03/06/2026
📊 Daily Snapshot – Apertura USA: petrolio in rally, dollaro più forte e mercato diviso tra AI e rischio geopolitico
La sessione americana si prepara ad aprire con un mercato che resta sospeso tra due forze molto diverse: da un lato la resilienza dell’azionario, soprattutto sul Nasdaq e sui titoli legati all’intelligenza artificiale; dall’altro una nuova escalation tra Stati Uniti e Iran che sta riportando il petrolio al centro della scena macro-finanziaria.
Il tema dominante della giornata è senza dubbio il Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno colpito l’isola iraniana di Qeshm, mentre l’Iran ha risposto con attacchi contro basi statunitensi in Kuwait. Il CENTCOM ha dichiarato che gli attacchi dei droni iraniani sono stati sventati con successo, ma il mercato ha comunque reagito in modo netto sul comparto energetico, con il Brent in rialzo di circa il 2,7%. Questo movimento non va letto solo come una reazione geopolitica: quando il petrolio accelera in modo così deciso, il mercato inizia subito a ragionare su inflazione, rendimenti e banche centrali.
In Europa il quadro è più fragile. Lo STOXX 600 ha aperto in calo, penalizzato anche dalle nuove tariffe statunitensi legate alle indagini della Sezione 301, con pressioni soprattutto su finanziari, automotive e chimica. Il retail è stato invece uno dei pochi settori positivi, sostenuto dai risultati di Inditex. Questo ci dice che il mercato europeo oggi non sta ragionando solo sul rischio geopolitico, ma anche sul tema commerciale, che torna a essere una variabile da monitorare con attenzione.
Negli Stati Uniti, invece, i future sono più contrastati. Il Nasdaq prova a sovraperformare, sostenuto ancora una volta dalla narrativa AI e dal forte movimento di Marvell, mentre il resto del mercato appare più prudente. È interessante notare come, anche in una fase di tensione geopolitica, il mercato continui a cercare leadership nei soliti segmenti growth e tecnologici. Questo però, a mio avviso, rende la lettura meno semplice: se il rialzo resta concentrato su pochi nomi, la struttura del mercato rimane forte in apparenza ma più vulnerabile sotto la superficie.
Sul valutario il dollaro torna a rafforzarsi, aiutato sia dal rialzo del petrolio sia dal contesto geopolitico. Il DXY si muove verso area 99,40, mentre USD/JPY resta uno degli osservati speciali della giornata. Lo yen ha recuperato terreno dopo i commenti della premier giapponese Takaichi e del governatore BoJ Ueda, con il Giappone che continua a far capire di essere pronto a intervenire sul mercato valutario se necessario. Area 160 su USD/JPY resta quindi una soglia molto delicata.
Il fronte obbligazionario conferma la parte più importante della storia: i rendimenti stanno seguendo il rialzo dell’energia. Treasury, Bund e Gilt sono sotto pressione, perché il mercato teme che un petrolio più alto possa complicare il lavoro delle banche centrali. In particolare, il dato JOLTS già superiore alle attese ha alimentato l’idea di un mercato del lavoro USA ancora solido, e oggi l’attenzione si sposta su ADP, ISM servizi, ordini di fabbrica e Beige Book della Fed.
La mia opinione per oggi è che il mercato vada letto partendo dal petrolio. Se Brent e WTI continueranno a spingere al rialzo, il rischio è vedere una pressione crescente sui rendimenti e una rotazione più difensiva sull’azionario. Se invece il petrolio dovesse stabilizzarsi, il Nasdaq potrebbe continuare a beneficiare della narrativa AI, soprattutto se i dati USA non dovessero risultare troppo forti.
Oggi non è una giornata da leggere in modo lineare. Il mercato sta provando a restare costruttivo, ma il mix tra petrolio alto, rendimenti in salita, tensioni geopolitiche e dati USA importanti rende la seduta molto sensibile alle notizie. In queste fasi, più che cercare subito una direzione definitiva, conviene osservare quali asset confermano davvero la narrativa dominante.
✍️ Salvatore Bilotta
SPfinance – Finanza per passione