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Studio BDF Offriamo un servizio completo per gli immobili, che comprende l’amministrazione, sia sotto l’asp Amministrazione condomini e gestione immobili

13/08/2026

UN CONDÒMINO PUÒ OCCUPARE QUASI TUTTO IL TETTO CON UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO?

La risposta è no.

Ogni condòmino può installare un impianto fotovoltaico sul tetto comune, ma deve rispettare il diritto degli altri condòmini a fare lo stesso.

📌 Se l'impianto occupa quasi tutta la superficie utile del tetto, impedendo di fatto agli altri di utilizzarla, l'installazione è illegittima.
In questi casi, il giudice può ordinare la riduzione dell'impianto, così da garantire un utilizzo equo della parte comune.

Questo principio tutela il cosiddetto pari uso della cosa comune, previsto dal Codice Civile.

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29/07/2026

CALDAIA CONDOMINIALE DA SOSTITUIRE: È UN'INNOVAZIONE?

La risposta è no.

Quando il condominio sostituisce una caldaia obsoleta con una nuova, conforme alla normativa e ad alta efficienza energetica, non si tratta di un'innovazione.

Infatti, la sostituzione non modifica la destinazione o la funzione dell'impianto comune, ma serve semplicemente a mantenerlo efficiente e conforme alla legge.
📖 Lo ha ribadito anche la Corte d'Appello di Roma (sentenza n. 1674/2020).

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23/07/2026

Procedimento deve essere lampo: condominio obbligato a intervenire senza coinvolgere assicurazioni o gestori idrici.. Nel procedimento d'urgenza ex art. 700 la chiamata di terzi è incompatibile con la natura

25/06/2026

Con la sentenza n. 3083 del 20 aprile 2026, il Consiglio di Stato ha ribadito un principio importante: nella materia della concessione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, il semplice decorso del tempo non equivale all’accoglimento della domanda.
Secondo i giudici amministrativi, l’assegnazione o la regolarizzazione di un alloggio ERP richiede una specifica valutazione dell’Amministrazione e la verifica dei requisiti previsti dalla legge. Per questo motivo non può formarsi un provvedimento favorevole per effetto del solo silenzio dell’ente.

📌 In assenza di un espresso provvedimento amministrativo, il richiedente non può considerare accolta la propria istanza.

13/06/2026

🏠 CHI PUÒ AFFITTARE UN IMMOBILE SE C’È UN USUFRUTTO?

Quando su un immobile esiste un usufrutto, è l’usufruttuario ad avere il diritto di concederlo in locazione, non il n**o proprietario.

La legge riconosce infatti all’usufruttuario il diritto di utilizzare il bene e di percepirne i frutti, compresi i canoni di affitto.

Può persino stipulare un contratto di locazione con il n**o proprietario, che in quel caso assume il ruolo di inquilino e deve rispettare tutti gli obblighi previsti dal contratto.

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07/06/2026

CONDOMINIO, LA NUOVA SENTENZA METTE IN CRISI INQUILINI E PROPRIETARI: L'USO DEGLI SPAZI COMUNI È COSI' DISCIPLINATO.....

La convivenza all'interno di un condominio richiede un costante equilibrio tra le esigenze dei singoli residenti e il rispetto delle regole condivise. Proprio per questo motivo, gli spazi comuni sono spesso al centro di discussioni e controversie, soprattutto quando vengono utilizzati per scopi diversi da quelli originariamente previsti.

Molti comportamenti ritenuti normali nella vita quotidiana possono infatti entrare in contrasto con le norme che disciplinano l'utilizzo delle aree comuni. Nel corso degli anni, i tribunali sono intervenuti più volte per chiarire quali siano i limiti entro cui ciascun condomino può esercitare i propri diritti senza compromettere quelli degli altri.

Un recente pronunciamento della magistratura ha acceso il dibattito tra proprietari e inquilini, introducendo un orientamento particolarmente severo riguardo a una pratica molto diffusa negli edifici residenziali.

Biciclette nelle aree comuni: cosa ha stabilito il tribunale

Con la sentenza n. 1970 del 3 settembre 2025, il Tribunale di Torre Annunziata ha affermato che il parcheggio delle biciclette negli spazi comuni del condominio, come androni, cortili e porticati, non può essere considerato legittimo, neppure quando avviene per un periodo limitato o senza ostacolare il passaggio delle persone.

La decisione richiama l'articolo 1102 del Codice Civile, secondo il quale ogni condomino può usufruire dei beni comuni solo a condizione di non modificarne la destinazione e di non limitare il diritto degli altri partecipanti a farne lo stesso uso.

