Dott.ssa Francesca Bucciero Dottore Commercialista

Dott.ssa Francesca Bucciero Dottore Commercialista Servizi di consulenza aziendale fiscale e tributaria, consulenza finanziaria per l’accesso al cred

Francesca Bucciero Dottore Commercialista si trova a Olbia in Viale Aldo Moro, 215 e offre servizi di consulenza Fiscale e Tributaria alle imprese e ai professionisti, servizi di contabilità, pratiche di avvio/cessazione attività, accesso a bandi e finanziamenti, agevolazioni e crediti d'imposta, e molto altro ancora.

  Rottamazione Quinquies scadenza domande 30/04/2026La Legge n. 199/2025 ha previsto la Definizione agevolata dei carich...
20/01/2026


Rottamazione Quinquies scadenza domande 30/04/2026

La Legge n. 199/2025 ha previsto la Definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 derivanti da omesso versamento di:

imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività dell’amministrazione finanziaria di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600 del 1973, e agli articoli 54-bis e 54-ter del DPR n. 633 del 1972;
contributi previdenziali dovuti all’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.
I contribuenti che sceglieranno di aderire alla nuova misura agevolativa avranno la possibilità di estinguere il proprio debito, senza corrispondere interessi e sanzioni, interessi di mora e aggio.

Sono ammessi alla nuova “Rottamazione” anche coloro che hanno già aderito a una precedente misura agevolativa ma sono decaduti, purché i carichi siano quelli ricompresi nell’ambito applicativo della “Rottamazione-quinquies”.

La norma, invece, esclude dalla nuova “Rottamazione” i debiti che, seppur rientranti nell’ambito applicativo della “Rottamazione-quinquies”, sono ricompresi in piani di pagamento della “Rottamazione-quater” per i quali, alla data del 30 settembre 2025, risultano versate tutte le rate scadute.

I contribuenti potranno presentare la domanda di adesione entro il 30 aprile 2026 con le modalità, esclusivamente telematiche, che Agenzia delle entrate-Riscossione pubblicherà sul proprio sito internet entro venti giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio, e scegliere se pagare in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2026 oppure, in un numero massimo di 54 rate bimestrali di pari importo (in 9 anni) con scadenza:

la prima, la seconda e la terza rata, rispettivamente, il 31 luglio 2026, il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026;
dalla quarta alla cinquantunesima rata, rispettivamente, il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027;
dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima rata, rispettivamente, il 31 gennaio 2035, il 31 marzo 2035 e il 31 maggio 2035.
Nel caso di pagamento rateale si applicano interessi pari al 3% annuo, a decorrere dal 1° agosto 2026.

La “Rottamazione-quinquies” risulterà inefficace e i versamenti effettuati saranno considerati a titolo di acconto sulle somme dovute, in caso di omesso ovvero insufficiente versamento dell’unica rata scelta per effettuare il pagamento (da pagare entro il 31 luglio 2026).

Inoltre, nel caso di pagamento rateale, la decadenza dalla “Rottamazione-quinquies” interverrà in caso di omesso ovvero insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano.

  Vuoi aprire un'impresa? Lo Stato ti dà 500 euro al mese, ecco come funziona e chi può chiederloContributo INPS da 500 ...
03/12/2025


Vuoi aprire un'impresa? Lo Stato ti dà 500 euro al mese, ecco come funziona e chi può chiederlo
Contributo INPS da 500 euro al mese per 3 anni per nuove imprese in settori strategici avviate da under 35. Scopri requisiti e come fare domanda subito.

