18/12/2016
La settimana appena conclusa conferma la positività sui mercati mondiali di riferimento: il Wilshire 5000 Total Market Index ha chiuso a 23600,09 punti, e l’Sp500 a 2258,07; vicini entrambi ai massimi assoluti.
La Federal Reserve dopo quasi 10 anni ha aumentato i tassi di uno 0,25%, affermando che l’economia cresce ad un ritmo moderato, e che l’orientamento della politica monetaria rimane accomodante, i membri del FOMC prevedono tre rialzi dei tassi nel 2017 contro i due previsti a settembre.
Il titolo di stato americano a 10 anni (tnote) e quello trentennale (tresury) rendono rispettivamente il 2,60% e il 3,19% contro un titolo di stato tedesco (bund) che rende lo 0,31%.
Lo spread tra tnote e bund ora è ai massimi storici come nel 2008, è salito al 2,27%: in passato la normalizzazione di questo eccesso è avvenuta attraverso un riallineamento dei bond governativi tedeschi rispetto a quelli statunitensi.
Sarà interessante monitorare nel corso dei prossimi mesi come la Bce si comporterà in base a questo scenario, guardando questo spread capiremo quando il dollaro potrà ancora rivalutarsi sull’euro o viceversa.
La rottura dei supporti 1,05-1,0480 hanno dato conferma della debolezza dell’euro contro la valuta americana, vedremo anche quali saranno i comportamenti dei principali indici statunitensi, perché a salire con un dollaro forte e titoli di stato che ora esprimono un rendimento considerevole potrebbe essere l’occasione di passare dal risk on al risk off e quindi ritornare al reddito fisso.
Rimaniamo attenti e prudenti perché a nostro avviso come già citato si sta ricreando la situazione del 1987: abbiamo avuto un punto di svolta inferiore delle materie prime che successivamente coincise con il punto di svolta superiore del mercato obbligazionario che in primavera prese direzione verso il basso, seguito in estate da quello azionario, con a fine anno il rialzo dell’oro: l’effetto dei derivati contribuirà a creare un forte aumento della volatilità e si creerà, una forte attrazione verso il RISK OFF (come i buchi neri nello spazio cosmico...).
Già venerdì uno dei nostri due driver del rialzo l’nzd/jpy (dollaro neozelandese/yen giapponese) dopo aver toccato un nuovo massimo giovedì a 83,74 ha chiuso a 82,14 sotto un importante nostro livello che monitoriamo per il mantenimento della positività, sarà la settimana entrante che ci farà capire se la valuta giapponese contribuirà a svalutarsi a favore del risk on o invertirà rotta.
Attendiamo la Boj lunedì e martedì che toccherà decidere sulla variazione dei tassi d'interesse e le politiche economiche da adottare in futuro, dalle view della Bank of Japan sembra essere ottimistica, l'incremento dei consumi privati comincia a vedere una lieve crescita dopo anni di depressione ma il mancato raggiungimento del target inflazionistico sembra non preoccupare la banca centrale pronta a nuovi stimoli monetari per il futuro.
Continuiamo a tenere in portafoglio sia il bund e il btp che potranno entrambi darci delle buone performance: il primo perchè potrebbe riallinearsi al tnote il secondo in attesa del responso di Dbrs,
Portafoglio
Il portafoglio in questa settimana si è mantenuto sostanzialmente stabile da una parte abbiamo preso lo stop sulla posizione long su ftmib e poi abbiamo fatto in guadagno la prima operazione sull’eur/usd.
Buona soddisfazione dello short sull’orange juice (succo d’arancia) che porta il guadagno a 11,25%, lo stesso lo short sul natural gas (gas naturale) che porta un guadagno del 5,42%.
Lo short del copper (rame) in guadagno del 1,38%, buona la performance della soya che stenta a decollare (In guadagno dell’8,85%) come le altre materie prime a causa di un dollaro troppo forte.
In generale il portafoglio mantiene la sua performance portandosi al 11,83%,
Come già indicato quando la posizione si porta in guadagno, alziamo lo stop loss (in verde sul file portafoglio) almeno in guadagno dove possibile; se il mercato andasse contro la nostra operazione usciremo in pari o in guadagno, non è mica cosa da poco, faremo così per tutte le operazioni future: limiteremo al massimo il rischio che sarà comunque complessivamente mai superiore al 4% del totale di tutta la somma disponibile.
Noi al momento abbiamo ancora in portafoglio sia il Bund (obbligazionario tedesco) che il Btp (obbligazionario italiano) in guadagno e riteniamo che malgrado la politica della Bce I tassi americani possano in parte influenzare l’andamento dei tassi europei e per il titolo italiano ci attendiamo ancora lunga strada al ribasso, ai posteri l’ardua sentenza.
Speriamo di essere stati chiari ed esaustivi, comunque il 29 aprile 2017 siete tutti inviatati al 1° circolo del portafoglio rules la data è fissata la location ancora no, saranno le adesione a decretarla.