Drops

Drops In scena una donna, che ripercorrerà le motivazioni di questo atto tra diverse voci che le parlano. Confonderà in questa dimensione anche i suoi figli.

Numeriprimi

“Drops”

Con Francesca Mazzoni

Regia Simonetta Checchia, Bruno Secchi

Voci di Francesca Mazzoni, Simonetta Checchia, Noa Zatta
Registrazioni di Antonio Verderi
Assistente alla regia Michele Panariello


Lo spettacolo nasce da uno studio su Clitemnestra ed Elettra. Lo spunto viene dal testo “Clitemnestra o del
crimine”di Marguerite Yourcenar e si arricchisce di diversi apporti dr

ammaturgici (Von Hoffmanstahl, O’ Neil, Omero e spunti nati dalle improvvisazioni della compagnia).La storia è nota a molti: Clitemnestra, dopo aver atteso il
ritorno di Agamennone, lo uccide con l’aiuto del suo amante, Egisto. Una sorta di coro privato, protocoscienza, voce di popolo o voce degli dei, che la donna ascolta, e che la costringe a muoversi su
diversi livelli, già sapendo quale destino la dirige. Vive come in una dimensione extratemporale in cui esiste tutto nell’attimo in cui ella narra il delitto e l’attrice
che la interpreta affida questa dimensione al corpo che danza così come alla voce che racconta. La regina ritratta in scena diventa, quindi, come una sorta di antenna vivente condannata ad ascoltare onde radio
senza tempo che le parlano in continuazione del misfatto compiuto. Voci, fantasmi o realtà? Ma chi è veramente la donna che ripercorre la versione di Clitemnestra? La storia ha un secondo livello, che parla di due bambine, due ragazze, due sorelle. Una di loro vendicherà la morte del padre, Elettra. Un gioco di teatro nel teatro porterà proprio lei, la figlia meno amata dalla madre, a rivivere la confessione di quel delitto, in cui il tanto amato padre le è stato tolto. La vicenda è divisa in capitoli, narrati in una sorta di eternità onnipresente in cui la protagonista è
condannata a vivere ripetendo il proprio racconto. Ogni parte della storia diventa come una goccia rossa che scivola sul vetro, diramandosi in rivoli di conseguenze
che ricadono, sono ricadute o ricadranno sulla stirpe di cui condivide la sorte. Tutto è liquido, anche il fato. Liquido come il mare che le porta e riporta il marito, liquido come l’acqua del bagno
di Agamennone. Liquido come il lago in cui si muoveva Zeus, quando si accoppiò in forma di cigno con la madre di Clitemnestra, Leda. Liquido come il liquido amniotico dell’uovo di cigno da cui la donna è nata. Liquido come
il sangue versato.E il liquido non si frantuma, neanche se si intorbidisce. La compagnia rilegge il tutto in chiave rock, affidando il racconto anche alla suggestione delle luci e dei suoni, per portare il pubblico in una dimensione dove la catarsi della tragedia arriva anche dalla dimensione emotiva del sonoro e dell’immagine scenica. Contatti: 3473088343; 327.2849325; 347.0843725, mail: [email protected]; [email protected]
Facebook: Teatro No Amicizie Esaurite


Scheda Tecnica

spazio scenico minimo 5x 5 mt
con almeno sipario e n° 2 quinte posizionabili sul palco
n° 3 americane sul palco (non frontali fuori dal palco)
n° 7 PC 1000 w colore bianco
n° 1 par 64 cp 60/61 1000 w colore 116
n° 6 domino 1000 w colori 32 132 101
n° 6 neon bianchi 25 w 120 cm (la compagnia può procurarli se necessario)
n° 1 neon wood 25 w 120 cm (la compagnia può procurarli se necessario)
n° 1 accensione ACL composta da due barre da 4 par 64 250 w 28 v
n° 2 blinder da 4 lampade 650 w 56 v ciascuno
n° 8 par led full color rgbw 10 w
n° 1 macchina del fumo meglio hazer controllabile dmx
n° 1 pedana trasparente composta da 10 euro pallet (80 x 120 cm) (in possesso della compagnia)
n° 2 paraventi (in possesso della compagnia)
n° 1 centralina luci dmx 24 canali doppio banco
n° 1 radiomicrofono color carne ad archetto shure beta 53 o sennheiser HSP 2 o di equivalente qualità
n° 2 lettori cd
impianto audio adeguato al luogo
mixer con ingressi microfonici e linea per collegare radiomicrofono e lettori cd

