Global Broker Assicurazioni Srl

Global Broker Assicurazioni Srl BROKER ASSICURATIVO Ogni cliente è seguito con attenzione dall'analisi del rischio fino alla copertura assicurativa.

La particolare attenzione alle esigenze specifiche delle aziende più importanti o dei singoli individui, caratterizza profondamente la nostra strategia d'impresa. Qualunque sia l’esigenza del nostro cliente, studiamo e valutiamo tutte le variabili nei minimi dettagli per poi creare una proposta assicurativa adeguata alle esigenze rilevate.

Buone Vacanze a Tutti
12/08/2026

Buone Vacanze a Tutti

🌊 Mentre voi siete in spiaggia, la vostra azienda è scoperta. E lo Stato ve l'ha già detto chiaro.Ad oggi l'obbligo di p...
11/08/2026

🌊 Mentre voi siete in spiaggia, la vostra azienda è scoperta. E lo Stato ve l'ha già detto chiaro.

Ad oggi l'obbligo di polizza catastrofale è pienamente operativo per quasi tutte le imprese italiane. L'unica proroga ancora attiva riguarda il settore pesca. Per tutti gli altri — comprese le imprese turistico-ricettive, che sono uscite dalla proroga il 31 marzo scorso — i termini sono scaduti.

E i dati ANIA fotografano la realtà: solo il 15% delle imprese italiane risulta effettivamente coperto contro le calamità naturali.

Il paradosso è servito proprio ad agosto, nel momento di massima esposizione:
→ Grandinate estive che devastano capannoni e attrezzature
→ Alluvioni lampo che il Mediterraneo ci regala sempre più spesso
→ Incendi che minacciano stabilimenti in aree collinari e industriali
→ E un CdA che, se l'azienda non è assicurata, è già formalmente esposto — perché lo Stato ha chiarito che non interverrà con aiuti straordinari per chi ha scelto di non assicurarsi, e l'inadempimento pesa già oggi su accesso a contributi e finanziamenti pubblici

Non è più una questione di "conviene o non conviene". È una questione di responsabilità di chi amministra, sotto l'art. 2086 c.c.: un adeguato assetto organizzativo che non contempla la gestione del rischio catastrofale, in un Paese sismico e idrogeologicamente fragile come il nostro, è difficilmente difendibile davanti a un giudice — o a un socio danneggiato.

La domanda che pongo a chi siede in un CdA prima di partire per le ferie: avete verificato la copertura Cat Nat della vostra azienda, o partite sperando che quest'anno non tocchi a voi?

Il 28 luglio è arrivata una raccomandata. Il 29 luglio lo studio ha chiuso per ferie. A settembre, il cliente ha trovato...
28/07/2026

Il 28 luglio è arrivata una raccomandata. Il 29 luglio lo studio ha chiuso per ferie. A settembre, il cliente ha trovato il curatore fallimentare fuori dalla porta.

Vi racconto una storia (i nomi sono di fantasia, la dinamica no: è il tipo di sinistro che vediamo sempre più spesso).

Viaggi Mondo S.r.l., tour operator, ha la sede legale presso lo studio del proprio commercialista. Una prassi diffusissima, quasi automatica per moltissime PMI italiane.

La società attraversa da mesi una tensione di liquidità: paga i fornitori, ma con ritardo sistematico. Il commercialista lo sa, lo vede ogni mese nei conti. Nulla di apparentemente irreversibile.

Il 28 luglio, la segretaria dello studio riceve una raccomandata indirizzata a Viaggi Mondo. Mittente: un fornitore che chiede la dichiarazione dello stato d'insolvenza per mancato pagamento. La busta viene posata sulla scrivania del commercialista.

Il giorno dopo, lo studio chiude per ferie.

Nessuno apre la raccomandata. Nessuno avvisa il cliente. Nessuno attiva alcuna procedura.

Viaggi Mondo, ignara di tutto, prosegue la propria attività per l'intera estate convinta di avere ancora margine per sistemare la situazione con i propri mezzi.

A settembre, alla riapertura dello studio, la sorpresa: il Tribunale ha già nominato il curatore fallimentare. La società si ritrova la porta sigillata.

