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2 GIUGNO 1946 LA PRIMA VOLTA DELLE DONNEÈ il 2 giugno del 1946. Lunghissime file di donne attendono di fronte ai seggi e...
02/06/2026

2 GIUGNO 1946 LA PRIMA VOLTA DELLE DONNE

È il 2 giugno del 1946.
Lunghissime file di donne attendono di fronte ai seggi elettorali.
È una giornata storica per loro e per l’intero Paese, e non c’è nord o sud che faccia differenza.
Difatti, proprio in quella giornata, le donne vengono chiamate, per la prima volta, alle urne, per esprimere il loro voto su Monarchia o Repubblica e per eleggere i membri dell’Assemblea costituente.
Una data importante, che segna un punto di svolta: sino a quel momento alle donne è sempre stato proibito qualsiasi “avvicinamento” al mondo politico.

Nel corso degli anni precedenti al 1946, erano state numerose le lotte animate dallo spirito di emancipazione femminile. Nella loro ribellione a questo “sistema”, le donne avevano sempre chiesto il diritto di accesso all’istruzione e quindi alle università, cercando di ottenere la tanto agognata parità dei diritti.
Prima dell’Unità d’Italia, infatti, i vari Stati italiani avevano legislazioni molto diverse e contrastanti in materia: alcuni concedevano pochi diritti alle donne, mentre altri glieli negavano totalmente. Successivamente, con la nascita del Regno d’Italia e l’adozione del Codice Albertino, risalente al re Carlo Alberto, si decise di limitare quasi totalmente tutti i diritti delle donne.

Nel 1877, Anna Maria Mozzoni, fondatrice a Milano della “Lega promotrice degli interessi femminili“, presentò la prima storica petizione politica in favore del voto alle donne appartenenti ad un ceto superiore. Ma col tempo, più precisamente nel 1912, dopo accesi dibattiti, fu deciso che, a causa dell’elevato analfabetismo (imputato per lo più al mondo femminile), potesse essere approvato solo il suffragio maschile.

Fu nel 1919 che il Parlamento approvò la proposta di legge per il riconoscimento della capacità giuridica della donna, rimandandone però l’attuazione alla legislatura successiva, quando tutto era già in mano al governo fascista, che però mise subito da parte la questione.

La svolta avvenne il 1° febbraio del 1945, quando finalmente e grazie al governo Bonomi, su proposta di Alcide De Gasperi e Palmiro Togliatti, venne concesso il diritto di voto alle donne italiane. Il traguardo fu quindi raggiunto proprio il 2 giugno del 1946.
Quel giorno, furono oltre dodici milioni di donne ad esprimere il proprio parere politico.
La conferma di questo impegno politico e civile è facilmente riscontrabile in alcune grandi figure, come quella di Nilde Iotti, prima donna a ricoprire l’importante carica di Presidente della Camera, o quella di Tina Anselmi, partigiana attiva nella lotta contro il fascismo.

02/06/2026
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Oggi è il 2 giugno: cosa stiamo festeggiando?

La Costituzione ripudia la guerra e afferma la necessità della pace, eppure le spese militari continuano ad aumentare mentre i bisogni sociali restano senza risposta.

A 80 anni dalla nascita della Repubblica, siamo ancora fedeli ai suoi principi fondativi?

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È necessario valorizzare economicamente e professionalmente il lavoro di chi tutela e promuove la salute. Bisogna garantire il personale necessario ad assicurare prevenzione, assistenza e cura con assunzioni a tempo indeterminato.

I Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta devono progressivamente passare dall’attuale rapporto convenzionale alle dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale. La spesa per il personale del Servizio Sanitario Nazionale non deve più essere soggetta ad alcun tetto, e devono essere introdotti limiti alle esternalizzazioni.

Rendiamo effettivo il diritto alla tutela della salute nel rispetto della Costituzione e della Legge 833/1978, rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale e valorizzando il lavoro.

Firma nei banchetti in piazza o digitalmente la proposta di legge di iniziativa popolare.

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02/06/2026

🔴 𝗟𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗘𝗹𝗲𝗰𝘁𝗿𝗼𝗹𝘂𝘅 𝗮𝗹 "𝗴𝗶𝗿𝗼 𝗱’I𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮"
"𝑡𝑒𝑟𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑎𝑝𝑒𝑟𝑡𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑒 𝑑𝑖𝑓𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜"

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Sul caldo non basta più rispondere ‘a caldo’. Un gioco di parole che vorrebbe diventare slogan, perché tutti capiscano che quella delle temperature estreme sta diventando una delle situazioni più pericolose per i lavoratori.

Quest’anno a dimostrarcelo sono state le medie del mese di maggio che – non solo in Italia – hanno evidenziato, una volta di più, quanto stia cambiando il clima, probabilmente in maniera irreversibile.

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28/05/2026

A Rimini aumentano gli occupati, cala la disoccupazione e il turismo continua a trainare l’economia. Ma dietro i numeri positivi emergono salari bassi,

28/05/2026

I diritti non si appaltano. Firma nei banchetti in piazza o digitalmente la proposta di legge di iniziativa popolare. Un lavoratore in appalto o subappalto impiegato in attività o servizi tipici del ciclo produttivo del committente deve avere le stesse tutele economiche e normative, e lo stesso inquadramento, di un dipendente del committente.

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