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IMESI - Istituto Mediterraneo Studi Internazionali L'istituto Mediterraneo Studi internazionali si occupa di formazione e ricerca nel campo degli studi giuridici, storico filosofici, politici e sociali .

Lo scorso 11 agosto il Parlamento libanese ha approvato la definitiva abolizione della pena di morte, dopo che per più d...
14/10/2026

Lo scorso 11 agosto il Parlamento libanese ha approvato la definitiva abolizione della pena di morte, dopo che per più di vent'anni era stata sospesa da un provvedimento di moratoria adottato nel 2004.
Il Libano è il primo Paese arabo del Medio Oriente ad abolire formalmente la pena capitale.
La riforma interessa anche le 85 persone che risultavano ancora condannate, le cui pene saranno convertite in ergastolo con lavori forzati.
La decisione è stata adottata in un momento esattamente delicato per il Libano, che continua a subire attacchi e bombardamenti da parte di Israele. Il primo ministro, Nawaf Salam, ha deliberatamente accusato l'IdF e Israele di gravi violazioni del diritto internazionale e di quello umanitario per le azioni che sta conducendo nel sud del paese.
L'abolizione della pena di morte può quindi rientrare in una strategia del Libano finalizzata a ottenere accreditamento come paese moderato e attento ai diritti umani per alzare l'attenzione della comunità internazionale sulle operazioni israeliane.

Una decisione arbitrale riporta oggi al centro dell’attenzione il Trattato delle Acque dell’Indo, l’accordo che dal 1960...
09/10/2026

Una decisione arbitrale riporta oggi al centro dell’attenzione il Trattato delle Acque dell’Indo, l’accordo che dal 1960 disciplina la gestione delle risorse idriche condivise tra India e Pakistan.
La corte ha stabilito che l’India deve rispettare gli obblighi previsti dal trattato e ha posto limiti alla gestione di alcuni progetti idroelettrici nella regione del Kashmir.
A prima vista, potrebbe sembrare una disputa tecnica. In realtà, dietro la questione delle dighe e dei corsi d’acqua si trova uno dei nodi più delicati della rivalità tra i due Paesi.
Il sistema fluviale dell’Indo è essenziale per entrambi: agricoltura, produzione energetica e approvvigionamento idrico dipendono in larga misura da questi fiumi. Il problema è che molti dei loro bacini hanno origine nei territori controllati dall’India e scorrono poi verso il Pakistan.
Per Islamabad, quindi, qualsiasi possibilità di modificare il flusso delle acque rappresenta una questione di sicurezza nazionale. Per Nuova Delhi, invece, lo sviluppo di infrastrutture idroelettriche è parte della propria strategia energetica e dello sviluppo delle regioni himalayane.
La disputa assume un significato ancora maggiore alla luce del deterioramento dei rapporti bilaterali. India e Pakistan sono già divisi da profonde tensioni politiche, territoriali e militari, soprattutto sulla questione del Kashmir. In questo contesto, anche la gestione delle risorse idriche rischia di diventare parte della competizione strategica.
In uno scenario globale caratterizzato da cambiamenti climatici, crescita demografica e crescente scarsità di risorse, l’acqua è destinata ad assumere un peso sempre maggiore nelle relazioni internazionali.
I fiumi non rispettano i confini politici, e quando una stessa risorsa attraversa più territori, la cooperazione diventa indispensabile, ma anche estremamente fragile se viene meno la fiducia reciproca.
Il caso India-Pakistan mostra quindi come la sicurezza idrica possa intrecciarsi con sicurezza energetica, rivalità geopolitiche e stabilità regionale.