Le conseguenze — e i due fronti di responsabilità

Viaggi Mondo cita in giudizio il proprio commercialista per danni: 15 milioni di euro.

Il primo fronte è il più evidente: il commercialista, in quanto domiciliatario della sede legale, aveva una posizione di garanzia rispetto alla corrispondenza destinata al cliente. La mancata trasmissione tempestiva di una raccomandata che avrebbe potuto attivare gli strumenti di allerta del Codice della Crisi è già, di per sé, un profilo di grave negligenza professionale.

Ma c'è un secondo fronte, meno immediato ma non meno rilevante: perché nessuno, nei mesi precedenti, ha segnalato a Viaggi Mondo la necessità di dotarsi di adeguati assetti organizzativi ex art. 2086 c.c.?

L'obbligo di istituire quegli assetti è, formalmente, dell'imprenditore. Ma un commercialista che ha un incarico di consulenza continuativa, che vede ogni mese i ritardi nei pagamenti, che è nella posizione privilegiata per percepire i segnali di crisi prima che diventino irreversibili, e che non solleva mai il tema con il cliente, si espone a un rischio ulteriore: quello di non aver esercitato la diligenza qualificata che il proprio mandato professionale implica (art. 1176, comma 2, c.c.). Non aver segnalato, non aver messo il cliente in condizione di attivare per tempo composizione negoziata o altri strumenti di gestione della crisi, diventa un secondo capo d'accusa, distinto dalla mera negligenza operativa della raccomandata smarrita.

Il vero problema non è l'errore. È non essere protetti dall'errore — su nessuno dei due fronti.

Nessun professionista è infallibile. Una segretaria in ferie, una raccomandata dimenticata, un segnale di crisi non colto per tempo: sono eventi che possono accadere in qualsiasi studio, per quanto organizzato. La differenza tra chi resta in piedi e chi perde tutto non sta nell'aver commesso l'errore, ma nell'aver previsto che l'errore, prima o poi, sarebbe potuto capitare.

Eppure, ancora oggi, moltissimi commercialisti guardano alla RC Professionale come a un costo evitabile, ripetendo la frase più pericolosa della professione:

"Tanto a me non capiterà mai."

𝗨𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗮 𝟭𝟮𝟮 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝘀𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶Il 23 gennaio 2026 il Tribunal...
23/07/2026

𝗨𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗮 𝟭𝟮𝟮 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝘀𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶

Il 23 gennaio 2026 il Tribunale di Bari ha condannato la Banca Popolare di Bari al pagamento di un indennizzo di circa 122 milioni di euro per violazione dell'obbligo di predisposizione di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili ex art. 2086, comma 2, c.c.
Filodiritto

Non un caso isolato. La Cassazione, con l'ordinanza n. 7134 del 25 marzo 2026, ha aggiunto un tassello ancora più esplicito: senza assetti adeguati, un'impresa può diventare "non bancabile", con il rischio che i finanziamenti erogati in assenza di controlli interni vengano dichiarati nulli.
OTA Italia

𝗜𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 𝗱𝗶𝗰𝗲

L'art. 2086 c.c. non è più una norma di principio. È diventato il criterio con cui banche, giudici e curatori misurano la responsabilità di chi amministra. E qui arriva il problema che tocca noi broker: quante polizze D&O che collochiamo hanno davvero verificato l'esistenza di questi assetti prima di sottoscrivere il rischio?

Perché se l'assetto non c'è, la Cassazione lo dice chiaro: si restringe lo spazio di insindacabilità delle scelte gestorie — la business judgment rule non protegge più nessuno. E quella polizza D&O che sembrava una rete di sicurezza diventa carta straccia davanti a un'esclusione per colpa grave organizzativa.
Filodiritto

𝗟𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮

Non è "la mia azienda ha una polizza D&O?"
È "il mio broker ha verificato che gli assetti esistano prima di venderla?"

Perché una polizza costruita su un rischio non verificato non è una tutela. È un'illusione di tutela — e quando arriva il sinistro, l'illusione costa più della sua assenza.

