BMA Broker Assicurativo di Biondi & Magnani

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BMA Assicurazioni nasce nel 2014 come giovane e dinamica realtà fondata da due soci con una notevole esperienza alle spalle nel settore assicurativo. Grazie alla pluriennale attività sul campo, i nostri consulenti sono in grado di consigliarvi la soluzione più idonea alle vostre esigenze, illustrando con cura le caratteristiche di ogni prodotto e mettendo a confronto le proposte delle diverse comp

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07/04/2026

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Dal primo aprile è scattato l'obbligo di assicurarsi contro le calamità naturali anche per le micro e piccole imprese del settore turistico e della ristorazione. La cosiddetta...

20/12/2025

Tanti Auguri di Buone Feste!!! 🎄🎅

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24/11/2025

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La Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per la Toscana, con la Deliberazione n. 167/2025/PAR, fornisce un importante chiarimento in merito all’obbligo di copertura assicurativa per i dip…

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24/11/2025

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Il governo aveva gridato al successo, ma dopo un anno dall'entrata in vigore non c'è nessuna novità su targa e assicurazione, e in strada le cose sembrano non essere cambiate affatto

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15/10/2025

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La normativa permette di acquisire la stessa la classe di merito di un familiare convivente per assicurare un veicolo, nuovo o usato. Ecco i requisiti e come fare per risparmiare sul premio annuale.

08/08/2025

☀️ Si va in vacanza! ☀️

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Si avvisa la gentile clientela che, Venerdì prossimo, l'Agenzia sarà chiusa per il ponte del 1 Maggio.
27/04/2025

Si avvisa la gentile clientela che, Venerdì prossimo, l'Agenzia sarà chiusa per il ponte del 1 Maggio.

Auto a guida autonoma e sicurezza: siamo pronti in Italia?7 Aprile 2025Dai robotaxi alle prime sperimentazioni italiane,...
16/04/2025

Auto a guida autonoma e sicurezza: siamo pronti in Italia?
7 Aprile 2025
Dai robotaxi alle prime sperimentazioni italiane, la guida autonoma promette più sicurezza e mobilità inclusiva. Ma tra sfide tecnologiche, nodi normativi e diffidenza sociale, il nostro Paese è davvero pronto a fare il salto?

La guida autonoma è uno dei grandi trend del settore automotive, dagli Stati Uniti alla Cina, i veicoli senza conducente stanno passando dai prototipi alla realtà quotidiana, promettendo di rivoluzionare la mobilità. Tuttavia, ci sono ancora ostacoli da superare e dubbi da risolvere. A che punto siamo oggi e soprattutto l’Italia è pronta ad affrontare questa innovazione sulle proprie strade?

Lo scenario globale della guida autonoma
Un trend con un mercato di 400 milioni di dollari
Vantaggi, svantaggi e incertezze della guida autonoma
Dubbi su ostacoli improvvisi, manovre complesse, privacy e hacker
La situazione in Italia: sperimentazioni e normativa
Politecnici e Università stanno sperimentando soluzioni molto interessanti
Lo scenario globale della guida autonoma
La tecnologia dei veicoli autonomi sta compiendo progressi notevoli, anche se più lentamente rispetto alle previsioni più ottimistiche di qualche anno fa. Già da tempo circolano auto dotate di sistemi di assistenza avanzata (livelli 1 e 2 SAE), ma solo di recente iniziano ad affacciarsi sul mercato soluzioni di autonomia più evoluta, in cui il guidatore può persino togliere le mani dal volante in determinate condizioni​.

La classificazione dei livelli di guida autonoma è composta da sei categorie, dal livello 0 al livello 5, definiti dalla Society of Automotive Engineers (SAE). Questi sono i livelli per distinguere le funzionalità automatizzate che un veicolo può svolgere, fino ad arrivare alla guida completamente autonoma.

Livello 0: Auto “storiche” con guida totalmente affidata al conducente, senza interventi elettronici del veicolo.
Livello 1: Auto con sistemi di guida assistita di base, come l’ABS e il Cruise Control, che operano durante la frenata, accelerazione e rilevamento di corsia.
Livello 2: Auto a guida autonoma parziale, con intervento in frenata e accelerazione in caso di pericolo.
Livello 3: Automazione condizionale, in cui l’auto può sostituire il guidatore in alcune situazioni
Livello 4: Elevata automazione, in cui l’auto è in grado di monitorare l’ambiente circostante tramite sensori e compiere istruzioni di guida. Il guidatore può intervenire ma l’auto può operare autonomamente.
Livello 5: Piena automazione in cui l’auto può gestire completamente la guida senza alcun intervento umano, adattandosi a scenari complessi.


Secondo stime di McKinsey, entro il 2035 la guida autonoma potrebbe generare un giro d’affari annuo tra 300 e 400 miliardi di dollari​, confermando così le enormi aspettative economiche alimentate attorno a questo settore. A livello globale si contano decine di aziende tech e case automobilistiche impegnate nello sviluppo di sistemi a guida autonoma, con investimenti di miliardi di dollari.

Ad esempio, Waymo, la divisione di Google/Alphabet, è considerata pioniera in questo settore: dal 2009 i suoi veicoli hanno percorso oltre 22 milioni di miglia su strade pubbliche in più di 25 città americane​, accumulando dati preziosi. Progetti pilota di taxi autonomi sono già attivi: ad esempio i robotaxi di Waymo operano commercialmente a Phoenix, San Francisco, Los Angeles e Austin, offrendo passaggi senza conducente al pubblico.​

Un’altra Big Corporate come Tesla, ha seguito un approccio diverso, introducendo gradualmente ai clienti funzioni di guida assistita sempre più avanzate (il controverso software “Full Self-Driving”), che però al 2025 rimangono di Livello 2 SAE – dunque l’auto non è davvero autonoma e richiede la supervisione umana.

Le prospettive a lungo termine indicano un potenziale enorme in termini di sicurezza stradale e trasformazione della mobilità. L’Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE) prevede che entro il 2040 ben il 75% delle auto circolanti nel mondo potrebbe essere autonomo​. Inoltre, un rapporto KPMG stima addirittura che a regime l’adozione diffusa di veicoli senza conducente potrebbe ridurre quasi del 90% la frequenza degli incidenti entro il 2050​, eliminando l’errore umano dalla guida.

Vantaggi, svantaggi e incertezze della guida autonoma
La guida autonoma degli autoveicoli porta con sé grandi potenzialità ma anche incognite. Il principale beneficio atteso è un netto miglioramento della sicurezza stradale: eliminando l’errore umano (causa del 90% degli incidenti), i veicoli autonomi promettono di ridurre drasticamente il numero di sinistri.
I sensori avanzati (radar, telecamere etc…) e gli algoritmi di Intelligenza artificiale possono reagire più velocemente di un uomo di fronte ai pericoli, evitando ostacoli improvvisi e mantenendo una guida prudente, in ogni istante​. Si eviterebbero, così, incidenti dovuti a distrazione, stanchezza, abuso di alcol o imprudenze varie.

Oltre alla sicurezza, la guida autonoma offre vantaggi di efficienza: il traffico potrebbe diventare più scorrevole grazie ad auto capaci di coordinarsi tra loro e ottimizzare così velocità e distanze; il tempo passato in auto potrebbe essere recuperato per altre attività e categorie di persone oggi escluse dalla mobilità (anziani non patentati, disabili non in grado di guidare) potrebbero spostarsi in autonomia grazie a robotaxi o navette senza conducente.

In prospettiva, la diffusione di veicoli a guida autonoma potrebbe anche ridisegnare le città: meno bisogno di parcheggi (le auto possono muoversi da sole dopo aver lasciato i passeggeri), servizi di sharing più efficienti, minore inquinamento grazie a una guida ottimizzata e all’integrazione con l’elettrico.

Ma esistono ancora limitazioni tecnologiche e questioni aperte che rappresentano veri e propri punti deboli. I sistemi di guida autonoma attuali faticano in molte situazioni complesse: condizioni meteorologiche avverse (neve, ghiaccio, pioggia forte) possono accecare sensori e telecamere; la gestione di scenari imprevisti o caotici (strade senza segnaletica, cantieri improvvisi, comportamenti anomali di altri utenti della strada) rimane difficoltosa per l’AI. Non a caso, la gran parte dei programmi di guida autonoma oggi limita l’operatività a determinate aree geografiche ben mappate, e condizioni specifiche (le cosiddette operational design domain). “Driverless”, infatti, non significa infallibile: alcuni incidenti avvenuti nei test lo dimostrano, ad esempio veicoli autonomi incapaci di gestire correttamente svolte complicate o casi di ostacoli in carreggiata​.

Vi sono poi i dilemmi etici: come deve reagire un’auto autonoma in una situazione di emergenza in cui qualunque azione potrebbe causare vittime? Al momento non ci sono risposte largamente condivise.

Un altro aspetto critico è quello normativo e legale. Le leggi stradali attuali in molti Paesi non contemplano ancora il caso di veicoli che guidano da soli senza intervento umano. Chi è legalmente responsabile in caso di incidente? Come assicurare un’auto senza conducente?

Molte nazioni stanno aggiornando il proprio quadro normativo: ad esempio, la Convenzione di Vienna sul traffico stradale è stata emendata per riconoscere i sistemi autonomi; Sottoscritto anche dall’Unione Europea, l’articolo rende più semplice la “legalizzazione” della guida autonoma, a partire dagli Adas di livello 3. E nel Regno Unito la nuova legge del 2024 stabilisce che il passeggero di un veicolo autonomo non sarà considerato conducente ai fini di responsabilità.

Tuttavia, questioni come la privacy dei dati (le auto autonome raccolgono e trasmettono enormi quantità di informazioni), la sicurezza informatica (protezione da possibili hackeraggi dei sistemi di guida) e l’impatto occupazionale (autisti professionisti, autotrasportatori e tassisti che temono di essere sostituiti) rappresentano sfide sociali molto importanti.

La situazione in Italia: sperimentazioni e normativa
In Italia la rivoluzione della guida autonoma è ancora alle battute iniziali, ma non mancano progetti e sperimentazioni anche nel nostro Paese. Dal punto di vista normativo, fino a pochi anni fa il Codice della Strada italiano impediva la circolazione di veicoli senza conducente: la legge definisce infatti il veicolo come “mezzo guidato da una persona”, escludendo quindi un’auto che si muove autonomamente​.

Una svolta è arrivata con il Decreto “Smart Road” (D.M. n.70 del 28/02/2018), emanato dal Ministero dei Trasporti, che ha istituito un quadro normativo per autorizzare la sperimentazione su strada di veicoli a guida autonoma. Dal 2018 è possibile, per enti e aziende che ne facciano richiesta, ottenere permessi per testare veicoli dotati di sistemi avanzati di guida sulle strade pubbliche italiane, a condizioni molto stringenti.

Il decreto ha fissato paletti come la necessità di un safety driver a bordo pronto a intervenire, l’obbligo di registrare i dati di ogni test, nonché requisiti sui tipi di strade e situazioni dove è consentito svolgere le prove. Inizialmente, inoltre, erano ammessi solo veicoli con automazione fino al Livello 2 SAE (guida “collaborativa” con l’uomo)​. Un aggiornamento successivo, proposto nel 2020, ha aperto la porta anche a test con veicoli privi di volante e pedali​ – quindi potenzialmente di Livello 4 – ma sempre in contesti controllati e previa autorizzazione caso per caso.

Grazie a questo quadro regolatorio, sono partite le prime sperimentazioni. Un evento simbolico rilevante si è tenuto già a fine 2018 a Torino: nell’ambito di una demo sul 5G, una vettura è stata guidata da remoto attraverso le strade del centro, con i passeggeri a bordo e un pilota che la controllava da una postazione distante via rete mobile​.

Il primo vero test su strada pubblica di un veicolo autonomo in Italia è avvenuto a Parma il 27 maggio 2019: protagonista l’azienda VisLab (spin-off dell’Università di Parma), che per prima ha ottenuto dal Ministero l’autorizzazione a condurre prove con una vettura a guida automatica nel traffico reale​. Il veicolo, un prototipo equipaggiato con sensori e computer di bordo ha percorso alcuni tratti cittadini dimostrando capacità di mantenere la corsia, affrontare rotonde e intersezioni in autonomia​.

Torino si è proposta come città laboratorio: dal 2018 il Comune ha lanciato il progetto Turin City Lab per attrarre sperimentazioni hi-tech, e proprio a Torino nel 2021-2022 la società ingegneristica Teoresi ha condotto un progetto di conversione di una microcar elettrica (la XEV YoYo) in una vettura senza conducente, in collaborazione con il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile​.

A Milano, il Politecnico e altre università stanno lavorando sulla sviluppo della guida autonoma: nel 2020 una piccola navetta autonoma ha circolato nell’area del campus Bovisa in fase di test, e più di recente il Politecnico di Milano ha ottenuto l’autorizzazione per far partecipare un’auto a guida autonoma alla storica gara rievocativa 1000 Miglia: nel 2024, infatti, il Politecnico ha partecipato alla storica gara con il progetto “1000 Miglia Autonomous Drive” (1000 MAD), realizzando una delle più lunghe sperimentazioni di guida autonoma su strade pubbliche, nel nostro Paese. È stata utilizzata una Maserati GranCabrio Folgore completamente elettrica, equipaggiata con un sistema avanzato di guida autonoma sviluppato dal team di ricerca del Politecnico. La vettura ha percorso oltre 1.000 km in modalità autonoma durante la corsa, affrontando diverse tipologie di strade e condizioni di traffico reali. A bordo era presente un “co-driver” umano, nel rispetto dei requisiti di sicurezza previsti per la sperimentazione su strade pubbliche.

Oltre al Politecnico, anche aziende pubbliche e private stanno investendo. Poste Italiane nel 2024 ha annunciato un progetto pilota per veicoli a guida autonoma destinati alla consegna dei pacchi​, nell’ambito dei finanziamenti del PNRR (Piano di Ripresa e Resilienza) dedicati alla mobilità smart: l’idea è sviluppare van o micro-veicoli capaci di effettuare il recapito ultimo miglio senza conducente, inizialmente in ambienti protetti e poi, un domani, sulle strade urbane.

Il progetto prevede la costruzione di un prototipo veicolare connesso a guida autonoma, sfruttando una piattaforma innovativa di sensori e avanzati algoritmi di intelligenza artificiale per consentire la guida autonoma in ambienti urbani complessi. Il veicolo sarà personalizzato con elementi di design per migliorare l’esperienza degli operatori e dei clienti, rispondendo alle specifiche funzionalità identificate nei casi d’uso di interesse per Poste Italiane.

