12/06/2026
“𝗔𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲 𝗮 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝟭𝟱 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗮 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗯𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝘇𝘇𝗲”
Con questa immagine il CEO e Founder di Iniziativa Ivo Allegro fotografa il PNRR a poche settimane dalla scadenza del 30 giugno, in un'intervista a Davide Cerbone per Nagorà.
Qualche numero per capire la portata della sfida: l'Italia era passata da 65 a 49 miliardi di investimenti pubblici annui tra il 2010 e il 2019. Poi, all'improvviso, il Paese si è trovato a gestire la quota più consistente dei 720 miliardi del Next Generation EU, con un piano che, con le risorse nazionali, ha superato i 220 miliardi, 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝗶𝗹 𝟳𝟬% 𝗮 𝗱𝗲𝗯𝗶𝘁𝗼, da spendersi sostanzialmente in 4 anni e mezzo e a cui aggiungere i fondi europei della programmazione 2021-2027.
Nell'intervista, Ivo Allegro analizza il bicchiere mezzo pieno e quello mezzo vuoto:
✅ Una PA modernizzata e ringiovanita, investimenti necessari sbloccati dopo anni di immobilismo, imprese (soprattutto al Sud) che hanno potuto rafforzarsi.
❌ Tensioni inflattive, il nodo irrisolto della manutenzione e gestione degli investimenti realizzati e una domanda scomoda: cosa succederà dal 2027, quando finirà lo stimolo della spesa pubblica così ingente?
La sfida ora, dice Allegro, è convertire l'eredità del modello PNRR in una pratica ordinaria. Anche attraverso strumenti come il partenariato pubblico-privato (hashtag ) verso cui l'Italia mostra ancora troppe resistenze senza capire che, parafrasando una famosa pubblicità Pirelli, 𝗹’𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝘂𝗿𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲.
Il bilancio definitivo? Non prima del 2028.
𝗠𝗮 𝗹𝗲 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘀𝗶 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼.
🔗 Leggi l'intervista completa:
Da un lato una generosa boccata d’ossigeno, dall’altro un cappio che si stringe intorno al collo di imprese private e pubbliche amministrazioni. Con questa doppia faccia si mostra il Pnrr alla fine (...)