Il vero numero da guardare non è 98,5 milioni di premi. È il 20%.Rapporto sinistri liquidati/premi incassati al 20% medi...
20/07/2026

Il vero numero da guardare non è 98,5 milioni di premi. È il 20%.

Rapporto sinistri liquidati/premi incassati al 20% medio nel campione IVASS. Su 100€ di premio, 80€ restano nel sistema senza tradursi in indennizzo.

L'IVASS lo scrive senza giri di parole: livelli contenuti di questo indicatore "possono segnalare una limitata effettiva operatività della copertura" — o esclusioni pesanti, o clienti che non sanno nemmeno di aver sottoscritto la polizza.

Aggiungiamo i questionari di adeguatezza definiti "eccessivamente sintetici", che scaricavano sul cliente la valutazione di adeguatezza del prodotto. E script telefonici costruiti per raccogliere conferme, non per informare.

Qui sta il punto: non è un problema di prodotto. È l'assenza totale di consulenza.

Un questionario demand & needs compilato in 90 secondi al telefono non è consulenza. Uno script che rimanda "al set informativo da consultare dopo la chiamata" non è consulenza. È vendita a distanza travestita da tutela.

La consulenza vera è un'altra cosa: è qualcuno che si siede, ascolta il bisogno reale, verifica se quella copertura serve davvero o se il cliente ce l'ha già con un'altra polizza, spiega carenze ed esclusioni PRIMA della firma — e ne risponde professionalmente, non con un disclaimer letto in fretta.

Il canale digitale può vendere velocità. Non può sostituire il giudizio di chi fa questo mestiere per professione, e ne è responsabile.

https://www.linkedin.com/posts/ivass-istituto-per-la-vigilanza-sulle-assicurazioni_ivass-ivass-assicurazioni-activity-7484907685562347520-L4a6?utm_source=share&utm_medium=member_desktop&rcm=ACoAAAYJLScBE3QJhgDDP_Xx1zD7FA3rf6socRk

RC Professionale: obbligo di legge o obbligo morale?In Italia l’obbligo di RC professionale esiste da anni. Eppure, nono...
10/07/2026

RC Professionale: obbligo di legge o obbligo morale?
In Italia l’obbligo di RC professionale esiste da anni. Eppure, nonostante parliamo di professionisti con cultura medio-alta, molti non hanno una polizza o ne hanno una non conforme.

📊 La situazione per regioni (stima 2026)
Nord Italia: 70–85% di professionisti assicurati
Centro Italia: 60–75%
Sud e Isole: 45–60%

Le regioni più virtuose sono Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, mentre le più critiche risultano Campania, Sicilia e Calabria, dove molti professionisti operano ancora senza una copertura adeguata.

❓ Obbligo di legge o obbligo morale?
La RC professionale è obbligatoria per legge. Ma la domanda vera è un’altra: Perché un professionista dovrebbe aver bisogno di una legge per proteggere se stesso e i propri clienti?

Perché un avvocato, un ingegnere, un commercialista, un sanitario — persone con formazione elevata — non percepiscono il valore della tutela?

Le risposte che emergono dal mercato sono chiare:
Sottovalutazione del rischio: “A me non succede”.
Eccesso di fiducia nelle proprie competenze: “Non sbaglio”.
Mancanza di cultura assicurativa: la polizza è vista come un costo, non come una protezione.
Polizze datate o non conformi: claims-made senza retroattività, massimali insufficienti, esclusioni non comprese.
Assenza di consulenza qualificata: molti professionisti acquistano polizze online senza capire cosa stanno comprando.

Il punto centrale
Un professionista dovrebbe assicurarsi non perché lo impone la legge, ma perché lo impone la responsabilità verso il proprio cliente. E verso se stesso.

La RC professionale non è un adempimento burocratico. È un atto di serietà professionale.

🔐 La verità che nessuno dice
In Italia, 1 professionista su 3 non è realmente in regola. E questo nonostante l’obbligo normativo.

La differenza non la fa la legge. La fa la cultura del rischio.