Un'opportunità imperdibile per i giovani talenti imprenditoriali è stata finalmente resa operativa: il contributo INPS per nuove imprese 2025. Si tratta di un incentivo a fondo perduto pari a 500 euro al mese, erogato per un massimo di tre anni, destinato ai giovani under 35 disoccupati che decidono di avviare un'attività in proprio nei settori strategici per l'economia nazionale. Questa misura, introdotta dal Decreto Coesione e resa operativa dalla circolare INPS n. 148 del 28 novembre 2025, mira a sostenere concretamente la nascita di nuove realtà imprenditoriali innovative, legate alla transizione digitale ed ecologica. Ecco nel dettaglio come funziona questo bonus, quali sono i requisiti per accedervi, i settori ammessi e la procedura passo dopo passo per presentare la domanda e non perdere questa preziosa occasione.



Cos'è il contributo INPS per nuove imprese e come funziona

Il contributo per l'autoimpiego nei settori strategici è un sostegno economico diretto, non soggetto a tassazione, pensato per abbattere le barriere iniziali che molti giovani incontrano nell'avviare una propria attività. Consiste in un'erogazione mensile di 500 euro, riconosciuta per un periodo massimo di 36 mesi, e comunque non oltre la scadenza del 31 dicembre 2028. L'obiettivo è duplice: da un lato, incentivare l'autoimpiego giovanile come alternativa concreta al lavoro dipendente; dall'altro, stimolare la crescita in ambiti cruciali per il futuro del Paese, come l'innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale. La misura è stata introdotta dall'articolo 21 del Decreto Coesione (DL 60/2024) e le istruzioni operative sono state fornite dall'INPS con la circolare n. 148 del 28 novembre 2025. È importante sottolineare che si tratta di una misura a fondo perduto, il che significa che le somme ricevute non dovranno essere restituite.



A chi spetta il bonus? I requisiti dei beneficiari
Per poter accedere a questo importante incentivo, è necessario soddisfare specifici requisiti sia dal punto di vista soggettivo che per quanto riguarda la natura dell'impresa da avviare. Analizziamoli nel dettaglio.

Requisiti anagrafici e stato occupazionale
I richiedenti devono possedere, alla data di avvio dell'attività imprenditoriale, i seguenti requisiti fondamentali:

Età inferiore ai 35 anni: il bonus si rivolge specificamente ai giovani, intendendo coloro che non hanno ancora compiuto il 35° anno di età.
Stato di disoccupazione: è indispensabile risultare disoccupati al momento dell'avvio della nuova impresa. Questo stato sarà verificato dall'INPS tramite le banche dati del Ministero del Lavoro.
Requisiti dell'impresa
Non tutte le nuove attività possono beneficiare del contributo, ma solo quelle che rispettano precise caratteristiche:

Periodo di avvio: l'impresa deve essere avviata nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
Sede in Italia: l'attività imprenditoriale deve avere sede legale e operativa sul territorio nazionale.
Settori strategici: l'impresa deve operare in uno dei settori considerati strategici per la transizione digitale ed ecologica e per lo sviluppo di nuove tecnologie.

Quali sono i settori strategici ammessi?
La definizione dei settori strategici è uno degli aspetti cruciali di questa agevolazione. L'INPS, nella sua circolare, ha fornito un elenco dettagliato basato sui codici ATECO che identifica le aree di attività ammesse al beneficio. L'obiettivo è promuovere le imprese che possono contribuire maggiormente all'innovazione e alla sostenibilità. Il ventaglio di settori è molto ampio e comprende:

Industria e manifattura: incluse le produzioni alimentari, tessili, chimiche, meccaniche e la fabbricazione di macchinari.
Energia e ambiente: attività legate alla produzione e distribuzione di energia elettrica, gas, gestione delle acque e dei rifiuti, e recupero dei materiali.
Servizi avanzati: servizi di informazione e comunicazione, attività professionali, scientifiche e tecniche, sanità, istruzione e formazione.
Cultura e creatività: attività artistiche, sportive, di intrattenimento e servizi per la persona, come la riparazione di dispositivi elettronici.
È fondamentale verificare che il codice ATECO della propria attività rientri nell'elenco ufficiale fornito dall'INPS per assicurarsi di essere idonei.

 Polizze catastrofali entro il 31 marzo: per quali imprese?Entro il 31 marzo le imprese, salvo qualche eccezione, hanno ...
20/03/2025


Polizze catastrofali entro il 31 marzo: per quali imprese?
Entro il 31 marzo le imprese, salvo qualche eccezione, hanno l’obbligo di stipula delle polizze catastrofali. L’obbligo riguarda le imprese che hanno iscritti a bilancio terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali. Le polizze assicurative a copertura dei danni prevedono uno “scoperto” a carico dell’impresa assicurata e l'applicazione di massimali.
In base alle previsioni del decreto l’adeguamento alle nuove norme degli attuali testi delle polizze assicurative deve avvenire entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto (avvenuta il 27 febbraio 2025) per le nuove stipule.
Per le imprese della pesca e dell'acquacoltura l’obbligo di stipula è stato fatto slittare al 31 dicembre.
Devono sottostare all’obbligo assicurativo le imprese che hanno a bilancio le immobilizzazioni di cui all’art. 2424, primo comma, sezione Attivo, voce B-II, numeri 1), 2) e 3), del codice civile, a qualsiasi titolo impiegati per l’esercizio dell’attività aziendale.
Le imprese che non ottempereranno all’obbligo di assicurazione potrebbero essere escluse dalla possibilità di accedere ad incentivi, contributi e garanzie pubbliche, comprese le garanzie del fondo di garanzia delle PMI che è fondamentale per facilitare l’accesso al credito per le aziende di minori dimensioni.

Quali sono gli eventi climatici catastrofali
Rientrano in tale definizione le seguenti calamità naturali:
a) alluvione, inondazione ed esondazione
b) sisma
c) frana

Quali imprese sono escluse dall’obbligo assicurativo
Fanno eccezione all’obbligo assicurativo:
- le imprese agricole
- le imprese i cui beni immobili risultino gravati da abuso edilizio o costruiti in carenza delle autorizzazioni previste, ovvero gravati da abuso sorto successivamente alla data di costruzione.

 Riammissione alla Definizione agevolata (“Rottamazione-quater”)La Legge n. 15/2025, di conversione del DL n. 202/2024 (...
25/02/2025


Riammissione alla Definizione agevolata (“Rottamazione-quater”)

La Legge n. 15/2025, di conversione del DL n. 202/2024 (“Milleproroghe”), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2025, ha previsto, limitatamente ai debiti indicati nelle dichiarazioni presentate a suo tempo per aderire alla "Rottamazione-quater", che i contribuenti incorsi alla data del 31 dicembre 2024 nell’inefficacia della predetta misura agevolativa (c.d. “decaduti”) a seguito del mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, delle somme da corrispondere, possano essere riammessi alla Definizione agevolata di tali debiti.
Rientrano, pertanto, nella possibilità di riammissione solo i debiti - già oggetto di un piano di pagamento della “Rottamazione-quater” - per i quali:
non sono state versate una o più rate del piano di pagamento agevolato, in scadenza fino al 31 dicembre 2024;
per almeno una rata del piano di pagamento agevolato in scadenza fino al 31 dicembre 2024 il versamento è stato effettuato in ritardo rispetto al previsto termine (ossia dopo i 5 giorni di tolleranza) o per un importo inferiore a quello dovuto.

Cosa fare per essere riammessi
Per aderire alla riammissione i contribuenti devono presentare apposita domanda entro il 30 aprile 2025, secondo le modalità, esclusivamente telematiche, che Agenzia delle entrate-Riscossione, pubblicherà sul proprio sito entro venti giorni dall'entrata in vigore della Legge di conversione del decreto.

Cosa succede dopo
Per i debiti indicati nella domanda di adesione alla riammissione presentata entro il prossimo 30 aprile, per i quali ricorrono le condizioni della riammissione, Agenzia delle entrate-Riscossione invierà ai richiedenti, entro il 30 giugno 2025, una Comunicazione con l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della Definizione agevolata, nonché quello delle singole rate e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.
Alle somme da corrispondere a titolo di Definizione agevolata saranno, altresì, dovuti gli interessi al tasso del 2% annuo a decorrere dal 1° novembre 2023.

