di impresa nel rilascio delle garanzie fideiussorie nell'ambito delle procedure di appalto è uno dei temi emersi dal convegno «Il nuovo codice dei contratti pubblici – applicazioni ed effetti sul sistema delle fideiussioni», tenutosi a Milano il 6 luglio come primo appuntamento di una serie di incontri organizzati dall'associazione Forum Cauzioni e credito (ex Concordato Cauzione e Credito) i cui soci sono numerose e importanti compagnie di assicurazione in Italia.
Occhi puntati da parte delle società assicurative sulle novità introdotte con il Codice appalti perché le fideiussioni relative al settore rappresentano il 40% dei premi contabilizzati e nel 2015 si è trattato di circa 500 milioni di euro. L'introduzione del rating per le imprese è considerato un nodo di svolta per le conseguenze che implica: «Siamo davanti – commenta il dottor Mauro Moschetti Presidente del Forum Cauzioni e Credito – ad una modifica radicale dell'impianto normativo con principi guida fondamentali quali la semplificazione, l'uniformità, la trasparenza e la lotta alla corruzione. La spinta verso centrali di committenza, il superamento del massimo ribasso sono tutti passi importanti per una vera ricostruzione del settore».
L'elaborazione del rating di impresa affidato all'Anac che implica una valutazione degli operatori economici spingerà le stazioni appaltanti a giudicare le imprese sulla base di questo standard dove dovrebbe confluire anche il rating di legalità. L'essere in possesso di uno rating migliore poterà anche all'ottenimento di uno sconto nel rilascio delle garanzie fideiussorie. La previsione di una serie di sconti nella nuova normativa – all'interno degli art 93 e 104 del nuovo Codice – non sono però una reale novità, le riduzioni delle garanzie erano presenti sia nella vecchia normativa degli appalti sia in diverse leggi introdotte nel corso degli ultimi anni come lo sconto per la certificazione qualità o per le imprese green. Ma lo sconto non è in realtà l'aspetto più rilevante di questo meccanismo per le imprese. Quello che presumibilmente emergerà come diretta conseguenza è che le imprese con un rating migliore possano anche ottenere un tasso migliore presso le società assicurative e le banche.
Ossia il rating di impresa dovrebbe avere un impatto sul costo delle garanzie per cui più il rating è buono, più il pracing è migliore.
Un'ulteriore conseguenza del nuovo codice riguarda la garanzia per la risoluzione che copre i danni per i costi di procedura che un ente appaltante deve sostenere per il riaffidamento di una gara rimasta incompleta. Prima, con il precedente codice, la copertura del mancato completamento di un opera veniva effettuata, ma non garantiva che quelle risorse venissero riutilizzate per bandire una nuova gara e far ripartire quindi l'opera. Ora questa garanzia verrà pagata all'ente in concomitanza con la ripartenza dell'appalto così da evitare la tragedia delle incompiute che deprime tradizionalmente il panorama italico. «Noi i sinistri – commenta il dottore Mauro Gentini di Reale Mutua che era nel gruppo di lavoro che ha contribuito al nuovo Codice – li abbiamo sempre pagati, ma poi le opere rimaneva a metà perché non erano riappaltate dall'ente e le risorse che pagavamo finivano reindirizzate. Ora invece pagheremo solo di fronte alla ripartenza dell'appalto, si va nell'ottica di finire i lavori e non avere incompiute».
Durante l'intero convegno la linea univoca è che siamo davanti ad una prova legislativa che ha prodotto norme innovative e capaci di rendere il sistema degli appalti pubblici più trasparente e improntato alla legalità.
«In Italia – ha sottolineato uno dei relatori, l'avvocato Carlino Scofone – abbiamo circa 35mila stazioni appaltanti. È un numero mostruoso. Allora è ovvio che uno degli elementi di maggiore valore di questo Codice è la funzione di qualificazione delle stazioni appaltanti attribuito all'Anac per avere un numero di stazioni appaltanti che possono agire con efficienza e professionalità».
Ma le novità non riguardano solo le imprese o gli enti ma anche chi materialmente rilascia le garanzie fideiussorie, perché oggi è molto importante anche chi le fornisce, sia in grado di pagare in caso di necessità. Ora il nuovo Codice prevede che per rilasciare le garanzie fideiussorie si sia in possesso di una serie di requisiti: gli istituti bancari devono essere in linea con Basilea II e con Solvency II le società di assicurazione, altrimenti l'ente appaltante può rifiutare la garanzia. «La normativa – aggiunge Gentini – dovrebbe aver creato i presupposti atti a migliorare il mercato delle fideiussioni in Italia. Ora dovremmo avere uno schema tipo per cui ci saranno delle polizze uguali per tutti e che dovranno essere utilizzate da tutte le stazioni appaltanti».
Anche perché senza lo schema tipo può capitare un bando di gara – lamentano dal Forum – con requisiti per le banche e le assicurazioni un po' particolari e considerati eccessivi come nel disciplinare di gara di un appalto del COCIV (Consorzio collegamenti integrati veloci) da 159 milioni di euro – Sovrastruttura ferroviaria e Lotto Tortona – all'interno del Terzo Valico. «Abbiamo un grande scoglio ancora – ha concluso il dottor Moschetti – servono i testi di polizza e i protocolli di legalità, gli schemi di fideiussione ma la previsione è che ci vogliano tra i quaranta e i cinquanta decreti attuativi. Occorre però che questi problemi siano risolti altrimenti affronteremo un reale ridimensionamento degli appalti come è già successo tra maggio e giugno di questo anno con gli enti in attesa di capire meglio il nuovo Codice. Sono aspetti che richiedono soluzioni. Ci sono refusi e errori nel Codice che danno adito a difficile interpretazione. Servono alle stazioni appaltanti disciplinari uniformi altrimenti si assistono bandi errati e in contrasto con la nuova normativa».
Convegno a Milano: «Il rating può abbasare i costi ale imprese virtuose». Più rigore per le fideiussioni. «Ma acceleriamo la fase attuativa, si rischia il blocco»