14/02/2026
Mi chiamo Gabriele.
Ho 56 anni.
Da 35 entro in fabbrica quando fuori è ancora buio.
Sono entrato ragazzo.
Le mani forti.
La schiena dritta.
I sogni semplici.
Il tempo non fa rumore quando ti consuma.
Lavora piano.
Come le polveri sottili che respiri ogni giorno.
Anche con la mascherina.
Anche con i tappi per il rumore.
Entrano lo stesso.
Silenziosamente.
Non le vedi.
Non le senti subito.
Ma restano dentro.
Oggi mi sveglio e prima ancora di aprire gli occhi
ascolto il mio corpo.
Le mani rigide.
Le dita che non si chiudono più.
E quando si chiudono…
ci vogliono due minuti per riaprirle.
Ci ridi sopra.
Ma non fa ridere.
Le spalle sono pietra.
I gomiti bruciano.
La cervicale non dorme mai.
La schiena scricchiola.
E poi i talloni.
Appoggi i piedi a terra
e sembra di camminare sulle spine.
Ma non sono spine.
Sono 35 anni con scarpe antinfortunistiche pesanti.
Ore e ore in piedi sul cemento.
Turni che si mangiano la vita.
Ogni mattina un dolore nuovo.
Uno diverso.
Uno che si aggiunge agli altri.
E la cosa più strana?
Quando mi sveglio senza dolore…
mi preoccupo.
Perché ormai il dolore è la normalità.
Sono troppo giovane per la pensione.
Troppo vecchio per ricominciare.
E uscire solo due anni prima
non è un privilegio.
È sperare di vivere qualche anno in più.
Qualche anno con un po’ di salute ancora addosso.
Invece bisogna lavorare altri 8 anni per farli ingrassare.mentri tu ti usuri lentamente ..
Qualche anno in cui il corpo non ti presenti il conto ogni giorno.
Sono anni che ci prendono in giro.
Promesse. Tavoli. Parole.
Ci credono invisibili.
Ma siamo reali.
Produciamo ogni giorno.
Rendiamo grande il Made in Italy.
Si vantano dei nostri prodotti nel mondo.
Ma quando si tratta di riconoscere il lavoro usurante nel settore ceramico…
silenzio.
Non siamo invisibili.
Siamo consumati.
Mi chiamo Gabriele.
Ho 56 anni.
E il mio corpo è la prova.
Non ci avete visto invecchiare.
Ma il nostro corpo si'
Riconoscetelo.
Rispetto
Dignità
35AnniDiFabbrica
MadeInItaly
IlCorpoParla