🔵 Conclusione
La RC professionale è un obbligo di legge. Ma prima ancora è un obbligo morale: verso il cliente, verso la professione, verso la propria reputazione.

https://www.linkedin.com/posts/aniello-irlandese-2b3ab629_aml-antiriciclaggio-amla-share-7480565255530786816-HTC0/?utm_s...
08/07/2026

https://www.linkedin.com/posts/aniello-irlandese-2b3ab629_aml-antiriciclaggio-amla-share-7480565255530786816-HTC0/?utm_source=share&utm_medium=member_desktop&rcm=ACoAAAYJLScBE3QJhgDDP_Xx1zD7FA3rf6socRk

🤔 Ma serve veramente tutta questa burocrazia?
Un anno per prepararsi al nuovo AML Package. Autorità europea a Francoforte, Single Rulebook, oltre 20 documenti di normativa secondaria entro il 2027, supervisione piena entro il 2028.
Facciamo un esercizio onesto: dal 2007 abbiamo attraversato quattro direttive antiriciclaggio, registri dei titolari effettivi, verifiche rafforzate, autocertificazioni. Eppure in Europa si riciclano ancora tra i 100 e i 200 miliardi di euro l'anno, e i proventi illeciti effettivamente confiscati restano una frazione minima.
Non dico che la lotta al riciclaggio sia inutile. Dico che rispondiamo a un problema di criminalità organizzata con un aumento lineare di carta e responsabilità scaricate sugli intermediari, mentre chi ricicla davvero si sposta un passo più in là — oggi su cripto-asset e canali che la norma insegue sempre in ritardo.
Chi paga il conto? Non le organizzazioni criminali, che hanno compliance più sofisticate delle nostre. Lo paga lo studio con tre dipendenti che deve trovare un responsabile antiriciclaggio. Lo paga il broker che aggiunge un altro modulo alla proposta. Lo paga il cliente, che aspetta qualche giorno in più per una verifica che il 99,9% delle volte non troverà nulla.
Il Single Rulebook uniforma le regole, ed è un bene. Ma uniformare la burocrazia non significa renderla efficace. Ogni ora dedicata a spuntare caselle è un'ora tolta all'analisi vera del rischio del cliente che ho davanti.
La domanda resta aperta: stiamo costruendo sicurezza, o solo distribuendo meglio il costo dell'inefficacia?

🤔 Ma serve veramente tutta questa burocrazia? Un anno per prepararsi al nuovo AML Package. Autorità europea a Francoforte, Single Rulebook, oltre 20 documenti di normativa secondaria entro il 2027, supervisione piena entro il 2028. Facciamo un esercizio onesto: dal 2007 abbiamo attraversato quat...

03/07/2026

Per un altro anno, Global Broker Assicurazioni è presente ad Ania 2026, il principale evento di riferimento per il settore assicurativo italiano.

Essere presenti significa confermare il nostro impegno verso l’innovazione, la formazione continua e il confronto con i protagonisti del mercato, cogliendo le opportunità che contribuiranno a definire il futuro del settore.

Partecipare ad Ania rappresenta per noi un investimento nella qualità, nella competenza e nelle relazioni, per continuare a offrire ai nostri clienti un servizio sempre più qualificato e orientato all’eccellenza.

https://www.linkedin.com/posts/aniello-irlandese-2b3ab629_ivass-ivass-assicurazioni-activity-7477718598975877120-iiVu?ut...
30/06/2026

https://www.linkedin.com/posts/aniello-irlandese-2b3ab629_ivass-ivass-assicurazioni-activity-7477718598975877120-iiVu?utm_source=share&utm_medium=member_desktop&rcm=ACoAAAYJLScBE3QJhgDDP_Xx1zD7FA3rf6socRk

Mercato assicurativo 2025 da record (173,4 mld €), ma l'Italia resta sotto-assicurata. Ecco cosa dicono gli ultimi dati IVASS. I dati della raccolta premi 2025 delineano un settore in forte salute (+6,4% rispetto al 2024), ma tra i record storici del comparto Vita e la crescita del Danni emerge un...

𝗟𝗔 𝗙𝗥𝗔𝗦𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗣𝗜Ù 𝗦𝗣𝗘𝗦𝗦𝗢 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗜𝗔 𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗙𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘"A me non capiterà mai niente."Detto da avvocati. Da commercia...
23/06/2026

𝗟𝗔 𝗙𝗥𝗔𝗦𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗦𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗣𝗜Ù 𝗦𝗣𝗘𝗦𝗦𝗢 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗜𝗔 𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗙𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘
"A me non capiterà mai niente."
Detto da avvocati. Da commercialisti. Da ingegneri. Da architetti.

