CAF Imprese Piacenza

CAF Imprese Piacenza Alleggeriamo la vita di commercianti e imprese tra burocrazia e scadenze
🍀Ti guidiamo e diamo consigli
💡Mentre tu pensi solo alla tua attività

CAF Imprese Piacenza: il tuo alleato nella giungla della burocrazia! 🌿
Il nostro team di professionisti è pronto a semplificare la tua vita imprenditoriale.
💼 Concentrati solo sul tuo lavoro, noi ci occupiamo delle pratiche complicate e degli intoppi che si presentano sulla tua strada. Siamo esperti in:
✅ Avvio/variazioni attività
💰 Servizio contabilità
💳 Gestione paghe
🎉 Bandi con contributi a

fondo perduto (provinciali, regionali, nazionali)
📱 Digital marketing/Digital branding
🔒 Privacy aziendale (GDPR)
💼 Servizio PrestO lavoro
💡 ...e molto altro!

🚀 Seguici per scoprire come possiamo alleggerire la tua vita imprenditoriale!

Hai un'idea per dar vita a un'attività tutta tua ma pensi di dover lasciare per forza lo stipendio fisso per partire?Nel...
31/08/2026

Hai un'idea per dar vita a un'attività tutta tua ma pensi di dover lasciare per forza lo stipendio fisso per partire?

Nella maggior parte dei casi non è così: puoi aprire la partita IVA restando lavoratore dipendente e usare i primi mesi per far partire il progetto con calma.

Il vantaggio è semplice: mentre la tua attività muove i primi passi, lo stipendio continua ad arrivare. Se le cose vanno bene, un domani potrai dedicarti solo alla tua impresa; se invece non decolla, non ti sei giocato la tua unica entrata.
È un modo prudente per testare la tua idea, senza salti nel vuoto.

Ci sono però due regole da conoscere, se scegli il regime forfettario.

La prima riguarda quanto guadagni, oggi, da dipendente. Puoi restare nel forfettario solo se, l'anno precedente, il tuo reddito da lavoro dipendente non ha superato i 35.000 euro lordi. Se vai oltre, dall'anno successivo il forfettario non ti spetta più, a meno che nel frattempo il rapporto di lavoro non si sia già chiuso.

La seconda esiste per fermare chi vorrebbe eludere le regole, trasformando la vecchia busta paga in una fattura. Per questo non puoi incassare più della metà del tuo fatturato dal datore di lavoro che hai adesso, o da uno che hai avuto negli ultimi due anni: la partita IVA deve portarti clienti nuovi, non far proseguire lo stesso lavoro di prima sotto un'altra forma.

Un capitolo a parte sono i contributi INPS, che quasi sempre si versano anche restando dipendenti.

Se apri come libero professionista (senza albo o cassa) rientri nella Gestione Separata: niente minimi fissi, paghi una percentuale solo su ciò che guadagni (per giunta ridotta - circa il 24%) perché sei già coperto dal lavoro dipendente.

Se invece apri un'attività commerciale o artigianale, di norma ci sono contributi fissi minimi: puoi evitarli soltanto se il lavoro da dipendente è a tempo pieno (almeno 26 ore a settimana) e resta prevalente, per tempo e per guadagno, sulla nuova attività.

Tu hai mai pensato ad aprire la Partita IVA senza lasciare il posto fisso?

Se vuoi capire se è la strada giusta per te, la prima consulenza è gratuita: valutiamo insieme la tua situazione.

Oggi le telecamere di sorveglianza sono ovunque: negozi, bar, uffici, magazzini. Sembrano una cosa normale, quasi banale...
28/08/2026

Oggi le telecamere di sorveglianza sono ovunque: negozi, bar, uffici, magazzini.

Sembrano una cosa normale, quasi banale.
Eppure, dal momento in cui riprendono delle persone, fanno entrare la tua attività nelle regole del GDPR.

Ma cos'è, di preciso, il GDPR?
È il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, in vigore dal 2018 in tutti i Paesi dell'Unione Europea.
Regola tutto ciò che riguarda i dati delle persone: come si raccolgono, dove e per quanto tempo si conservano e chi può vederli.

Le telecamere c'entrano eccome, perché l'immagine del volto di una persona è un dato personale a tutti gli effetti: riprendere clienti o passanti significa raccogliere e conservare dei dati.

