20/05/2026
Oggi il rapporto tra pensione e ultimo stipendio è ancora relativamente alto, ma è destinato a scendere. Tradotto: su uno stipendio netto mensile di 2000€, la pensione passerà da circa 1400€ di oggi a poco più di 1100€ nel 2070. Un modo per compensare questa diminuzione è investire il tuo TFR. Negli ultimi 10 anni i TFR investiti nei fondi pensione sono cresciuti in media del 43%, contro il 27% dei TFR lasciati in azienda.
Il TFR, trattamento di fine rapporto, è una quota della tua retribuzione che il datore di lavoro accantona ogni anno e che ti viene liquidata quando termina il rapporto di lavoro. In pratica è salario differito: soldi tuoi, maturati nel tempo, che puoi lasciare in azienda oppure destinare a un fondo pensione.
E qui si apre il tema. Lasciare il TFR in azienda significa farlo rivalutare secondo una formula stabilita per legge. Scegliere un fondo pensione significa invece investirlo sui mercati attraverso strumenti di previdenza complementare, con l’obiettivo di costruire una pensione integrativa.
Da luglio 2026 però cambia una regola importante. Fino a oggi, se un neoassunto non esprimeva alcuna scelta, il TFR restava automaticamente in azienda. Con la nuova norma introdotta dalla legge di bilancio, scatterà il meccanismo del silenzio assenso al contrario: se non scegli nulla entro 60 giorni dall’assunzione, il TFR finirà automaticamente in un fondo pensione. In quale fondo? In quello previsto dal contratto collettivo nazionale applicato in azienda. Se i fondi disponibili sono più di uno, si va su quello con più iscritti.
La novità riguarda anche molti lavoratori già assunti. Chi ha già scelto un fondo pensione continuerà normalmente. Chi invece aveva deciso di lasciare il TFR in azienda dovrà confermare esplicitamente quella scelta, altrimenti potrà scattare il trasferimento automatico.