19/09/2025
Mutui a tasso fisso o variabile: quale conviene davvero a settembre 2025.
Il cuore della scelta rimane sempre lo stesso: meglio un mutuo a tasso fisso o uno a tasso variabile? Nel 2025 il mercato ha vissuto una fase di riequilibrio. I tassi fissi, legati all’Irs, sono leggermente saliti, mentre i variabili hanno beneficiato del calo dell’Euribor, tornato a livelli più competitivi grazie ai tagli della Bce.
Facciamo un esempio pratico con un mutuo medio da 126.000 euro, durata 25 anni e LTV al 70%:
Fisso: Tan 2,92%, rata circa 592 euro
Variabile: Tan 2,33%, rata circa 554 euro
Il risparmio immediato è di circa 38 euro al mese, un vantaggio non trascurabile. Tuttavia, il variabile espone al rischio di rialzi futuri dei tassi, mentre il fisso garantisce stabilità per tutta la durata del contratto.
Non sorprende quindi che, nonostante la convenienza apparente del variabile, circa 9 mutuatari su 10 abbiano scelto il fisso nel primo semestre 2025..
La scelta, come sempre, dipende dal profilo del mutuatario: chi ha un reddito stabile e margini di risparmio può permettersi di rischiare con il variabile, mentre chi preferisce certezza sceglierà il fisso.
Quali le prospettive future: Dopo una serie di tagli ai tassi di interesse avviati nel 2024, la Banca Centrale Europea ha fatto una pausa a giugno 2025. Tuttavia, le recenti dichiarazioni di Christine Lagarde lasciano intravedere la possibilità di un nuovo allentamento entro la fine dell’anno, per contrastare le tensioni economiche globali e il deprezzamento del dollaro.
Se la Bce dovesse davvero proseguire con i tagli, l’Euribor potrebbe scendere ulteriormente, rendendo i mutui a tasso variabile ancora più appetibili. Questo scenario potrebbe riequilibrare le scelte dei consumatori, spingendo più famiglie a optare per il variabile dopo mesi di predominio assoluto del fisso.