14/06/2026
L’inizio è stato importante. Le conferme che la direzione era giusta sono arrivate più volte nel corso degli anni. Ma un momento “solo per noi” di Finimpresa in quasi 9 anni non eravamo mai riusciti a prendercelo. Stare assieme qualche giorno senza formalità, giocando un po’ e condividendo passioni e lavoro, ha confermato che abbiamo raggiunto i risultati più grande: l’armonia e la fiducia fra colleghi. Anni fa, in in altra realtà, il mio AD mi riprendeva bonariamente dicendo che si vedeva troppo che al lavoro ci divertivamo e che avremmo dovuto mantenere un po’ di distacco e di formalità altrimenti avremmo generato gelosie e … altro. Aveva ragione. Tuttavia non siamo cambiati. Anzi.
Personalmente ho sempre ritenuto che la strada fosse quella giusta. I risultati arrivano dalle persone con cui lavori fianco a fianco e non solamente dalle slide da presentare in CdA. Un ambiente armonioso e non tossico, libero da formalità dinastiche o altre follie narcisistiche è capace di trasmettere -spontaneamente- ai colleghi tutto: dal progetto dell’impresa per cui lavorano all’importanza delle singole attività che vengono declinate ogni giorno. Si genera un’energia straordinaria che - ripeto spontaneamente - va sempre nella direzione più efficace. I momenti di condivisione fra colleghi portano anche all’auto analisi da un punto di vista imprenditoriale. La società cambia in continuazione e considerando che fra me e la risorsa più giovane ci sono 32 anni di differenza mi chiedo sempre cosa posso imparare e cosa rischio di non vedere o di non comprendere. Quando iniziai questo lavoro dai colleghi anziani ho imparato la struttura del lavoro ed il rispetto per le competenze e per il cliente. Dai colleghi neo assunti nel corso degli anni ho imparato la flessibilità, l’importanza della velocità delle decisioni ed il valore ontologico e manageriale della diversità. La strada continua insieme sulla fiducia e sulla condivisione, grazie ai colleghi e grazie al fatto che tutti i soci di Finimpresa credono in questo progetto. Nicola.