06/07/2026
PrevidenzaComplementare
A fine 2025, secondo le statistiche COVIP, solo il 𝟑𝟗% delle forze di lavoro risultava iscritto alla 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞. È un dato in crescita, ma ancora insufficiente.
Dal 𝟏° 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 la previdenza integrativa è oggetto di importanti novità, che intendono accompagnare un 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨.
Per i neoassunti del settore privato entra in vigore l’adesione automatica al fondo pensione previsto dal contratto collettivo.
È una novità normativa. Ma soprattutto è un segnale culturale: il futuro pensionistico non può più essere trattato come una questione lontana, da affrontare “più avanti”.
Oggi siamo ancora distanti dal considerare la 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐨 futuro una responsabilità ordinaria.
Secondo il Rapporto Edufin Index 2025, meno di un italiano su tre ritiene di avere, o poter costruire, un cuscinetto finanziario adeguato alla pensione.
Il 42% ha qualcosa da parte, ma teme che non basti. Il 17% dichiara di non avere alcuna riserva.
Non è solo una questione economica, ma anche culturale: secondo il rapporto, un terzo degli italiani non conosce davvero come funziona la previdenza complementare.
La domanda-chiave è: “Il reddito che sto costruendo oggi sarà sufficiente a proteggere la libertà che vorrò domani?”
La risposta, se rimandata, consuma 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨.