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CAF Imprese Piacenza Alleggeriamo la vita di commercianti e imprese tra burocrazia e scadenze
🍀Ti guidiamo e diamo consigli
💡Mentre tu pensi solo alla tua attività

CAF Imprese Piacenza: il tuo alleato nella giungla della burocrazia! 🌿
Il nostro team di professionisti è pronto a semplificare la tua vita imprenditoriale.
💼 Concentrati solo sul tuo lavoro, noi ci occupiamo delle pratiche complicate e degli intoppi che si presentano sulla tua strada. Siamo esperti in:
✅ Avvio/variazioni attività
💰 Servizio contabilità
💳 Gestione paghe
🎉 Bandi con contributi a fondo perduto (provinciali, regionali, nazionali)
📱 Digital marketing/Digital branding
🔒 Privacy aziendale (GDPR)
💼 Servizio PrestO lavoro
💡 ...e molto altro!

🚀 Seguici per scoprire come possiamo alleggerire la tua vita imprenditoriale!

Il forno nuovo, il banco frigo, l’arredo della sala, i lavori per ampliare il locale: sono investimenti che si rimandano...
14/10/2026

Il forno nuovo, il banco frigo, l’arredo della sala, i lavori per ampliare il locale: sono investimenti che si rimandano per il costo.

Il bando GAL del Ducato, cofinanziato dall’Unione europea, sostiene questi investimenti nelle attività già aperte grazie ad un contributo a fondo perduto.

Il contributo copre il 60% o il 50% della spesa: la percentuale dipende dal comune in cui si trova l’attività.

La spesa ammessa va da 20.000 a 250.000 €, IVA esclusa. Con una spesa di 250.000 €, il massimo ammesso, il contributo arriva a 150.000 €.
Attenzione però: sotto i 20.000 € di spesa non si può partecipare.

Possono partecipare negozi, bar, ristoranti, alberghi e officine di auto e moto già aperti, con sede in uno dei comuni ammessi.
Per i negozi vengono ammessi in base al codice ATECO, la sigla che identifica l’attività: non tutti sono ammessi.

Sono esclusi da questo bando i bed and breakfast, le aziende agricole e gli agriturismi.

Il bando finanzia lavori, impianti, macchinari, attrezzature, arredi e software.
Non rientrano nelle spese ammissibili i beni usati, il leasing, l’acquisto dell’immobile e l’IVA.

Puoi fare domanda di contributo fino a venerdì 6 novembre 2026 alle 13:00.

Scrivici un messaggio privato per verificare se la tua attività può partecipare!

12/10/2026

Hai scritto all'assistenza della contabilità o delle buste paga del tuo servizio online ma nessuno ti ha ancora risposto?

Un servizio online costa meno ed è comodo.
Finché va tutto bene, non serve altro.

Poi la busta paga di un dipendente risulta sbagliata, oppure hai un dubbio su una scadenza fiscale. Apri una richiesta di assistenza e spieghi tutto da capo a chi non conosce la tua attività. Se è urgente, puoi solo aspettare.

Da noi la tua impresa viene affidata a una persona del nostro ufficio: il tuo referente. Per la contabilità c'è un referente, per le buste paga un altro. Questo per tutti i nostri servizi. Tutti i referenti conoscono già la tua attività.

Esponi i dubbi e i problemi al tuo referente, senza dover raccontare - per l'ennesima volta, da capo - chi sei, cosa fai: la persona che ti viene affidata se ne fa carico e ti dà una risposta.

Questa è la differenza con un servizio online che costa meno: una persona che conosce la tua attività e se ne occupa.

Seguici: ti spieghiamo la burocrazia in parole semplici.

Ti è arrivato un avviso bonario dall’Agenzia delle Entrate?Non è ancora una cartella di pagamento.È la comunicazione con...
09/10/2026

Ti è arrivato un avviso bonario dall’Agenzia delle Entrate?

Non è ancora una cartella di pagamento.

È la comunicazione con cui l’Agenzia ti segnala un’irregolarità emersa dal controllo della tua dichiarazione dei redditi o dell’IVA, oppure dei versamenti collegati.

Ti permette di pagare con una sanzione ridotta oppure di segnalare gli errori che trovi.

Il tempo a disposizione è di 60 giorni di calendario dal ricevimento: contano anche sabati, domeniche e festivi, mentre dal 1° agosto al 4 settembre (di ogni anno) il conteggio è sospeso.

La prima mossa è quindi segnare la data in cui hai ricevuto l’avviso, che arriva con raccomandata A/R oppure via Posta Elettronica Certificata (PEC).

La seconda mossa è controllare i numeri.
Confronta la somma richiesta con la dichiarazione che hai presentato e con gli F24 che hai pagato. Cerca tre cose: un versamento già fatto che l’Agenzia non ha considerato, un credito o una detrazione non riconosciuti, un importo calcolato in modo diverso dal tuo.

La terza mossa dipende dall’esito del controllo.
Se i numeri sono giusti, paga con il modello F24 allegato all’avviso entro i 60 giorni. In questo modo la sanzione si riduce: invece del 25% dell’imposta paghi l’8,33% se il controllo è automatico (incrocio dei dati dichiarati con quelli dell’Agenzia), il 16,67% se è formale (verifica dei documenti a supporto di deduzioni e detrazioni). Passati i 60 giorni, la somma viene riscossa in via ordinaria con la sanzione piena.

Se invece i numeri non tornano, contro l’avviso bonario non si fa ricorso.
Si segnala l’errore all’Agenzia delle Entrate, allegando i documenti che lo dimostrano. Puoi farlo online con Civis, il servizio di assistenza dell’Agenzia, oppure di persona in un ufficio dell’Agenzia, prenotando un appuntamento.
Se l’ufficio corregge l’importo, ricevi un nuovo modello di pagamento.

Attenzione ai tempi: dopo la correzione i 60 giorni non sempre ripartono da capo, dipende dal tipo di controllo. Per questo conviene verificare i conti nei primi giorni, non negli ultimi.

La quarta mossa è per chi non può pagare tutto subito.
La somma si può dividere in un massimo di 20 rate trimestrali, tutte dello stesso importo. La prima rata va pagata entro i 60 giorni dal ricevimento. Le successive scadono l’ultimo giorno di ogni trimestre, con interessi del 3,5% annuo. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, in Tutti i servizi, sezione Pagamenti, c’è un’applicazione che calcola rate e interessi.
Da lì potrai stampare gli F24.

Hai ricevuto un avviso bonario?
Prenota la consulenza gratuita: analizziamo insieme il tuo avviso.

PRENOTA QUI: 👇
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Il tuo programma di firma digitale ti avvisa che restano due firme gratuite, poi devi passare a una versione a pagamento...
07/10/2026

Il tuo programma di firma digitale ti avvisa che restano due firme gratuite, poi devi passare a una versione a pagamento?

Un architetto, nostro cliente, che per lavoro firma digitalmente documenti ogni giorno, ha ricevuto proprio questo avviso.

Ha pensato che la sua CNS (Carta Nazionale dei Servizi), il dispositivo che contiene anche la sua firma digitale, stesse per scadere.
Così è venuto in ufficio da noi con la CNS.

Abbiamo controllato il dispositivo: la CNS era a posto, il PIN non era bloccato, tutto funzionava.

Il problema, quindi, non era la sua firma digitale.
Gli abbiamo poi fatto qualche domanda sul programma con cui firmava ogni giorno. Abbiamo scoperto che era il programma ad avere dei limiti: permetteva di firmare solo pochi documenti; dopo quella disponibilità, il programma chiedeva di passare alla versione a pagamento.

Gli abbiamo mandato via email i link per scaricare due programmi di firma (Aruba Sign e InfoCamere Sign Desktop) così non ha perso tempo a cercarli.

Oggi firma i suoi documenti con la firma digitale di sempre, senza il vincolo di dover acquistare dei programmi.

Ci ha risposto per email: «Mi avete salvato la vita.»

Se hai una firma digitale rilasciata da una Camera di Commercio e il tuo programma ti limita le firme, puoi provare gli stessi due programmi.
Si scaricano dai siti di Aruba e di InfoCamere.

Il tuo programma di firma ti mette un limite?
Scrivici un messaggio: ti diciamo cosa puoi usare al posto suo.

Una tassa sul grano macinato ha fatto scoppiare una rivolta in tutta Italia.Nel 1868 il Regno d'Italia esisteva da sette...
06/10/2026

Una tassa sul grano macinato ha fatto scoppiare una rivolta in tutta Italia.

Nel 1868 il Regno d'Italia esisteva da sette anni e aveva i conti in rosso.

Alla fine del 1866 e per tutto il 1867 il deficit, la differenza tra quello che lo Stato spende e quello che incassa, era altissimo. Servivano soluzioni drastiche per avere nuove entrate.

Il politico Quintino Sella aveva l'obiettivo di pareggiare il bilancio.
Già dal 1865 aveva proposto una tassa sulla macinazione dei cereali.

Il 7 luglio 1868 il governo, guidato da Luigi Menabrea, istituì la tassa sul macinato che entrò in vigore il 1° gennaio 1869. La tassa colpiva un prodotto di base: i cereali erano l'alimento consumato ogni giorno da tutta la popolazione.

In ogni mulino era previsto un contatore meccanico, che registrava i giri della macina. L'imposta si calcolava in proporzione ai giri.

Il cliente, però, pagava in base al peso del cereale portato a macinare, con tariffe diverse: da 50 centesimi al quintale per le castagne a 2 lire per il grano. Poteva pagare in contanti o lasciando una parte del prodotto. Il mugnaio raccoglieva i pagamenti e li versava all'esattore.

Emergeva un problema: il cliente pagava in base ai chili, il mugnaio invece versava allo Stato in base ai giri del contatore; stabilire il rapporto tra giri di macina e quantità macinata era complicato e provocava infinite contestazioni.

Fisco, mugnai e clienti si sentivano tutti danneggiati.

In molti mulini, inoltre, il contatore non c'era: alla fine del 1869 i contatori installati erano 186.

All'inizio il mugnaio dichiarava una quantità macinata presunta, approssimativa. Chi dichiarava meno pagava meno e poteva abbassare i prezzi, mentre i mugnai onesti rischiavano di non reggere la concorrenza.

Anche chi comprava aveva buoni motivi per protestare.
La tassa fece salire il prezzo dei cereali e, di conseguenza, anche quello del pane e degli altri prodotti derivati.

Per le famiglie povere erano il cibo di tutti i giorni.
I prezzi non scesero nemmeno dopo l'abolizione.

Tra la fine del 1868 e l'inizio del 1869 i mugnai sospesero l'attività in segno di protesta: non volevano fare gli esattori né pagare su una quantità presunta.

Contemporaneamente il popolo non voleva pagare il pane molto più caro.

La protesta scese quindi in strada.

A partire dall'Emilia scoppiarono violente rivolte popolari in tutto il Paese, soprattutto al Nord. La storia le ricorda come i «moti del macinato».

Al generale Raffaele Cadorna furono dati pieni poteri: la repressione fu dura, con morti e arresti. La tassa rimase comunque in vigore, per un totale di 15 anni.

Dal 1879 fu ridotta gradualmente. Il 1° gennaio 1884 il governo, guidato da Agostino Depretis, la abolì.
Garantiva 80 milioni di lire l'anno: il bilancio dello Stato ne risentì.

Conosci un'altra tassa curiosa del passato?
Scrivila nei commenti!

Nel X secolo l'arcivescovo Sigerico, durante il viaggio di ritorno da Roma a Canterbury, attraversò il Po.Il punto di pa...
05/10/2026

Nel X secolo l'arcivescovo Sigerico, durante il viaggio di ritorno da Roma a Canterbury, attraversò il Po.
Il punto di passaggio sulla sponda emiliana era la località che oggi conosciamo come Soprarivo, nel comune di Calendasco, in provincia di Piacenza.

Sabato 10 ottobre potrai ripercorrere la sua stessa strada, da Piacenza fino al Po.

L'itinerario, gratuito ma a numero chiuso, partirà alle 9:30 dalla chiesa di San Savino a Piacenza, con la presentazione del progetto "Piacenza Terra di Passo 2.0".

Alle 10:00 visiterai la basilica romanica, dove si ritrovavano i pellegrini arrivati a Piacenza dal nord; scoprirai il significato del labirinto, simbolo del pellegrinaggio medievale.

Come Sigerico, seguirai poi la Via Francigena fino a Calendasco, borgo storico, per visitare il suo castello. Da lì raggiungerai Soprarivo, l'antica Ad Padum, dove potrai sederti per un meritato ristoro in riva al Grande Fiume.

Ma non è tutto.

Nel pomeriggio potrai vivere la navigazione sul Po, in piccoli gruppi e con le guide ambientali. Ti aspetta anche un laboratorio creativo sul labirinto, simbolo di un viaggio fisico ma anche interiore.

I posti sono limitati, per partecipare prenota il tuo posto scrivendo a [email protected] .

Nel X secolo l'arcivescovo Sigerico, durante il viaggio di ritorno da Roma a Canterbury, attraversò il Po. Il punto di p...
05/10/2026

Nel X secolo l'arcivescovo Sigerico, durante il viaggio di ritorno da Roma a Canterbury, attraversò il Po. Il punto di passaggio sulla sponda emiliana era la località che oggi conosciamo come Soprarivo, nel comune di Calendasco, in provincia di Piacenza.

Sabato 10 ottobre potrai ripercorrere la sua stessa strada, da Piacenza fino al Po.

L'itinerario, gratuito ma a numero chiuso, partirà alle 9:30 dalla chiesa di San Savino a Piacenza, con la presentazione del progetto "Piacenza Terra di Passo 2.0". Alle 10:00 visiterai la basilica romanica, dove si ritrovavano i pellegrini arrivati a Piacenza dal nord; scoprirai il significato del labirinto, simbolo del pellegrinaggio medievale.

Come Sigerico, seguirai poi la Via Francigena fino a Calendasco, borgo storico, per visitare il suo castello. Da lì raggiungerai Soprarivo, l'antica Ad Padum, dove potrai sederti per un meritato ristoro in riva al Grande Fiume.

Ma non è tutto. Nel pomeriggio potrai vivere la navigazione sul Po, in piccoli gruppi e con le guide ambientali. Ti aspetta anche un laboratorio creativo sul labirinto, simbolo di un viaggio fisico ma anche interiore.

I posti sono limitati, per partecipare prenota il tuo posto scrivendo a [email protected] .

02/10/2026

Ogni mese le scadenze fiscali sono sparse tra siti, circolari e calendari diversi, con date che cambiano quando cadono nel weekend.

In questo video sono racchiuse quelle di ottobre 2026, dal 12 al 2 novembre, divise tra imprese e privati.

Salvalo: lunedì 12 ottobre bussa alla porta la prima scadenza.

Se il tuo B&B è presente su Booking o su Airbnb, c'è un costo che nel prezzo che stabilisci non vedi: la percentuale che...
01/10/2026

Se il tuo B&B è presente su Booking o su Airbnb, c'è un costo che nel prezzo che stabilisci non vedi: la percentuale che la piattaforma trattiene su ogni prenotazione.

Partiamo da Booking.
La commissione si calcola sull'importo complessivo della prenotazione, cioè sulla tariffa più i costi extra, come pulizie e servizi. Si applica anche alle prenotazioni non rimborsabili e ai no-show, quando l'ospite non si presenta.

Il punto di partenza è il 15%. Nel 2024 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha indicato questa base nel suo provvedimento sul caso Booking: su 100 € di prenotazione, 15 € vanno alla piattaforma.

Con i programmi di visibilità la percentuale sale. Con Partner Preferiti si arriva al 18%, con Preferiti Plus al 23%. Federalberghi, l'associazione degli albergatori, segnala inoltre che nelle località molto richieste la commissione di norma si assesta al 18%, anche senza il programma Preferiti.

La percentuale che ti viene assegnata è scritta nel contratto con Booking. La trovi anche nell'extranet, alla voce Contabilità. Con quel numero puoi calcolare quanto ti resta nelle tasche. Moltiplichi le prenotazioni del mese per il prezzo medio pagato dagli ospiti ottenendo così il totale. Moltiplichi il totale per la tua percentuale: otterrai la commissione. Sottrai la commissione dal totale: quello che resta è il tuo incasso.

Un esempio ipotetico: 20 prenotazioni da 120 € fanno 2.400 €. Al 15% la piattaforma trattiene 360 € e a te restano 2.040 €. Al 18% trattiene 432 € e a te restano 1.968 €.

C'è poi una novità per chi utilizza Airbnb.
Dal 13 ottobre, per gli host in Europa, la commissione diventa unica: 15,5%, tutta a carico dell'host. Prima l'host pagava circa il 3%, mentre l'ospite pagava una commissione a parte. Se il tuo prezzo resta uguale, incasserai meno.

Salva questo post: dal 13 ottobre ti servirà per ricalcolare i prezzi.

Hai un'impresa costituita da meno di 5 anni e un progetto che costa più di quanto hai messo da parte?Il Fondo StartER de...
30/09/2026

Hai un'impresa costituita da meno di 5 anni e un progetto che costa più di quanto hai messo da parte?

Il Fondo StartER della Regione Emilia-Romagna è pensato per questo: un finanziamento che può arrivare fino al 100% del progetto, da 20.000 a 500.000 euro.

Possono chiederlo le micro e piccole imprese costituite da meno di 5 anni, se il progetto si realizza in una sede operativa in Emilia-Romagna.

Con questo finanziamento puoi supportare le spese per: immobili per l'attività (acquisto, ampliamento, ristrutturazione), macchinari, attrezzature, hardware, software, arredi, brevetti, licenze, marchi. Puoi finanziare anche le fiere e le attività promozionali. Il Fondo StartER comprende anche spese di gestione del progetto: consulenze tecniche, personale, materiali, affitto dei locali, documentazione tecnica.

Il finanziamento è al 75% è a tasso zero. Per le imprese femminili la quota sale all'80%. Il resto del finanziamento viene erogato da una banca convenzionata, a tasso Euribor a 6 mesi più un massimo di 4,99%.

Un esempio: con un progetto da 40.000 euro, 30.000 sono a tasso zero, 10.000 arrivano dalla banca. Il finanziamento si restituisce in rate, fino a 96 mesi (8 anni). E' prevista la possibilità di richiedere fino a 18 mesi di preammortamento.

Una regola da conoscere prima di acquistare mobili e immobili: le spese finanziabili devono avere data successiva alla presentazione della domanda. Fa eccezione la documentazione tecnica, business plan compreso, che vale anche se sostenuta nei 6 mesi precedenti.

La richiesta di finanziamento non si compila in due minuti: richiede una documentazione articolata, oltre a un passaggio con la banca convenzionata.

Le domande si presentano dal 12 ottobre 2026 alle 11:00 al 30 novembre 2026 alle 16:00.
Le richieste verranno esaminate in ordine di arrivo. Se i fondi finiscono prima, lo sportello chiude prima.

Salva il post per non dimenticarti di questa opportunità!

Indirizzo

Strada Bobbiese 2
Piacenza
29122

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 12:30
14:00 - 17:30
Martedì 08:00 - 12:30
Mercoledì 08:00 - 12:30
14:00 - 17:30
Giovedì 08:00 - 12:30
14:00 - 17:30
Venerdì 08:00 - 12:30
14:00 - 17:30

Telefono

+390523461811

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