09/09/2023
SALVIAMO LA MOTOGP
In questi giorni la notizia sulla bocca di tutto il paddock della MotoGP è quella del possibile passaggio di Marc Marquez alla Ducati-Gresini nel 2024. Magari in attesa di andare in KTM nel 2025.
Premesso che Marc Marquez ha un contratto con Honda fino a fine 2024, c’è una considerazione che più di ogni altra dovrebbe farci sperare che questa notizia non possa essere fondata.
Analizziamo la situazione tecnica dei giapponesi: Suzuki si è ritirata, Honda e Yamaha annaspano già da tempo nelle retrovie, per non aver saputo interpretare come hanno fatto Ducati, KTM e Aprilia il regolamento tecnico che ha trasformato le MotoGP in bestie stranissime, lontane anni luce dal concetto tradizionale di “motocicletta”.
Come già scritto su questa pagina nell’agosto dello scorso anno, infatti, le MotoGP sono ormai dei Dragster/Transformer tutta elettronica e "muscoli" in frenata e accelerazione che non premiano più come in passato l’abilità del pilota né quella dei progettisti specializzati nella ricerca della facilità di guida e della velocità in curva.
I giapponesi sono rimasti indietro in questa trasformazione. Non è dato sapere se per scelta o per riduzione di budget, ma è così. E se Marquez dovesse veramente lasciare Honda, significherebbe che il colosso di Tokyo glielo lascerà fare perché ha deciso di gettare la spugna.
Se così fosse, ci sarebbe una ricaduta terribile sull’immagine (già ampiamente erosa dal punto di vista puramente sportivo) del mondiale. Ancora un po’ e dovranno cambiare la titolazione da “mondiale” a “europeo”, almeno dal punto di vista della Case impegnate.
L’eventuale abbandono di Honda da parte di Marquez avrebbe ricadute pesanti sull’intero sistema. L’interesse dei tifosi scenderebbe ancora di più sotto il livello di guardia già raggiunto, di pari passo con il valore del campionato.
Valore che, lo ricordiamo, non è interesse della sola Dorna mantenere alto. Se la Dorna guadagna meno con la vendita dei diritti TV perché i giapponesi continuano a fare i comprimari, ci rimettono tutti: i team non ufficiali (come ad esempio il team Gresini) che dalla Dorna sono mantenuti in vita, i team ufficiali, che avranno meno soldi dai loro sponsor, i piloti, che avranno contratti sempre meno ricchi, i circuiti, che vedranno le tribune svuotarsi sempre di più, ecc ecc.
Insomma, che Marquez rimanga in Honda almeno fino alla fine del contratto, è praticamente una necessità dell’intero ambiente. Frustrante per lui, certo, ma è un interesse vitale per tutti. Quindi possiamo star certi che in molti fra quelli che hanno il potere di orientare le scelte, si opporranno ad un simile scenario.
Esasperando il concetto, che lui rimanga in Honda è uno dei pochi pilastri che ancora possono sostenere il castello di carta della MotoGP attuale.
A questa tesi si potrebbe obiettare che magari sia Honda a volersi liberare di lui. Situazione poco probabile, ma possibile al verificarsi di una delle seguenti condizioni:
1) Honda ha già un accordo con un pilota che ritiene più forte di Marquez (?!).
2) Honda ha deciso che la MotoGP non è più strategica per le sue necessità di marketing (e qui si torna alla tesi iniziale di un mondiale che rischia di entrare in sala di rianimazione).
La prima condizione, sinceramente, ci sembra davvero irrealizzabile.
Sulla seconda invece, conoscendo il pragmatismo dei giapponesi, meglio non sbilanciarsi troppo…