Da persone con una laurea, un albo, anni di esperienza.
Eppure i numeri raccontano un'altra storia.

𝗜 𝗗𝗔𝗧𝗜 𝗖𝗛𝗘 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗽𝘂ò 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲
Nel 2024, il ramo RC Generale ha registrato in Italia premi di competenza per oltre 4,1 miliardi di euro, con un incremento degli oneri per sinistri che è passato da 1.561 a 1.933 milioni di euro — un balzo di quasi il 24% in un solo anno. (Fonte: Bollettino Statistico IVASS, aprile 2026)
La dinamica più allarmante non è la frequenza — sostanzialmente stabile — ma il costo atteso per sinistro, che cresce in modo strutturale per effetto di riserve sempre più pesanti. In altre parole: i sinistri costano sempre di più alle compagnie, e quindi al mercato.
Sul versante della tutela legale, difendersi o agire in giudizio in Italia ha un prezzo concreto:
— Contributo unificato + notifiche: €500–€1.200 già alla prima udienza

— Fondo spese per l'avvocato (solo primo grado): €2.500–€5.000

— CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio): €1.500–€3.500 a decreto

— Tre gradi di giudizio: tra €15.000 e €25.000 di esposizione complessiva
Spese che si anticipano. Che immobilizzano liquidità. Che non aspettano la sentenza.
E la spesa media italiana pro-capite per una polizza tutela legale? 5 euro. In Germania, dove quasi una famiglia su due è assicurata, la spesa è 45–50 euro. Un divario che dice tutto sulla cultura del rischio in questo Paese.

𝗠𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵é 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗿𝗶𝗳𝗶𝘂𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼?
Non è irrazionalità. È psicologia.
Si chiama optimism bias — distorsione cognitiva documentata dalla letteratura comportamentale fin dagli studi di Kahneman e Tversky. Il meccanismo è semplice: siamo strutturalmente convinti che eventi negativi capitino agli altri, non a noi. E più siamo competenti nel nostro campo, più questa distorsione si amplifica.
L'alta preparazione tecnica genera un effetto paradossale: l'esperto tende a sovrastimare il proprio controllo sugli eventi, trascurando le variabili esterne — il cliente che cambia versione, il collaboratore che firma, il giudice che interpreta diversamente, la scadenza saltata per un disguido tecnico.
Il risultato? Il professionista che lavora meglio degli altri è spesso quello meno assicurato.
C'è poi un secondo meccanismo: la normalcy bias. Il cervello umano tende a interpretare situazioni anomale come normali perché non ha mai vissuto il sinistro direttamente. "Non mi è mai capitato niente in 20 anni" diventa la prova scientifica che non capiterà mai — invece di essere semplicemente un caso fortunato.

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗽𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗥𝗖 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗮
La RC professionale interviene quando hai causato un danno al cliente.

La tutela legale interviene quando qualcuno ti accusa — anche a torto.
Difesa davanti all'Ordine professionale. Opposizione a sanzioni amministrative. Contenzioso contrattuale con un cliente che non paga. Procedimento penale per reati colposi nell'esercizio dell'attività. Violazione della privacy. La RC non si muove su nessuno di questi fronti.
Il professionista che ha solo la RC è coperto per metà del rischio reale.

𝗟𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗮 𝗰𝘂𝗶 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲
Se un tuo cliente ti chiedesse di consegnargli un lavoro senza copertura per errori o omissioni, lo accetteresti?
No.
Allora perché eserciti la tua professione senza la stessa logica applicata a te stesso?
Il rischio non si elimina con la competenza. Si gestisce.

Aniello Irlandese — Global Broker Assicurazioni

Via Bologna 138, Napoli
📩 Hai una polizza RC professionale ma non sai cosa non copre? Parliamone.

essionale

Indirizzo

Via Bologna, 138
Naples
80142

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+3908119320828

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Global Broker Assicurazioni Srl pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi