Aelle Consulting

Aelle Consulting Usura ed Anatocismo bancario

Un'altra sentenza che mette in risalto il comportamento scorretto degli istituti di credito.
08/11/2016

Un'altra sentenza che mette in risalto il comportamento scorretto degli istituti di credito.

Su un mutuo ipotecario la banca supera la soglia dei tassi consentiti, il giudice fa risarcire il cliente che dovrà riavere oltre 13mila euro

24/03/2016

Le associazioni dei consumatori, con la Adusbef in testa, avevano combattuto una battaglia ventennale per ottenere la cancellazione di questa orrenda pratica. Ci erano riusciti sino ad ottenere nel 2012 una sentenza della Consulta che sanciva la definitiva morte dell’anatocismo.

Sembrava che non ci fosse più nulla da fare per le banche che lo volevano reintrodurre.

Con un colpo di coda, del quale pochi si sono accorti, il governo Renzi ha reintrodotto l’ anatocismo con un decreto pubblicato il 25 di Giugno (il n. 91/14). Non ci crederete ma il decreto che fa rinascere l’ anatocismo è stato chiamato “Disposizioni urgenti per il rilancio e lo sviluppo delle imprese”.

Il tutto è stato ripristinato per legge da un emendamento di Sergio Boccadutri approvato giovedì scorso alla Camera.

Al danno si aggiunge la beffa e resta davvero incomprensibile una mossa di questo tipo da parte di un governo che si è presentato con ben altre credenziali.

Reintrodurre un meccanismo così odioso, più volte condannato dalle massime istituzioni giudiziarie del Paese, non ha davvero senso.
il meccanismo di capitalizzazione degli interessi: la periodicità nel conteggio degli interessi non potrà essere inferiore ad un anno (divieto di capitalizzazione infrannuale degli interessi) e gli interessi maturati, compresi quelli relativi all'uso delle carte di credito 'revolving', non possono produrre ulteriori interessi, salvo quelli di mora, e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale. Una soluzione che comunque non convince affatto il M5S, scecondo il quale "rimane la capitalizzazione degli interessi, pur annuale, nel momento in cui vengono addebitati su conto corrente dell'utente che non si trova in grado di saldarli subito". Posizione condivisa dalle associazioni dei consumatori, che in audizione al Senato evidenziano un paradosso dell'emendamento Boccadutri, in quanto prevede che la quota interessi maturati possa produrre interessi di mora, "in contrasto con la giurisprudenza della Cassazione che ritiene che anche gli interessi di mora, debbano essere calcolati solo sul capitale". Secondo i consumatori, si tratta di interessi generalmente superiori a quelli corrispettivi, quindi con effetti potenzialmente peggiorativi
per il cliente. In sostanza, per le associazioni la nuova norma determina la reintroduzione dell'anatocismo con la sola differenza che la capitalizzazione sarà annuale e non trimestrale. "Davvero poca cosa a fronte di anni di battaglie delle associazioni dei consumatori".

Tribunale di Pescara: Il Giudice condanna la banca alla restituzione di euro 428.464,98 € alla società, revoca il decret...
08/02/2016

Tribunale di Pescara: Il Giudice condanna la banca alla restituzione di euro 428.464,98 € alla società, revoca il decreto ingiuntivo avanzato dalla banca, dichiara l'illegittimà della segnalazione del nominativo degli opponenti alla Centrale Rischi e, per l'effetto, ordina l'immediata cancellazione, condanna per colpa grave e risarcimento danni la banca al pagamento nei confronti della società di euro 40.000,00 € condanna la banca al pagamento delle spese processuali in favore degli opponenti alla somma di euro 21.387,00 €.

Con la Sentenza n. 1276 del 23/07/2015 il Tribunale di Pescara ha recentemente condannato una banca alla restituzione in favore di uno dei suoi correntisti della somma di Euro 428.464,98 a causa di gravi irregolarità rinvenute nei rapporti in essere. Nel caso di specie, è stata addirittura la Banca a percorrere le vie legali presentando un decreto ingiuntivo nei confronti di un’azienda cliente, al fine di recuperare il presunto credito asseritamente vantato nei suoi confronti. Ebbene il Giudice, nel giudizio di opposizione che è seguito al d.i., dopo aver verificato i conteggi attraverso l’ausilio di un CTU, ha ribaltato la situazione ordinando alla Banca di restituire la somma di € 428.468,94 Questo perché il CTU nominato dal Giudice per calcolare la reale consistenza del debito del cliente ha, invece, ribaltato la situazione “debito-credito” per la nullità di varie clausole contrattuali relative all’illegittimo rinvio ai cd. “usi piazza”, all’illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori a fronte di una capitalizzazione annuale degli interessi creditori, e alla mancanza di una valida pattuizione delle CMS ed altri oneri e spese, applicati dalla banca ma non espressamente pattuiti e sottoscritti dal cliente. In conseguenza di ciò, la banca da creditrice si è trovata ad essere debitrice dell’azienda cliente con il Giudice che l’ha condannata alla restituzione della somma di Euro 428.464,98 oltre interessi legali, unitamente al risarcimento dei danni nei confronti del cliente – liquidati in ulteriori Euro 40.000 – a causa dell’illegittima segnalazione in Centrale Rischi effettuata dalla Banca, segnalazione che pertanto dovrà essere cancellata. Tale Sentenza dimostra ancora una volta l’importanza di far verificare da un Consulente specializzatoTribunale di Pescara: Il Giudice con sentenza n.1276 15 del 23 07 2015, condanna la banca alla restituzione di euro 428 464 98 alla società, revoca il decreto ingiuntivo avanzato dalla banca, dichiara l'illegittimà della segnalazione del nominativo degli opponenti alla Centrale Rischi e, per l'effetto, ordina l'immediata cancellazione, condanna per colpa grave e risarcimento danni la banca al pagamento nei confronti della società di euro 40 000 00, condanna la banca al pagamento delle spese processuali in favore degli opponenti alla somma di euro 21 387 00 la regolarità dei rapporti che si hanno con le banche.

http://www.delittodiusura.it/website/data/sentenze/tribunale%20di%20pescara%20sentenza%20n_1276-15%20del%2023_07_15.pdf

05/02/2016

Tassi usurai, giudice annulla il debito e condanna l’ex Carichieti

Annullato il pignoramento di 93mila euro a una coop ortonese che per quel debito mandò a casa 110 dipendenti.
CHIETI. Applicati interessi da usura e, dunque, il debito da oltre 93 mila euro non va restituito alla banca. È quanto sancisce il tribunale di Ortona in una sentenza emessa dal giudice Francesco Turco. La banca che ha violato la legge anti-usura è la ex Carichieti (che non ha più nulla a che fare con la Nuova Carichieti), ad essere stata travolta dalla vicenda è stata, invece, una cooperativa di servizi ortonese che lavorava con enti pubblici. Cooperativa che non ha retto ai problemi economici e alla fine si è sciolta.

Indirizzo

Via Dei Volsci
Montesilvano
65122

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