La Russia ha avvertito la NATO che sarebbe pronta a utilizzare "l'intero arsenale" a sua disposizione, comprese le armi ...
07/10/2026

La Russia ha avvertito la NATO che sarebbe pronta a utilizzare "l'intero arsenale" a sua disposizione, comprese le armi nucleari, nel caso in cui l'Alleanza tentasse di isolare il territorio russo di Kaliningrad.
La questione è particolarmente delicata perché Kaliningrad è un territorio russo separato fisicamente dal resto della Federazione e situato tra Polonia e Lituania, due Paesi membri della NATO. Per la sua posizione geografica e per la presenza di importanti infrastrutture militari russe, rappresenta da anni uno dei punti più sensibili della sicurezza europea.
L'avvertimento di Mosca arriva in un momento in cui le relazioni tra Russia e NATO sono già ai minimi storici, mentre la guerra in Ucraina continua ed aumentano le preoccupazioni europee per attività di natura ibrida, cyberattacchi, sabotaggi e pressioni sulle infrastrutture strategiche.
Il confronto, inoltre, non si limita più al campo di battaglia: energia, droni, infrastrutture digitali, Mar
Baltico e deterrenza nucleare sono ormai tutti elementi dello stesso confronto geopolitico.
Anche l'Institute for the Study of War (ISW) sta seguendo con attenzione l'evoluzione della guerra e gli ultimi attacchi russi contro le infrastrutture energetiche ucraine, particolarmente importanti in vista dell'inverno.
Un avvertimento nucleare non significa automaticamente che Mosca abbia deciso di utilizzare armi nucleari, ma il semplice fatto che questa possibilità venga nuovamente evocata in relazione a uno scenario che potrebbe coinvolgere direttamente la NATO mostra quanto sia diventato delicato l'equilibrio di sicurezza europeo:
Kaliningrad diventa uno dei punti focali su cui convergono la guerra in Ucraina, la strategia della NATO, la sicurezza europea e la deterrenza nucleare.

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La Russia ha avvertito la NATO che sarebbe pronta a utilizzare “l’intero arsenale” a sua disposizione, comprese le armi ...
01/10/2026

La Russia ha avvertito la NATO che sarebbe pronta a utilizzare “l’intero arsenale” a sua disposizione, comprese le armi nucleari, nel caso in cui l’Alleanza tentasse di isolare il territorio russo di Kaliningrad.

La questione è particolarmente delicata perché Kaliningrad è un territorio russo separato fisicamente dal resto della Federazione e situato tra Polonia e Lituania, due Paesi membri della NATO. Per la sua posizione geografica e per la presenza di importanti infrastrutture militari russe, rappresenta da anni uno dei punti più sensibili della sicurezza europea.
L’avvertimento di Mosca arriva in un momento in cui le relazioni tra Russia e NATO sono già ai minimi storici, mentre la guerra in Ucraina continua ed aumentano le preoccupazioni europee per attività di natura ibrida, cyberattacchi, sabotaggi e pressioni sulle infrastrutture strategiche.
Il confronto, inoltre, non si limita più al campo di battaglia: energia, droni, infrastrutture digitali, Mar Baltico e deterrenza nucleare sono ormai tutti elementi dello stesso confronto geopolitico.
Anche l’Institute for the Study of War (ISW) sta seguendo con attenzione l’evoluzione della guerra e gli ultimi attacchi russi contro le infrastrutture energetiche ucraine, particolarmente importanti in vista dell’inverno.

Un avvertimento nucleare non significa automaticamente che Mosca abbia deciso di utilizzare armi nucleari, ma il semplice fatto che questa possibilità venga nuovamente evocata in relazione a uno scenario che potrebbe coinvolgere direttamente la NATO mostra quanto sia diventato delicato l’equilibrio di sicurezza europeo: Kaliningrad diventa uno dei punti focali su cui convergono la guerra in Ucraina, la strategia della NATO, la sicurezza europea e la deterrenza nucleare.

