13/05/2020
Il concetto di assicurazione (parte II)
Proseguiamo il percorso sulla cultura assicurativa. Facciamo un po' di storia.
L'assicurazione permette di ottenere una certa quantità di denaro nel caso di un evento inaspettato o di cui non è conosciuto il momento in cui accadrà. La soluzione assicurativa gli permette di garantirsi una relativa stabilità senza accumulare ricchezze. Il contratto di assicurazione garantisce il versamento di un capitale assicurato in cambio del pagamento di un premio stabilito.
L'assicuratore non si occupa di una sola persona, altrimenti si tratterebbe di una scommessa. L'assicuratore è colui che stipula un numero elevato di polizze che gli consentono di farne una professione. Il sistema si basa sui versamenti degli assicurati che non riscuotono il capitale a garantire il pagamento a chi ha un danno. Succede infatti spesso che le persone accomunate dai medesimi rischi stabiliscano di creare un fondo comune con cui garantirsi reciprocamente, ossia in forma mutua, quando gli assicuratori sono gli stessi assicurati. Le altre condizioni del contratto di assicurazione sono la produzione casuale del danno, l'incertezza del rischio e il danno economico stimabile. Le compagnie assicurative sono simili alle banche, poiché raccolgono liquidità monetaria da investire in operazioni attive. L'assicurazione consente anche alle aziende di accedere più facilmente al credito bancario, poiché ne diminuisce il rischio d'impresa.
Durante la Preistoria l'uomo avverte la necessità di provvedere alla propria sicurezza, accumulando riserve di cibo per affrontare l'inverno o i momenti difficili. L'introduzione della moneta consente all'uomo di risparmiare denaro per garantirsi una certa tranquillità. Tuttavia, non è possibile rispondere al proprio bisogno di sicurezza con il risparmio e si è ricorsi all'assicurazione. I due principi fondanti delle assicurazioni, ossia l'associazione di più persone con finalità assistenziali e il trasferimento del rischio da un soggetto all'altro, hanno origine molto antica.
Cina e Babilonia.[1]
Nell'antica Grecia esistevano le eranoi, comunità che provvedevano alle spese funerarie per le famiglie più bisognose. A Roma esistevano molte società di assistenza, e come in Grecia anche i collegia tenuiorum provvedevano alla sepoltura di chi non poteva permettersi una cerimonia funebre. I collega militum svolgevano la stessa funzione per i soldati romani. I romani tuttavia non avevano l'assicurazione a premio, nonostante alcuni pareri contrari[2] Altri hanno ipotizzato che il foenus nauticum fosse una forma di assicurazione, ma si trattava di un mutuo aleatorio: era l'anticipo consegnato al capitano della nave o al proprietario nel caso la spedizione fosse andata in porto. Nell'alto Medioevo europeo nascono le gilde, che consentivano a gruppi di artigiani di tutelarsi dagli eventi infausti, diffondendosi soprattutto tra VIII e X secolo.
La nascita dell'assicurazione
L'assicurazione ha origine durante il Medioevo, quando nel XIV secolo i mercanti italiani passarono da un istituto giuridico a un altro[3]. I primi contratti di assicurazioni noti riguardano il commercio via mare. I piccoli commercianti mettevano a rischio la propria merce a causa dei pirati e delle confische in terra straniera. Nel XI secolo compaiono le clausole accessorie di altri contratti, come la commenda. Gli studiosi fanno risalire l'origine dell'assicurazione nella scommessa e nell'evoluzione del prestito a cambio marittimo. I mercanti di fatto scommettevano sulla riuscita dei propri trasporti, ma alcune frodi - come navi vuote scommesse come piene, oppure l'accordo con il capitano per affondare la barca - imposero di stabilire regole comuni.
Nel XV secolo nasce la forma scritta della polizza, in cui un notaio verifica il pagamento anticipato del premio[4] e l'annullamento di ogni contratto successivo al primo. Inizialmente gli assicuratori non differivano dagli scommettitori, in quanto non possedevano abbastanza premi da poter ripagare gli assicurati in caso di sinistro. Solo con la nascita delle compagnie di assicurazione il sistema trova un suo equilibrio economico. Una seconda teoria fa risalire le origini dell'assicurazione nel prestito a cambio marittimo. Il decretale di papa Gregorio IX del 1237 vieta il foenus nauticum, che dunque si evolve in modo articolato. Ad esempio, le parti si invertono, con il capitano della nave che paga in anticipo il mercante per le merci da riavere al ritorno. Il pagamento corrispondeva a una percentuale del valore della merce.
