09/05/2026
Ogni volta che entro in una classe, mi ricordo perché vale la pena parlare di tecnologia ai più giovani.
In questi giorni sto portando avanti un corso in una scuola di Foggia, con studenti di prima superiore, dove affrontiamo Python, algoritmi di ricerca e algoritmi di ordinamento.
Vederli avvicinarsi a questi concetti per la prima volta è sempre interessante.
Perché non stiamo solo spiegando righe di codice.
Stiamo provando a trasmettere un modo di pensare.
Scrivere un algoritmo significa imparare a:
osservare un problema
dividerlo in passaggi
cercare la soluzione migliore
ragionare con metodo
Ed è una competenza che andrà ben oltre la programmazione.
Il mondo che stanno per vivere sarà sempre più guidato da strumenti intelligenti e da sistemi sempre più agentici.
Per questo credo che serviranno professionisti capaci non solo di “usare l’AI”, ma di usarla bene:
con consapevolezza, basi tecniche e senso critico.
Anche nella nostra startup lavoriamo ogni giorno con questa idea:
la tecnologia ha valore quando aiuta le persone a crescere, capire e costruire meglio.
Ed è per questo che il confronto con i giovani, per me, resta sempre una delle esperienze più importanti.
Se oggi dovessi insegnare una sola competenza digitale ai ragazzi, da quale partiresti?
._mcip ._seppe