Il 26 gennaio del 2026, Giulio Regeni, triestino classe ’88, dottorando dell’Università di Cambridge, scompare al Cairo ...
29/09/2026

Il 26 gennaio del 2026, Giulio Regeni, triestino classe ’88, dottorando dell’Università di Cambridge, scompare al Cairo durante un periodo di ricerca legato alla sua tesi di dottorato sui sindacati indipendenti egiziani. Il suo corpo è stato ritrovato il 3 febbraio di quell’anno nella strada che porta ad Alessandria. Un corpo con chiari segni di tortura disumanizzante, tra cui: fratture scomposte, ferite da taglio, bruciature di si*****te. Fino a giungere a quel fatale colpo alla nuca che ruppe una vertebra cervicale. Il caso in questione ha assunto la fisionomia di un giallo dalla ferocia inaudita. Il ricercatore italiano, calato nel contesto della sua ricerca dottorale, si è ritrovato invischiato all’interno di dinamiche dagli sviluppi assai critici non soltanto perchè fosse andato in contro a segreti inerenti ai sindacati indipendenti in Egitto, ma perché, tra i suoi informatori e intervistati, nacque la paura che si trattasse di un individuo legato ai servizi segreti. Almeno, queste, sono state le prime ipotesi investigative da parte dei servizi di sicurezza locale e i primi riscontri mediatici. La procura italiana, però, ha potentemente ribadito che Giulio Regeni non fosse una spia né un agente dei servizi segreti. E Simone Manetti, regista del docu-film sull’accaduto, intitolato “Tutto il male del mondo”, ne ricostruisce attentamente l’articolazione di questi avvenimenti, evidenziando, inoltre, che Regeni si sia trovato davanti a tutto quel male del mondo senza “capire” la concreta spietatezza contro la quale si stava per scontrare. A dieci anni dall’accaduto, nel settembre 2026, la sentenza è arrivata. I quattro 007 egiziani che avevano sequestrato il ricercatore italiano, conducendolo prima alla stazione di polizia di Dokki e in seguito alla Caserma di Lazoghly al Cairo, sono stati condannati dalla Corte d’Assise di Roma. Si tratta del maggiore Magdi Ibrahim Abdel Sharif, dei colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed e del generale Tariq Sabir. Però la sentenza non è per l’omicidio, ma soltanto per il sequestro. È così che salta l’ergastolo richiesto dalla procura per il primo dei quattro indicati e scatta l’assoluzione del generale Sabir.

Droni russi dal Mediterraneo: l'allarme sui Paesi del Sud Europa e i dubbi dei leaderUn report rivelato dal quotidiano s...
25/09/2026

Droni russi dal Mediterraneo: l'allarme sui Paesi del Sud Europa e i dubbi dei leader

Un report rivelato dal quotidiano spagnolo El Mundo mette in guardia l'Europa meridionale su un possibile scenario di guerra ibrida: la Russia starebbe pianificando operazioni con droni mirati contro obiettivi in Spagna, Francia e Italia. Secondo le ricostruzioni dell'intelligence statunitense, l'attacco non partirebbe da basi di terra francesi o estere, ma direttamente dal mare. Il piano prevederebbe l'uso di navi mercantili camuffate da traffico commerciale ordinario nel Mediterraneo, da cui verrebbero lanciati droni compatti per eludere i radar tradizionali.
Il dispositivo al centro dell'allarme è il drone Gerbera, un velivolo economico dal peso di circa 18 chili, con un'autonomia di 600 chilometri e una carica esplosiva contenuta. L'obiettivo di queste incursioni non sarebbe la distruzione su larga scala, ma la provocazione di un impatto simbolico e psicologico: paralizzare temporaneamente aeroporti o infrastrutture strategiche per dimostrare che Mosca può penetrare le retrovie europee e colpire a lungo raggio.
Nonostante la gravità della notizia, la diplomazia europea esorta alla cautela. Il presidente francese Emmanuel Macron ha smentito di aver ricevuto comunicazioni dirette dalla CIA, pur definendo la prospettiva di azioni ostili russe in Europa del tutto "credibile". Anche in Italia la Difesa ha frenato su conferme operative. Tuttavia, gli analisti evidenziano come la vulnerabilità non sia solo militare ma anche politica: con le scadenze elettorali del 2027 all'orizzonte nei Paesi del Sud Europa, simili azioni mirano a sfruttare la stanchezza dell'opinione pubblica, dimostrando che la distanza geografica dal fronte ucraino non rappresenta più un blocco di sicurezza.

