01/05/2020
*CONSIDERAZIONI SUL DL LIQUIDITA PER AUTONOMI E IMPRESE*
L’8 aprile è stato emanato il DL Liquidità (per chi volesse https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/08/20G00043/s?fbclid=IwAR37KXCaJAuBGmot9lseqJisuywdxn6426d4ifieiwPEMt_4sfKdKugEFoE), ovvero lo strumento con cui il governo ha messo a disposizione delle garanzie (non fondi, ma garanzie) che il sistema bancario può sfruttare (anche in questo caso attenzione: “può sfruttare” e non “deve sfruttare”) per fornire liquidità ad imprese ed autonomi.
Il decreto si rivolge a diverse categorie di imprese e si articola in molte casistiche, ma io ne tratterò solo 2, le più comuni: *autonomi e microimprese* che possono richiedere un importo massimo di 25.000 euro; *imprese* con un fatturato fino a 3,2 mln di euro la cui richiesta può essere al massimo pari a 800.000. Troverete aggiornamenti nei miei prossimi due post, il primo sarà dedicato ad autonomi e microimprese (_lunedì 4 maggio_), il secondo alle imprese (_giovedì 7 maggio_).
Non vi darò il mio giudizio su questo decreto, ognuno ha il suo, e tra le altre cose il tutto si lega allo spazio che (non) c’è nel bilancio dello stato e pertanto sarebbe un discorso molto complicato da affrontare, che lascio tranquillamente ai dibattiti televisivi.
Vi lascio però QUALCHE CONSIDERAZIONE che mi viene dall’analisi di quello che vedo accadere nella pratica:
- le banche sono state sommerse da richieste, in un momento in cui l’operatività è ridotta. Questo ha creato inevitabilmente un *allungamento dei tempi* di istruttoria e, quindi, di erogazione.
- sono state create aspettative enormi, spesso disattese. *Il prestito fino a 25.000 euro non è esattamente come andare a ritirare i soldi al Bancomat*…è vero che vi è una garanzia rilasciata per il 100% dallo Stato e senza istruttoria ma la banca l’istruttoria è tenuta a farla e siccome si tratta comunque di istituti privati il cui scopo è quello (sacrosanto) di fare utili, si cerca di *evitare rischi eccessivi*.
- grazie alla presenza della garanzia statale, sono saltate le logiche classiche dell’analisi del rapporto rata/reddito o del cash flow, anche perché il rimborso partirà tra 2 anni e non avrebbe molto senso usare questi parametri, ma comunque gli istituti finanziari stanno prediligendo richieste di soggetti per quali intravedono un futuro con una possibile ripresa. *Come fa oggi una banca* a valutare se un piccolo bar in centro riuscirà a reggere la forza d’urto di questa crisi? Non si sa quando riaprirà, non si sa come riaprirà e soprattutto non si sa quando potrà di nuovo contare sui turisti che fino a pochi mesi fa riempivano la capitale!
- non tutte le banche stanno traducendo allo stesso modo quanto previsto dal DL. *Alcune banche ad esempio non aderiscono al fondo di garanzia* e quindi non hanno attivato questa tipologia di prestiti, le poste italiane non possono accedervi e pertanto anche i loro clienti restano tagliati fuori…beh si potrebbe consigliare a questi correntisti di rivolgersi altrove, ma qualcuno di voi in questo momento ha provato ad andare in una qualunque filiale ad aprire un conto corrente?! Io ho a che fare con il mondo bancario quotidianamente e vi garantisco che è molto complicato: salvo rarissimi casi, al momento ciascun istituto si sta concentrando sui propri correntisti e questo è un grosso problema, rischiamo di avere migliaia di correntisti figli di un Dio minore!
- molti istituti si stanno facendo prendere dalla tentazione di consolidare debiti già in essere con finanziamenti controgarantiti dallo Stato, lasciando poca liquidità al cliente finale. È una pratica discutibile, che anche l’ABI ha dichiarato non essere in linea con l’intento del DL, ma la tentazione di scaricare il rischio sulla collettività dei prestiti erogati nel passato può essere molta, quindi *prestate attenzione!*
Stay Tuned