13/04/2015
Il Comune di Milano ha aderito alla disposizione di legge che consente l’adesione ad un mini condono: 160.000 lettere inviate da Equitalia con la richiesta di adesione sono già in viaggio, dirette agli automobilisti che potrebbero usufruirne. Con questa strategia l’amministrazione punta ad incassare 200 milioni di euro da multe mai pagate, risalenti agli anni 1996-2004. Per rientrare nella sanatoria, si dovrà saldare il conto entro il 30 aprile, liberandosi così dei costi accessori di mora che nel frattempo saranno lievitati come di consueto.
Il Comune, intanto, sta recuperando le multe relative all’anno 2012, ma risulta così un vuoto temporale: quello che va dal 2004 al 2010, con somme pari a 800 milioni di euro. La situazione di stallo è dovuta al fatto che per il periodo in questione la competenza è ancora di Equitalia, e non dell’amministrazione comunale che ha avocato a sé le funzioni di riscossione dei tributi solo per il periodo posteriore, e tuttavia non è soggetto al condono.
I cittadini che hanno accumulato multe negli anni 2004-2010, quindi, dovranno vedersela ancora con l’ente di riscossione dei tributi. E non è tutto: coloro che invece riceveranno la lettera da parte di Equitalia in realtà non si troveranno tra le mani un’ingiunzione di pagamento, ma solo una nota informativa riguardo il condono in atto. Cosa ne sarà, allora, della prescrizione prevista dopo cinque anni (art. 209 del Codice della Strada; art. 14 L. 689/1981)? È presto detto: l’agenzia per la riscossione dei tributi ha la facoltà di mettere in atto dei provvedimenti per interrompere la prescrizione. Tuttavia, può succedere che il cittadino, recandosi presso lo sportello dell’agenzia, si senta dire che i documenti relativi alla procedura sono stati inviati al macero perché troppo vecchi, e che deve rivolgersi al comando dei vigili. I quali, però, possono trovarsi nell’impossibilità di ritrovare un vecchio verbale perché manca l’estratto di ruolo, poiché tutti gli atti relativi sono nelle mani di Equitalia.
Impossibile, quindi, aderire alla sanatoria per problemi strettamente burocratici? Non per forza. È possibile infatti presentare ricorso, rivolgendosi a professionisti competenti. D’altra parte, è diritto del cittadino l’accesso agli atti che lo riguardano e ad eventuali procedure che interrompano la prescrizione; l’automobilista deve poter verificare se le cartelle sono errate, già pagate, o se si riferiscono ad altre persone. È inoltre dovere degli uffici pubblici conservare memoria telematica dei verbali arretrati, per cui, se si incontrano difficoltà, piuttosto che perdere tempo è preferibile muoversi attraverso i canali giusti.