Nel 2011 in seguito a delle proteste durante la primavera araba cade il governo di Ali Abdullah Saleh. Nel 2014 gli Hout...
23/09/2026

Nel 2011 in seguito a delle proteste durante la primavera araba cade il governo di Ali Abdullah Saleh. Nel 2014 gli Houthi occupano la capitale di San’a, rovesciando il potere del presidente Hadi. Nel 2015 l’Arabia Saudita inizia a contrastare i ribelli intervenendo militarmente con bombardamenti e sostenendo il governo ufficiale. Oggi la situazione sociale ed economica è critica: manca cibo, acqua pulita e medicine. Si tratta di una questione umanitaria caratterizzata da un collasso delle infrastrutture di base che porta la popolazione allo stremo. Il paese è spaccato a metà e sembrerebbe impossibile imboccare la via per una soluzione di pace che perduri nel tempo. Negli ultimi anni gli Houthi – movimento politico e militare sciita originario dello Yemen del nord e nato negli anni ’90 – cominciano ad attaccare navi commerciali nel Mar Rosso e contro Israele. Queste dinamiche portano ad una reazione a catena da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito portando la fisionomia di un conflitto “locale” ad una questione internazionale dalle gravissime condizioni. Si tratta di un conflitto civile che dura da più di dieci anni e che ha assunto una portata devastante portando allo sfollamento di circa 130 mila persone, come riporta Othman Belbesi, ovvero il direttore regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). Sembrerebbe inoltre che gli Houthi abbiano avviato nel mese di settembre un’offensiva aerea nelle province di Taiz e Hodeida ottenendo avanzamenti territoriali come il controllo della città di Mocha (fonte: “Demòcrata”). Quest’ultima, insieme a Dhubab e Murad, ha rappresentato il vero quadro degli obiettivi strategici degli Houthi. Questi, sostenuti dall’Iran e spazzando gli ultimi resti della resistenza governativa lungo la costa occidentale dello Yemen, hanno consolidato il loro controllo sullo stretto di Bab el-Mandeb, creando effettivamente un “doppio blocco”: da un lato la loro minaccia del corridoio del Mar Rosso e in parallelo il controllo iraniano su Hormuz.

Crisi Politica in GermaniaTerremoto politico in Germania dopo il pesante crollo della CDU alle elezioni amministrative. ...
21/09/2026

Crisi Politica in Germania

Terremoto politico in Germania dopo il pesante crollo della CDU alle elezioni amministrative. A Berlino il partito si è fermato al 18,8%, mentre nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore è sceso al 4,9%, restando storicamente fuori dal parlamento regionale.
Nonostante la disfatta, il cancelliere Friedrich Merz tira dritto, definendo il risultato "un avvenimento drammatico e un colpo duro", ma escludendo resa o dibattiti sulla sua leadership. Nel frattempo, i vertici territoriali della CDU si sono già riuniti a porte chiuse a Berlino.
Il voto traccia una Germania profondamente spaccata. A Berlino trionfa Die Linke con Elif Eralp, che rivendica il mandato per governare la capitale. Nel Meclemburgo vola l'estrema destra di AfD col 38,2%, ma la ministra presidente uscente Manuela Schwesig (SPD) punta a blindare una coalizione di governo con Verdi e Linke.
Dura la reazione di Alice Weidel (AfD), che parla di una netta bocciatura per Merz, mentre da Mosca il Cremlino attribuisce il malcontento tedesco alle scelte energetiche e al taglio del gas russo.