La guida autonoma arriverà…ma non subito
La guida autonoma rappresenta una delle sfide tecnologiche più ambiziose del nostro tempo, e sebbene l’Italia non sia ancora tra i Paesi leader, sta muovendo i primi passi con decisione. Le sperimentazioni condotte da università, aziende e pubbliche amministrazioni dimostrano un crescente interesse, ma il quadro normativo deve ancora evolversi per accogliere pienamente questa innovazione. Perché la guida autonoma possa davvero decollare anche nel nostro Paese, serviranno investimenti in infrastrutture, un aggiornamento delle leggi, una maggiore fiducia da parte dell’opinione pubblica e una strategia coordinata tra pubblico e privato. I vantaggi in termini di sicurezza, sostenibilità e inclusività sono concreti, ma non automatici: occorre prepararli con attenzione. L’Italia ha il know-how tecnologico e la creatività per giocare un ruolo importante, a patto di non perdere altro tempo. Il futuro della mobilità è autonomo, ma dipende dalle scelte che faremo oggi.​
Articolo estratto da Linearblog

Allarme distrazioni al volante: nuove tecnologie anti-incidenti4 Aprile 2025Telecamere intelligenti e allarmi in tempo r...
16/04/2025

Allarme distrazioni al volante: nuove tecnologie anti-incidenti
4 Aprile 2025
Telecamere intelligenti e allarmi in tempo reale. Così l’auto ti riporta con lo sguardo sulla strada

Sulle strade europee, ogni giorno, si consuma un paradosso: veicoli sempre più sicuri e intelligenti, guidati da persone sempre più distratte. Un messaggio, una notifica, uno sguardo al cellulare possono bastare per rendere pericoloso anche un tragitto ordinario. E i numeri lo confermano: la distrazione è ormai tra le principali cause di incidenti stradali, spesso legata all’uso improprio dello smartphone.

Di fronte a un fenomeno che continua a crescere nonostante campagne di sensibilizzazione e inasprimento delle sanzioni, l’Unione Europea ha scelto di intervenire con un approccio radicale: un nuovo pacchetto normativo che punta a ridurre drasticamente gli incidenti agendo direttamente sul comportamento dei conducenti.

A partire da luglio 2024, tutti i veicoli di nuova immatricolazione dovranno essere equipaggiati con dispositivi di sicurezza avanzata, tra cui sistemi in grado di monitorare l’attenzione del guidatore e – in caso di distrazione prolungata – intervenire automaticamente bloccando l’uso dello smartphone. Una svolta tecnologica pensata per spezzare la pericolosa abitudine di utilizzare il telefono alla guida e per avvicinare l’Europa all’obiettivo ambizioso di “Vision Zero”: zero vittime sulle strade entro il 2050.

Un fenomeno allarmante: incidenti e smartphone alla guida
Un italiano su dieci ha fatto un filmato con lo smartphone, durante la guida
Sei distratto? Scatta il blocco del telefono in auto
Un nuovo strumento per bloccare lo smartphone in caso di una distrazione
Come funziona il sistema anti-distrazione
Telecamere a infrarossi monitorano i comportamenti dell’utente nell’abitacolo
Distrazioni alla guida: quando lo smartphone diventa un pericolo
Basta una semplice notifica sullo schermo, uno sguardo abbassato per pochi secondi, e la situazione può cambiare drasticamente. Le distrazioni alla guida sono ormai una delle principali emergenze sulle strade. Secondo i dati più recenti, la guida distratta è la prima causa di incidenti stradali, spesso con lo smartphone come principale responsabile.

I dati Istat confermano che le distrazioni al volante rappresentano circa il 15% degli incidenti totali. A sottolineare la gravità del fenomeno, un’indagine Anas del 2023 ha rivelato che 1 italiano su 10 ha filmato con lo smartphone durante la guida. Il 3,1% ha ammesso di averlo fatto personalmente mentre era al volante, mentre un ulteriore 6,9% ha dichiarato di essere stato passeggero su un’auto guidata da chi stava registrando un video.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’utilizzo del telefono durante la guida quadruplica il rischio di incidente. Ecco perché, oltre a campagne di sensibilizzazione e a sanzioni più severe, le istituzioni – a partire dall’Unione Europea – stanno puntando su soluzioni tecnologiche in grado di prevenire le distrazioni prima che si trasformino in tragedie.