  PATENTE A CREDITI NEI CANTIERI DAL 1 OTTOBRE, l’INL diffonde le istruzioniSoggetti interessatiPer l’art. 27 del D.lgs....
30/09/2024


PATENTE A CREDITI NEI CANTIERI DAL 1 OTTOBRE, l’INL diffonde le istruzioni

Soggetti interessati
Per l’art. 27 del D.lgs. n. 81/2008 dal I° ottobre 2024 sono tenuti al possesso della patente “le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili di cui all'articolo 89, comma 1, lettera a), ad esclusione di coloro che effettuano mere forniture o prestazioni di natura intellettuale”.
Dal 1° ottobre le imprese e i lavoratori autonomi possono presentare la domanda per ottenere la patente attraverso il Portale dei servizi dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro.
In fase di prima applicazione, per le imprese ed i lavoratori autonomi che già operano in cantieri attivi, sarà necessario presentare un’autocertificazione/dichiarazione sostitutiva sul possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente.
L’inoltro della autocertificazione/dichiarazione sostitutiva dovrà essere effettuato, attraverso PEC, all’indirizzo [email protected] in linea col modello allegato alla circolare e reperibile sul website dell’Ispettorato.
I soggetti tenuti al possesso della patente sono, pertanto, le imprese (non necessariamente qualificabili come imprese edili) e i lavoratori autonomi che operano “fisicamente” nei cantieri, con esclusione dei soggetti che effettuano mere forniture o prestazioni di natura intellettuale (ingegneri, architetti, geometri ecc.).

La patente è rilasciata in formato digitale accedendo al portale dell’Ispettorato nazionale del lavoro attraverso SPID personale o CIE.
All’esito della richiesta il portale genererà un codice univoco associato alla patente che sarà rilasciata in formato digitale.
Dopo la presentazione della domanda, nelle more del rilascio della patente è comunque consentito lo svolgimento delle attività, salva diversa comunicazione notificata dal medesimo Ispettorato, concernente le ipotesi in cui questa Amministrazione abbia già accertato l’assenza di uno o più requisiti da parte del richiedente.

  La Nuova Sabatini Capitalizzazione offre agevolazioni per le Piccole Medie Imprese impegnate in processi di capitalizz...
24/09/2024


La Nuova Sabatini Capitalizzazione offre agevolazioni per le Piccole Medie Imprese impegnate in processi di capitalizzazione e investimenti in beni strumentali, 4.0 e green. Dal 1° ottobre 2024 sarà possibile presentare domanda per il contributo, che copre fino all'80% degli investimenti.
Per tali operazioni l’agevolazione è concessa, alle PMI, nella forma di un contributo in conto impianti, il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento ad un tasso d’interesse annuo del:
• 5 % per le micro e piccole imprese;
• 3,575 %, per le medie imprese.

 Dal 3 settembre diventa operativa su tutto il territorio nazionale la piattaforma BDSR, Banca dati delle strutture rice...
04/09/2024


