12/03/2026
Prestare l'auto: cosa cambia davvero con la riforma del codice della strada?
Negli ultimi mesi si è diffusa l’idea che la riforma del Codice della Strada introdotta con la legge 177/2024 abbia reso impossibile prestare la propria auto, persino a un familiare. Si è parlato di deleghe obbligatorie, contratti di comodato e multe salatissime. In realtà, la situazione è molto meno allarmante di quanto sembri.
La verità: prestare l’auto è ancora possibile!
La riforma non ha modificato le norme che regolano il prestito temporaneo dei veicoli. Le regole restano quelle già previste dagli articoli 93, 93-bis e 94 del Codice della Strada. Il punto chiave è l’articolo 94, comma 4-bis, che riguarda i casi in cui una persona diversa dall’intestatario utilizza l’auto per più di 30 giorni consecutivi.
In questa circostanza è necessario comunicare la disponibilità del veicolo al Dipartimento dei Trasporti per l’annotazione sulla carta di circolazione. La mancata comunicazione può comportare una sanzione fino a 3.629 euro.
Cosa si intende per “disponibilità” dell’auto?
La norma non riguarda l’uso occasionale del veicolo. Non si parla del classico “prestito” tra amici o familiari, ma di situazioni strutturate in cui una persona ha il possesso continuativo dell’auto per oltre 30 giorni.
Esempi tipici:
noleggio a lungo termine;
leasing;
comodato tra aziende;
usufrutto;
auto intestata a una società ma utilizzata stabilmente da un’altra.
In questi casi chi utilizza il veicolo deve essere formalmente indicato come soggetto che ne ha la disponibilità.
Quando puoi prestare l’auto senza formalità?
Nessuna comunicazione è necessaria se:
il prestito dura meno di 30 giorni;
chi guida ha la tua stessa residenza (familiari conviventi);
l’uso è occasionale, come un weekend o un breve viaggio.
In pratica la vita quotidiana non cambia: puoi continuare a prestare l’auto a un figlio, un genitore o un amico senza alcun obbligo burocratico, purché non si tratti di un utilizzo prolungato.
Perché esiste questa norma?
Lo scopo non è limitare il prestito dei veicoli, ma garantire la rintracciabilità di chi ha la responsabilità del mezzo quando il possesso è stabile e duraturo. Questo serve a evitare situazioni irregolari e a tutelare la sicurezza stradale, assicurando che qualcuno sia sempre responsabile per:
bollo;
revisione;
assicurazione RCA;
obblighi amministrativi connessi alla circolazione.
Come fanno i vigili a sapere da quanto tempo uso l’auto?
Di fatto è molto difficile dimostrarlo, ed è proprio questo che chiarisce la ratio della norma: non vuole colpire i prestiti occasionali, ma regolamentare i casi in cui il possesso del veicolo è di fatto trasferito a un soggetto diverso dall’intestatario.
Prestare l’auto: sì, ma con consapevolezza!
Anche se il prestito è lecito, l’intestatario resta sempre corresponsabile dei danni causati dal conducente, salvo casi di furto o uso non autorizzato. Consegnare volontariamente le chiavi significa assumersi una parte delle responsabilità.
Per prestiti superiori a 30 giorni a persone non conviventi è consigliabile formalizzare tutto con:
una delega scritta;
un contratto di comodato gratuito (modulo TT2119 della Motorizzazione).
Se il veicolo viene usato all’estero, la delega è fortemente raccomandata anche per periodi più brevi.
In conclusione, quindi, nessun divieto, nessuna rivoluzione, prestare l’auto è ancora possibile e semplice. Basta conoscere le regole e, nei casi di utilizzo prolungato, regolarizzare la situazione per evitare sanzioni. Un po’ di attenzione in più può evitare problemi e garantire una circolazione più sicura e trasparente.