Sei distratto? Il telefono si blocca automaticamente
Per rispondere a questa emergenza, l’Unione Europea ha introdotto nuove norme sulla sicurezza stradale che mirano direttamente al comportamento del conducente. A partire dal 7 luglio 2024, tutte le nuove immatricolazioni di veicoli – incluse auto, furgoni, camion e autobus – dovranno essere dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS), capaci anche di rilevare disattenzioni e cali di concentrazione.

Il provvedimento, parte integrante del Regolamento (UE) 2019/2144, amplia l’obbligo già in vigore dal 2022 per i nuovi modelli omologati, estendendolo ora a tutti i veicoli venduti nell’UE. Ogni nuova auto dovrà dunque disporre di una dotazione tecnologica di sicurezza di serie, che include:

Intelligent Speed Assistance (ISA), ovvero l’adattamento automatico della velocità ai limiti imposti;
Retrocamera o sensori per le manovre in retromarcia;
Sistema di frenata d’emergenza automatica;
Registratore di dati di bordo (la cosiddetta “scatola nera”);
E, soprattutto, un sistema per monitorare attenzione e stanchezza del conducente.
Quest’ultimo strumento ha l’obiettivo di segnalare in tempo reale eventuali distrazioni, come lo sguardo rivolto al cellulare o segnali di sonnolenza. Ma non si ferma qui: la nuova generazione di sistemi è progettata per andare oltre, fino a bloccare l’uso del telefono se rileva una distrazione prolungata.

Molte auto moderne già integrano telecamere per monitorare il livello di attenzione, ma a partire da luglio 2024, questi strumenti diventeranno obbligatori su tutte le nuove vetture in commercio. Distrarsi al volante, quindi, non sarà più tollerato come prima.

Come funziona la tecnologia anti-distrazione
Il dispositivo chiave del nuovo approccio europeo alla sicurezza stradale è una telecamera a infrarossi installata nel veicolo e orientata verso il volto del conducente. Il suo compito è quello di monitorare in tempo reale lo sguardo e i movimenti della testa, valutando per quanto tempo l’attenzione si distoglie dalla strada.

Se l’automobilista guarda altrove per più di 6 secondi mentre viaggia tra i 20 e i 50 km/h, il sistema emette un segnale acustico per richiamare immediatamente l’attenzione. A velocità superiori, sopra i 50 km/h, la soglia di intervento si abbassa: bastano 3,5 secondi di distrazione per attivare l’allarme. Il principio è semplice: intervenire prima che si verifichi una situazione di pericolo.

Questa tecnologia si inserisce nel più ampio programma dell’Unione Europea denominato “Vision Zero”, che punta a eliminare le vittime della strada entro il 2050.

Nel caso in cui il guidatore ignori i segnali di avvertimento e continui a distrarsi, il sistema può adottare misure più incisive: rallentare automaticamente il veicolo o disattivare temporaneamente alcune funzionalità di bordo. Chi è abituato a mandare messaggi, scorrere i social o fare video mentre è al volante dovrà cambiare radicalmente comportamento.

Articolo estratto da Linearblog

Da parte di tutto il team di BMA Assicurazioni, i nostri più sinceri auguri di Buone Feste!Grazie per la fiducia che ci ...
15/12/2024

Da parte di tutto il team di BMA Assicurazioni, i nostri più sinceri auguri di Buone Feste!
Grazie per la fiducia che ci avete accordato nel corso dell’anno.
A voi, nostri stimati clienti e a coloro che vorranno diventarlo, auguriamo un Natale sereno e un anno nuovo ricco di soddisfazioni, successi e serenità.
Sempre al vostro fianco, pronti a proteggere ciò che conta di più per voi.
Buone Feste

Indirizzo

Corso Giacomo Matteotti 155/b
Montecatini Terme
51016

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 18:00
Martedì 09:30 - 18:00
Mercoledì 09:30 - 18:00
Giovedì 09:30 - 18:00
Venerdì 09:30 - 13:00

Telefono

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