Fabio Maria Continolo Consulente Finanziario

Fabio Maria Continolo Consulente Finanziario Sono un consulente finanziario che sa cosa sono i sacrifici, cosa significhi investire i propri risparmi

Se lavori in un’azienda con più di 60 dipendenti, quello che succede al TFR riguarda anche te.Molti pensano che sia solo...
22/05/2026

Se lavori in un’azienda con più di 60 dipendenti, quello che succede al TFR riguarda anche te.

Molti pensano che sia solo una questione aziendale.
In realtà impatta direttamente le tue scelte.

👉 dove va il tuo TFR
👉 come viene gestito
👉 cosa succede nel tempo

Il punto è che spesso queste decisioni vengono prese senza una reale consapevolezza.

E questo può influenzare la tua situazione futura più di quanto immagini.

Se hai più di 60 dipendenti, il TFR potrebbe diventare un problema di liquidità.Molte aziende non stanno considerando co...
06/05/2026

Se hai più di 60 dipendenti, il TFR potrebbe diventare un problema di liquidità.

Molte aziende non stanno considerando cosa cambia davvero.

Il TFR non è solo un obbligo.
È un elemento che può impattare la struttura finanziaria dell’azienda.

E il punto è che spesso viene gestito “come si è sempre fatto”.

Se vuoi capire cosa sta cambiando e come può impattarti,
scrivimi in privato: ti mando una guida chiara su questo tema.

01/05/2026

Ho avuto il piacere di essere ospite a Story Time, il format radiofonico di Radio Canale Italia, dove ho raccontato una parte del mio percorso personale e professionale come consulente finanziario.

È stata anche l’occasione per affrontare un tema che considero sempre più centrale per aziende, imprenditori e lavoratori: la gestione del TFR.

Il TFR non è solo una voce in busta paga.

Per molte aziende è un debito che cresce nel tempo, rimane in bilancio e spesso viene sottovalutato fino al momento in cui diventa un’esigenza concreta di cassa.

Quando un dipendente termina il rapporto di lavoro, chiede un’anticipazione o quando cambiano le regole di gestione, quel TFR non è più solo un numero accantonato: diventa liquidità da ti**re fuori.

Ed è proprio qui che molte imprese rischiano di trovarsi impreparate.

Gestire correttamente il TFR non significa solo rispettare un obbligo.

Significa pianificare meglio la tesoreria aziendale, proteggere gli equilibri finanziari dell’impresa e offrire ai dipendenti strumenti più strutturati per costruire il proprio futuro previdenziale.

Oggi il tema non può più essere rimandato.

Il TFR va guardato per quello che realmente è: una scelta di pianificazione, non una semplice formalità amministrativa.

Nel video ne parlo in modo semplice, partendo da un concetto molto concreto: ogni euro risparmiato, accantonato o investito merita di essere gestito con consapevolezza.

Mercoledì 8 sarò ospite a Divergenze – Special Edition.Parleremo di previdenza e previdenza complementare.Un tema che mo...
07/04/2026

Mercoledì 8 sarò ospite a Divergenze – Special Edition.

Parleremo di previdenza e previdenza complementare.
Un tema che molti percepiscono come distante, tecnico o rigido.

Ma è davvero così?

Durante la puntata parleremo di: previdenza complementare, TFR, tutela del patrimonio, vantaggi per persone e aziende.

L’obiettivo?

Fare chiarezza su uno strumento spesso sottovalutato, ma che può fare molta differenza nel tempo.
Appuntamento alle 21:15.

Capire oggi certe scelte può cambiare il domani.


𝗨𝗻’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗠&𝗔 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻’𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮. 𝗖𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲.Venerdì 27 marzo, in occasione del ...
03/04/2026

𝗨𝗻’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗠&𝗔 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻’𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮. 𝗖𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲.

Venerdì 27 marzo, in occasione del Congresso Nazionale UNGDCEC di Napoli, abbiamo approfondito un tema che nei prossimi anni sarà sempre più rilevante: 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗠&𝗔 𝗱𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲 𝗲 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶.

Il punto centrale è semplice: il successo di un’operazione non si misura solo nel prezzo di vendita, ma nella capacità di proteggere, gestire e trasmettere nel tempo il valore generato.

Abbiamo parlato di passaggio generazionale, governance, pianificazione patrimoniale, protezione del patrimonio e del ruolo sempre più importante di un approccio integrato tra commercialista, legale, consulente finanziario e advisor.

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗱𝗲𝗮𝗹 𝗺𝗮𝗹𝗲.
𝗘̀ 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝗿𝗰𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼.

