19/10/2026
Per mesi il rendimento del Treasury americano a 10 anni è salito quasi senza pause. Il 27 febbraio ha toccato il minimo dell'anno al 3,97%, il 5 ottobre è arrivato al 5,31%. Poi ha girato: il 15 ottobre era al 5,10%. Per il Financial Times è stata la settimana migliore per i Treasury da febbraio.
Venti punti base non cambiano il quadro da soli. Il punto interessante è quello che John Authers mette in fila su Bloomberg stamattina: in passato le grandi salite dei rendimenti si sono chiuse spesso nello stesso modo. A un certo punto gli investitori decidono che i titoli di Stato rendono abbastanza, e per spostarsi lì prendono profitto su quello che era salito di più. Nel 1994 toccò ai mercati emergenti, nel 2007 al credito legato ai mutui subprime.
Non vuol dire che la storia si ripeta. Vuol dire che quando un rendimento sopra il 5% diventa interessante, il denaro che ci entra arriva da qualche altra parte, e conviene sapere da dove.
Authers aggiunge un secondo segnale: nelle stesse settimane in cui i Treasury hanno girato, i rendimenti chiesti alle obbligazioni societarie più rischiose hanno cominciato ad allargarsi rispetto ai titoli di Stato, senza uno shock esterno evidente.
La domanda da farsi, ogni volta che i tassi cambiano direzione, è chi deve vendere per comprare.
Questa è una storia. La lettura di ogni mattina, con i livelli, è dentro ATHENA
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