SUL MAR ROSSO GLI HOUTHI PRENDONO BAB AL-MANDEBL’equilibrio geopolitico globale rischia di spezzarsi definitivamente. Do...
12/09/2026

SUL MAR ROSSO GLI HOUTHI PRENDONO BAB AL-MANDEB

L’equilibrio geopolitico globale rischia di spezzarsi definitivamente. Dopo un’offensiva lampo durata solo 18 ore, i ribelli Houthi hanno conquistato l’ultimo tratto della costa yemenita e l’isola di Mayyun, assumendo il pieno controllo di Bab al-Mandeb. Questo stretto, da cui passa oltre il 10% del commercio internazionale, era diventato la valvola di sfogo cruciale per il greggio saudita dopo la paralisi di Hormuz. Ora che anche questo snodo è nelle mani della milizia legata a Teheran, l’Arabia Saudita si ritrova con le spalle al muro.
A Riad l’allarme è ai massimi storici. Per tentare di arginare l’avanzata, l’aviazione saudita ha colpito l'aeroporto di Mocha, mentre si rincorrono voci non confermate di possibili danni all’oleodotto Est-Ovest. Dietro le quinte, la diplomazia brucia: il principe ereditario Mohammed bin Salman ha cercato per ben due volte il supporto di Donald Trump chiedendo raid americani immediati, ma dalla Casa Bianca è arrivato un secco rifiuto ad azioni militari dirette, garantendo solo supporto d'intelligence.
Mentre l’Iran esulta apertamente parlando di uno stallo strategico imposto agli Stati Uniti e l’ONU denuncia il rischio di una tragedia umanitaria sempre più grave per i civili, gli Houthi provano a rassicurare i mercati. I miliziani promettono che la rotta rimarrà aperta a quasi tutte le flotte commerciali, ad eccezione di un obiettivo ben preciso: il traffico marittimo saudita, al quale è già stato imposto il blocco totale.

Cosa prevede il programma di governo con il quale l'AfD ha vinto le elezioni in Sassonia-AnhaltAlternative für Deutschla...
09/09/2026

Cosa prevede il programma di governo con il quale l'AfD ha vinto le elezioni in Sassonia-Anhalt
Alternative für Deutschland (AfD) con il 40% delle preferenze è stato il partito largamente più votato alle elezioni del parlamento dello stato federale della Sassonia-Anhal.
Si tratta della prima volta in cui in Germania un partito di estrema destra vince le elezioni dalla seconda guerra mondiale.
Il programma di governo dell'AfD per lo stato della Sassonia Anhalt è un lungo documento disponibile online diviso in diciassette parti.
Le priorità del partito sono riflettute dall'ordine dei punti programmatici: ai primi due posti stanno le proposte relative a famiglia e bambini, dove si prevede la criminalizzazione dell'aborto, e quelle relative a immigrazione e remigrazione, attività che dovrebbe essere sostenuta attraverso l'istituzione di programmi volontari di rimpatrio e di un'unità di personale per la remigrazione gestita da un commissario ad hoc.
In materia di cultura e integrazione, il programma propone di promuovere una nuova forma di turismo, definito "turismo patriottico", per rinnovare il senso di orgoglio nazionale attraverso eventi commemorativi della storia della Germania.
In materia di istruzione, l'AfD propone di vietare le bandiere arcobaleno nelle scuole (in quanto "quasi" esclusivamente intesa come simbolo LGBTQ+) e di istituire l'insegnamento della lingua russa nelle scuole.
Nel capitolo dedicato alla sicurezza, tra le proposte vi sono quella di pubblicare gli indirizzi dei pedofili condannati, di istituzionalizzare le ronde e di rendere più semplice la detenzione di armi da parte di privati cittadini.
Le probabilità che l'AfD mantenga tutte le sue promesse elettorali, soprattutto quelle più estreme, sono basse: nonostante la schiacciante vittoria, l'AfD non ha ottenuto la maggioranza dei seggi in parlamento (39 su 83) e dovrà trovare alleati per governare.

Indirizzo

Via Umberto Giordano 55
Palermo
90144

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Giovedì 15:00 - 19:00

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