Dal 3 settembre diventa operativa su tutto il territorio nazionale la piattaforma BDSR, Banca dati delle strutture ricettive messa a punto da parte del Ministero del Turismo.
Si va verso un nuovo sistema di monitoraggio degli affitti brevi e turistici tramite il codice identificativo nazionale da richiedere al Ministero del Turismo: è possibile ottenere il CIN tramite la piattaforma online che ospita la Banca Dati nazionale delle Strutture Ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o per finalità turistiche - BDSR.
Dopo aver effettuato l’accesso tramite SPID o CIE, è possibile seguire la procedura guidata e accedere al form già precompilato con alcuni dati a disposizione degli enti territoriali.
Nella prima fase sperimentale, la richiesta di assegnazione è partita gradualmente e scaglionata su base regionale.
La nuova normativa, con obblighi e sanzioni, sarà pienamente in vigore solo dopo 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Avviso l’entrata in funzione su scala nazionale.
Come previsto dall’articolo 13 ter del DL numero 145 del 2023, chi propone e concede in locazione breve o per finalità turistiche interi appartamenti o anche solo delle stanze è tenuto ad esporre il codice identificativo nazionale. Il cosiddetto CIN deve essere indicato anche negli eventuali annunci dedicati agli affitti brevi o turistici.
La novità serve per censire e monitorare:
• unità immobiliari ad uso abitativo destinate a contratti di locazione per finalità turistiche;
• unità immobiliari ad uso abitativo destinate alle locazioni brevi;
• strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere.
Per la richiesta del CIN è necessario rivolgersi al Ministero del Turismo, che gestisce anche la relativa banca dati: il locatore o il soggetto titolare della struttura turistico ricettiva è chiamato a presentare un’apposita istanza.
Accedendo tramite l’Identità digitale SPID o la carta d’Identità Elettronica alla piattaforma BDSR, sarà possibile visualizzare i dati relativi alle strutture collegate al proprio Codice Fiscale, integrare le informazioni mancanti, segnalare eventuali modifiche e ottenere il CIN.
Una volta effettuato l’accesso, si può seguire la procedura guidata per ottenere il Codice, all’utente comparirà una schermata già precompilata con alcuni dati inseriti dalla Regione o Provincia Autonoma che non possono essere modificati.
Se le informazioni inserite risultano tutte corrette, in pochi minuti il sistema invierà una mail di notifica dell’avvenuta creazione del CIN e sarà possibile scaricare il PDF di riepilogo della creazione del CIN con il numero di Protocollo del Ministero del Turismo.
Anche i cittadini possono usare la piattaforma BDSR per verificare il CIN delle strutture.

CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALEQuesta misura offre un “accordo” con il Fisco che consente di pagare le tasse non in base ...
24/07/2024

CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE

Questa misura offre un “accordo” con il Fisco che consente di pagare le tasse non in base ai guadagni effettivi, ma su quanto preventivato dall’Agenzia delle Entrate ed è volta, nelle sue intenzioni, a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali.

Si tratta dunque una nuova modalità di interazione tra contribuenti e Fisco, mirata a semplificare gli adempimenti fiscali e ridurre gli accertamenti. Tuttavia, le criticità legate alla stima del reddito futuro e alla possibile disparità tra guadagni effettivi e tasse da pagare richiedono attenzione. Questo accordo riguarda il pagamento delle imposte dovute nell’anno di conclusione dell’accordo e in quello successivo, coprendo un periodo di 24 mesi.

La “previsione di imposta” implica che, per un periodo di due anni, i contribuenti non paghino le tasse basandosi sui guadagni effettivi realizzati, ma su una stima elaborata dall’Agenzia delle Entrate.

Nonostante le sue potenzialità, questo nuovo provvedimento presenta alcune criticità. Il problema principale è che le Partite IVA rischiano di pagare più tasse anche se guadagnano meno.
Per chi ha un punteggio ISA alto, vicino al 10, la previsione di un leggero aumento delle entrate nei prossimi anni può rendere l’accordo vantaggioso, permettendo di pagare imposte concordate ed evitando accertamenti. Tuttavia, per chi ha un punteggio più basso, il concordato può risultare meno conveniente.

Per questo motivo sembra proprio che le Partite IVA debbano valutare con cura se aderire a questo accordo, considerando i potenziali vantaggi e svantaggi.