Scheda Tecnica/versione ridotta

spazio scenico minimo 5x 5 mt
con almeno sipario e n° 2 quinte posizionabili sul palco
n° 3 americane sul palco (non frontali fuori dal palco)
n° 8 pc 1000 w bianchi
n° 1 par 64 cp 60/61 1000 w colore 116
n° 1 accensione ACL composta da due barre da 4 par 64 250 w 28 v
n° 8 par led full color rgbw 10 w
n° 6 neon bianchi 25 w 120 cm (la compagnia può procurarli se necessario)
n° 1 neon wood 25 w 120 cm (la compagnia può procurarli se necessario)
n° 1 macchina del fumo meglio hazer controllabile dmx
n° 1 pedana trasparente composta da 10 euro pallet (80 x 120 cm) (in possesso della compagnia)
n° 2 paraventi (in possesso della compagnia)
n° 1 centralina luci dmx 24 canali doppio banco
n° 1 radiomicrofono color carne ad archetto shure beta 53 o sennheiser HSP 2 o di equivalente qualità
n° 2 lettori cd
impianto audio adeguato al luogo
mixer con ingressi microfonici e linea per collegare radiomicrofono e lettori cd

La compagnia è disponibile a valutare adattamenti tecnici particolari su richiesta degli spazi

Contatti: Bruno Secchi, tel 347.0843725, mail [email protected]

Nuovo sito e nuovi corsi! Date un'occhiata :) https://www.facebook.com/lucisculture/posts/585647694893790
28/08/2016

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Per il 2016/2017 abbiamo in programma tanti corsi: per bambini, per ragazzi, corsi di introduzione al teatro, workshop tematici, il Laboratorio Teatrale Permanente per chi vuole frequentare un corso più strutturato, il corso avanzato per chi ha già esperienza nel campo e – novità – un servizio di tu...

21/02/2013
20/02/2013

crimine”di Marguerite Yourcenar e si arricchisce di diversi apporti drammaturgici (Von Hoffmanstahl, O’ Neil, Omero e spunti nati dalle improvvisazioni della compagnia).La storia è nota a molti: Clitemnestra, dopo aver atteso il

19/02/2013

Numeriprimi
“Drops”
Con Francesca Mazzoni
Regia Simonetta Checchia, Bruno Secchi
Voci di Francesca Mazzoni, Simonetta Checchia, Noa Zatta
Registrazioni di Antonio Verderi
Assistente alla regia Michele Panariello

Lo spettacolo nasce da uno studio su Clitemnestra ed Elettra. Lo spunto viene dal testo “Clitemnestra o del crimine”di Marguerite Yourcenar e si arricchisce di diversi apporti drammaturgici (Von Hoffmanstahl, O’ Neil, Omero e spunti nati dalle improvvisazioni della compagnia). La storia è nota a molti: Clitemnestra, dopo aver atteso il ritorno di Agamennone, lo uccide con l’aiuto del suo amante, Egisto. In scena una donna, che ripercorrerà le motivazioni di questo atto tra diverse voci che le parlano. Una sorta di coro privato, protocoscienza, voce di popolo o voce degli dei, che la donna ascolta, e che la costringe a muoversi su diversi livelli, già sapendo quale destino la dirige. Vive come in un luogo al di fuori del tempo in cui esiste tutto nell’attimo in cui ella narra il delitto e l’attrice che la interpreta affida questa dimensione al corpo che danza così come alla voce che racconta. La regina ritratta in scena diventa, quindi, come una sorta di antenna vivente condannata ad ascoltare onde radio senza tempo che le parlano in continuazione del misfatto compiuto. Confonderà in questa dimensione anche i suoi figli. Voci, fantasmi o realtà? Ma chi è veramente la donna che ripercorre la versione di Clitemnestra? La storia ha un secondo livello, che parla di due bambine, due ragazze, due sorelle. Una di loro vendicherà la morte del padre, Elettra. Un gioco di teatro nel teatro porterà proprio lei, la figlia meno amata dalla madre, a rivivere la confessione di quel delitto, in cui il tanto amato padre le è stato tolto. La vicenda è divisa in capitoli, narrati in una sorta di eternità onnipresente in cui la protagonista è condannata a vivere ripetendo il proprio racconto. Ogni parte della storia diventa come una goccia rossa che scivola sul vetro, diramandosi in rivoli di conseguenze che ricadono, sono ricadute o ricadranno sulla stirpe di cui condivide la sorte. Tutto è liquido, anche il fato. Liquido come il mare che le porta e riporta il marito, liquido come l’acqua del bagno di Agamennone. Liquido come il lago in cui si muoveva Zeus, quando si accoppiò in forma di cigno con la madre di Clitemnestra, Leda. Liquido come il liquido amniotico dell’uovo di cigno da cui la donna è nata. Liquido come il sangue versato.E il liquido non si frantuma, neanche se si intorbidisce. La compagnia rilegge il tutto in chiave rock, affidando il racconto anche alla suggestione delle luci e dei suoni, per portare il pubblico in una dimensione dove la catarsi della tragedia arriva anche dalla dimensione emotiva del sonoro e dell’immagine scenica.

Indirizzo

Parma
43100

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