Chi desidera ricevere il materiale del workshop può scrivermi in privato o nei commenti 👇

𝟯𝟰 𝗰𝗵𝗶𝗹𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶. 𝗘̀ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗹𝗮𝗿𝗴𝗵𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗛𝗼𝗿𝗺𝘂𝘇. 𝗢𝗴𝗴𝗶, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝟯𝟰 𝗰𝗵𝗶𝗹𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗴𝗹𝗼...
03/03/2026

𝟯𝟰 𝗰𝗵𝗶𝗹𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶. 𝗘̀ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗹𝗮𝗿𝗴𝗵𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗛𝗼𝗿𝗺𝘂𝘇. 𝗢𝗴𝗴𝗶, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝟯𝟰 𝗰𝗵𝗶𝗹𝗼𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗴𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲.

I dati di mercato confermano uno scenario di estrema tensione che va oltre la semplice speculazione.

Non si tratta di previsioni, ma di evidenze numeriche:
- 𝗣𝗲𝘁𝗿𝗼𝗹𝗶𝗼 (𝗕𝗿𝗲𝗻𝘁): Rialzo del 10% in poche ore. Le proiezioni di Goldman Sachs e Wood Mackenzie indicano una potenziale deriva verso i 115-130$ qualora il blocco persistesse oltre i 15 giorni.

- 𝗚𝗮𝘀 𝗡𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 (𝗧𝗧𝗙): Incremento del 40%. La chiusura dei terminali GNL nel Golfo impatta direttamente le scorte energetiche europee previste per il secondo trimestre.

- 𝗢𝗿𝗼: Massimo storico registrato a 5.362 dollari. Il deflusso di capitali verso i beni rifugio è ai livelli massimi dal 2008.

𝗟'𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘁𝗲𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗻𝗶𝘁𝘂𝗿𝗮: I dati logistici ufficiali delle principali compagnie marittime (MSC, Maersk, Hapag-Lloyd) riportano la deviazione sistematica delle rotte verso il Capo di Buona Speranza.

Ciò comporta:
- 𝟭𝟬-𝟭𝟰 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗱𝗶 𝗻𝗮𝘃𝗶𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

- 𝗥𝗮𝗱𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗹𝗼 (𝗩𝗟𝗖𝗖 𝗿𝗮𝘁𝗲𝘀).

- 𝗥𝗶𝗰𝗮𝗹𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗶𝗻𝗳𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗮𝘁𝘁𝘂𝗿𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘃𝗶𝗮 𝗺𝗮𝗿𝗲.

I dati storici indicano che uno shock dell'offerta di questa portata ha riflessi strutturali sui margini operativi aziendali e sulla programmazione finanziaria trimestrale.

Qual è l'impatto stimato di questi costi logistici sul vostro settore nei prossimi sei mesi? Parliamone nei commenti.

RiskManagement

𝗗𝗮𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟵 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝟲𝟳 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗲 𝟲 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲.E non è un’ipotesi: è l’effetto automatico dell’adeguamento ...
26/01/2026

𝗗𝗮𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟵 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝟲𝟳 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗲 𝟲 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲.

E non è un’ipotesi: è l’effetto automatico dell’adeguamento alla speranza di vita.

Questo è il punto che molti ignorano (o fingono di non vedere): 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲, 𝗺𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗮𝗿𝗶𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗮.

Viviamo più a lungo, si lavora più a lungo. Ma non solo:
– l’assegno pubblico si diluisce
– la pensione diventa meno una ‘uscita’ e più una ‘transizione’.

𝗣𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗵𝗮 𝟯𝟬, 𝟰𝟬, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝟱𝟬 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ “𝘀𝗲” 𝗮𝗻𝗱𝗿𝗮̀ 𝗶𝗻 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲,
𝗺𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗲 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗱𝗱𝗶𝘁𝗼.

E qui arriva il nodo che spesso viene evitato: 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲, il tasso di sostituzione reale rischia di scendere ben sotto ciò che serve per mantenere il proprio tenore di vita.

La domanda quindi non è se il sistema reggerà.

La domanda è: tu stai costruendo un piano che regge anche se l’età pensionabile continua ad allungarsi?

𝗦𝗲 𝘃𝘂𝗼𝗶 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗼, 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼.

𝗡𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗺𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗳𝗮𝗰𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮:“𝗠𝗮 𝗶𝗹 𝗧𝗙𝗥… 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼?”La risposta ...
20/01/2026

𝗡𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗺𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗳𝗮𝗰𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮:
“𝗠𝗮 𝗶𝗹 𝗧𝗙𝗥… 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼?”

La risposta è più e più seria di quanto sembri.

Con la nuova normativa, conta il numero medio di dipendenti nel 2025.

Se la soglia dei 60 è stata raggiunta, dal 2026 il TFR dei lavoratori che non scelgono un fondo pensione non resterà più in azienda, ma confluirà nel Fondo di Tesoreria INPS.

𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗲' 𝗻𝗲𝘂𝘁𝗿𝗼.
È una manovra pensata anche per rafforzare le casse dell’INPS, in un contesto in cui il sistema previdenziale pubblico è sempre più sotto pressione.

𝗧𝗿𝗮𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼: 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗶𝗿𝗰𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮𝗹𝗲
𝘃𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼.

Non è una scelta futura.
È una conseguenza di un dato già passato.
Questo significa meno flessibilità finanziaria per l’impresa
e più responsabilità nelle decisioni di oggi.

Non è allarmismo.
È pianificazione.

E come sempre, chi arriva preparato non subisce il cambiamento: lo gestisce.

👉 𝗦𝗲 𝗵𝗮𝗶 𝘂𝗻’𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮 𝗼 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝘀𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗲' 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗲 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲 𝘀𝗲 – 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 – 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮.

Una valutazione oggi evita problemi domani.

📌 𝗧𝗙𝗥 𝗲 𝗟𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗱𝗶 𝗕𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲: 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗼𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗮, è 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗶𝗴𝗺𝗮.Con la Legge di Bilancio 2026 il TF...
07/01/2026

📌 𝗧𝗙𝗥 𝗲 𝗟𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗱𝗶 𝗕𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲: 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗼𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗮, è 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗶𝗴𝗺𝗮.

Con la Legge di Bilancio 2026 il TFR smette di essere una scelta “𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶𝘃𝗮”.

Dal 𝟭° 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, per i 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗻𝘁𝗶 nel settore privato, scatta il 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼-𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 verso la previdenza complementare: se entro 60 giorni non viene fatta una scelta esplicita, il TFR viene destinato automaticamente a un fondo pensione di categoria.

𝗥𝗶𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮 𝗴𝗶𝗮'.
Il datore di lavoro ha ora un 𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗿𝗮𝗳𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝘁𝗮, proprio per evitare che il TFR resti in azienda per semplice disinformazione.

Chi non ha mai deciso viene rimesso davanti alla scelta: confermare il TFR in azienda oppure indirizzarlo consapevolmente verso una forma di previdenza complementare.

𝗜𝗹 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘀𝗹𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 è 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗼:
meno inerzia, più responsabilità individuale.

In un sistema pensionistico sempre più rigido, non decidere equivale a lasciare che decidano altri.

E sul TFR, oggi più che mai, la consapevolezza conta quanto lo strumento.

E tu cosa ne pensi?

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗯𝗮𝘁𝘁𝗶𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗻𝗱𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲.Poi, nella pratica, le regole cambiano un po’ alla volta. Ed...
05/01/2026

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗯𝗮𝘁𝘁𝗶𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗻𝗱𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲.
Poi, nella pratica, le regole cambiano un po’ alla volta. Ed è proprio lì che vale la pena fermarsi a guardare.

La 𝗟𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗱𝗶 𝗕𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 non introduce una riforma radicale, ma interviene su alcuni snodi chiave del sistema previdenziale.

Dal 2027 torna operativo l’adeguamento alla speranza di vita: l’età per la pensione di vecchiaia salirà a 𝟲𝟳 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗲 𝟭 𝗺𝗲𝘀𝗲.

Una regola già prevista da tempo, rimasta in secondo piano negli ultimi anni, che ora torna ad avere effetti concreti.

Sul tema delle 𝘂𝘀𝗰𝗶𝘁𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮𝘁𝗲, il segnale è altrettanto chiaro.
Nel 2026 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗿𝗼𝗴𝗮𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗶 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗲: Opzione Donna e Quota 103 escono dal quadro normativo, riducendo le possibilità di pensionamento prima dei requisiti ordinari.

𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗿𝗶𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶
Le pensioni minime aumentano di circa 𝟮𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼 al mese: un intervento con una valenza sociale, ma senza impatti rilevanti sul reddito pensionistico complessivo.

La manovra interviene anche su 𝗱𝘂𝗲 𝗹𝗲𝘃𝗲 che guardano alla 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲.

Da un lato, viene ritoccata al rialzo la deducibilità dei contributi alla previdenza complementare, che sale fino a 𝟱.𝟯𝟬𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼 annui.

Dall’altro, dal 𝟭° 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, per i nuovi assunti del settore privato, entra in vigore il meccanismo del silenzio-assenso sul TFR: in assenza di una scelta esplicita entro 60 giorni, il trattamento di fine rapporto sarà destinato automaticamente ai fondi pensione.

Mettendo insieme questi elementi, il quadro è coerente:
Meno flessibilità in uscita, più attenzione alla sostenibilità del sistema e più responsabilità individuale nella costruzione del reddito pensionistico.

La riforma non fa rumore ma incide sul modo in cui andranno prese molte decisioni nei prossimi anni.

𝗘 𝘁𝘂 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶?

Indirizzo

Naples
80121

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