Cosa devi fare, quindi, in concreto?
Gli obblighi principali sono tre:
1- Informare
Un cartello ben visibile, messo prima del raggio della telecamera, più un'informativa completa (per esempio con un QR code o sul sito)
2- Conservare le immagini solo per il tempo necessario
Le registrazioni vanno cancellate di norma entro 24-48 ore; più a lungo solo con una ragione concreta.
3- Occhio ai dipendenti
Se le telecamere possono inquadrarli, oltre al GDPR va rispettato lo Statuto dei lavoratori, con un accordo sindacale o l'autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro.

Attenzione anche all'ordine dei passaggi: prima, se ci sono dipendenti, si ottiene l'accordo o l'autorizzazione dell'Ispettorato; poi si preparano gli adempimenti privacy; solo alla fine si installano le telecamere e si mettono i cartelli.

Cosa si rischia a non farlo?
Sanzioni calibrate sulla gravità, possibili richieste di risarcimento e, in caso di controllo, un impianto da spegnere e rifare.

La buona notizia è che mettersi in regola richiede pochi passaggi.

Hai già il cartello «area videosorvegliata» ben in vista?
Se non sei sicuro che le tue telecamere siano a norma, la prima consulenza è gratuita: ti diciamo con chiarezza cosa serve alla tua attività.

Prima di scegliere un negozio, un ristorante, un bar o un B&B, oggi le persone fanno una cosa sola: cercano il nome su G...
26/08/2026

Prima di scegliere un negozio, un ristorante, un bar o un B&B, oggi le persone fanno una cosa sola: cercano il nome su Google, anche solo per controllare gli orari.

Quello che compare è il Profilo dell'attività (l'ex Google My Business): la prima idea che i clienti si fanno di te.

È uno strumento gratuito, non è il tuo sito, ma molto spesso è la prima (e forse unica) cosa che i clienti vedono di te, ancora prima di fare qualsiasi azione.

Eppure in tanti lo trascurano: circa un'attività su tre non ha nemmeno rivendicato il proprio profilo.

Più di quattro su dieci lo lasciano con informazioni incomplete o vecchie.

Un peccato, perché curarlo porta risultati concreti: secondo Google, i profili con foto ricevono il 42% di richieste di indicazioni in più e il 35% di clic in più verso il sito.

Come potenziarlo?

Parti dalle basi: orari sempre aggiornati (anche quelli festivi), indirizzo e telefono corretti, categoria giusta.

Aggiungi foto vere e recenti degli spazi, dei prodotti, dei piatti.

Occupati delle recensioni: chiedile ai clienti soddisfatti e rispondi sempre, anche a quelle negative, ma con calma e mai in modo aggressivo (anche davanti a una critica ingiusta, una risposta nervosa fa più danni della recensione stessa).

Infine tieni il profilo vivo, pubblicando ogni tanto post con novità, offerte o eventi: un profilo aggiornato viene mostrato più spesso a chi cerca.

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Stai per aprire la partita IVA e ti chiedono di indicare il codice ATECO?Sembra una formalità, una sigla da comunicare e...
24/08/2026

Stai per aprire la partita IVA e ti chiedono di indicare il codice ATECO?
Sembra una formalità, una sigla da comunicare e poi dimenticarsene.

In realtà è una delle scelte che pesano di più per il futuro della tua attività.

Il codice ATECO è la sigla che identifica la tua attività, cioè cosa fai di preciso. Lo usano l'Agenzia delle Entrate, l'INPS e la Camera di Commercio per inquadrarti. Incide su tre cose concrete.

La prima sono le tasse: nel regime forfettario il codice stabilisce su quale parte dei tuoi incassi si calcolano le imposte, il coefficiente di redditività. Per un negozio è il 40%, per una consulenza il 78%.

La seconda sono i contributi: il codice determina la tua cassa previdenziale, cioè la gestione commercianti e artigiani dell'INPS oppure la gestione separata.

La terza sono le agevolazioni: molti bandi si rivolgono solo ad attività con determinati codici Ateco, quindi quello più appropriato ti permette di fare richiesta, quello sbagliato ti esclude automaticamente.