Secondo il giudice, lasciare una bicicletta in un'area destinata al transito comporta un utilizzo diverso rispetto alla funzione originaria dello spazio. In questo modo, una zona concepita per l'accesso e la circolazione viene di fatto trasformata in un luogo destinato alla custodia di beni privati.

Inoltre, androni e porticati svolgono anche una funzione rappresentativa dell'edificio e contribuiscono al suo aspetto complessivo. Per tale ragione, la presenza stabile di biciclette può incidere sul decoro dello stabile e risultare incompatibile con la destinazione delle parti comuni.

Il peso del regolamento condominiale

La sentenza sottolinea anche l'importanza del regolamento condominiale nella definizione delle modalità di utilizzo degli spazi condivisi. Non è necessario che il documento vieti espressamente il deposito delle biciclette affinché tale comportamento sia considerato illecito.

Infatti, una clausola che proibisca genericamente di occupare o ingombrare le aree comuni con oggetti personali è sufficiente a impedire il parcheggio di biciclette, motocicli o altri beni privati.

Il regolamento rappresenta l'espressione delle regole accettate dalla collettività condominiale e serve a garantire che ciascuna parte comune conservi la propria funzione specifica. La tutela prevista dalla normativa non riguarda soltanto la libertà di movimento dei residenti, ma anche la salvaguardia dell'ordine, dell'estetica e del decoro dell'edificio.

Come previsto dall'articolo 1117 del Codice Civile, aree quali androni, scale, portoni, cortili e porticati appartengono a tutti i condomini e devono essere utilizzate nel rispetto della loro destinazione naturale, senza trasformarle in spazi ad uso esclusivamente privato.

20/05/2026
19/05/2026

Dal mio messaggio in occasione dell'Assemblea annuale di Confedilizia 👇

Per troppo tempo i proprietari di casa sono stati trattati come cittadini di serie B. Pensate al dibattito surreale che si innesca ogniqualvolta si affronta il tema degli sfratti o dello sgombero delle case occupate: i proprietari vengono etichettati come “nemici di classe”, gente insensibile ai “diritti” di morosi e abusivi. Una narrazione ideologica, che calpesta sia i diritti dei proprietari ma anche di chi una casa vorrebbe averla. Perché se i proprietari sanno che i loro diritti non verranno difesi dallo Stato, allora le case disponibili saranno sempre meno e i prezzi sempre più alti. Ecco perché, fin dal nostro insediamento, stiamo lavorando per spezzare questo circolo vizioso e ribaltare il paradigma. Per difendere le persone oneste, non chi viola la legge e spera anche di rimanere impunito.

Se con il Decreto Sicurezza combattiamo le occupazioni abusive, con il disegno di legge sugli sfratti approvato di recente in Consiglio dei ministri fissiamo tempi certi e rapidi per il rilascio degli immobili occupati senza titolo, perché il contratto di affitto è scaduto o l’inquilino non paga il dovuto. Troppo spesso, oggi i proprietari affrontano un vero e proprio calvario per tornare in possesso del proprio immobile. E, questo, oltre ad essere ingiusto, crea un danno economico e sociale enorme. Ecco perché abbiamo deciso di tagliare i tempi per l’esecuzione degli sfratti e introdurre una procedura d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e, quindi, il rilascio dell’immobile.

Norme di buon senso, attese da anni, che accompagnano un provvedimento altrettanto atteso da molto: il Piano Casa. Un Piano ambizioso e strutturale, con cui mettiamo a disposizione fino a 10 miliardi di euro per raggiungere un obiettivo minimo: rendere disponibili oltre 100 mila alloggi in 10 anni. Perché, per noi, chi possiede una casa ha il diritto di vedere la proprietà tutelata dallo Stato, mentre chi non ce l’ha deve essere aiutato e sostenuto ad acquistarla ad un prezzo giusto. Diritti che non sono in conflitto, come dice erroneamente qualcuno, ma che invece si sostengono a vicenda.

19/05/2026

Domani, 19 maggio, si riunisce l'Assemblea della Confedilizia. Quest'anno i temi in agenda toccano da vicino chiunque possegga un immobile in Italia.

Dal nuovo Piano casa passando per il ddl sfratti fino alle norme sulle locazioni commerciali, ferme a una legge del 1978, che frenano ancora oggi la libertà contrattuale di chi affitta un negozio o un ufficio. Fino alla fiscalità immobiliare su cui c’è ancora molto da dire e da fare.

📅 19 maggio | ore 11
📍 Teatro Adriano, Piazza Cavour 22 – Roma
✉️ Scrivi a [email protected] per riservare il tuo posto.

Indirizzo

Corso Francia 221/1
Rivoli
10098

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 12:30
Mercoledì 09:30 - 12:30
Giovedì 09:30 - 12:30

Telefono

+3901119025282

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