27/04/2026
Quando sento la frase: "I SOLDI LI LASCIO SUL CONTO CORRENTE SAI IN CASO DI NECESSITA' SONO SEMPRE DISPONIBILI", sorrido, poi faccio capire i soldi depositati sul conto corrente non sono esenti da inflazione anzi il valore reale dei tuoi risparmi scende.
Ti faccio un piccolo esempio:
🔥Ad un’inflazione del 3% annuo, 100.000 € oggi avranno il potere d’acquisto di circa 74.000 € in 10 anni e 55.000 € in 20 anni se lasciati fermi in un conto quasi a zero interessi .
🔥Se il conto rende 0,5% ma l’inflazione è 3%, il rendimento reale è –2,5%: il saldo cresce nominalmente, ma il potere d’acquisto cala ogni anno.
🧠 Perché succede proprio sul conto corrente?
I conti correnti offrono interessi quasi nulli.
L’inflazione invece corre ogni anno, anche quando è “bassa”.
La differenza tra i due valori è ciò che erode i risparmi.
È un fenomeno matematico, non una scelta della banca: se i prezzi salgono più degli interessi, il valore reale scende.
La soluzione: UN PAC investe in strumenti come fondi o ETF, spesso azionari o bilanciati. Storicamente, i mercati azionari hanno reso più dell’inflazione nel lungo periodo.
Questo significa che, pur con oscillazioni, la crescita reale tende a essere positiva.
Il PAC è uno dei modi più efficaci per sfruttare l’interesse composto perché unisce versamenti costanti, reinvestimento automatico e orizzonte di lungo periodo.
È così che si batte l’inflazione e si costruisce ricchezza reale.
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Paola Chiesa
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