Attenzione, quindi, a sceglierlo a caso. Un codice troppo generico, o poco coerente con quello che fai, può penalizzarti, portare a controlli e correzioni.
Se poi l'attività cambia, va aggiornato di conseguenza.

Due cose utili da sapere.
La prima: non sei legato a un solo codice, la tua attività può averne uno principale e altri secondari.
La seconda: da aprile 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, quindi è questa la versione che userai se apri adesso.

Il nostro consiglio: parti da cosa farai di preciso con la tua attività e scegli il codice, o i codici, coerenti.

👉 Salva il post: quando aprirai, saprai da dove partire.

Stai pensando di assumere una persona, perché il lavoro è cresciuto e da solo non ce la fai più?Prima di decidere, ti co...
21/08/2026

Stai pensando di assumere una persona, perché il lavoro è cresciuto e da solo non ce la fai più?

Prima di decidere, ti conviene sapere da che voci è composto il costo di un dipendente.

In busta paga il tuo dipendente vede il netto, la cifra che gli arriva in tasca. Il tuo costo, però, è molto più alto: parte dal lordo a cui devi aggiungere ulteriori voci di spesa.

La prima sorpresa riguarda le mensilità: nel commercio sono 14, non 13, perché oltre alla tredicesima c'è anche la quattordicesima.

Devi anche considerare che paghi ferie, permessi e giorni di malattia, cioè anche i momenti in cui la persona non è presente al lavoro. A tuo carico ci sono anche i contributi INPS (nel commercio circa il 28-30% del lordo), l'INAIL contro gli infortuni e il TFR che accantoni ogni anno per il tuo dipendente.

Un esempio pratico: un cameriere a tempo pieno e indeterminato, con circa 25.000 euro di lordo l'anno, all'impresa costa intorno ai 34.000-37.000 euro. In pratica, circa 1,4 volte il lordo.

I conti, però, cambiano con la tipologia di contratto.
Un part-time, con meno ore, ha stipendio e costo più bassi. Con l'apprendistato i contributi sono ridotti perché è un contratto pensato per formare e inserire una persona giovane nel mondo del lavoro.

Il consiglio: prima di assumere, parti dal costo reale e scegli la forma di contratto adatta al tuo ritmo di lavoro.

👉 Salva il post: ti servirà prima di assumere un dipendente.

Un progetto di digitalizzazione che oggi è diventato realtà.CAF Imprese Piacenza ha concluso “L’evoluzione del CAF verso...
20/08/2026

Un progetto di digitalizzazione che oggi è diventato realtà.

CAF Imprese Piacenza ha concluso “L’evoluzione del CAF verso il futuro”, progetto realizzato nell’ambito del Bando per la transizione digitale delle imprese dell’Emilia-Romagna – anno 2025, POR FESR 2021/2027 – Azione 1.2.3 “Sostegno per la digitalizzazione delle imprese, incluse azioni di sistema per il digitale”.

Il progetto ha riguardato l’ampliamento e l’aggiornamento del sistema informatico aziendale attraverso l’introduzione della Digital Solution SEAC e la realizzazione della cablatura in fibra ottica della sede.

Gli interventi realizzati hanno permesso di potenziare la digitalizzazione dei flussi documentali, contabili e fiscali, migliorare l’integrazione dei processi e rafforzare l’infrastruttura tecnologica a supporto delle attività quotidiane.

Con la conclusione del progetto, CAF Imprese dispone oggi di strumenti e infrastrutture più moderni, integrati e sicuri, con l’obiettivo di rendere più efficienti i processi interni e più semplice e rapido lo scambio di documenti e informazioni con i clienti.

Progetto realizzato grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna.

Hai presente le finestre dipinte che si vedono sui muri di certi palazzi?Dietro c'è una storia curiosa. C'entra una vecc...
19/08/2026

Hai presente le finestre dipinte che si vedono sui muri di certi palazzi?
Dietro c'è una storia curiosa. C'entra una vecchia tassa.

Alla fine del Settecento diversi governi tassarono le case in base al numero di finestre: più finestre avevi, più eri considerato ricco, più pagavi.

Il motivo era semplice: all'epoca non esistevano le dichiarazioni dei redditi. Contare le finestre era il modo più immediato per capire quanto fosse benestante chi ci abitava.