  IMU 2024, verso la scadenza dell’acconto. Quando si paga la prima rataNon cambiano le regole da tenere a mente in vist...
04/06/2024


IMU 2024, verso la scadenza dell’acconto. Quando si paga la prima rata

Non cambiano le regole da tenere a mente in vista della scadenza dell’acconto IMU 2024 e, a differenza delle scorse annualità, non vi sono novità di rilievo da considerare.
Inalterato il perimetro dei soggetti obbligati al versamento dell’IMU 2024 e nel calendario delle prossime scadenze è il 17 giugno la data da segnare in rosso sul calendario.
Il presupposto IMU, che definisce i casi in cui è obbligatorio il versamento della tassa sulla casa, è il possesso di:

fabbricati, esclusa l’abitazione principale (salvo che si tratti di un’unità abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9);
aree fabbricabili;
terreni agricoli.

Nello specifico, sono considerati soggetti passivi IMU:
il proprietario dell’immobile,
il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, il genitore assegnatario della casa familiare a seguito di provvedimento del giudice;
concessionario nel caso di concessione di aree demaniali;
locatario per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria.

Si ricorda che l’IMU non si paga sulla prima casa, l’abitazione principale, a patto che questa non rientri tra le categorie degli immobili di lusso.
Specifichiamo che l’esenzione IMU è quindi riconosciuta non sulla prima casa di proprietà, ma sull’unica unità immobiliare posseduta all’interno della quale il contribuente risiede e dimora in via abituale.
Si tratta di un concetto importante da conoscere per chi, ad esempio, ha acquistato casa e si chiede se deve o meno versare l’IMU.
Condizione imprescindibile per beneficiare dell’esonero è il trasferimento della residenza immediatamente dopo l’acquisto, anche nel caso in cui l’acquirente sia residente in un immobile in affitto.
In caso contrario, per i mesi nel corso dei quali non sarà avviato il procedimento per il cambio di residenza, l’IMU sarà dovuta, salvo diverse regole previste dal proprio Comune.

  ZES UNICA MEZZOGIORNO, dal 12 giugno le richieste all’Agenzia delle entratePossono essere inviate dal 12 giugno al 12 ...
30/05/2024


ZES UNICA MEZZOGIORNO, dal 12 giugno le richieste all’Agenzia delle entrate

Possono essere inviate dal 12 giugno al 12 luglio 2024 le comunicazioni all’Agenzia delle entrate relative alle spese sostenute dal 1° gennaio 2024 e a quelle che si prevede di sostenere entro il prossimo 15 novembre per accedere al credito d’imposta riconosciuto in relazione agli investimenti realizzati nella Zes unica Mezzogiorno.

Possono accedere al tax credit tutte le imprese che effettuano gli investimenti agevolabili, a prescindere dalla forma giuridica e dal regime contabile, con sede nelle zone interessate dall’agevolazione.

Il credito d’imposta spetta per gli investimenti connessi a un progetto iniziale, realizzati dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024, riguardanti l'acquisto, anche tramite locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nella Zes unica.

Il contributo può essere richiesto anche per l’acquisto di terrenti e per l'acquisizione, realizzazione o l'ampliamento di immobili strumentali agli investimenti ed effettivamente utilizzati per l'esercizio dell'attività nella struttura produttiva. Sono esclusi i beni autonomamente destinati alla vendita e i materiali di consumo.
Il valore dei terreni e dei fabbricati acquistati non può superare il 50% del valore complessivo dell'investimento agevolato.

Per gli investimenti realizzati in Sardegna è pari al 30% dei costi
Il contributo è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

I beni agevolati devono entrare in funzione entro il secondo periodo d'imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione, in caso contrario il credito d'imposta è rideterminato escludendo gli investimenti non effettuati.
Infine, il decreto specifica che le imprese devono mantenere la loro attività nella Zes unica, per almeno cinque anni dopo il completamento dell’investimento, pena la decadenza dalle agevolazioni godute.

Indirizzo

Viale Aldo Moro, 215
Olbia
07026

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 13:00
15:00 - 18:00
Martedì 09:30 - 13:00
15:00 - 18:00
Mercoledì 09:30 - 13:00
15:00 - 18:00
Giovedì 09:30 - 13:00
15:00 - 18:00
Venerdì 09:30 - 13:00
15:00 - 18:00

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