27/08/2026
“Le obbligazioni oggi offrono rendimenti che non si vedevano da oltre 10 anni.”
Quante volte l’hai sentito negli ultimi anni?
È una delle frasi più utilizzate quando si propongono polizze, fondi obbligazionari o strumenti cedolari.
E la cosa interessante è che, presa così, è vera.
Ma c’è un dettaglio: quei 10 anni non rappresentano necessariamente la normalità.
Se allarghi l’orizzonte storico, scopri che il costo del capitale è stato spesso più elevato di quello osservato nel decennio precedente al 2022.
Quindi il punto non è chiedersi se oggi le obbligazioni rendano più di dieci anni fa.
La domanda corretta è: quanto è interessante quel rendimento rispetto alle alternative disponibili?
Ed è qui che il confronto cambia.
Guardando ai rendimenti storici complessivi, l’azionario ha continuato a offrire, nel lungo periodo, un premio rispetto all’obbligazionario anche in contesti di tassi più elevati.
Del resto, basta guardare cosa è successo dopo il 2022: tassi molto più alti non hanno automaticamente prodotto rendimenti obbligazionari altrettanto elevati per l’investitore.
Perché una cedola interessante non racconta tutta la storia.
Il rendimento di uno strumento non va mai valutato in isolamento, ma rispetto al prezzo pagato, al rischio assunto, all’orizzonte temporale e alle alternative disponibili.
È proprio qui che si distingue una decisione presa sulla base di una narrativa da una decisione costruita sui numeri.
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📜 Sono Emiliano Cangu, consulente finanziario indipendente iscritto all’albo OCF.
📆 Oltre 10 anni di esperienza sui mercati. Insieme al mio team seguiamo oltre 200 milioni di euro in consulenza.
Il contenuto ha finalità esclusivamente informative ed educative e non costituisce raccomandazione o consiglio finanziario personalizzato. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Investire comporta il rischio di perdita, anche permanente, del capitale.