Accadde anche in Italia.
La Repubblica Ligure introdusse la tassa nel 1798, con un'esenzione per le case con meno di sei finestre. A Bologna arrivò l'anno dopo, nel 1799: si pagava una lira per ogni finestra affacciata sulla strada, mentre restavano esenti fienili, granai e cantine.

I proprietari risposero aggirando il problema: murarono le finestre in eccesso, quelle che facevano salire il conto. Al loro posto, per non rovinare la facciata, dipinsero finestre finte. Quel trucco di due secoli fa è ancora lì: le finestre dipinte si vedono ancora oggi a Camogli, a Portofino, nelle Cinque Terre (e anche in qualche edificio di Piacenza e provincia).

Le tasse del passato fanno sorridere. Il modo per viverle in modo sereno, però, non è cambiato: informarsi e gestirle per tempo, prima che diventino un problema.

👉 Conosci una tassa più assurda di questa?
Scrivila nei commenti!

11/08/2026

Hai un’idea e vorresti aprire la partita IVA ma una domanda ti frena: quanto dovrò pagare di tasse, ogni anno?

Con il regime forfettario il conto è più semplice di quanto pensi: per i primi 5 anni l’imposta è al 5% (successivamente passerà al 15%) e non si calcola su tutto l’incasso, ma solo su una parte, che dipende dal tipo di attività che andrai a svolgere. A questa si aggiungono i contributi INPS, obbligatori, che costruiscono la tua pensione. Se non sfori gli 85.000 € di ricavi l’anno, continuerai a rimanere nel forfettario.

Nel reel trovi i numeri che ti interessano, spiegati semplici.

👉 Vuoi partire con le idee chiare?
Prenota una consulenza gratuita: scrivici in DM.

☀️ Nuovo Bando Fotovoltaico Emilia-Romagna ☀️È in arrivo un'opportunità imperdibile per le PMI della regione: contributi...
06/08/2026

☀️ Nuovo Bando Fotovoltaico Emilia-Romagna ☀️

È in arrivo un'opportunità imperdibile per le PMI della regione: contributi a fondo perduto per installare impianti fotovoltaici sulle pensiline dei parcheggi.

✅ Cosa propone il bando:
- Contributo fino al 40% della spesa.
- Massimo 100.000 € per impresa.
- Energia destinata all'autoconsumo della tua attività.

⏳ Perché muoversi ora?
Le domande aprono il 30 settembre, ma preparare un progetto solido richiede settimane. Chi inizia ora ad agosto sarà pronto per l'apertura; chi aspetta rischia l'esaurimento dei fondi.

Lascia a noi le pratiche complicate e concentrati solo sulla tua attività.

📩 Vuoi sapere se la tua impresa rientra?
Scrivimi per prenotare una consulenza gratuita con Manuela.

Ad agosto anche il Fisco rallenta e, per una volta, gioca a tuo favore.Ecco cosa devi annotare sul tuo calendario delle ...
03/08/2026

Ad agosto anche il Fisco rallenta e, per una volta, gioca a tuo favore.

Ecco cosa devi annotare sul tuo calendario delle scadenze di agosto:

🗓️ Dal 1° al 20 agosto: le scadenze di questo periodo slittano al 20, senza sanzioni. Puoi goderti (un po') le ferie.

MA ATTENZIONE:

⚠️ 5 agosto: se hai una cartella in rottamazione (quater, o quinquies in unica soluzione), i 5 giorni di tolleranza scadono proprio questo giorno. Se non effettui il pagamento, perde il beneficio.

📌 20 agosto — il tax day: saldo e primo acconto delle imposte per le partite IVA, le rate di chi ha dilazionato, IVA e ritenute del mese, e la seconda rata dei contributi INPS di artigiani e commercianti.

👉 Tu eri al corrente di tutte le scadenze del mese di agosto?

Scrivicelo nei commenti!

Indirizzo

Strada Bobbiese 2
Piacenza
29122

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 12:30
14:00 - 17:30
Martedì 08:00 - 12:30
Mercoledì 08:00 - 12:30
14:00 - 17:30
Giovedì 08:00 - 12:30
14:00 - 17:30
Venerdì 08:00 - 12:30
14:00 - 17:30

Telefono

+390523461811

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