09/08/2026
L’ITALIA È LA QUARTA POTENZA COMMERCIALE DEL PIANETA.
Il 21 novembre l’OCSE ha certificato: con 643 miliardi di euro di export nel 2025, l’Italia è quarta al mondo. Davanti solo Cina, Stati Uniti, Germania. Dietro Giappone, Corea del Sud, Francia.
Nel 2000 eravamo decimi. E il Paese continua a raccontarsi in declino.
COSA È SUCCESSO DAVVERO
Negli ultimi anni si è ricostruita un’architettura industriale che nessuna narrazione pubblica ha ancora messo a fuoco.
Tre filiere hanno cambiato il posizionamento del Paese:
1. FARMACEUTICO: 69 miliardi di export nel 2025, +28% in un anno solo.
2. MECCANICA STRUMENTALE: 44,7 miliardi di surplus, terzi al mondo dietro Cina e Germania.
3. NUOVO MADE IN ITALY (farmaceutica, agroalimentare, nautica): prima posizione globale, con 62 miliardi di avanzo.
Non lo hanno fatto grandi gruppi visibili. Lo hanno fatto migliaia di PMI in centinaia di distretti.
Un primato distribuito, e quindi silenzioso per natura.
IL DATO CHE RIMANE
Export 2025: 643 miliardi di euro (+8,5%, seconda crescita al mondo tra i G20 dopo la sola Argentina).
Surplus commerciale: +50,7 miliardi.
Saldo manifatturiero al netto dell’energia: +104 miliardi, il valore più alto dal 1993.
Nuovo Made in Italy: 62 miliardi di avanzo, +20,3 sulla Germania, +23,7 sulla Francia.
Quando i dazi di Trump hanno colpito l’Europa: export tedesco verso USA -9,3%, spagnolo -8%, francese in tenuta solo grazie agli aerei. Quello italiano è cresciuto del 7,2%.
Siamo l’unico esportatore europeo che non ha subito Trump.
LA VERA PARTITA
Robert Shiller, in Narrative Economics, l’ha mostrato: le economie non sono guidate solo dai fondamentali, ma dalle storie che ne organizzano la percezione.
Oggi più di 1.130 miliardi di euro restano fermi sui conti correnti italiani a rendimento reale negativo. Sono capitali di chi non investe perché crede di vivere in un Paese in declino.
Una rappresentazione errata produce decisioni reali.
Senza aggiornare quella rappresentazione, l’Italia non riesce a proiettarsi come piattaforma del Mediterraneo allargato, non attrae i capitali per infrastrutturarla, non convince gli imprenditori a entrare nei mercati emergenti del Nord Africa e del Golfo dove si decideranno i prossimi vent’anni.
Il declino è una lettura di centrosinistra calibrata su un Paese che nel frattempo è diventato un’altra cosa.
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Il primato c’è. Manca chi ne parla. DIFFONDETE. FORZA ITALIA
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Fonti: OCSE «G20 International Trade» (21-11-2025), Istat (Commercio Estero 2025), WTO, Fondazione Edison, SACE Export Report 2025. Elaborazione Monteluna.
Autore: Alberto Bertini