Le origini e i precedenti storici
I primi documenti di assicurazione sono di tipo marittimo e risalgono all'inizio del XIII secolo. Già nel 1225 a Venezia abbiamo un esempio di assicurazione marittima fino a 1.000 lire in cui un arciere di nome Pietro aveva garantito a dei mercanti veneziani la loro mercanzia. La merce fu depredata e l'arciere si vide sequestrate le balestre per risarcire il danno[5]. Successivamente altri esempi sono: il Breve cagliaritano, statuto pisano per la città di Cagliari del 1318; le spese per il rischio nei libri di Francesco Del Bene del 1319-1320; l'Atto grossetano di quietanza, un atto notarile del 1329 per una somma assicurativa; vari contratti assicurativi dalle città di Genova (1343), Marsiglia (1333), Lucca (1334), Palermo (1350). Nello stesso periodo nasce la figura del mercante, che inizia a svolgere anche il ruolo di assicuratore, Nel 1400 le amministrazioni stabiliscono le prime norme in materia, come le Ordinanze di Barcellona (1435-1484), replicate successivamente anche a Burgos (1538), Siviglia (1556), Bilbao (1569) e Anversa (1570).
All'epoca i contratti di assicurazione erano stabiliti per polizza o con un atto notarile, talvolta anche a voce. L'oggetto, il periodo di viaggio, il mezzo di trasporto e il percorso influenzavano il calcolo del premio, mentre non aveva particolare valore l'oggetto assicurato; la galera, ad esempio, era considerato il mezzo più sicuro per via marina. I teologi cristiani inizialmente criticarono l'istituzione dell'assicurazione, che era assimilata al prestito con interessi ed all'usura, entrambe vietate dal diritto canonico medievale. Bernardino da Siena si rifaceva al diritto romano e riteneva il prestito assicurativo tollerabile, poiché aveva un'utilità pubblica. L'assicurazione dei commerci via terra era molto limitata, anche se esistente in misura minore, poiché era ritenuto più sicuro dei trasporti marini avendo delle autorità statali che ne garantivano il controllo.
Il mercantilismo
L'assicurazione è ormai consolidata durante il periodo del mercantilismo, ossia tra il XVI e il XVIII secolo. Nello stesso momento storico nascono anche nuovi rami assicurativi, come la protezione dagli incendi e sulla vita. Alla fine del XVIII secolo nascono le prime società assicurative di tipo moderno, che potevano stipulare molti contratti e garantire l'equilibrio tra l'assunzione del rischio e il risarcimento del danno. Nello stesso periodo diventano comuni anche le associazioni mutualistiche. L'attività assicurativa inizia ad essere regolamentata dalle autorità, che ne apprezzano il sostegno al commercio e allo sviluppo economico. Ne sono un primo esempio le Ordinanze fiorentine del 1523, che tentavano per la prima volta di standardizzare le polizze. La scoperta delle Americhe sposta il potere europeo verso i paesi affacciati sull'oceano Atlantico: Spagna, Francia e Inghilterra. Tra le norme più influenti dell'epoca si ricordano le ordinanze di Filippo II per la Spagna (1556) e Anversa (1563).
Il sensale, noto anche come "mezzano di sicurtà", antenato del broker, aveva il compito di mettere in contatto i due contraenti, preparare la polizza e registrare gli estremi del contratto assicurativo. Nel 1681 il sovrano francese proclama l'Ordonnance de la marine di Jean-Baptiste Colbert, un provvedimento ispirato al codice marsigliese Guidon de la mer della seconda metà del XVI secolo. È considerata la fonte primaria del codice commerciale di Napoleone. Intanto anche in Gran Bretagna nasce una camera di assicurazioni, istituita nel 1575 presso il Royal Exchange. Esistevano assicurazioni sia pubbliche sia private, ma sono le prime erano conosciute e consultabili presso i registri dei sensali. Nonostante lo spostamento dei commerci verso Occidente, Venezia conserva in questo periodo una tecnica finanziaria e mercantile apprezzata dai contemporanei, dove si creavano associazioni temporanee di assicuratori per investire in progetti particolarmente rischiosi ma promettenti.
Fonte wikipedia